“Oltre il segno”

15 dicembre 2009

Quello che è accaduto oggi in Parlamento, le indecenti e violentissime parole di Fabrizio Cicchitto – capogruppo dei deputati del PDL –  lo si vorrebbe affrontare con ironia e sarcasmo. La madre dei cretini e’ sempre incinta, come dice quel detto popolare. Ma le parole di Fabrizio Cicchitto sono troppo gravi e troppo serie per riderci sopra. Quella di Cicchitto oggi al Parlmento e’ stata un’intimidazione politica intollerabile in una democrazia.

Ormai sui mezzi d’informazione non si parla d’altro che del “miracolato” e il governo – come ogni regime liberticida – vuole ora sfruttare l’occasione data dal gesto folle di quel povero disgraziato (una persona malata, non un terrorista) e introdurre misure contro la Piazza e contro la Rete – vi fa pensare a qualcosa? Facciamoci una bella doccia fredda, che aiuta a svegliarci dal sonno indotto dal tam tam della destra e di molti media.

Consiglio allora un articolo di Corrado Truffi sul blog de iMille che inizia cosí:

Dopo l’aggressione a B., si stanno diffondendo rapidamente due mantra che, grazie alla potenza di fuoco dei media broadcast, diventeranno presto verità indiscutibili. E che sono invece, oltre che la dimostrazione della costante egemonia culturale della destra, anche solenni idiozie.

L’articolo è eccellente, andate a leggerlo: Internet di piombo. Eccellente anche l’articolo di Francesco Costa che sull’Unita’ dice cose di buon senso a proposito di Internet e dell’annunciata “riforma” liberticida che si appresta a varare il governo: Basterebbe applicare le leggi che ci sono già

Giuseppe Civati sul suo blog pubblica delle informazioni importanti in tema di immigrazione. E’ essenziale leggere questi post: Stranieri: i dati smentiscono l’allarmismoRapporto Ismu: le religioniRapporto Ismu: l’immigrazione e la finanza pubblicaRapporto Ismu: italiani e stranieri. I dati parlano da soli e dovrebbero fugare le folli fobie xenofobe istigate da chi, anche al governo, usa il razzismo come strumento politico. Speriamo solo non ci siano troppi sordi, quella sarebbe la vera invasione da temere. Ancora un problema d’informazione quindi. Un buon programma sulla RAI: Tg3 Shukran, qui ospite Emma Bonino.

C’è gia’ chi parla di un prima e di un dopo l’aggressione di Milano in senso politico. Miracolo a Milano? Chi non vuol credere ai miracoli puo’ leggere l’intervista, sul Manifesto di qualche giorno fa’, a Stefano Rodotà, giurista serio e intellettuale onesto e sempre da ascoltare:

«Siamo al punto: dopo aver praticamente chiuso il parlamento, dopo aver ridotto il Consiglio dei ministri a un comitato di affari del presidente del Consiglio, ecco che Berlusconi annuncia la sospensione dei diritti costituzionali. Perché è questo il significato dell’attacco alle istituzioni di garanzia (…) In questo momento tutti coloro che hanno un qualsiasi ruolo all’interno delle istituzioni devono prendere una posizione esplicita e pubblica per misurare la distanza tra chi ritiene che le istituzioni siano questo e chi ancora crede che le istituzioni siano il cuore della democrazia. E soprattutto, lo dico senza mezzi termini, con Berlusconi che segue questa linea devastante di politica istituzionale non si può avere nessun dialogo»

Domenica, poco prima del comizio di Berlusconi a Milano, il ministro dell’economia Tremonti dichiarava:

“La Costituzione e’ importante ma la patria lo e’ ancora di piu’”

La voce del “miracolato”: “si vada avanti anche con maggior vigore di prima”. Con le parole di Cicchitto la destra sta gia’ lavorando per accelerare il suo progetto politico originario e forse addirittura spingersi ancora oltre. E’ nel giusto il segretario del PD Bersani – l’uomo ha davvero la pazienza di Giobbe – quando dice:

“I discorsi sul ‘clima’ nell’immediatezza di questi fatti sono scivolosi. Il rischio è che qualcuno si vesta da pompiere per fare l’incendiario, e che cominci un gioco di criminalizzazione tra noi, che va oltre il segno”.

Il Presidente della Camera Fini e’ d’accordo: “Parole incendiarie”. Insomma, Cicchitto l’incendiario, travestito da pompiere, e’ andato oltre il segno. Speriamo il segno non si sposti oltre, non c’e’ piu’ posto. C’e’ da augurarsi che l’opposizione in Parlamento (ma Fini cosa farà da grande?) sia capace, finalmente e dopo troppa titubanza, di reagire alla strategia pericolosa e reazionaria della destra. Magari con meno discussioni nei salotti televisivi, cosi’ da riportare il Parlamento al centro della vita istituzionale. L’opposizione in Parlamento si dovrebbe far carico di interpretare e governare, razionalmente e democraticamente, la Piazza, le molte piazze, cioe’ la sua base elettorale, rappresentarne le istanze, ascoltarne le voci, dialogare. C’e’ in questo momento molto malcontento nel paese, i problemi sono numerosi e gravissimi, molti di vecchia data, la crisi economica e’ pesantissima e il capo del governo, lo ha ripetuto anche domenica al suo comizio a Milano, usa la solita strategia del “va tutto bene”, “per fortuna che Silvio c’è”. Anche noi che non siamo felici di quest’Italia, vorremmo poter dire, “per fortuna che l’opposizione c’è”.

Intanto potrebbe cominciare, tutta insieme, con un gesto semplice ma significativo; esprimere la dovuta solidarietà civile a tutti quelli – persone, giornali, istituzioni – attaccati oggi, al Parlamento italiano, cosi’ vilmente da Fabrizio Cicchitto. Fin’ora quella solidarieta’ civile e umana e’ stata data solo da Di Pietro. Invece dovrebb’essere tutta l’opposizione a ricordare alla destra e al paese che la nostra civilta’ non prevede la morte civile ne’ l’ostracismo. Ci piacerebbe che cosí restasse. La strategia della destra e’ quella di silenziare chiunque non si inchini al sovrano; il termine tecnico e’ assolutismo. E’ la stessa strategia che vuole imbavagliare quella poca informazione che non controlla, che ha reso totalmente irrilevante il Parlamento (ancora oggi la fiducia alla finanziaria, una scelta che il Presidente della Camera Fini ha giudicato “deprecabile”), la giustizia ad personam per il sovrano e altre delizie. Chissa’ cosa troveremo sotto l’albero a Natale?

P.S. Bersani oggi ha anche dichiarato: “Le elezioni anticipate? Certificherebbe il fallimento del centrodestra. Se si va, noi siamo pronti”. Ed io che non me n’ero accorto! Con tutta questa prontezza speriamo non ci si dimentichi della legge elettorale vigente, la notoria porcata.

AGGIORNAMENTI:

1) aderisci all’appello su il Fatto: Io sto con Marco Travaglio, dalla parte dei fattiFirma in difesa di Marco Travaglio e della libertà di parola

2) Barbara Spinelli: Solidarietà a Marco Travaglio

3) Paolo Flores d’Arcais: Le parole vili e sciagurate dell’on. Cicchitto

4) da Il Fatto: “Intellettuali, scrittori e giornalisti in queste ore stanno esprimendo solidarietà a chi è stato colpito da parole e minacce. Ne abbiamo scelti alcuni. Qui sotto le analisi e i giudizi su quanto sta accadendo in Italia in questi giorni.
Giorni in cui chi può dire qualcosa – perché ha pensiero, orizzonti, storia personale e professionale – sente il dovere di farlo.” – Leggi i commenti di Bocca, Sartori, Hack, Annunziata, Lerner ed altri…


“Santità, mi perdoni per tutto quello che ho fatto…”

26 novembre 2009

Un altro giorno di ordinaria follia nella Repubblica confessionale delle banane.

Il Vaticano non si arrende e attraverso la Commissione Igiene e Sanità del Senato cerca di fermare l’introduzione della pillola abortiva RU486; il farmaco è utilizzato da vent’anni in paesi come Francia, Regno Unito e Svezia e approvato dagli organi competenti in piu’ di trenta paesi, dagli Stati Uniti alla maggior parte dei paesi dell’Unione Europea. Ma i buffoni in Parlamento prendono le direttive dall’ultima tirannide ancora presente in Europa, il Vaticano appunto, dove sadici fondamentalisti esperti nella teologia degli uteri vogliono ancora imporre la loro abominevole follia all’umanità.

Ed è a quella tirannide, a quella monarchia assoluta che non riconosce alcun diritto, alcuna libertà – deliramentum (follia) vengono chiamati i diritti dell’uomo nei documenti pontifici che condannano l’Illuminismo – che Piero Marrazzo si rivolge per chiedere perdono. Nientepopodimeno! “Santità, mi perdoni per tutto quello che ho fatto…”. Si fa fatica a credere ai nostri occhi quando si legge sulla stampa:

“Quest’uomo sta compiendo un delicatissimo iter da cui nascerà una persona nuova”, ha rivelato, la scorsa settimana, a “Repubblica” l’abate di Montecassino, il vescovo Piero Vittorelli, confermando che l’ex presidente stava trascorrendo un periodo di ritiro spirituale nell’abbazia benedettina di Cassino, in provincia di Frosinone.

Nel 1077 Enrico IV si reca a Canossa, costretto a chiedere perdono a papa Gregorio VII per tenersi la corona imperiale. Quale sarà la corona di Marrazzo? Forse il suo impiego in RAI? Il Medioevo in Italia non è mai finito, ma oggi fa ancora piu’ schifo di ieri. Povero Piero, che pena che fa! Questa è la classe dirigente della Repubblica confessionale delle banane, di destra, di sinistra e di centro; uomini e donne smidollati, che occupano le vette della politica, del giornalismo, delle professioni, della pubblica amministrazione, della finanza e della grande industria non per meriti acquisiti sul campo ma perché figli di, nipoti di, amici di, tesserati di. Uno spettacolo avvilente e rivoltante.

In Italia la madre dei cretini è sempre incinta; i figli poi crescono, mandano al governo del paese Berlusconi, i razzisti della Lega e i fascisti alla La Russa e Gasparri e quando vanno allo stadio danno il meglio di se’, anche all’estero: “non esistono negri italiani”, “un negro non può essere italiano”. La Repubblica riporta: “A quel punto Buffon, il capitano, e Secco sono andati a parlamentare e i cori sono cessati”. Però! Parlamentiamo anche con i razzisti adesso; dev’essere il famoso garantismo italiano.

Il sindaco di Varallo, il deputato leghista Gianluca Buonanno, fa installare cartelli stradali contro l’uso del burqa. Per carità, lontano da me voler difendere il burqa; è solo che faccio fatica a vedere in questi crociati della Lega i difensori dei diritti delle donne. Sono gli stessi che s’inchinano alla Curia di Roma, che di donne ne ha torturate e bruciate durante i secoli molte, ma molte di piu’ che non i fondamentalisti islamici; sono gli stessi razzisti dell’operazione Bianco Natale, gli stessi xenofobi capeggiati da chi non ha problemi a dichiarare, “gli immigrati devono essere mandati a casa loro”. Non è che in Europa queste persone non ci sono ma – diversamente che in Italia – non sono ministri e non decidono la politica dei governi dei loro paesi. Poi ci si lamenta dei cori razzisti negli stadi o delle aggressioni contro immigrati e omosessuali? Solo ipocrisia.

L’ennesimo allarme sulla criminalità organizzata. Questa volta a lanciarlo è il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi:

“Grava su ampie parti del nostro Sud il peso della criminalità organizzata. Essa infiltra le pubbliche amministrazioni, inquina la fiducia fra i cittadini, ostacola il funzionamento del libero mercato concorrenziale, accresce i costi della vita economica e civile”.

Se fossimo nel 1909, sarebbe una notizia. Se fossimo nel 1949, sarebbe ancora una notizia. Ma oggi? Come ricordava Beppe Grillo nell’estate del 2008:

oltre il 40% della ricchezza nazionale è illegale (rapporto Alto Commissariato anti-Corruzione) (…) Nella sua ultima relazione il Commissariato contro la Corruzione ha affermato: siamo peggio che in Tangentopoli, la corruzione piega ogni settore e la sanità è terra di conquista.

Una volta si insegnava che la moglie di Cesare dev’essere al di sopra di ogni sospetto. Oggi in Italia invece prevale un’interpretazione del garantismo che non è accettata in nessun’altra democrazia al mondo. Si sente dire che fino a quando non c’è la condanna definitiva, quella passata in giudicato, vale la presunzione d’innocenza prevista dalla Costituzione. Verissimo. Ci mancherebbe altro! Ma in tutte le democrazie del mondo si usa distinguere tra il piano giudiziario e il piano politico e in quelle democrazie a nessuno passerebbe per la testa rivendicare la presunzione d’innocenza fino alla condanna definitiva per giustificare la permanenza nel suo ufficio pubblico di un cittadino che ricopre incarichi di responsabilita’ politica e istituzionale. In quelle democrazie, in tutte le democrazie, ancora vige il principio che la moglie di Cesare dev’essere al di sopra di ogni sospetto e i politici chiacchierati hanno la decenza di dimettersi prima di infangare l’ufficio che ricoprono. In Italia no, in Italia alcune tra le piu’ alte magistrature della Repubblica sono occupate da cittadini chiacchierati e condannati o che hanno procedimenti giudiziari in corso e i reati ipotizzati non sono bruscolini. Chi critica questo status quo, in Italia viene accusato di giustizialismo. Ebbene, in tutte le democrazie del mondo vige quel giustizialismo; è solo in Italia che la classe dirigente pretende l’impunità.

Si apprende che il ministro della difesa, Ignazio La Russa, elargisce maledizioni anche in trasferta; non pago delle sue volgari pagliacciate in TV – ricorderete il “possono morire” in tema di crocifissi – ora augura il cancro anche a tu per tu.

Chiudiamo con due chicche a proposito del Giornale di Vittorio Feltri. Un giornalista intraprendente (ma un po’ sfigato):

“Ha inviato alla sede genovese del Giornale presso il quale collaborava una lettera di minacce delle Br verso se stesso. La Digos ha denunciato l’uomo, Francesco Guzzardi, per simulazione di reato e procurato allarme.”

e un condirettore spudorato oltre ogni limite: “Cosa c’entra Dell’Utri con Berlusconi?”. Guarda il video qui di seguito:


“È razzismo questo?”

20 novembre 2009

In Italia Fascismo e razzismo, ignoranza e fanatismo sono sempre stati presenti e in buona salute e tuttavia c’era un tempo, non molto lontano, quando ci si vergognava ancora ad esternare in pubblico quell’ignoranza e quei pregiudizi. A quel tempo – o almeno io cosi’ ricordo – c’era ancora una sorta di timidezza, di comune senso del pudore che consigliava a razzisti e fanatici, almeno in pubblico e sui mezzi d’informazione, di tenere un profilo basso, discreto. La feccia oggi al governo del paese ha tirato via quel velo discreto e ignoranza e fanatismo sono oggi sfoggiati in pubblico e premiati con riconoscimenti importanti, come l’Ambrogino di Milano.

Qualche giorno fa’ scrivevo dell’Operazione Bianco Natale – una forma di pulizia etnica promossa dalla Lega e benedetta dal ministro degli interni leghista, Maroni – e mettevo in evidenza le parole del führer della Lega, Umberto Bossi: “gli immigrati devono essere mandati a casa loro”. Achtung! Achtung! Bossi non si riferiva agli immigrati irregolari: quelle parole sono state pronunciate a proposito di voto amministrativo agli immigrati che risiedono regolarmente in Italia da almeno 5 anni.

Su Repubblica oggi c’è un interessante reportage da quel comune nel Bresciano dove e’ in atto l’operazione Bianco Natale:

Arriva anche Monica, l’estetista del negozio accanto. “I miei figli hanno solo amici extracomunitari. Uno ha 14 anni, l’altro 12. Vanno in giro sempre con due romeni e due africani. A Coccaglio sono tantissimi. Io però non voglio che escano con questi. È razzismo questo?”

Si Monica, è razzismo. Se a te e a molti non sembra è perche’ la feccia al governo del paese e gli intellettuali di regime che la sostengono dalle pagine dei giornali e in televisione stanno normalizzando l’impensabile. Sarà bene ricordare allora che il razzismo è una malattia indotta: razzisti non si nasce, si diventa. Soprattutto in tempi di crisi economica, culturale e sociale, il razzismo e’ il mezzo a cui si ricorre, la vecchia ma sempre funzionante strategia del divide et impera. Cosi’ e’ stato ad esempio negli Stati Uniti della schiavitu’ e della segregazione, nella Germania di Hitler e nel Sudafrica dell’apartheid. E non dimentichiamo le vergognose leggi razziali di Mussolini.

Opporsi al razzismo vuol dire opporsi a quella strategia che si basa sulla paura, sull’odio e sul nemico da combattere, opporsi al “noi e loro”, opporsi a chi vuole dividere per dominare. Lottare contro il razzismo vuol dire unirsi a chi adesso è piu’ indifeso, difenderlo con la nostra presenza e la nostra voce; vuol dire difendere la nostra libertà e la nostra umanità.


Operazione Bianco Natale

18 novembre 2009

Lo vogliono morto, crocifisso e appeso ai muri di scuole, tribunali e uffici pubblici. Multe, minacce e botte a chi non e’ d’accordo. Cosa diceva quel povero Cristo non importa, il Natale “non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità”. Parola dell’assessore leghista alla sicurezza, Claudio Abiendi, del comune di Coccaglio (Brescia), dove i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello degli extracomunitari; se hanno il permesso di soggiorno scaduto, RAUS! Il sindaco Franco Claretti spiega, “Da noi non c’è criminalità, vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia”. Etnica. L’operazione Bianco Natale ha avuto l’appoggio convinto dello stato maggiore del partito. “Il ministro Maroni è un uomo pratico – dice Claretti – ci ha dato dei consigli per attuare il provvedimento senza incorrere nei soliti ricorsi ai giudici”. Però!

Razzismo e nazionalismo, xenofobia e intolleranza ormai sono titoli di merito per la carriera di ottusi, fanatici e ignoranti che si occupano della cosa pubblica, medaglie da esibire alle parate e ai raduni delle camice verdi, brune o nere. Episodi agghiaccianti si rincorrono quotidianamente ma non fanno piu’ rumore; come in altri tempi non molto lontani, la crisi economica aumenta la spirale d’odio e paura in un paese tribale che ha sempre rifiutato la cittadinanza e dove la politica, l’informazione e gli intellettuali di regime stanno da tempo normalizzando l’impensabile cosí da rendere accettabile cio’ che la ragione condanna. Ma in Italia quella ragione e’ addormentata, forse in coma profondo; chi prova a restare sveglio viene tacciato, deriso e apostrofato come Cassandra. Il fanatismo e l’ignoranza stanno preparando la strada alla tirannide. L’avventura continua, buon Natale.

P.S. Sulla proposta di legge bipartisan per dare il voto amministrativo agli immigrati che risiedono regolarmente in Italia da almeno 5 anni, interviene il ministro Umberto Bossi, führer della Lega:

Lo stesso Senatùr, Umberto Bossi, ha spiegato a chi gli chiedeva un commento sull’iniziativa che «noi restiamo della nostra idea» ovvero che «gli immigrati devono essere mandati a casa loro» perché «non c’è lavoro nemmeno per noi…»

Vi ricorda qualcosa?


Il sonno della ragione (e la deriva clericale e reazionaria del PD)

12 novembre 2009

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“Ogni detenuto portava un triangolo colorato (generalmente con la punta verso il basso) cucito (o dipinto) sulla sua uniforme da deportato. A seconda del colore, si distinguevano diverse categorie: i politici avevano un triangolo rosso con una lettera all’interno che precisava la nazionalità (salvo per i tedeschi). Gli ebrei politici portavano un triangolo rosso (con la punta verso l’alto) con sovrapposto un triangolo giallo (con la punta verso il basso). Gli ebrei avevano una stella gialla (formata da due triangoli), i Bibelforscher un triangolo color malva/viola. Alcune fonti attestano che certi Bibelforscher portavano un triangolo viola con sovrapposto un triangolo giallo. Gli internati di diritto comune avevano un triangolo verde, gli asociali un triangolo nero. I contaminatori della razza portavano un triangolo nero sovrapposto ad un triangolo giallo, gli omosessuali un triangolo rosa, gli zingari un triangolo bruno e gli apolidi e gli emigrati (repubblicani spagnoli) un triangolo azzurro. I SAW (Sonderaktion Wehrmacht : epurazione dell’esercito tedesco), quanto a loro avevano un triangolo rosso, con la punta verso l’alto.” Fonte: Sylvie Graffard e Léo Tristan, I Bibelforscher e il nazismo (1933-1945) Editions Tirésias-Michel Reynaud, Parigi, 1994

Forse il sindaco di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, il leghista Enzo Bortolotti, potrebbe trovare utili le informazioni qui sopra; la sua idea di schedare tutti i musulmani per fermare l'”invasione” islamica non e’ certo originale. Il segnale, preoccupante di per se’, diventa allarmante se si considera che quel sindaco e’ stato rieletto a furor di popolo, quasi il 70% dei consensi. Debora Serracchiani, segretaria regionale del PD, denunciava appena qualche giorno fa’ il razzismo di questo sindaco, che e’ anche segretario provinciale della Lega.

La cappa opprimente sull’Italia, quel clima da caccia alle streghe, inquisizione, stato di polizia diventa ogni giorno piu’ pesante. I campanelli e le campane d’allarme rimangono per lo piu’ inascoltati, le spinte reazionarie o si giustificano o addirittura si accolgono con entusiasmo. L’Italia e’ in caduta libera, la gravissima regressione culturale, antropologica è veramente spaventosa. In questa regressione regnano paura, ignoranza, violenza, odio, dogma, intolleranza. Caccia grossa e sempre aperta: agli omosessuali e transessuali, agli immigrati, alle donne, agli atei o diversamente credenti, agli eretici, alla scienza e agli scienziati… e a tutti coloro che non si sottomettono. Tutti malati d’alzheimer, come mette in guardia Famiglia Cristiana.

Caccia grossa per difendere la razza e la tradizione. Caccia grossa non solo per le vie delle citta’ italiane ma sulla stampa e in televisione, dove gli ospiti delle trasmissioni d’infotainment vengono rigorosamente selezionati per il loro pregiudizio e la loro ignoranza. Bucano lo schermo. Si rimane sgomenti di fronte allo spettacolo offerto da Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè alla tv pubblica o guardando i linciaggi mediatici contro la sentenza della Corte Europea sui crocifissi e contro tutti coloro che si riconoscono in quella sentenza.  E’ la regressione che avanza, a reti unificate.

In tutto il mondo il proibizionismo sulle droghe e’ sotto processo; le sentenze sono ovunque unanimi: il proibizionismo non solo ha fallito ma ha ingigantito il problema. E le mafie ringraziano. In Italia invece si fa finta di niente e si continua con quella politica ottusa e nefasta; invece di mettere mano alla legge Fini-Giovanardi si continua con la demagogia dei test antidroga per una classe politica fanatica che pensa ad altre schedature e magari ad imporre l’esempio nelle scuole e negli uffici, a tutti i cittadini. Diventera’ sicuramente un’altra tradizione, come quella del crocifisso imposto per legge nelle scuole, nei tribunali e negli altri uffici della Repubblica confessionale delle banane. Uno stato di polizia, ma timorato di Dio.

A proposito di crocifisso. Al Parlamento Europeo i soldati di Santa Romana Chiesa del PDL, Lega, UDC e PD hanno presentato una dichiarazione per:

“il pieno diritto di tutti gli Stati membri a esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell’identità di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell’intera comunità nazionale, rispettosi dell’orientamento religioso di ciascun cittadino”.

Non si riesce a credere ai propri occhi quando si leggono offese alla logica, all’intelligenza, cosi’ marchiane. La proposta indecente è stata ufficialmente presentata da Mario Mauro e Sergio Silvestris (PDL), Gianni Pittella e David Sassoli (PD), Carlo Casini e Magdi Cristiano Allam (UDC), e da Mario Borghezio (Lega Nord). Assente l’IDV. Per diventare un pronunciamento ufficiale dell’europarlamento deve raccogliere entro tre mesi le firme di 369 parlamentari.

Per quanto riguarda il PD, sarebbe interessante sapere chi ha deciso questa ennesima buffonata, offensiva e blasfema sia per i credenti cattolici sia per i non credenti e i diversamente credenti. Ci sono ancora laici e liberali all’interno del PD? Hanno niente da dire su questa deriva clericale? E’ questo il PD che il nuovo segretario Bersani ha in mente? Ora la CEI guida anche l’azione politica dei parlamentari europei del PD?

In questo sonno della ragione – che in Italia per la verita’ sembra piu’ un coma profondo – si rivede un film gia’ visto. Se i KKK e le loro croci infuocate hanno gia’ fatto il loro debutto italiano, c’e’ chi quella tradizione l’ha capita ancora meglio e inchioda la croce sul portone dei Radicali. E’ innegabile, le tradizioni sono importanti; dalle crociate alle guerre sante, dalla maledettissima Santa Inquisizione al regime nazista fino ai giorni nostri, con i gruppi neofascisti e neonazisti che l’hanno messa sui loro stemmi, la croce è davvero il simbolo di una tradizione importante che – come dicono quei buffoni italiani al Parlamento Europeo – unifica l’intera comunità: torturatori e torturati, stupratori e stuprati, persecutori e perseguitati, schiavisti e schiavi, assassini e assassinati, tutti insieme, gli aguzzini e le loro vittime, a celebrare la tradizione e l’identità che ci unisce tutti.


Italy Burning

2 novembre 2009

Burning

Forza Italia! Non ci facciamo mancare proprio niente, dai KKK, quell’allegra confraternita dove gli  obiettivi della “lotta” sono negri, immigrati, omosessuali, ebrei, a Guantanamo, che sembra ormai lo stile italiano di gestire le patrie galere: “Il detenuto non si massacra davanti a tutti”. Il comandante delle Guardie ammette: “Quella voce è la mia”.

Intanto il caso Stefano Cucchi si arricchisce di particolari inquietanti: “Stefano non è stato alimentato né idratato”. Nel frattempo, ieri si e’ aggiunta un’altra vittima alla lunga lista delle morti in carcere. Questa volta l’ennesimo suicidio: Suicidio Blefari, le accuse degli avvocati “Era una brigatista, ha prevalso la punizione”.

La classe dirigente al governo del paese sembra uscita da una tragedia comica. Giovanardi merita oggi la palma d’oro del disgusto. [Consigliato solo per un pubblico adulto]

Ci possiamo rallegrare tutti con della bella musica che incita ad assassinare gay e lesbiche!

P.S. Sciltian Gastaldi fa giustamente notare ai cappuccetti bianchi nostrani che al KKK non piace il made in Italy. Mentre il blog del Circolo Online del PD “Barack Obama” osserva quanto siamo lontani dall’Europa.

P.P.S. Segnaliamo: 1) Morire di carcere – Rita Bernardini è ospite della trasmissione “Il Caffè. Diritti noi e loro” di Rainews24; 2) Furore Piergiorgio Paterlini per Piovonorane.it


I “sessoliberisti” e l’odio dei falsi maestri

29 ottobre 2009
Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

Eh si, anche questa si doveva leggere sulla stampa: i “sessoliberisti”!

Il Giornale di Feltri (e chi, sennò) continua a spargere veleno e infettare le menti dei suoi lettori, che gia’ sembrano in avanzato stato di regressione culturale spaventosa. Alcune perle nell’analisi di Veneziani:

Marcello Veneziani: “ognuno è libero di scegliersi i pregiudizi che vuole, c’è chi come voi preferisce quelli degli ultimi anni e chi, invece, quelli dominanti negli ultimi millenni.(…) il trans è la condizione tipo verso cui tende l’uomo contemporaneo, è il nuovo modello umano. Siamo trans in via di sviluppo… (…) Sarò rozzo, primitivo e oscurantista, ma preferisco tenermi la realtà con le sue imperfezioni, la natura con i suoi limiti, il destino con le sue cattiverie; e perfino la morale con i suoi pregiudizi. In Transitalia ci andate voi.”

La bussola in questi ragionamenti, quando non sono dettati dalla vile lotta politica che tutto si permette, va ricercata nella paura; e prima di tutto, la paura che nasce dall’ignoranza.

Gli esseri umani non nascono razzisti, ci diventano grazie alla paura, debitamente manipolata dal lavoro di agenti esterni che usano quell’odio indotto per il trucco piu’ vecchio del mondo, sempre usato dal potere: Divide et impera.

L’Italia di Berlusconi e della Lega diffonde omofobia, xenofobia e razzismo per distrarre e mantenere il controllo su buona parte dell’opinione pubblica. Il PD fara’ bene a contrastare questa strategia di ignoranza e odio con un’azione culturale forte; e’ su questo terreno che Bersani e la sua squadra si giocheranno tutto. Riportare al centro del dibattito politico l’economia e il paese reale non sara’ possibile se quegli specchietti per allodole – usati cosi’ sapientemente dalla destra, non solo italiana – non saranno infranti. Ha sempre sbagliato chi a sinistra ha cercato in questi anni di andare dietro alla destra e rubargli il lavoro; quella è una strada pericolosissima e dove il sorpasso è impossibile. Sui temi dell’immigrazione, dell’eguaglianza, della solidarieta’, dei diritti civili e della sicurezza, la sinistra deve essere sinistra, fare cose di sinistra e soprattutto elaborare e diffondere una cultura di sinistra orgogliosa che poggi le sue fondamenta sulla speranza e non sulla paura, sull’accoglienza e non sull’esclusione, sulla conoscenza e non sull’ignoranza. Le decisioni politiche per risolvere i problemi dovranno essere ispirate da quella cultura, senza nulla concedere al razzismo, alla paura, all’ignoranza e all’odio e senza improvvisazioni, titubanze e contraddizioni.

Speriamo Bersani e la sua squadra riescano a capire – ma a capire davvero –  che su questi temi, che non sono temi di nicchia, si gioca il futuro non solo del PD ma del paese.