Guerra Santa

3 novembre 2009

religione_scuola

Mentre in Italia l’Opus Dei continua la sua guerra santa alla conquista delle istituzioni repubblicane, l’Europa non e’ mai stata cosi’ lontana. La RAI, l’azienda che di pubblico ha solo il canone, e’ gia’ in mano ai partiti, alle correnti e alle congregazioni, piu’ o meno occulte. L’Opus Dei ora si aggiudica un’altra vittoria.

Agli italiani tutto cio’ sembra normale; quante volte abbiamo sentito o detto, tutto il mondo e’ paese? In verita’ l’Italia sembra sempre piu’ un paese in declino, culturale prima ancora che politico, sociale prima ancora che economico; un paese inesorabilmente avviato verso l’autoesclusione dalla civilta’ liberale. Forse in un futuro non troppo lontano l’ONU dovra’ occuparsi anche del Belpaese; per ora la Corte di Strasburgo ammonisce “No ai crocefissi nelle aule”

Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar):

«È un grande giorno per la laicità italiana. Siamo dovuti ricorrere all’Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano, affermata da tutti a parole, trova conferma in un provvedimento epocale».

Deliranti ed eversive le reazioni da parte dei fondamentalisti che occupano le istituzioni repubblicane. La ministra Gelmini da’ i numeri:

“La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d’Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi. Nel nostro Paese nessuno vuole imporre la religione cattolica attraverso la presenza del crocifisso”

Il  ministro per le Politiche agricole, il leghista, omofobo Luca Zaia parla di “sentenza astratta e fintamente democratica”. Sulla stessa linea il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli:

“La Corte europea ha calpestato i nostri diritti, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni e i nostri valori. In ogni caso i crocifissi resteranno sulle pareti delle nostre scuole”.

Quando si vantano di averlo duro, i leghisti parlano di comprendonio. E non poteva mancare Rocco Buttiglione, quello che l’Europa ha rispedito in Italia: “una sentenza aberrante da respingere con fermezza. L’Italia ha una sua cultura, una sua tradizione e una sua storia”.

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, commenta:

“mi auguro non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana”

Rimarranno delusi tutti coloro che, cosi’ ingenuamente, avevano creduto alla possibilita’ di una destra laica e liberale capeggiata da chi, solo pochi anni fa’, dichiarava che Mussolini e’ stato il piu’ grande statista del ‘900 e che i maestri elementari gay non sono adatti a fare i maestri. La strada verso il liberalismo e’ ancora lunga e impervia.

La CEI (Conferenza episcopale italiana) non sembra avere alcun senso del ridicolo:

“In base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica”

E mentre il governo prepara il ricorso, aspettando le direttive dal Vaticano – che per ora dice di provare “molto fastidio” –  i cittadini possono votare il songaggio su Repubblica e sul Corriere della Sera e su UAAR e sul Sole 24Ore

P.S. Arriva anche la dichiarazione del segretario del PD, Pierluigi Bersani, in perfetto stile catto-comunista (non e’ un’offesa, e’ una constatazione):

“un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto”.

Francesco Costa fa benissimo a evidenziarla come frase del giorno. Al segretario del PD ovviamente stanno piu’ a cuore i buoni rapporti con Oltretevere e con gli amici (suoi, non nostri) di Comunione e Liberazione che ascoltare l’opinione dei cittadini italiani. That’s too bad! Democracy next time segretario? Forse ci sara’ qualcuno in Europa che si sta domandando in queste ore come si puo’ dare la politica estera europea all’Italia; Massimo D’Alema, avesse mai avuto una chance, con queste ultime dichiarazioni di Bersani se l’e’ giocata! Come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere? In Europa hanno il vizio di credere nella laicita’, nella separazione dei poteri e addirittura nel rispetto per le istituzioni europee, a cominciare dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ma tu guarda questi europei quanto sono strani!

P.P.S. Continua la fiera delle scemenze. Il ministro degli esteri, Frattini: “Colpo mortale all’Europa”. Si supera ferfino la Repubblica delle Banane nella Repubblica Confessionale Italiota; ma si puo’ reagire con questi accenti fondamentalisti ad una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo? L’Europa fara’ bene a prendere provvedimenti prima che l’Italia sia – essa si – un colpo mortale all’Europa.

AGGIORNAMENTI:

1) il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola – l’omofobo che da’ dello “stronzo” agli operai – ha fatto sapere che “il governo ha già fatto ricorso contro la sentenza”. Efficienza dei mullah che guidano la Repubblica Cattolica Italiana.

2) il giudice Nicola Lettieri, rappresentante del governo italiano presso la Corte Europea che si occupera’ del ricorso, ha dichiarato:  “sottolineeremo che noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall’articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune delle sue prerogative”. Amen. Povero Cristo, quello che non si fa’ in tuo nome.

3) ottima osservazione sul sito UAAR:

Bruno Gualerzi scrive:

3 Novembre 2009 alle 19:01

Nel sondaggio de La Repubblica – per altro fino ad ora confortante – manca però a mio parere un quesito da accostare a:
‘Non sono credente, ma non ritengo il crocefisso in aula una “violazione della libertà di religione degli alunni”‘.
E cioè:
‘Sono credente, ma ritengo il crocifisso in aula una “violazione della libertà di religione degli alunni”‘.
Sempre nei limiti di questi sondaggi, sarebbe un dato interessante.

4) Piena soddisfazione, invece, da parte del leader di Rifondazione comunista Paolo Ferrero: “Esprimo un plauso per la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ci segnala giustamente come uno stato laico debba rispettare le diverse religioni ma non identificarsi con nessuna”.

5) le reazioni sui media internazionali; la notizia sta gia’ facendo il giro del mondo.

6) un’altra collezione di reazioni, compilata dall’UAAR

7) Debora Serracchiani:

“Una sentenza formalmente corretta e condivisibile, ma la tradizione culturale dalla Chiesa si intreccia con la storia del nostro Paese e richiede un approccio più complesso e una maggiore profondità di coinvolgimento”

Chiara la prima parte del commento, ma non ho capito il resto Debora. Che vuoi dire con “approccio piu’ complesso”? Si e’ dovuti arrivare alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, tanto l’approccio e’ sempre clericale in questo paese. Io mi preoccuperei molto di piu’ per lo spettacolo indecente che la politica italiana sta dando ancora una volta.

8 ) Francesco Costa, con poche parole, ha detto quello che ci si sarebbe aspettato dal segretario del PD, Bersani:

(…) qui c’era da dire – a essere prudenti – che “le sentenze vanno rispettate e non commentate, specie quelle di un organismo autorevole come la Corte europea per i diritti dell’uomo”. Oppure, con un po’ di coraggio in più, si poteva dire che si tratta di una sentenza di buon senso a garanzia del pluralismo religioso, oltre che della laicità dello stato.

Non era difficile, stavolta, per Bersani. Cosa dobbiamo pensare noi che vogliamo un PD e un paese laici?

9) intervista a Emma Bonino: nessuno scandalo, la laicità è inclusiva

10) i commenti di Ainis e Rodota’

11) il fine ragionamento giuridico di Antonio Di Pietro: “È una sentenza sbagliata. Sono cattolico ma a prescindere da questo, anche se non lo fossi, non capisco che male c’è ad avere il crocifisso in aula. Che male fa mettere un simbolo che ti ricorda amore e sensibilità? Se dobbiamo accettare una cosa del genere, allora togliamo i crocifissi da piazze e campanili.”

12) E arriva pure Marco Travaglio: “Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole.” Ecco, appunto; non dipende da Travaglio.

13) Il ministro Umberto Bossi:

“Il governo italiano non applicherebbe la sentenza”, anche se il ricorso contro la decisione della Corte europea per i diritti dell’uomo, che ha vietato il crocifisso in aula, andasse male. Lo ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi, a margine dell’inaugurazione di una sede del partito a Somma Lombardo. “Il popolo e’ contrario – ha aggiunto – ci vuole altro che un magistrato europeo che fa le sentenze non in nome del popolo, ma contro. I magistrati, anche quando sono europei, decidono sempre al di sopra e al di fuori del popolo. E questo non va bene”. (07 November 2009)

La puzza acre di carne bruciata sui roghi e di olio di ricino è inconfondibile; arriva fin qui, al di la’ della Manica. Ma il fetore della connivenza è ancora piu’ nauseante.


Ministro Gelmini su Radio Anch’Io: “Sostengo Chiesa, no ora di religione multiconfessionale”

10 settembre 2009

vauro110

Anche la ministra Gelmini, come il suo boss, sa come trattare con la Chiesa simoniaca. Da UAAR Ultimissime:

Ministro Gelmini su Radio Anch’Io: “Sostengo Chiesa, no ora di religione multiconfessionale”

Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, intervistata oggi dalla trasmissione Radio Anch’Io, si è espressa in sostanziale accordo con le recenti direttive della Chiesa sull’insegnamento della religione, affermando che “l’insegnamento della religione così com’è stato concepito vada salvaguardato. Non è un’ora di catechismo, ma un’ora di approfondimento dei contenuti e dei valori. Farla diventare un’ora in cui si insegnano altre religioni in maniera paritetica non è corretto”. Sull’eventualità che possa essere introdotto l’insegnamento religioso multiconfessionale nelle scuole, il ministro ha inoltre affermato: “questo non avviene nei Paesi musulmani, non capisco perché noi dovremmo rinunciare a quello che non è solo religione, ma è qualcosa che ha condizionato fortemente la nostra cultura, la nostra tradizione e la nostra storia”.

Ieri il primo ministro Berlusconi ha ricordato alla Curia di Roma che avranno la legge che i monsignori chiedono in tema di testamento biologico. L’amministrazione delle indulgenze sembra sia molto quotata sulle piazze italiane e la laboriosita’ d’Oltre Tevere promette di soddisfare la grande domanda.


Note dal crepuscolo della Repubblica

9 settembre 2009

Altre note sul crepuscolo della Repubblica.

La Curia di Roma continua ad incitare i cittadini italiani alla guerra santa contro la Repubblica:

Il messaggio della Congregazione per l’educazione cattolica

Vaticano: «L’ora di religione abbia status di materia scolastica»

La Santa Sede: «No a un insegnamento multiconfessionale, mantenere la specificità»

Si moltiplicano i segnali provenienti dalla Chiesa di papa Ratzinger: le crociate, il ritorno dell’Inquisizione, la persistente omofobia giustificata teologicamente.

Qualche giorno fa’ Massimo Giannini su Repubblica ha scritto su quel che si racconta Oltre Tevere, le manovre che in queste ore tengono occupati i guardiani del Paradiso:

“il Segretario di Stato non vuole una Cei schierata con Berlusconi, che considera ormai già fuori dai giochi. Il vero progetto che sta a cuore alla Santa Sede riguarda la nuova aggregazione di centro, che ora avrebbe Pierferdinando Casini come perno politico, e che in futuro vedrebbe Luca di Montezemolo come punto di riferimento finale”.

Quanta materia tra le mani di chi parla sempre di anima e dell’Aldilà. Ma non confidiamo nello Spirito Santo.

Intanto si tace di politica, dei bisogni del paese, dei diritti dei cittadini per non dispiacere cosi’ ai monsignori e ai possibili futuri alleati; la paura si fa’ sentire anche all’interno del Partito Democratico dove Franceschini e Bersani continuano a lavorare per un partito a vocazione suicida.

Il primo ministro Berlusconi, da buon “piazzista” – come lo chiamava Montanelli – sa come trattare con la Chiesa simoniaca:

“La difesa che il nostro governo ha compiuto di alcuni principi basilari di civiltà che sono alla base della dottrina cattolica, principi come la difesa della vita umana, la difesa della famiglia sono lì a dimostrare l’eccellenza di rapporti tra il nostro governo e la chiesa, è un rapporto che consolideremo nei prossimi mesi anche su questioni molto importanti come il testamento biologico”, ha detto il presidente del Consiglio.

Berlusconi è ormai giunto al capolinea, il suo tramonto politico inesorabile; ma chi si aspetta un risorgimento politico e civile, crediamo rimarrà profondamente deluso.


Studente gay aggredito a Udine

7 settembre 2009

Dal Giornale del Friuli VIA Circolo Pasolini:

RASSEGNA STAMPA – FONTE MESSAGGERO VENETO – DOMENICA, 06 SETTEMBRE 2009 – Pagina 5 – Udine

I circoli stanno pensando a una fiaccolata di sensibilizzazione

Minacce e insulti, studente gay deve fuggire

Giovane rincorso vicino all’università. L’Arcigay: in città sta crescendo l’intolleranza

L’INIZIATIVA

IL CASO

L’allarme dell’udinese Alberto Baliello, della segreteria nazionale: «Molti non denunciano perché nascondono la loro omosessualità ai genitori» [leggi articolo]

Almeno sull’omofobia, l’Italia sembra essere unita da Nord a Sud. Ma come diceva Albert Einstein, “Il mondo è un posto pericoloso; non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla”


Congresso democratico e “regressione culturale spaventosa”

15 agosto 2009

Ritorno oggi sulla questione dell’ora di religione e della recente sentenza del TAR del Lazio per segnalare un’intervista a Stefano Rodotà pubblicata ieri su Liberazione. Giurista serio e uomo dai modi squisiti che sempre misura le parole, il cittadino Rodotà parla di “regressione culturale spaventosa” a proposito dell’attacco della CEI alla sentenza del TAR e si interroga sulla credibilità del Partito Democratico che rimane in silenzio mentre le istituzioni repubblicane vengono attaccate dalle forze clericali al di la’ e al di qua del Tevere.

Riporto qui di seguito l’ultima parte dell’intervista:

Che dice, professore, dell’accusa contro la pronuncia del Tar da monsignor Coletti, presidente della commissione per l’educazione cattolica della Conferenza episcopale italiana, cioè che con l’«esclusione dall’orizzonte culturale e formativo civile di ogni identità si cade nel più bieco e negativo risvolto dell’Illuminismo»?

Guardi, sono letteralmente sbalordito. E’ il sintomo d’una regressione culturale spaventosa. Si può essere più o memo d’accordo su cos’è stato l’Illuminismo: ma questa è un’aggressione ad un momento fondamentale della cultura moderna. Vorrei ricordare che, al netto appunto d’ogni altra valutazione, da quel momento nacque la triade politica moderna: libertà, uguaglianza, fraternità. Quest’attacco è un segno assolutamente inquietante dell’aggressività – ribadisco: culturalmente regressiva – con la quale si vuole imporre un particolare punto di vista in modo non conforme all’ordinamento costituzionale repubblicano. D’altra parte, è evidente che la Chiesa non deve difendersi proprio da alcuna violazione del Concordato: il dettato era infatti di garantire l’insegnamento della religione cattolica, non comportava né poteva comportare altri obblighi della Repubblica sulla forma di quest’insegnamento. Sono cose banali, che purtroppo vanno oggi ripetute. E purtroppo dirle fa loro assumere, oggi, un significato polemico: precisamente perché viviamo in un mondo in cui quella regressione culturale vuole affermarsi aggressivamente.

A proposito: non la stupisce che, di fronte quelle di chi si schiera esattamente a fianco della Cei e della ministra Gelmini – a partire dall’ex ministro Fioroni, ovviamente – , non si levi dal Pd alcuna voce a sostegno del principio costituzionale di laicità?

Non solo questo mi stupisce ma mi preoccupa moltissimo. Non è che se Fioroni ha fatto uno sbaglio come ministro, di fronte ad argomentazioni precise e rigorose come quelle del Tar, il Pd debba chiudersi nella difesa acritica d’uno dei suoi rappresentanti. Eppure, nel Pd mentre coloro che hanno scelto la linea cosiddetta «teodem» connotano col loro attivismo uno degli aspetti della presenza pubblica del partito, ai livelli apicali non si sentono altre argomentazioni; tanto meno con altrettanta forza. Dunque, il Pd non sa far sentire una sua voce se non imposta da quella parte. Cosa che ha già pesato molto sulla credibilità di questo schieramento.

L’inadeguatezza culturale e l’ignavia politica di gran parte della classe dirigente del Partito Democratico, a cominciare dal segretario Franceschini, deve far riflettere gli iscritti e i simpatizzanti del partito in vista del prossimo congresso. I sepolcri imbiancati all’interno del partito continuano a farfugliare nonsenso, accusando Marino e la sua mozione di “laicismo” per ingraziarsi i favori dei gerarchi vaticani, orfani ormai di Cristo e malati della piú bieca simonia. L’ho già scritto, non è piú tollerabile la timidezza pavida di troppi laici all’amatriciana, piú interessati al rapporto di scambio con una chiesa arrogante e potentissima che alla salute della Repubblica.

I cattolici italiani, nella stragrande maggioranza, hanno già dato prova molte volte di essere cittadini fedeli alle istituzioni repubblicane e sono stanchi di essere messi sotto tutela da parte di politici opportunisti e presuli ricoperti d’oro. Da cittadino mi rivolgo ai miei concittadini e da iscritto al PD ai miei compagni di partito: la cattolicissima Spagna, uscita da una lunghissima dittatura solo qualche decennio fa’, è riuscita a trovare l’orgoglio della ragione e ad esprimere una classe dirigente consapevole, lungimirante, laica e capace di dire di NO! all’invadenza clericale nella res publica. Non lasciamo l’orgoglio nazionale relegato alle tribune degli stadi; alziamo la testa e difendiamo la Repubblica contro questa “regressione culturale spaventosa”. Al congresso del Partito Democratico e alle primarie sosteniamo in massa la mozione di Ignazio Marino. Ce la possiamo fare, ma bisogna crederci!


Ora di religione

11 agosto 2009

Paola Binetti è furiosa. Il Tar (tribunale amministrativo regionale) del Lazio ha infatti stabilito che

“l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica”.

Il Tar precisa:

“sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico”

Ma nell’Italia del Papa Re, dove la laicità viene derogatoriamente chiamata “laicismo”, anche un’ovvietà come questa sarà oggetto dei crociati al ritorno dalle vacanze; prepariamoci fin d’ora ai salotti televisivi con i miracoli di Padre Pio, i monsignori in pompa magna e i ciambellani di corte che vanno alla guerra contro l’Italia dei degenerati, degli eretici, delle donne assassine, dove qualche giudice osa perfino appellarsi alla Corte Costituzionale in tema di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Chissa’ se agli studenti dell’ora di religione viene insegnata la storia della Chiesa Cattolica, i fiumi di sangue che sono stati versati in nome di quel dio, la maledettissima Santa Inquisizione, le torture, i roghi, le violenze indicibili, il terrore con cui questa chiesa esigeva obbedienza. Poveri studenti italiani, esposti all’indottrinamento della superstizione dalla scuola pubblica ma non a Darwin e alla scienza; chissa’ se sanno quanto ci costa la Chiesa Cattolica.

AGGIORNAMENTO 12 agosto 2009

La CEI (conferenza episcopale italiana, una sorta di governo ombra della Repubblica Italiana a sovranità limitata e sorvegliata) non ha preso bene la sentenza del TAR e sia la Repubblica sia il Corsera mettono la notizia in prima pagina online:

Corriere – Prof religione , la Cei critica il Tar: sentenza vergognosa

Repubblica – Dalla Cei attacco al Tar “Non toccare l’ora di religione”

Continua il clericalismo dei media italiani, sempre ispirati dallo spirito santo che si trasforma in verbo, ma anche in soggetto e predicato. Perché il giornalismo italiano – a differenza del miglior giornalismo occidentale – ritiene di dover dare sempre e comunque uno spazio preminente e straordinario alla chiesa cattolica, ai monsignori, al papa re, alle posizioni clericali dei politici italiani ma nulla o quasi e’ detto o scritto sulle altre posizioni religiose, etiche, filosofiche e politiche? Perché i media e i giornalisti italiani, con rare eccezioni, non sono in gardo di praticare quel giornalismo laico che è di casa nelle altre democrazie liberal-democratiche?

Cosa dire poi di quegli esponenti clericali che si esprimono in termini eversivi? Gasparri: “Deriva anticattolica”. Volonté: “Magistratura fuori legge”. Monsignor Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica: “Alimenta diffidenza verso magistrati. Motivazioni da bieco illuminismo”.

Mi chiedo, ma esiste piú la Repubblica italiana?


Una domanda: il ritorno dell’Italia del “terrone”?

10 agosto 2009

Una domanda: Tra i vari segnali che ci dovrebbero allarmare sulla regressione dell’Italia di oggi, insieme a xenofobia, sessuofobia, razzismo, omofobia, clericalismo arrogante e dogmatico che pretende di sequestrare le liberta’ fondamentali e i diritti civili di tutti i cittadini della Repubblica, un’illegalità diventata la norma e un’informazione in ginocchio che ci vede tra i paesi a meno liberta’ d’informazione sul pianeta… ora sembrerebbe che stiamo tornando anche all’Italia del “terrone”

[S]econdo l’Invalsi, le prove compilate dai ragazzini delle regioni al di sotto della Capitale sono “anomali”

Non ne capisco molto di questi metodi o di scienza delle statistiche, però a naso direi che c’è qualcosa che puzza. Che ne pensate? Dovremo rispolverare dalla cineteca Rocco e i suoi fratelli? C’è un brutto clima in questa Italia delle bandiere regionali, degli inni padani, delle ronde, della caccia alle streghe, della paura gonfiata ad arte, di una secessione annunciata…