Emma Marcegaglia e “l’immensa vigliaccheria e l’opportunismo della borghesia italiana”

10 ottobre 2009
La presidente della Confindustria Emma Marcegaglia con il dittatore libico Gheddafi

La presidente della Confindustria Emma Marcegaglia con il dittatore libico Gheddafi

I veri amici si riconoscono nel momento del bisogno. La peggiore settimana nella vita politica di Silvio Berlusconi non è ancora passata che già arrivano i cheerleaders:

SALERNO – «Non bisogna delegittimare le istituzioni, però dall’altra parte non va neanche bene chi vuole approfittare dell’esito del Lodo Alfano per delegittimare il governo». Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine di un convegno promosso dalla fondazione Farefuturo.

Lo sanno tutti, il problema non è la sentenza della Consulta ma l’avere un capo del governo implicato in gravissimi procedimenti giudiziari e – lo ricordiamo alla presidente Marcegaglia – nelle democrazie liberali e’ prassi che il politico che ricopre cariche istituzionali (specialmente un primo ministro!) si dimetta quando ha guai con la giustizia.

All’estero lo capiscono benissimo; con editoriali durissimi, la libera stampa internazionale, dal Times di Londra al New York Times al Guardian, invita il Bananiero Capo a dimettersi e ricorda ai lettori la recente storia fascista italiana. Il Financial Times – che la presidente Marcegaglia forse conosce – ha scritto pochi giorni fa‘: “L’Italia starebbe sicuramente meglio senza di lui”.

Ma la nostra borghesia, come nei peggiori momenti della storia d’Italia, lancia le scialuppe di salvataggio e Marcegaglia non ha dubbi: “il governo deve andare avanti, Silvio Berlusconi deve andare avanti col suo esecutivo”. Certo, anche i cheerleaders vogliono un po’ di gratitudine: “Il governo deve mettere all’ordine del giorno il taglio delle tasse”. E ci sembra il minimo, dopo l’approvazione dello scudo fiscale! E’ la stessa Marcegaglia che abbiamo visto sorridente accanto al dittatore libico Gheddafi: “Verrà creata presto una zona franca dedicata esclusivamente alle imprese italiane operanti in Libia”.

La borghesia industriale italiana di oggi è forse ancora peggiore di quella che consenti’ a Mussolini di imporre una dittatura che rovino’ il paese in una guerra sanguinaria, combattuta accanto alla Germania di Hitler. Gia’ Pasolini defini’ la borghesia italiana “la piu’ ignorante d’Europa”, una borghesia di cui anche Montanelli non aveva una grande opinione: “l’immensa vigliaccheria e l’opportunismo della borghesia italiana”. Le parole di Montanelli sono la migliore risposta alla presidente della Confindustria.


Repubblica delle Banane: il PD deve chiedere le dimissioni di Berlusconi

8 ottobre 2009

banane

Il giorno dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il c.d. lodo Alfano – la legge con cui Berlusconi tentava di sottrarsi alla legge e ai processi che lo riguardano – continuano le dichiarazioni dei politici italiani, allergici alla civiltà liberal-democratica, che confermano che è davvero nata la Repubblica delle Banane.

Lasciamo perdere le dichiarazioni del Bananiero Capo e dei suoi tirapiedi per concentrarci su due cariche istituzionali importantissime. Il Presidente della Camera Fini parla dell’ “incontestabile diritto politico di Silvio Berlusconi di governare, conferitogli dagli elettori”; il vice-Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino non ha dubbi: “Gli effetti di questa sentenza non sono riproducibili sul terreno politico. C’è una maggioranza espressa dal corpo elettorale, che va avanti con le proposte contenute nel suo programma”.

Ieri il PD ha finalmente trovato l’unanimità, quella sbagliata però; invece di chiedere le immediate dimissioni di Berlusconi  – che, ricordiamolo, solo pochi giorni fa’ era stato trovato colpevole di corruzione da un tribunale della Repubblica – il PD ha invitato Berlusconi a restare al suo posto. Massimo D’Alema ha commentato: “E’ sbagliato trarre conseguenze politiche. I governi cadono se manca la maggioranza, non per una sentenza”.

Come dicevamo nei giorni scorsi, nei paesi civili quelle conseguenze politiche sarebbero scontate; oggi il Times di Londra dedica alla Repubblica delle Banane il suo editoriale principale, dove si legge: “Berlusconi ha portato vergogna su se stesso e il suo paese con le sue azioni sessuali e con i tentativi di evadere i processi. Egli deve ora dimettersi”.

Rimanendo al suo posto, Berlusconi porterà il paese alla rovina completa e per difendersi nei procedimenti giudiziari a suo carico, abbatterà definitivamente quel che resta della Repubblica; l’uomo è capace di tutto. Invece di lasciare la scena politica e la difesa delle istituzioni repubblicane a partiti minori, il Partito Democratico faccia sapere al paese se intende proporsi come forza di opposizione credibile alla Repubblica delle Banane. Prima che le risate da Londra, Parigi, Berlino, Brussels e Washington seppelliscano la Repubblica, il PD chieda immediatamente le dimissioni di Silvio Berlusconi.