La Guerra Santa(nchè) e la maggioranza silenziata

9 novembre 2009

Guerra santa

Sara’ bene liberare subito il campo dagli equivoci: le reazioni isteriche e violente contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul crocifisso nelle scuole provengono da una minoranza di fondamentalisti che vuole scatenare una guerra santa, ancora una crociata nel nome di Cristo. Ha ragione don Paolo Farinella quando scrive che quel Cristo, se potesse, prenderebbe a calci questa

“nuova “Compagnia di Gesù” fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati còrrei di blasfemìa e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radic(ch)i(o) cristiani … chi prepara la croce, chi la fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire.”

Ecco allora lo spettacolo immondo di Daniela Santanchè, da tempo ormai impegnata nella sua crociata contro gli infedeli, esibire odio e stupidita’ e insultare Maometto, apostrofandolo “pedofilo”. Se a questa signora sta a cuore questo problema – la pedofilia – potrebbe occuparsi della pedofilia clericale, un problema di dimensioni gigantesche all’interno della Chiesa Cattolica, problema ignorato disgraziatamente dai mezzi d’informazione italiani ma non dai media internazionali e denunciato anche in sede ONU.

Ecco allora un altro sepolcro imbiancato, il sottosegretario Giovanardi, gettare aceto sul corpo del giovane Stefano Cucchi, un altro povero Cristo assassinato da quello Stato che appende il crocifisso nelle scuole, nelle carceri e nei tribunali. Non e’ stato forse Mussolini ad iniziare questo rito feticista? Ma Giovanardi ha motivi piu’ personali per gettare quell’aceto: quella vergognosa legge proibizionista, liberticida e infame sulle droghe – la responsabile prima della morte di Stefano Cucchi – porta infatti il nome Fini-Giovanardi.

Grazie ai mezzi d’informazione – che sarebbe meglio chiamare mezzi di propaganda – quella minoranza ottusa, violenta e opportunista viene presentata come maggioranza nel paese. Ma non tutti i cristiani e nemmeno tutti i cattolici sono d’accordo con il Vaticano e i crociati del crocifisso; le confessioni cristiane protestanti per esempio hanno accolto favorevolmente la sentenza della Corte Europea; e cosi’ pure molti credenti cattolici, dalle comunita’ cristiane di base a molti preti che testimoniano la loro fede senza gli ori e la simonia d’Oltretevere. Don Franco Barbero, rispondendo a un lettore del suo blog, non usa mezzi termini:

“La tragedia non sta tanto nei vari Bossi che pensano solo a fare bottega, ma nella prostituzione vaticana al potere razzista del governo italiano. Le gerarchie cattoliche continuano il loro mestiere: emarginare il Vangelo e cancellare la prassi storica di Gesù di Nazaret. Ormai il linguaggio ecclesiastico è diventato una retorica religiosa che viene usata per nascondere le sordide alleanze,  i privilegi, i soprusi. Si abusa del nome stesso di Dio e di Gesù per gli  interessi  dell’azienda cattolica.”

Sicuramente moltissimi cittadini italiani (dai sondaggi (*) online si direbbe la maggioranza) sono d’accordo con quella sentenza. La classe politica e i media non riflettono affatto il paese, l’opinione pubblica della Repubblica e questo gap, che diventa ogni giorno di piu’ un baratro, rappresenta il vero problema italiano.

I cittadini che si riconoscono nei principi di civilta’ riaffermati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non sono minoranza ne’ maggioranza silenziosa; siamo invece la maggioranza silenziata, silenziata da queste orde di barbari che occupano le istituzioni repubblicane, mezzi d’informazione inclusi. Prendere coscienza di questa realtà è il primo passo per riappropriarci della Repubblica.

(*) Sondaggi: Il Corriere della Sera ha pubblicato un sondaggio condotto da Renato Mannheimer: l’84% degli italiani sarebbe favorevole all’esposizione dei crocifissi nelle scuole. Il sondaggio riporta dati molto differenti da quelli raccolti dai principali quotidiani italiani online; e’ vero che quei sondaggi online non hanno il valore scientifico di un sondaggio condotto con i metodi della statistica e tuttavia la differenza tra i risultati raccolti online e il sondaggio di Mannheimer sembrano troppo distanti. Forse che i sondaggi online sono iniziati subito dopo la sentenza della Corte Europea mentre il sondaggio di Mannheimer e’ stato fatto dopo che giornali e televisione hanno potuto bombardare per alcuni giorni gli italiani con la propaganda sul crocifisso? Forse che gli italiani sono stati convinti da giornali e TV che la Corte Europea vuole abolire la religione in Italia? Forse chi vota online e’ piu’ informato e ha meno possibilita’ di cadere vittima della disinformazione da parte di stampa e TV e vota con piu’ convinzione essendo tutelato l’anonimato? Che ne pensate?

 

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Guerra Santa

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Studente gay aggredito a Udine

7 settembre 2009

Dal Giornale del Friuli VIA Circolo Pasolini:

RASSEGNA STAMPA – FONTE MESSAGGERO VENETO – DOMENICA, 06 SETTEMBRE 2009 – Pagina 5 – Udine

I circoli stanno pensando a una fiaccolata di sensibilizzazione

Minacce e insulti, studente gay deve fuggire

Giovane rincorso vicino all’università. L’Arcigay: in città sta crescendo l’intolleranza

L’INIZIATIVA

IL CASO

L’allarme dell’udinese Alberto Baliello, della segreteria nazionale: «Molti non denunciano perché nascondono la loro omosessualità ai genitori» [leggi articolo]

Almeno sull’omofobia, l’Italia sembra essere unita da Nord a Sud. Ma come diceva Albert Einstein, “Il mondo è un posto pericoloso; non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla”


Un film da non perdere

5 settembre 2009

locandinafilmMagari lo conoscete gia’ tutti ma io l’ho appena visto e vorrei parlarne qui sul mio blog. Un film da non perdere, specialmente nell’Italia delle ronde e degli attacchi omofobi e xenofobi. Un documentario di un bravo regista francese, Olivier Meyrou, Au-Delà De La Haine (Beyond Hatred nella versione inglese) che narra la storia di un fatto di cronaca accaduto recentemente in Francia; tre ragazzi, spinti dall’odio, ammazzano un ragazzo omosessuale che nemmeno conoscevano. Ma quel “frocio”, uno sconosciuto nella mente dei carnefici e che ai loro occhi ha commesso l’affronto di difendersi e di chiamare gli assassini “codardi”, quel ragazzo ha una famiglia, relazioni, una vita che ora è stata distrutta insieme a quella dei sopravvissuti. Il film mostra anche la macchina della giustizia francese in opera e il lavoro dei media. Au-Delà De La Haine è stato mostrato alla TV francese nel 2005, alla Berlinale nel 2006 e in altri festival in Europa, assicurandosi anche una distribuzione negli Stati Uniti. Qui potete leggere una recensione in inglese sul sito della BBC. E qui una in italiano dal sito di CinemaGay.it.

Qui potete leggere, sempre in inglese, un’intervista con il regista, Olivier Meyrou.

Non so – e me ne scuso –  se il film sia stato mostrato in Italia, a qualche festival o in tv. Però è un film da non perdere e sarebbe utile che si vedesse in TV anche in Italia. E’ un film per pensare, riflettere oltre le emozioni, con razionalita’, calma e rispetto. Un film, una storia che ha da insegnarci molto sulla tolleranza e il vivere insieme. Io ve lo consiglio. Se l’avete gia’ visto o sapete dirmi se e’ stato mostrato in Italia, scrivetemi o lasciate un commento. Oppure scrivete alla RAI per sapere se e’ stato mostrato o se hanno intenzione di mostrarlo. Grazie.