Il Fatto: “Brenda, il viado morto”

3 dicembre 2009

In un interessante e alquanto inquietante articolo sul quotidiano Il Fatto, De Benedetti: mi spiano, firmato da Peter Gomez e Marco Lillo, si legge: “Brenda, il viado morto”. Ora, dopo tutto quello che si e’ scritto e detto, si deve constatare che anche giornalisti che sicuramente non sono omofobi ne’ bigotti continuano a perseverare nella loro ignoranza, utilizzando termini volgari, offensivi e discriminatori.

Su questo blog c’e’ un’accurata analisi del termine; in sintesi:

Sandra Biondo informa gli amici giornalisti, scrittori e commentatori vari che il termine “viado”, che viene usato con tanta disinvoltura, in portoghese è volgarissimo. Cosa direste se in un articolo di giornale straniero trovaste parole come “frocio”, “ricchione” o “busone”? Se vogliamo usare la lingua degli altri, almeno facciamolo bene

Davvero sfuggono i motivi che spingono molti giornalisti italiani a perseverare nell’ignoranza e usare la parola “viado” o declinare e coniugare al maschile la parola “transessuale” o addirittura, come ha fatto Mattia Feltri, a spiegare (sbagliando) che negli Stati Uniti si userebbe la parola “shemale”. Amici giornalisti, un po’ piu’ d’attenzione e rispetto per favore.

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