Al capezzale della Repubblica – terza parte

3 dicembre 2009

Torniamo allora al capezzale della Repubblica e continuiamo a ricercare le ragioni di quel male oscuro, le ragioni di quel Fascio che ancora una volta rischia di stritolare l’Italia. Le ragioni del Fascio, le sue cause, affondano le radici nella cultura italiana, vittima di duemila anni di sottomissione al dogma e al potere assoluto e irrazionale di una Curia che con l’inganno s’impadroní del potere imperiale, la piú grande truffa nella storia dell’umanità, l’atto di nascita della Chiesa di Roma: la falsa donazione di Costantino che permise agli impostori di rivendicare il potere sui domini dell’impero romano. Seguirono duemila anni di oscurantismo, crudelta’, repressioni, guerre sante, crociate, genocidi, schiavitu’, inquisizioni, torture, roghi, controriforme, assolutismo; tutto legittimato teologicamente. La lunga storia del Cristianesimo – storia che nulla ha a che fare con il Cristo e il suo messaggio, la caritas – è una storia scritta con il sangue delle sue vittime. Duemila anni di guerra contro la ragione e l’essere umano, imponendo il dogma e la superstizione, l’irrazionalita’ e la violenza, la paura e l’obbedienza.

La via della liberta’, dell’uguaglianza, della fratellanza, la via della scienza, della tecnica e del progresso e’ la via che passa attraverso l’emancipazione da quel potere assoluto, dogmatico, che si fonda sull’ignoranza, il fanatismo e la violenza. Emancipazione che in Italia, a differenza di altri paesi, arrivo’ tardi ed ebbe vita breve con il Risorgimento, che unifico’ si l’Italia contro il potere della Curia di Roma ma che non ebbe la forza, la capacita’ e il tempo per continuare quella rivoluzione, i cui nemici li troviamo ancora oggi uniti contro la societa’ aperta.

Oggi si è tutto dimenticato, annegato nella melassa di un buonismo ignorante e ipocrita; il Fascismo nato nella terra dei papi re diventa quindi una semplice coincidenza, una parentesi (e ultimamemente sempre piu’ una nostalgia) e non la reazione di una società arretrata, feudale, alle idee dell’Illuminismo prima ancora che ai movimenti popolari d’ispirazione marxista. Il Fascismo, il regime partitocratico e ora il Berlusconismo sono tutti regali della borghesia italiana – “la piu’ ignorante d’Europa”, come Pasolini fa dire a Orson Welles nel film La ricotta – una borghesia di cui anche il conservatore Montanelli lamentava spesso “l’immensa vigliaccheria e l’opportunismo”. A differenza della borghesia europea, quella italiana non ha mai conosciuto Riforme e Rivoluzioni ma solo Controriforme e Restaurazioni. Con rare eccezioni, quella italiana è sempre stata una borghesia di parassiti che invece di abbattere il feudalesimo ne è diventata essa stessa la continuazione.

Non è un caso che il Fascismo dell’ateo Mussolini fu da subito clerico-fascismo; Mussolini capí che nulla avrebbe potuto senza l’appoggio della Chiesa Cattolica e come prima cosa riportò in vita – con i Patti Lateranensi – lo Stato Pontificio, che aveva finalmente cessato di esistere nel 1870 grazie al Risorgimento. Non è un caso che il Comunismo dell’ateo Togliatti fu da subito catto-comunismo; come Mussolini, Togliatti capí che nulla avrebbe potuto contro l’opposizione della Chiesa Cattolica e come prima cosa si adoperò per includere i Patti Lateranensi mussoliniani nella Costituzione repubblicana. Ancora oggi la Repubblica paga caro il conto a quella “capitolazione”, a quel “voltafaccia” dei comunisti – come scrisse Piero Calamandrei – e quei “Patti Lateranensi che sono in contrasto (anche i ciechi lo vedono) colla costituzione della Repubblica” (ancora Calamandrei) sono l’equivalente del famoso Cavallo di Troia.

E’ impossibile capire la cronaca politica di oggi, i patti e i compromessi piu’ o meno segreti tra politici e schieramenti, l’avversione alla legalità e a qualsiasi idea di laicità anche da parte del Partito Democratico, l’arretratezza scientifica, la regressione culturale, antropologica dell’Italia senza avere ben chiaro il quadro all’interno del quale Pierluigi Bersani, capo del maggiore partito d’opposizione, puo’ tranquillamente dichiarare, a proposito della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sui crocifissi nelle scuole:

“Un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto”.

E’ impossibile capire la guerra del fondamentalismo cattolico contro l’essere umano, contro le donne, contro le minoranze, contro la scienza, contro il progresso, contro i diritti e le libertà fondamentali, contro il diritto e la legge, contro l’uguaglianza e la liberta’, contro il perseguimento della felicità, senza conoscere la storia di quella Chiesa Cattolica, potere assoluto che ancora oggi non riconosce i diritti umani, la libertà e l’uguaglianza. Senza la conoscenza di quella storia e di quelle idee è impossibile capire perché la Chiesa Cattolica si sia sempre trovata a fianco delle dittature, dei regimi totalitari: a fianco di Mussolini in Italia, di Franco in Spagna, di Pinochet in Cile, a fianco della conquista nazista d’Europa negli anni ’30 del secolo scorso.

Ma quella storia è assai difficile da conoscere in Italia, immersi come siamo nell’ignoranza di una melassa culturale fatta di bugie sante, falsi profeti e cattivi maestri che dominano le università e i mezzi d’informazione. Il “dibattito” politico e culturale allora ruota attorno al nulla, in un affanno continuo di politicanti e maître à manger interessati solo a giustificare lo status quo, che poi in Italia vuol dire ancien régime. Il Fascio pasce in questa melassa e sprigiona il suo fascino, pericoloso, intossicante, potente. Anno dopo anno, ventennio dopo ventennio, passando per tutti i compromessi, piu’ o meno storici, la partitocrazia e arrivando al Berlusconismo della Repubblica delle banane di oggi, quel Fascio continua a muovere gli attori e le comparse della scena politica, dove da quindici anni assistiamo ai giochi di Berlusconi e D’Alema, il gatto e la volpe della politica italiana. I due “nemici” inseparabili hanno addirittura provato ad esportare quel gioco in Europa, con D’Alema candidato di Berlusconi al presigioso posto di Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea. Con Gheddafi e Putin che facevano il tifo, l’Europa ha rischiato – ancora una volta – di farsi ammaliare dal Fascio italiano.

Nota: La quarta ed ultima parte di Al capezzale della Repubblica verrà pubblicata nei prossimi giorni.


Al capezzale della Repubblica – prima parte

Al capezzale della Repubblica – seconda parte


Il piú grande presepio vivente al mondo

6 ottobre 2009

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Qualche giorno fa’ segnalavamo la denuncia dell’International Humanist and Ethical Union (IHEU) contro il Vaticano in sede ONU (UN Human Rights Council) a proposito di pedofilia clericale e l’omertà della “libera stampa” italiana su questi temi.

L’UAAR riporta la reazione del Vaticano:

Silvano Tomasi, osservatore del Vaticano in sede ONU, intervenendo a Ginevra presso il consiglio dei diritti umani per rispondere alle critiche mosse dal delegato IHEU Keith Porteous Wood (Ultimissima del 29 settembre), ha sostenuto che nella maggior parte dei casi i preti che si sono macchiati di violenze su minori non sono pedofili, ma piuttosto omosessuali con tendenze di “efebofilia”.

Gli apprendisti stregoni della Chiesa Cattolica, lo sappiamo, non hanno mai avuto un buon rapporto con la scienza che continuano ad ignorare e contrastare ogni volta, e succede spesso, quella scienza non si piega ai dogmi, alle scritture e al magistero di Santa Romana Chiesa. Abbiamo gia’ scritto dell’omofobia – giustificata teologicamente – di questi anziani uomini resi ottusi dall’arroganza e incapaci di meravigliarsi davanti al mistero della vita. Adoratori di miti di cui hanno dimenticato il significato, il loro Cristo è diventato immagine di paura e sofferenza, i loro fratelli e sorelle dei sudditi la cui umanità dev’essere schiacciata come il serpente, ogni qualvolta il bene della Chiesa lo esige.

In Italia, la “libera stampa” tratta della Chiesa Cattolica con il timore reverenziale frutto di secoli di oppressioni; tutto passa e viene presentato ai cittadini della Repubblica come “bene”, dalle superstizioni alle bestemmie scientifiche e morali, e c’è sempre un prete, un vescovo o un cardinale che spiega in TV o sulle pagine della stampa “colta” montagne di idiozie usando un vocabolario volutamente incomprensibile per meglio offendere la ragione e instupidire l’ascoltatore; in questa liturgia il giornalista italiano (con pochissime eccezioni) ha scelto il ruolo dell’angelo annunciatore che informa la plebe della buona novella, salvo poi, con una buona dose di razzismo, indignarsi se quelle stesse posizioni integraliste e intolleranti sono espresse da un’altro dogma.

La Curia di Roma non si è mai interessata del vero insegnamento di Cristo, la caritas, molto vicina alla compassione del Signore Buddha; orfani dei papi re, i principi della Chiesa continuano a occuparsi a tempo pieno di simonia e di teologia degli uteri, non accontentandosi del confessionale ma rivendicando il diritto dello spirito santo di entrare nella camera da letto e nello studio del ginecologo. La vera patologia però è quella della Repubblica italiana, il piu’ grande presepio vivente al mondo. Invece di celebrare il 150º anniversario dell’unità d’Italia, quella Repubblica farebbe bene a trovare il coraggio per la seconda breccia di Porta Pia, dopo che la prima fu richiusa da Mussolini quando fece risorgere il potere temporale dei papi con i maledettissimi Patti Lateranensi.


La Repubblica muore ma il Quirinale sonnecchia

14 settembre 2009

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Quel pezzo di carta che in Italia non ha mai contato nulla, la Carta Costituzionale della Repubblica, recita all’articolo 5 che l’Italia è “una e indivisibile” e all’articolo 87 che il “Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale”.

Se un marziano, in orbita attorno al pianeta Terra, osservasse il nostro paese, noterebbe che il Presidente della Repubblica in carica rappresenta assai male “l’unità nazionale”, visto che ogni volta che quell’unità è messa in discussione, Giorgio Napolitano o tace o si limita a effimere dichiarazioni di circostanza, a uso e consumo dei giornalisti che affollano la sua corte senza potere.

Ieri Umberto Bossi, führer della Lega e ministro della Repubblica, è tornato a parlare di secessione: “Noi però abbiamo un progetto più complesso del federalismo, vogliamo un cambiamento epocale, non ci accontentiamo del federalismo (…) [la Padania] sarà libera con le buone o con le meno buone. La libertà è un diritto, e quindi è un diritto ottenerla in tutti i modi. Siamo qui a Venezia perché sappiamo che un giorno la Padania sarà uno Stato libero, indipendente e sovrano.”

Umberto Bossi è ministro della Repubblica, il titolo di quell’ ufficio, Riforme per il Federalismo. Il marziano si domanderebbe cosa ci sta a fare nel governo della Repubblica italiana, “una e indivisibile”, un signore che dice di volere “con le buone o con le meno buone” la secessione di una parte del territorio nazionale. Se poi dicessimo al marziano che anche il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, fa’ parte dello stesso movimento secessionista e razzista e che il ministero dell’interno è a capo della sicurezza interna della Repubblica e si occupa di immigrazione, diritti d’asilo, cittadinanza, minoranze, elezioni ed enti locali, il marziano, con la sua testa verde piena di confusione, lascerebbe l’orbita terrestre per continuare il suo viaggio nello spazio alla ricerca di forme di vita intelligente.

Noi che invece marziani non siamo, e condannati a restare con i piedi per terra, vorremmo chiedere al Presidente Napolitano perché non onora la sua alta carica, la prima magistratura della Repubblica, e non da’ voce e corpo alla Costituzione italiana nella parte piu’ importante, “l’unita’ nazionale”, che la Carta gli affida.

Ci domandiamo se da quel magnifico Palazzo sul colle piu’ alto di Roma, il Quirinale, gia’ dimora di papi e di re, si riescano a sentire gli umori del paese, l’odore del sangue che è gia iniziato a sgorgare; ci domandiamo se il Presidente Napolitano e la sua corte hanno notizia dei fatti violenti di cronaca che si inseguono senza sosta e che accompagnano sempre le dichiarazioni dei gerarchi in camicia verde.

Mentre a Venezia si aggrediscono due camerieri perché albanesi, a Firenze si massacra di botte un ragazzo perché gay; gli aggressori sarebbero originari delle provincie di Milano e Varese e sarebbe allora interessante accertare se per caso quei due “padani” ascoltano Radio Padania Libera e i suoi incitamenti alla violenza omofoba (la xenofobia, da sola, non basta a tenere occupate l’ignoranza e la violenza indotte dal clima di odio che sempre piu’ assume le connotazioni del terrorismo).

Poche settimane fa’, il Presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, denunciava pubblicamente che il “vero scopo della Lega e’ la secessione”. Bossi, ieri, lo ha ricordato con parole che piu’ chiare non si trovano. In questo crepuscolo della Repubblica, gli avvoltoi si preparano alla disintegrazione politica dell’Italia; da una parte la Lega di Bossi, dall’altra i gerarchi della Curia di Roma che non hanno mai accettato l’unità che il Risorgimento ha regalato all’Italia.

E’ un peccato che il Presidente Napolitano continui a sonnecchiare mentre la Repubblica muore; quella Carta fondamentale che non ha mai contato nulla, chiama quel peccato “alto tradimento” e “attentato alla Costituzione”.


ANNIVERSARIO BRECCIA DI PORTA PIA: QUESTURA VIETA MARCIA ANTICLERICALE. INTERROGAZIONE PARLAMENTARE URGENTE DEI DEPUTATI RADICALI

11 settembre 2009

Dal sito dell’Associazione Radicale Certi Diritti

ANNIVERSARIO BRECCIA DI PORTA PIA: LA QUESTURA DI ROMA VIETA PER LA PRIMA VOLTA AI RADICALI IL PERCORSO DELLA MARCIA ANTICLERICALE. INTERROGAZIONE PARLAMENTARE URGENTE  DEI DEPUTATI RADICALI. Il GOVERNO RISPONDA ENTRO PROSSIMI GIORNI.

In occasione dell’anniversario della Breccia di Porta Pia, sabato 19 settembre 2009, le Associazioni radicali Anticlericale.net e Certi Diritti, insieme a Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni, Nessuno Tocchi Caino, Associazione per il Divorzio Breve, Radicali Roma, Comitato Ernesto Nathan, Agorà Digitale e Ass. Radicale Antiproibizionisti, con l’adesione di Aricgay, hanno promosso la Marcia Anticlericale per commemorare la data del XX Settembre 1870. La Marcia, che si svolge nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, intende toccare alcuni luoghi significativi della storia anticlericale della città di Roma. La Questura di Roma per la prima volta ha opposto il suo diniego allo svolgimento della Marcia.
Le Associazioni promotrici e aderenti all’iniziativa del 19 Settembre hanno oggi comunicato ai propri iscritti e sostenitori, in tutta Italia, che la Marcia  si farà ugualmente per onorare la memoria dei caduti vittime del potere clericale e per commemorare la lotta per la libertà del Risorgimento italiano.
I deputati radicali hanno depositato il testo di una interrogazione urgente chiedendo al Governo di rispondere entro i prossimi giorni alla Camera dei deputati.   Di seguito il testo con elencati i luoghi simbolo della Marcia Anticlericale.

Leggi l’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE URGENTE dei deputati radicali.