Italy Burning

2 novembre 2009

Burning

Forza Italia! Non ci facciamo mancare proprio niente, dai KKK, quell’allegra confraternita dove gli  obiettivi della “lotta” sono negri, immigrati, omosessuali, ebrei, a Guantanamo, che sembra ormai lo stile italiano di gestire le patrie galere: “Il detenuto non si massacra davanti a tutti”. Il comandante delle Guardie ammette: “Quella voce è la mia”.

Intanto il caso Stefano Cucchi si arricchisce di particolari inquietanti: “Stefano non è stato alimentato né idratato”. Nel frattempo, ieri si e’ aggiunta un’altra vittima alla lunga lista delle morti in carcere. Questa volta l’ennesimo suicidio: Suicidio Blefari, le accuse degli avvocati “Era una brigatista, ha prevalso la punizione”.

La classe dirigente al governo del paese sembra uscita da una tragedia comica. Giovanardi merita oggi la palma d’oro del disgusto. [Consigliato solo per un pubblico adulto]

Ci possiamo rallegrare tutti con della bella musica che incita ad assassinare gay e lesbiche!

P.S. Sciltian Gastaldi fa giustamente notare ai cappuccetti bianchi nostrani che al KKK non piace il made in Italy. Mentre il blog del Circolo Online del PD “Barack Obama” osserva quanto siamo lontani dall’Europa.

P.P.S. Segnaliamo: 1) Morire di carcere – Rita Bernardini è ospite della trasmissione “Il Caffè. Diritti noi e loro” di Rainews24; 2) Furore Piergiorgio Paterlini per Piovonorane.it

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Il Profeta Scalfari e la Terra Promessa del Partito Democratico

15 ottobre 2009

profeta

In una tregua nella guerra con il Corriere della Sera e il suo direttore, Ferruccio de Bortoli, Eugenio Scalfari – ospite di Serena Dandini sulla TV pubblica – non resiste e, smessa la corazza del generale veste la tunica del profeta per indicare al Partito Democratico la strada verso la Terra Promessa. Il Profeta Scalfari sa come attraversare il Mar Rosso delle regole con cui si sta scegliendo il nuovo segretario del PD: Vi salverete se mi seguirete, è la profezia del Profeta. Dimenticate le regole, voi poveri mortali, e la prima regola in particolare, cioe’ le regole non si cambiano a giochi iniziati; il Profeta è sopra la legge, sopra le regole, sopra i mortali. Al Profeta è Dio che parla e quando fa profezie, quella e’ la volonta’ di Dio.

Le regole per scegliere il nuovo segretario del PD sono troppo complesse? Non c’e’ problema, dice il Profeta, sbarazziamocene ed eleggiamo il nuovo segretaro del PD come al Profeta Scalfari piace, che la Terra Promessa lui sa dov’è. Ignazio Marino, da quel “laicista” che è – lo sappiamo tutti – ha rifiutato la profezia, preferendo la ragione e la democrazia.

Le reazioni non sono mancate, la Rete ne parla ma purtroppo l’Italia ha sempre preferito i profeti alla ragione e la cultura nazionale, quando non e’ ispirata direttamente dalla metafisica, risente pesantemente delle differenti forme di storicismo e dei mostri che quello storicismo ha prodotto; non a caso, la nostra intellighenzia “laica” ignora o detesta uno dei maestri del liberalismo moderno, Karl Popper e il suo lavoro, a cominciare da La societa’ aperta e i suoi nemici.

Il Partito Democratico, guidato da una classe dirigente che si fa notare solo per la sua ignavia politica e inadeguatezza culturale, sembra ora alle prese con il “caso Binetti”, un’utile capro espiatorio per nascondere le vergogne del partito; ma lo sanno tutti, Paola Binetti non è il problema.

Tra quelle vergogne del PD c’e’ anche quella di essersi lasciato imporre la sua linea e azione politica dal partito-quotidiano la Repubblica, che ha monopolizzato l’attenzione del dibattito pubblico e politico della Repubblica (quella di tutti) per mesi e mesi sulla camera da letto del Bananiero Capo, fino alla guerra che il Profeta-Generale Scalfari ha dichiarato al suo diretto concorrente, il Corriere della Sera.

Ora il Profeta appare sugli schermi della TV pubblica e, come un nuovo Mose’, annuncia la Terra Promessa. Vengono alla mente le parole di Indro Montanelli, che nel 1969 scriveva:

Di Scalfari non ho un’opinione precisa. C’è in lui un pizzico di Baldacci, un pizzico di Bel-Ami, e perfino un pizzico di Ramperti. So che ha fatto parecchi soldi. La sua ambizione è sfrenata e scoperta. Ma vuole arrivare a qualcosa, o vuole fuggire da qualcosa? Nella sua frenesia c’è del patologico. Le sue polemiche (come questa con me) sono quasi sempre gratuite. Questo nemico di tutti è soprattutto nemico di se stesso, animato da un irresistibile cupio dissolvi.

P.S. Bersani e Franceschini continuano a seguire il Profeta e la classe dirigente del PD è allo sbando. Intanto il Bananiero Capo s’improvvisa Grande Dittatore, l’ONU continua a richiamare la Repubblica delle Banane sui diritti umani e la stampa internazionale, unanimemente, chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi. L’unica speranza che resta al PD e alla Repubblica (quella di tutti) è Ignazio Marino, che pochi giorni fa’ ha detto quello che tutti pensano:

“Questi dirigenti saranno spazzati via dalla storia perché il mondo è cambiato, non è più quello del secolo passato. E credo quindi che sarebbe molto più utile che tutti se ne facessero una ragione e cercassero di favorire il nuovo”

Un’altra verità che tutti pensano Marino l’ha detta nell’intervista rilasciata al blog di Alessandro Gilioli, Piovono Rane:

Dice D’Alema che lei perderà e tornerà a fare il chirurgo.

«Io almeno, se dovessi smettere di fare politica, un mestiere ce l’ho. Di D’Alema non si può dire altrettanto. E nemmeno di Bersani e Franceschini».

Il 25 ottobre andiamo tutti a votare alle primarie del PD e votiamo per Ignazio Marino e per un Partito davvero Democratico. E’ tempo che quella casta “pelandrona e inconcludente”, come l’ha chiamata Giorgio Bocca, si trovi un altro mestiere.