Afghanistan: informazione o truffa?

22 settembre 2009

censura

Su l’Altro online Franco Giordano canta le lodi di Sinistra e Libertà e di Nichi Vendola; con il titolo “SeL, siamo ancora vivi”, Giordano scrive tra l’altro:

C’è bisogno dunque di una sinistra pienamente attiva nella società: a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, dei migranti, dei precari, dei disoccupati, pienamente interprete dei diritti di libertà e di autodeterminazione delle donne. Una sinistra pacifista che tolga questo paese dai luoghi di guerra a partire dal pantano doloroso dell’Afghanistan.

Nichi Vendola ha messo il suo volto, la sua storia, la sua passione per ricostruire e rifondare la sinistra. Stanno tentando di fargli pagare un prezzo persino nella sua terra per questa esposizione nazionale. Non fa paura una sinistra sempre più ortodossa e minoritaria. Se, al contrario, la sinistra trasforma, governa, e prova a sradicare la mala pianta del malaffare diventa contagiosa. E quindi, pericolosa. Perché contrasta efficacemente le destre e il loro sistema di potere e infrange le certezze neocentriste.

Per questo va chiesto a Nichi di continuare a rappresentarci.

Nella sua terra e in Italia.

E tuttavia nelle stesse ore Vendola commenta cosi’ le tragiche notizie dei militari uccisi in Afghanistan:

«La strage di Kabul oggi sovrasta qualsiasi altra notizia». Lo afferma il leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola. «Verrà il momento – prosegue il presidente della Regione Puglia – di trarre un bilancio politico della tragedia di oggi a Kabul. Ma quel momento non può essere ora. Ora è il tempo del dolore, del lutto della vicinanza alle famiglie dei militari uccisi e al martoriato popolo afghano, dell’angoscia estrema per la perdita di tante giovani vite».

Sembrano le parole di un don Abbondio, non quelle di un politico che intende guidare la sinistra italiana.

Su l’AnteFatto, il blog del nuovo quotidiano il Fatto – che uscira’ in edicola domani 23 settembre e a cui torniamo a fare i migliori auguri – non siamo riusciti a trovare un solo articolo dedicato alla guerra in Afghanistan.

Il fatto che anche questi due giornali minori, ma che vogliono essere differenti e imporsi all’opinione pubblica come seri mezzi d’informazione, neanche si accorgono dell’opposizione alla guerra da parte dei cittadini, la dice lunga sullo stato dell’informazione – la materia prima della democrazia – nel nostro paese. Qui nel Regno Unito i sondaggi sono univoci: i cittadini chiedono il ritiro immediato delle truppe britanniche dall’Afghanistan e i mezzi d’informazione britannici non solo informano l’opinione pubblica di questi sondaggi ma spesso e volentieri sono proprio quei mezzi d’informazione a commissionare quei sondaggi.

In Italia, il silenzio di politici e informazione sulla guerra in Afghanistan, interrotto solo dalla retorica piu’ banale, innocua e troppo spesso ipocrita, da’ la misura dell’incivilta’ di un paese, il nostro, che manda i suoi figli ad ammazzare e a farsi ammazzare a migliaia di chilometri di distanza senza nemmeno un dibattito vero, razionale, argomentato sui motivi del conflitto.  E mentre l’opinione pubblica viene ingannata e misinformata e la Costituzione repubblicana tradita, donne, uomini e bambini continuano a morire ammazzati per la gioia di politici senza scrupoli che assecondano l’avidita’ propria e del sistema che rappresentano in cambio di una (piccola) fetta della torta.

La prossima volta che sentiamo politici e opinionisti riempirsi la bocca con Liberta’ e Democrazia e predicare l’esportazione di questi prodotti in terre lontane, faremmo meglio a ricordare che non è possibile esportare cio’ che non si ha. Nel commercio, viene chiamata truffa.

Leggi anche Guerra, pace e informazione e Il patriottismo, la sofferenza e le Frecce Tricolori