Ignazio Marino, Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani aderiscono al No Berlusconi Day

18 novembre 2009

Il senatore Ignazio Marino (PD) e il vicepresidente del PD, Ivan Scalfarotto parteciperanno – entrambi a titolo personale – al No Berlusconi Day del 5 dicembre. Come scrivevo ieri, a me sembra una buona cosa; tra le centinaia di migliaia di cittadini che hanno gia’ aderito alla manifestazione, ci sono sicuramente moltissimi iscritti, simpatizzanti ed elettori del PD.

Dispiace assistere a polemiche pretestuose su chi partecipa e chi no cosi’ come dispiace assistere ancora una volta alla disinformazione da parte dell’informazione, dove c’e’ chi si ostina a dare alla manifestazione paternita’ false. Una “manifestazione di Di Pietro”, scriveva l’editoriale di Europa di ieri. Altri esempi della stessa disinformazione sono raccolti su questo blog.

Repetita iuvant: Il 5 dicembre a Roma ci sarà il No Berlusconi Day, la manifestazione nata dalla Rete e a cui hanno aderito centinaia di migliaia di cittadini, sia in Italia sia all’estero. Altre info QUI e QUI.

Aggiornamenti:

– Anche Debora Serracchiani, europarlamentare e segretario del PD in Friuli Venezia Giulia, aderisce al No Berlusconi Day.

Su Facebook la pagina di Ovadia, Ravera e Colombo che aderiscono al No-B-Day

– Articolo 21 aderisce al No Berlusconi Day: “noi ci saremo perche’ riteniamo importante esserci ovunque si riuniscano cittadine e cittadini che manifestano amore per la legalita’ repubblicana e per i valori racchiusi nella carta costituzionale”

Annunci

Le mille e una piazza

17 novembre 2009

Iniziamo con l’appuntamento di domani, Mille Piazze:

L’appuntamento è per mercoledì 18 novembre alle ore 18. Da quell’ora, da quel momento, scatterà l’ora X e in Mille Piazze d’Italia i democratici, non solo iscritti e elettori del PD, si ritroveranno, si riuniranno, usciranno dai circoli territoriali, prendendo spunto da un’idea di Pippo Civati, per andare a presidiare gli spazi di norma dedicati alla socialità, in difesa della costituzione, in difesa della legge, in difesa della giustizia. Scenderanno in piazza perchè dopo la lunga fase congressuale è il momento di concentrarsi con il massimo sforzo sulle emergenze del Paese. (continua)

Il 5 dicembre a Roma invece ci sarà il No Berlusconi Day, la manifestazione nata dalla Rete e a cui hanno aderito centinaia di migliaia di cittadini, sia in Italia sia all’estero. Altre info QUI e QUI.

Si legge sulla stampa che ci sarebbe una polemica (l’ennesima) tra Antonio Di Pietro e Pierluigi Bersani a proposito del No Berlusconi Day. Di Pietro partecipera’ alla manifestazione mentre Bersani ha ribadito il no del PD. Io non vedo nulla su cui poter fare polemica: e’ diritto di tutti, anche di Di Pietro, partecipare al No Berlusconi Day ed e’ diritto di tutti, anche del segretario del PD Bersani, non parteciparvi. Sono entrambe scelte politiche, si puo’ essere piu’ d’accordo con Di Pietro oppure con Bersani ma certo Di Pietro non puo’ pretendere di decidere la linea politica del PD.

Il Fatto pochi giorni fa’ ha pubblicato un articolo di Federico Mello dove si racconta la storia di come e’ nata questa manifestazione. Qui potete leggere i nomi di persone e siti Internet che hanno promosso e aderito all’iniziativa. Inoltre tra coloro che hanno aderito fin’ora, oltre ad Antonio Di Pietro, ricordiamo MicroMega, il segretario di Rifondazione Comunista, Ferrero, il PdCI, Alessandro Gilioli e Beppe Grillo. Ma soprattutto l’iniziativa è stata appoggiata sulla Rete da centinaia di migliaia di persone, sono nati i gruppi locali sul territorio e l’appello e’ stato tradotto in dieci lingue.

Aspettando di vedere se questo successo – innegabile, almeno su Internet – riuscira’ a concretizzarsi il 5 dicembre, anche (soprattutto) coloro che non vi parteciperanno ma che si oppongono al governo Berlusconi e’ bene riflettano seriamente senza le solite accuse di populismo e la solita puzza sotto il naso. Non andare al No Berlusconi Day e’ legittimo (ci mancherebbe!) e la scelta di Bersani va rispettata, anche se non la si condivide; cosi’ come il No Berlusconi Day non va ne’ demonizzato ne’ snobbato. Centinaia di migliaia di cittadini che si mobilitano spontaneamente e’ un fatto politico che sarebbe stolto sottovalutare. Come scrive il grande poeta Walt Whitman, Did you, too, O friend, suppose democracy was only for elections, for politics, and for a party name?

AGGIORNAMENTO Mercoledí 18 novembre – Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD, parteciperà il 5 dicembre a titolo personale al No Berlusconi Day. Anche il senatore del PD Ignazio Marino e l’europarlamentare e segretaria del PD in Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, hanno aderito alla manifestazione del 5 dicembre.


Guerra Santa

3 novembre 2009

religione_scuola

Mentre in Italia l’Opus Dei continua la sua guerra santa alla conquista delle istituzioni repubblicane, l’Europa non e’ mai stata cosi’ lontana. La RAI, l’azienda che di pubblico ha solo il canone, e’ gia’ in mano ai partiti, alle correnti e alle congregazioni, piu’ o meno occulte. L’Opus Dei ora si aggiudica un’altra vittoria.

Agli italiani tutto cio’ sembra normale; quante volte abbiamo sentito o detto, tutto il mondo e’ paese? In verita’ l’Italia sembra sempre piu’ un paese in declino, culturale prima ancora che politico, sociale prima ancora che economico; un paese inesorabilmente avviato verso l’autoesclusione dalla civilta’ liberale. Forse in un futuro non troppo lontano l’ONU dovra’ occuparsi anche del Belpaese; per ora la Corte di Strasburgo ammonisce “No ai crocefissi nelle aule”

Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar):

«È un grande giorno per la laicità italiana. Siamo dovuti ricorrere all’Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano, affermata da tutti a parole, trova conferma in un provvedimento epocale».

Deliranti ed eversive le reazioni da parte dei fondamentalisti che occupano le istituzioni repubblicane. La ministra Gelmini da’ i numeri:

“La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d’Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi. Nel nostro Paese nessuno vuole imporre la religione cattolica attraverso la presenza del crocifisso”

Il  ministro per le Politiche agricole, il leghista, omofobo Luca Zaia parla di “sentenza astratta e fintamente democratica”. Sulla stessa linea il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli:

“La Corte europea ha calpestato i nostri diritti, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni e i nostri valori. In ogni caso i crocifissi resteranno sulle pareti delle nostre scuole”.

Quando si vantano di averlo duro, i leghisti parlano di comprendonio. E non poteva mancare Rocco Buttiglione, quello che l’Europa ha rispedito in Italia: “una sentenza aberrante da respingere con fermezza. L’Italia ha una sua cultura, una sua tradizione e una sua storia”.

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, commenta:

“mi auguro non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana”

Rimarranno delusi tutti coloro che, cosi’ ingenuamente, avevano creduto alla possibilita’ di una destra laica e liberale capeggiata da chi, solo pochi anni fa’, dichiarava che Mussolini e’ stato il piu’ grande statista del ‘900 e che i maestri elementari gay non sono adatti a fare i maestri. La strada verso il liberalismo e’ ancora lunga e impervia.

La CEI (Conferenza episcopale italiana) non sembra avere alcun senso del ridicolo:

“In base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica”

E mentre il governo prepara il ricorso, aspettando le direttive dal Vaticano – che per ora dice di provare “molto fastidio” –  i cittadini possono votare il songaggio su Repubblica e sul Corriere della Sera e su UAAR e sul Sole 24Ore

P.S. Arriva anche la dichiarazione del segretario del PD, Pierluigi Bersani, in perfetto stile catto-comunista (non e’ un’offesa, e’ una constatazione):

“un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto”.

Francesco Costa fa benissimo a evidenziarla come frase del giorno. Al segretario del PD ovviamente stanno piu’ a cuore i buoni rapporti con Oltretevere e con gli amici (suoi, non nostri) di Comunione e Liberazione che ascoltare l’opinione dei cittadini italiani. That’s too bad! Democracy next time segretario? Forse ci sara’ qualcuno in Europa che si sta domandando in queste ore come si puo’ dare la politica estera europea all’Italia; Massimo D’Alema, avesse mai avuto una chance, con queste ultime dichiarazioni di Bersani se l’e’ giocata! Come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere? In Europa hanno il vizio di credere nella laicita’, nella separazione dei poteri e addirittura nel rispetto per le istituzioni europee, a cominciare dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ma tu guarda questi europei quanto sono strani!

P.P.S. Continua la fiera delle scemenze. Il ministro degli esteri, Frattini: “Colpo mortale all’Europa”. Si supera ferfino la Repubblica delle Banane nella Repubblica Confessionale Italiota; ma si puo’ reagire con questi accenti fondamentalisti ad una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo? L’Europa fara’ bene a prendere provvedimenti prima che l’Italia sia – essa si – un colpo mortale all’Europa.

AGGIORNAMENTI:

1) il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola – l’omofobo che da’ dello “stronzo” agli operai – ha fatto sapere che “il governo ha già fatto ricorso contro la sentenza”. Efficienza dei mullah che guidano la Repubblica Cattolica Italiana.

2) il giudice Nicola Lettieri, rappresentante del governo italiano presso la Corte Europea che si occupera’ del ricorso, ha dichiarato:  “sottolineeremo che noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall’articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune delle sue prerogative”. Amen. Povero Cristo, quello che non si fa’ in tuo nome.

3) ottima osservazione sul sito UAAR:

Bruno Gualerzi scrive:

3 Novembre 2009 alle 19:01

Nel sondaggio de La Repubblica – per altro fino ad ora confortante – manca però a mio parere un quesito da accostare a:
‘Non sono credente, ma non ritengo il crocefisso in aula una “violazione della libertà di religione degli alunni”‘.
E cioè:
‘Sono credente, ma ritengo il crocifisso in aula una “violazione della libertà di religione degli alunni”‘.
Sempre nei limiti di questi sondaggi, sarebbe un dato interessante.

4) Piena soddisfazione, invece, da parte del leader di Rifondazione comunista Paolo Ferrero: “Esprimo un plauso per la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ci segnala giustamente come uno stato laico debba rispettare le diverse religioni ma non identificarsi con nessuna”.

5) le reazioni sui media internazionali; la notizia sta gia’ facendo il giro del mondo.

6) un’altra collezione di reazioni, compilata dall’UAAR

7) Debora Serracchiani:

“Una sentenza formalmente corretta e condivisibile, ma la tradizione culturale dalla Chiesa si intreccia con la storia del nostro Paese e richiede un approccio più complesso e una maggiore profondità di coinvolgimento”

Chiara la prima parte del commento, ma non ho capito il resto Debora. Che vuoi dire con “approccio piu’ complesso”? Si e’ dovuti arrivare alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, tanto l’approccio e’ sempre clericale in questo paese. Io mi preoccuperei molto di piu’ per lo spettacolo indecente che la politica italiana sta dando ancora una volta.

8 ) Francesco Costa, con poche parole, ha detto quello che ci si sarebbe aspettato dal segretario del PD, Bersani:

(…) qui c’era da dire – a essere prudenti – che “le sentenze vanno rispettate e non commentate, specie quelle di un organismo autorevole come la Corte europea per i diritti dell’uomo”. Oppure, con un po’ di coraggio in più, si poteva dire che si tratta di una sentenza di buon senso a garanzia del pluralismo religioso, oltre che della laicità dello stato.

Non era difficile, stavolta, per Bersani. Cosa dobbiamo pensare noi che vogliamo un PD e un paese laici?

9) intervista a Emma Bonino: nessuno scandalo, la laicità è inclusiva

10) i commenti di Ainis e Rodota’

11) il fine ragionamento giuridico di Antonio Di Pietro: “È una sentenza sbagliata. Sono cattolico ma a prescindere da questo, anche se non lo fossi, non capisco che male c’è ad avere il crocifisso in aula. Che male fa mettere un simbolo che ti ricorda amore e sensibilità? Se dobbiamo accettare una cosa del genere, allora togliamo i crocifissi da piazze e campanili.”

12) E arriva pure Marco Travaglio: “Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole.” Ecco, appunto; non dipende da Travaglio.

13) Il ministro Umberto Bossi:

“Il governo italiano non applicherebbe la sentenza”, anche se il ricorso contro la decisione della Corte europea per i diritti dell’uomo, che ha vietato il crocifisso in aula, andasse male. Lo ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi, a margine dell’inaugurazione di una sede del partito a Somma Lombardo. “Il popolo e’ contrario – ha aggiunto – ci vuole altro che un magistrato europeo che fa le sentenze non in nome del popolo, ma contro. I magistrati, anche quando sono europei, decidono sempre al di sopra e al di fuori del popolo. E questo non va bene”. (07 November 2009)

La puzza acre di carne bruciata sui roghi e di olio di ricino è inconfondibile; arriva fin qui, al di la’ della Manica. Ma il fetore della connivenza è ancora piu’ nauseante.


BERSANI SEGRETARIO. – L’Italia che non si arrende, tra primarie e ultimarie

25 ottobre 2009

primarie

Qualche commento, in diretta, sulle primarie.

1) Rincuora vedere tanta gente che non si arrende e, nonostante tutto e tutti, continua a credere nella democrazia; quella democrazia che è come l’ossigeno: si espande rapidamente, ovunque, anche se non si vede a occhio nudo. Abbiamo letto molti commenti contro queste primarie, criticate – per motivi diversi – da persone molto diverse tra loro, da Beppe Grillo a Emma Bonino, solo per citare due nomi noti. Per motivi diversi, abbiamo stima sia di Bonino sia di Grillo e tuttavia crediamo che entrambi potrebbero imparare qualcosa da quei cittadini in fila per votare alle primarie del PD; quei cittadini non hanno molti strumenti per far sentire le proprie opinioni ma anche questa volta non hanno rinunciato ad usare questo strumento, le primarie del PD appunto, forti di una saggezza popolare che ha le proprie radici in secoli di lotte, secoli di sconfitte e vittorie sulle cui spalle poggia la nostra democrazia e la nostra liberta’. Anche questo significa votare alle primarie del PD; la riconoscenza a chi e’ venuto prima di noi e spesso ha pagato un prezzo assai alto affinche’ oggi noi si possa votare.

***

2) Abbiamo letto le dichiarazioni di Pierluigi Bersani:

13:26 Bersani, “Le primarie hanno risvegliato la nostra gente”

“Credo che le Primarie abbiano risvegliato la nostra gente e consolidato la convinzione che noi siamo la normalità. In tutti i Paesi democratici ci sono partiti che discutono, in trasparenza, sul proprio futuro e sui propri vertici; solo noi abbiamo un partito con un padrone, ma è quella l’eccezione, noi siamo la regola, non facciamo i congressi per risolvere le nostre ‘beghe’, ma perchè pensiamo che nei partiti deve regnare la democrazia ed il confronto”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd.

Magari ha cambiato idea la scorsa notte, ma Bersani non era quello che voleva sopprimere le primarie e tornare al partito degli iscritti, la famosa bocciofila? Chissa’ se tutti coloro che oggi voteranno per Bersani sanno che, dovesse essere lui il segretario del PD, queste saranno le ultime primarie, che suona pure curioso: saranno queste le ultimarie?

***

3) Il mio compagno ed io abbiamo votato questa mattina qui da Londra, via Internet. Ignazio Marino, ovviamente. Famiglie e amici, in Italia e in giro per il mondo, pure.

***

4) Cristiana Alicata mi ha commosso; scrive sul suo blog:

Stamane ho accompagnato una signora di 85 anni a votare nel suo seggio perché era venuta nel nostro. Una partigiana con il piede malato che ci teneva tantissimo a votare.

Non so a voi, ma a me quest’Italia piace e mi fa ancora sperare, nonostante tutto.

***

5) sul blog de iMille trovate molti articoli interessanti di cittadini che sostengono, con piu’ o meno entusiasmo, Ignazio Marino

***

6) anche oggi la “libera stampa” sembra ossessionata con il caso Marrazzo; il buco della serratura d’oro lo vince pero’ il Corriere della Sera:

corriere

Su questa triste e inquietante vicenda, alcuni spunti intelligenti vengono offerti da Alessandro Gilioli, Marco Travaglio e Piergiorgio Paterlini.

***

7) Ivan Scalfarotto, dal suo blog, propone una riflessione importante:

Per quanto mi riguarda, posso solo dire che è stato un lavoro enorme ma sempre accompagnato dalla sensazione di star facendo qualcosa di veramente utile al mio partito e al mio paese. Marino e i suoi compagni di viaggio hanno introdotto nel dibattito temi forti (dal nucleare al diritto di cittadinanza, dalla parità uomo-donna al contratto di lavoro unico, dall’economia verde all’annoso tema della laicità), una passione civile assoluta e una visione dello Stato e della politica mai così vicina a quelle delle grandi democrazie liberali. Siamo partiti nell’indifferenza generale e ci siamo guadagnati uno spazio in ogni caso importante, al di là del risultato di stasera. Ora aspettiamo, con qualche trepidazione. Sono le ultime, fondamentali, ore di lavoro. Let’s keep our fingers crossed.

Ivan ha ragione, Roma non e’ stata costruita in un giorno. Il capitale politico e culturale che e’ stato laboriosamente costruito dalla mozione Marino in questi mesi continuera’ a dare frutti, chiunque sara’ il segretario del PD. Intanto, let’s keep our fingers crossed!

***

8 ) anche dalle notizie che ci arrivano da amici e parenti sparsi per l’Italia, la partecipazione sembra davvero altissima; benone!

***

9) alcuni episodi non proprio edificanti:

17:04 Caltanissetta, iscritti all’Mpa tra i componenti del seggio

A Caltanissetta i componenti di un seggio per le primarie del Pd sono esponenti dell’Mpa. E’ una delle anomalie segnalate in Sicilia dal membro della commissione regionale di garanzia per il congresso, Giovanni Ferro, che sta compiendo altre verifiche “perchè vogliamo che il voto sia espresso in piena libertà e senza condizionamenti”.

12:26 Minacce a Debora Serracchiani

Un caricatore di pistola vuoto, con minacce contro l’europarlamentare Debora Serracchiani, candidata alla segreteria regionale del Pd del Friuli Venezia Giulia è stato trovato stamani in un seggio delle primarie del Pd a Trieste. La Digos della Questura del capoluogo giuliano, intervenuta sul posto, ha concentrato le indagini su un pregiudicato triestino che già in passato si è reso protagonista di numerosi episodi analoghi.

Davvero la madre dei cretini e’ sempre incinta! Solidarieta’ all’ottima Debora Serracchiani.

***

10) Alle 17:30 hanno votato 2 milioni di persone. Le regioni con più votanti: 300mila in Emilia Romagna, 250mila in Lombardia e 200mila nel Lazio. I seggi dovrebbero chiudere alle 20, quindi affrettatevi e andate a votare se non lo avete gia’ fatto. A proposito, Giuseppe Civati vincera’ la famosa pizza. Bravo Giuseppe.

***

11) Nanni Moretti ha votato per Franceschini: “Andrò a votare perchè sono un tifoso delle primarie”. Bravo Nanni. Ma dove sono i colleghi di Moretti? Artisti, attori, cantanti, scrittori… dove siete?

***

12) Alessandro Gilioli votera’ PD, Se se lo meriteranno. Intanto oggi si e’ preso delle liberta’. Speriamo di essere stati in tantissimi a prenderci quelle liberta’! Bravo Alessando!

***

13) i cittadini italiani vogliono votare alle primarie del PD; per favore, lo si tenga presente quando la nuova classe dirigente prendera’ la guida del partito: i cittadini italiani, elettori, iscritti E simpatizzanti VOGLIONO LE PRIMARIE:

20:07 Seggi chiusi, ma smaltiranno le code

Si sono ufficialmente chiusi alle 20 i seggi per l’elezione del nuovo segretario del Partito Democratico. Ma i gazebo, fanno notare gli organizzatori del Pd, sono ancora aperti e lo saranno fino allo smaltimento delle code che in molti luoghi sono ancora lunghe.

***

14) effetto Marrazzo?

20:25 Roma, 60mila votanti in meno rispetto alle primarie 2007

Sono circa 216mila gli elettori che, alle ore 18.30, nel Lazio si erano recati a votare alle primarie del Partito democratico nei circa 650 seggi allestiti nel territorio regionale. A riferire i dati è il presidente della commissione regionale per il congresso Francesco D’Ausilio. Il dato relativo all’affluenza ai seggi un’ora e mezza prima della chiusura delle urne segnala una flessione di circa il 20% rispetto alle primarie del 14 ottobre 2007. Appare in calo l’affluenza alle urne nella capitale, dove la rilevazione delle 18.30 parla di circa 120mila votanti contro i circa 180mila registrati dal dato finale del 2007.

Vedremo a seggi chiusi. Personalmente, temevo peggio; in un periodo di grave tensione sociale e istituzionale e nel bel mezzo dell’ennesimo scandalo all’interno della classe dirigente del paese, la grande affluenza alle primarie mi sembra un’ottima risposta, intelligente e razionale, dei cittadini italiani e del popolo del PD. Un patrimonio di maturita’ democratica che speriamo non venga dissipato.

***

15) ottime notizie, pero’ Gentiloni…

21:14 Gentiloni: “Potremmo arrivare a tre milioni”

Tra meno di mezz’ora dovrebbe arrivare il dato finale dell’affluenza, ma il risultato delle primarie del Pd potrebbe essere “vicino ai 3 milioni” di votanti. Lo afferma Paolo Gentiloni, ai microfoni di Sky dalla sede nazionale del partito. Un risultato, dice, “francamente inaspettato” perchè “anche i più ottimisti tra noi si aspettavano un paio di milioni”. “E’ un dato molto positivo per il Pd”

pero’ Gentiloni, quando dice: “anche i più ottimisti tra noi si aspettavano un paio di milioni”, forse ignora che invece c’e’ chi si aspettava 2,5 milioni. Consigliamo a Gentiloni di offrire una pizza a Giuseppe Civati. In amicizia.

16) qui invece speriamo si faccia chiarezza e le responsabilita’ accertate:

21:09 La7 mostra episodi di irregolarità

Il tg La7, nell’edizione delle ore 20, ha mostrato con un servizio alcune irregolarità nello svolgimento delle primarie del Pd. A Roma, in qualche seggio si è potuto accedere al voto senza il necessario certificato elettorale. A Castellammare di Stabia invece è stato possibile votare addirittura tre volte: due volte nello stesso seggio, la terza in un altro

***

17) La classe dirigente del PD deve offrire un’altra pizza; Francesco Costa ha fatto centro!

***

18) Bersani e’ sicuro d’aver vinto:

22:13 Il comitato Bersani: “Noi sopra il 50%”

Secondo il comitato che sostiene l’ex ministro la mozione Bersani avrebbe superato il 50% dei voti. Il dato si basa su proiezioni dei voti scrutinati

Aspettiamo di vedere i dati ufficiali, poi ci congratuleremo con il nuovo segretario del PD

***

19) PRIMI COMMENTI E REAZIONI:

23:20 Comitato Franceschini: “Bersani vince con il 48%”

I dati pervenuti al comitato Franceschini evidenziano la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie per le elezioni del segretario del Partito democratico con un risultato che si attesta attorno al 48 per cento. Lo si legge in una nota del comitato.

23:17 Marino: “La nostra mozione tra il 10 e il 20 per cento”

Nonostante non sia stato eletto segretario, Ignazio Marino è soddisfatto per il risultato delle primarie del Pd. “Se i dati saranno confermati, la nostra mozione è tra il 10 e il 20 per cento”, ha detto il senatore in una conferenza stampa alla sede del Pd. Oggi, ha sottolineato, “è un grandissimo giorno, un bellissimo momento per il Pd, ma anche per l’Italia”.

23:13 Bersani nella sede del Pd

Pier Luigi Bersani è arrivato nella sede del Partito Democratico, pochi minuti dopo che Dario Franceschini aveva ammesso la sua vittoria alle primarie. Ad aspettarlo, al secondo piano della sede del Pd, Ignazio Marino che gli ha stretto la mano appena Bersani è uscito dall’ascensore. Bersani si è poi diretto verso l’ufficio di Franceschini.

23:12 Bersani su Twitter: “Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia”

“Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia”. Così Pier Luigi Bersani ha commentato alle 22.55 su Twitter l’esito delle primarie del Pd.

Un buon inizio! Congratulazioni al nuovo segretario del Partito Democratico. Pierluigi Bersani ora e’ il segretario di tutto il PD e gli facciamo i nostri migliori auguri. Buon lavoro!

***

20) Voglio ringraziare Ignazio Marino e tutti coloro che hanno lavorato per la sua mozione. Chi scrive ha preso la tessera del PD quest’estate e solo perche’ Marino si e’ candidato alla segreteria del PD. Il suo risultato e’ straordinario e la sua candidatura ha contribuito non poco sia ad aprire il dibattito a temi importantissimi sia a rendere la competizione piu’ democratica. Grazie Ignazio, congratulazioni e buon lavoro!

***

Buona notte e grazie per essere passati su questo blog. Una bellissima giornata, ce n’era bisogno 🙂


Il “Lodo Scalfari”, Debora Serracchiani e Ignazio Marino. La lunga strada del PD verso la democrazia

16 ottobre 2009
Debora Serracchiani

Debora Serracchiani

Debora Serracchiani interviene nel dibattito sul c.d. Lodo Scalfari.

“Ignazio Marino si sforzi di essere all’altezza del consenso che ha ottenuto tra gli iscritti, e non deluda l’esigenza di serieta’ richiesta a un dirigente nazionale del Partito Democratico”. Sono le parole dell’eurodeputata del Pd Debora Serracchiani (che appoggia la mozione Franceschini, ndr).

Il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari,  rilanciando una vecchia proposta di Marini dagli schermi della TV pubblica, invitava il PD a violare le regole del suo stesso Statuto e ad eleggere il nuovo segretario del partito con nuove regole, improvvisate – e non si capisce a quale titolo – a gara gia’ iniziata.  Ignazio Marino e’ stato l’unico tra i tre candidati alla segreteria a rifiutare il Lodo Scalfari. Tanto e’ bastato per attirare i fulmini e le scomuniche del suo stesso partito.

Abbiamo molta stima di Debora Serracchiani e ancora riponiamo in lei molte speranze. E tuttavia dispiace far notare che anche l’ottima Serracchiani non si rende conto dell’assoluta irricevibilita’ del Lodo Scalfari: in una democrazia liberale, le regole non sono un ostacolo e non si possono disattendere a giochi iniziati perche’ quelle regole non si piegano ai desideri di questo o quel partecipante alla competizione. Se si vuole dare vita ad un partito DEMOCRATICO, la sola strada e’ il rispetto della democrazia, fondata sulle regole. In altre parole, la democrazia e’ la sola strada per la democrazia.

Rifiutando di prendere sul serio il Lodo Scalfari, Marino non solo ha fatto il suo dovere ma e’ stato il solo candidato alla segreteria del PD a dimostrare di avere rispetto per le regole, un’idea chiara di democrazia e il coraggio di cui il PD e il paese hanno bisogno. Sul piano della democrazia liberale, Ignazio Marino e’ il solo candidato credibile per il Partito Democratico.

Siamo sicuri Debora Serracchiani converra’ con noi, se non ora forse a polemiche spente, quando i cattivi umori legati alla competizione riusciranno a dare spazio ad un piu’ serio, ragionato, aperto e amichevole dibattito all’interno del Partito Democratico.

P.S. Segnaliamo anche l’analisi di Francesco Costa: Vedi alla voce “polpetta avvelenata”


Scudo fiscale, libertà di stampa e la salute della Repubblica

5 ottobre 2009

emblema

Scudo Fiscale

Nonostante si sia cercato da piu’ parti di nascondere lo scandalo vero (assenze in Aula dei parlamentari dell’opposizione) con uno scandalo falso (critiche di Di Pietro al Presidente della Repubblica), sale il malumore nel paese. Non esiste nel nostro ordinamento il reato di lesa maestà e le critiche di Di Pietro al Capo dello Stato rientrano nelle prerogative costituzionali di un parlamentare della Repubblica; nonostante i toni, che possono non piacere, non è possibile censurare le parole del leader dell’Italia dei Valori senza violare la Costituzione. Con il finto scandalo, politici e mezzi d’informazione vorrebbero coprire l’indecenza di questa legge immorale, lo scudo fiscale, e le responsabilità di un’opposizione ancora piu’ indecente. Benissimo ha fatto il nuovo quotidiano il Fatto a pubblicare i nomi dei deputati assenti e a stigmatizzare l’accaduto.

La classe dirigente del PD è allo sbando. Massimo D’Alema, gia’ Presidente del Consiglio dei ministri e parlamentare di lungo corso, cosí spiega la sua assenza dalla Camera dei Deputati per il voto sulle pregiudiziali di incostituzionalità sullo scudo fiscale:

“avevo una manifestazione e non mi era stato spiegato bene che era un voto importante”

A quella votazione erano assenti, tra gli altri, anche Pierluigi Bersani e Dario Franceschini, due dei tre candidati alla segreteria del PD che ci chiederanno il voto alle primarie del 25 ottobre. Ignazio Marino, anche lui candidato alla segreteria del PD, alza la voce e chiama quelle assenze “scandalose”:

“Spero che i capogruppo intervengano con delle sanzioni molto severe perché l’opposizione doveva contrastare con la propria presenza l’approvazione del provvedimento. Ciò non è avvenuto ed è gravissimo. Non si può tradire il Paese avendo un ’salario’ molto alto e non essendoci quando c’è da contrastare una legge che di fatto è un’istigazione a delinquere”.

Anche Debora Serracchiani è indignata e chiede “provvedimenti severi ed esemplari” per i parlamentari assenti. Intanto cresce la protesta sulla Rete e il popolo democratico è furioso; basta farsi un giro sui siti di Marino e Serracchiani e leggere i commenti dei cittadini.

Non crediamo nelle misure disciplinari, ancora meno in quelle esemplari e non ci pare che la classe diridente del PD possa o voglia autoinfliggersi alcunche’. Crediamo però nella democrazia e auspichiamo che i cittadini italiani vorranno far sapere ai vari D’Alema, Bersani e Franceschini cosa pensano del loro comportamento quando il 25 ottobre andremo a scegliere il nuovo segretario del PD con le primarie.

Libertà di Stampa

Ci siamo già espressi sulla libertà di stampa in Italia e sulla manifestazione di sabato scorso a Roma. Abbiamo fatto notare le contraddizioni, l’ipocrisia e le voci fuori dal coro, boicottate ovviamente dalla maggior parte dei media (a proposito di liberta’ di stampa). 

Un’altra voce fuori dal coro della retorica è venuta da Enrico Mentana, che sul Riformista del 4 ottobre ha denunciato: “Ho visto che c’erano i simboli di partiti e sono tornato indietro. C’erano tutti. Anche chi ha appena finito di lottizzare la RAI”.

Invece di scendere in piazza e lasciarsi guidare dal giornale-partito la Repubblica, il PD farebbe bene a guardarsi allo specchio e iniziare una seria e radicale autocritica sul tema dell’informazione: sia sugli errori catastrofici che ha commesso in questi anni sia sulla sua partecipazione attiva alla lottizzazione, a cominciare dalla RAI. Ancora una volta, Marino è nel giusto a denunciare le responsabilità del PD in tema di informazione.

Quanto ai giornalisti, non potranno essere presi seriamente fino a quando non decideranno di abbattere l’omertoso sistema corporativo che li vede protagonisti di una delle caste piu’ autoreferenziali del paese. L’assoluta mancanza di credibilità dell’informazione italiana, il vero problema che si vuole nascondere, perdurerà fino a quando continuerà ad esistere l’Ordine fascista dei giornalisti ed il sistema di connivenza tra informazione e politica, incentrato sui generosissimi contributi statali agli editori e sul monopolio Raiset.

La salute della Repubblica

Gli interessi economici in gioco sono enormi e la lotta tra fazioni per difendere quegli interessi rischia di affossare una volta per tutte la fragile Repubblica. A seguito della sentenza sul lodo Mondadori che ha condannato la Fininvest di Berlusconi a risarcire la CIR di De Benedetti con 750 milioni di euro, la destra sta pensando di far scendere in piazza il suo popolo. Il muro contro muro rischia di trasformarsi in una guerra civile e i cittadini di essere usati come pedine di un gioco dissennato. L’unica speranza è che i cittadini riescano a riappropriarsi della politica ed esprimere una classe dirigente responsabile, che abbia a cuore la salute della Repubblica e capace di iniziare quel processo di riforme radicali che sole possono salvare il paese.

In questo scenario, le primarie del PD del 25 ottobre – quando, ricordiamolo, tutti i cittadini italiani potranno votare per scegliere il nuovo leader del partito – acquistano un’importanza ancora maggiore, non solo per il PD ma per la nostra Repubblica; Ignazio Marino è l’unico candidato credibile ma nulla potrà fare se noi tutti non lo voteremo il 25 ottobre. Come sempre, dipende tutto da noi.

P.S. Un lettore ci chiede perché non abbiamo commentato la sentenza sul lodo Mondadori. Pensiamo che in un paese civile, le sentenze dei tribunali della Repubblica vadano applicate, non commentate. Quello che sta accadendo in Italia in queste ore è fuori dalla civiltà liberal-democratica; in nessuna democrazia liberale potrebbe accadere che un governo denunci una sentenza della magistratura che condanna il capo di quel governo per una vicenda di corruzione. E’ davvero fuori dal mondo e ci vuole molta immaginazione solo per ipotizzare un caso analogo in una democrazia liberale; in quel caso, in un paese civile, quel governo sarebbe completamente delegittimato e incapace di restare al suo posto. Il capo di quel governo si sarebbe dimesso un minuto dopo la notizia di quella sentenza.


Google Trends e la Politica Italiana

11 settembre 2009

Termometro Politico pubblica un’indagine di Fabio Chiusi – autore del blog Il Nichilista: Google Trends e la Politica Italiana. Particolarmente interessante la parte dedicata ai candidati alla segreteria del PD:

(…) Un argomento molto dibattuto in questi ultimi mesi, in particolar modo in rete, riguarda le primarie del Partito Democratico. Come evidenziato in un precedente articolo [2], i candidati alla segreteria nazionale si sono prodotti in una guerra di sondaggi dagli esiti altalenanti e, in ultima analisi, poco significativi. Proviamo a digitare “Pierluigi Bersani”, “Dario Franceschini” e “Ignazio Marino” e vediamo che succede. I risultati sono sorprendenti, come si può osservare dal grafico

Primarie PD
Primarie PD

Legenda

Blu = Dario Franceschini

Giallo = Ignazio Marino

Rosso = Pierluigi Bersani

Ignazio Marino sarebbe favorito per la vittoria finale, tallonato da Dario Franceschini. Il dato su Bersani è incomprensibilmente monco a partire da metà luglio, dopo essere stato nell’ultimo mese testa a testa con Franceschini (il che potrebbe in parte spiegare gli esiti incerti dei sondaggi). Da notare il picco vertiginoso registrato da Marino a luglio 2009, mese in cui ha comunicato ufficialmente la sua candidatura. Il dato interessante è che, in ogni caso, Marino risulta tutt’altro che escluso dalla volata finale. (…)

Grazie a Fabio per quest’indagine e invitiamo i lettori a leggere lo studio completo su Termometro Politico.

Sempre su Termometro Politico, segnaliamo inoltre Google Insights e le Primarie del PD. di Fabio Chiusi e La parola ai candidati. Tag cloud di Bersani, Franceschini e Marino. di Lorenzo Pregliasco