Minchiate

13 dicembre 2009

Non vede. Non sente. Non parla. E’ l’informazione, italiana e non solo; con le solite eccezioni, uno zoo di scimmie cieche, sorde e mute ammaestrate per intrattenere gli spettatori paganti: noi, la plebe.

Titolano i giornali: il Vaticano condanna la pedofilia clericale; il papa prova vergogna. Minchiate! Il rapporto irlandese condanna senza appello l’omertà e i depistaggi della Chiesa Cattolica. Lo scandalo è spaventoso; decine di migliaia di bambini e bambine abusati, violentati, maltrattati per decenni dai religiosi; i gerarchi cattolici sapevano e hanno non solo taciuto ma nascosto i fatti e ostacolato le indagini. E non c’è solo l’Irlanda. Il Vaticano è anche stato chiamato a rispondere di questi crimini in sede ONU.

Titolano i giornali: Blair (l’ex primo ministro britannico) dichiara che avrebbe invaso l’Iraq anche se avesse saputo che non c’erano armi di distruzione di massa. Minchiate! Tutti sapevano che quelle armi di distruzione di massa non c’erano; in molti lo hanno testimoniato ben prima dell’inizio della guerra d’invasione nel 2003. Tra questi, Scott Ritter, ispettore capo per le Nazioni Unite in Iraq dal 1991 al 1998. L’invasione e la conseguente occupazione non hanno nulla a che fare con quelle armi ne’ tantomeno con la democrazia. Alan Greenspan, ex-capo della Federal Reserve [la banca di emissione degli Stati Uniti] ha dichiarato: “I am saddened that it is politically inconvenient to acknowledge what everyone knows: the Iraq war is largely about oil” [“Sono rattristato che sia politicamente inconveniente riconoscere quello che tutti sanno: la guerra in Iraq e’ largamente per il petrolio”]. David King, ex-consulente scientifico capo del governo britannico, ha dichiarato che la guerra in Iraq è una guerra per il controllo del petrolio e ha avvertito che ci saranno ancora guerre per il controllo delle risorse in futuro. Secondo il diritto internazionale, la guerra d’invasione è il supremo crimine, lo stesso crimine per cui furono condannati e giustiziati o internati i maggiori criminali nazisti a Norimberga. Dal marzo del 2003, piu’ di un milione di irakeni innocenti sono morti a causa di quella guerra d’invasione, il crimine internazionale supremo.

Sono solo due esempi – tra i tanti – dello stato dell’informazione (non solo italiana ovviamente), dove ignoranza, superficialità, menefreghismo e malafede sembrano essere la deontologia professionale delle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. La ragione, piu’ che dormire, sembra in coma profondo; il metodo scientifico ancora lontano dall’essere capito. Come sopravvivere allora in questo deserto? Io faccio cosí: non mi fido mai di quello che ascolto alla radio, guardo alla TV o leggo sui giornali e su Internet. Cerco di controllare le fonti e anche quando la fonte è autorevole, uso sempre una buona dose di scetticismo e lascio sempre aperta la porta al dubbio. Non ci sono garanzie, ma in questo modo diminuiscono le probabilità di essere presi in giro. Insomma, non fidatevi mai di nessuno ciecamente, nemmeno di quello che leggete su questo blog.


L’AIDS uccide. E cosí anche la Chiesa Cattolica e l’informazione italiana

1 dicembre 2009

Oggi, 1 dicembre, è la giornata mondiale contro l’AIDS; utile per combattere il pregiudizio e l’ignoranza, aumentare l’educazione e l’informazione e aiutare quelle organizzazioni che si occupano di combattere questa malattia anche negli altri 364 giorni dell’anno.

La stampa “colta” riporta che domenica scorsa, all’Angelus, papa Ratzinger ha detto:

«La Chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l’Aids, attraverso le sue istituzioni e il personale a ciò dedicato. Moltiplicando e coordinando gli sforzi, si giunga a fermare e debellare questa malattia».

L’informazione italiana, ubbidiente e devota, riporta le dichiarazioni del papa come una segretaria stenografa quello che il suo capo detta. Ma è questo il ruolo dell’informazione? Farsi megafono di questa o quella propaganda?

Questo è lo stesso papa e la stessa Chiesa Cattolica che lottano contro l’uso del preservativo, anche laddove l’HIV-AIDS ha dimensioni da pandemia e sta distruggendo la vita e l’economia di interi paesi e continenti. Le Nazioni Unite affermano che il preservativo è “la tecnologia piu’ efficiente e disponibile per ridurre la trasmissione sessuale dell’HIV e di altre infezioni trasmesse sessualmente”.

Nella migliore tradizione italiana, papi, principi e feudatari non sono interessati alla ragione e alla scienza – che continuano a combattere. L’informazione italiana – lungi dall’essere il cane da guardia, il guardiano del potere – continua a pascere sui grassi prati del potere.


Crocifissi, ladroni e mercanti del tempio

5 novembre 2009

mercanti

"Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!" - Luca, 19,46

La libertà in Italia non è mai stata amata ne’ capita; s’invoca per chi canta d’assassinare gay e lesbiche ma appena si critica il papa ti convocano in questura. I clerico-fascisti al governo vanno alla TV pubblica per insultare e intimidire e i catto-comunisti all’opposizione sputano sull’Europa, l’Illuminismo e la tradizione liberale, tutte cose che hanno sempre detestato.

Continuano le idiozie italiote dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sui crocifissi nelle scuole. Se quel povero Cristo leggesse e ascoltasse i commenti dei paladini del crocifisso, se ne andrebbe con le sue gambe. Poi prenderebbe una bella mazza per cacciare i mercanti dal tempio. Al suo posto potremmo sempre mettere i ladroni; quelli sicuramente rappresentano assai meglio sia la tradizione italiana sia la Curia di Roma. Prendendo a prestito le parole da Mark Twain, “se Cristo fosse qui ora c’e’ una cosa egli non sarebbe – un cristiano”.


Il ministro Scajola e la sessualità

19 ottobre 2009

forse anche Scajola, come i mafiosi, pensa: meglio mafioso che gay

Scrivere di Scajola e sessualità è come mischiare maionese e nutella; vien da vomitare. Purtroppo per noi, ogni peto che esce dagli orifizi di questi dinosauri che ancora si trascinano nella politica italiana viene preso e amplificato dai mezzi d’informazione. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola (turatevi il naso):

“Noi rispettiamo tutti, lo abbiamo nel nostro dna; riteniamo pero’ che la sessualita’ sia un incontro tra maschio e femmina”

Ormai non ci sono piu’ commenti possibili per questo governo di razzisti, ignoranti e delinquenti e per coloro che ancora, in Parlamento e nel paese, lo sostengono. E’ inutile che alcuni parlamentari della destra prendano le distanze dalle dichiarazioni razziste e omofobe che ormai sono quotidiane, cosi’ come inutili e sterili sono le polemiche dell’opposizione, cialtrona e inconcludente, come anche la recente vicenda della legge contro l’omofobia ha dimostrato.

L’Italia diede i natali al Fascismo ma anche dopo la guerra – a differenza della Germania del dopo Hitler – non ha mai fatto i conti con quella storia. E quella storia ritorna nel paese del fondamentalismo clericale, dove la Curia di Roma tiene sia la maggioranza di governo sia l’opposizione per le palle. Un paese incivile, dove i parassiti della Chiesa Cattolica, degli apparati di partito e della borghesia industriale impediscono ogni progresso; quei parassiti sanno solo prosperare succhiando la vita e rubando la felicita’ e il futuro ai cittadini, fatti vivere questi nell’ignoranza e nella superstizione, cosi’ da allontanare ogni pericolo di cambiamento.

Ma il cambiamento e’ nella natura delle cose e l’Italia è arrivata al capolinea. O decide di sbarazzarsi di quei parassiti o tornera’ ancora una volta a pagare caro il prezzo del suo immobilismo. C’e’ una frase di John F. Kennedy che sembra fatta apposta per l’Italia di oggi: “Those who make peaceful revolution impossible will make violent revolution inevitable” [Coloro che rendono le rivoluzioni pacifiche impossibili, renderanno quelle violente inevitabili]

L’omosessualita’ e’ uno di quei temi che fanno da cartina di tornasole per capire il livello di civilta’ di un paese. Purtroppo quasi tutto il circo mediatico e quasi tutti gli uomini (e le pochissime donne) delle istituzioni – quando non hanno partecipato alla caccia alle streghe – hanno fin’ora dimostrato solo vilta’ in tema di omofobia, limitandosi, nel migliore dei casi, all’ipocrisia delle solite dichiarazioni di circostanza. Nel nostro paese continua ad essere molto peggio essere identificati come gay che come omofobi ed è “normale” insultare o scherzare con epiteti che si riferiscono all’omosessualita’. La verita’ e’ che l’Italia e’ un paese represso sessualmente (chiedetelo ai pubblicitari) e dove ancora sopravvivono stereotipi di cui ci si dovrebbe vergognare ma che invece sembra siano motivo di vanto.

In Italia, la comunita’ lgbt e’ ancora una volta sola. Lo si dica apertamente, senza false solidarieta’ e camuffamenti che servono solo a nascondere e aggravare il problema. Non è vero? Quando i mezzi d’informazione smetteranno di essere omofobi e s’indigneranno per l’omofobia di alti prelati e politici e quando saranno singoli e organizzazioni eterosessuali a organizzare dimostrazioni di massa in solidarieta’ con le vittime degli attentati terroristici omofobi che ormai sono quotidiani, ne riparliamo.

Quanto al PD, l’omofobia e’ di casa. Rosy Bindi ha giustamente ricevuto la solidarieta’ di tutto il partito per gli insulti di quel poveretto misogino del Bananiero Capo. Ma e’ lo stesso PD di chi  ancora vede nell’omosessualita’ il peccato, la perversione, il disordine morale e rifiuta la solidarieta’ ai compagni di partito che vengono insultati dagli avversari politici perche’ gay. A Franceschini e Bersani, delle tematiche gay non interessa un fico secco. Lo si e’ visto dal disagio e dall’ignoranza dimostrati in questi mesi ogni volta hanno dovuto arrampicarsi sugli specchi e rispondere a semplici domande su matrimonio e adozione gay. Ignazio Marino è il solo dei tre candidati alla segreteria del PD che potrebbe far nascere un partito democratico inclusivo, serio e moderno, capace di iniziare quel ciclo di riforme radicali che sole possono salvare il paese; proprio per questo l’establishment dei parassiti continua a boicottarlo.

P.S. Solo nella Repubblica confessionale delle banane i mezzi d’informazione sono ossessionati su cosa il papa e gli alti prelati cattolici dicono, fanno, indossano, mangiano… Ecco allora Repubblica (che si crede un quotidiano laico), prima notizia edizione online di oggi:

papa

E’ però vero che anche i mezzi d’informazione dell’Unione Europea, compresa la “sua” Germania, dedicano al papa e alla Chiesa Cattolica molto spazio; di solito avviene per condannare le posizioni del Vaticano in tema di diritti civili, HIV-AIDS e uso del preservativo, aborto e diritti della donna, pedofilia clericale e cosí via. L’Italia, grazie anche ai suoi mezzi d’informazione, rimane il piú grande presepio vivente al mondo.

Leggi anche: Paola Binetti non è il problema


Papa Ratzinger e le crociate di Santa Romana Chiesa

6 settembre 2009

Benedetto XVI sostiene che “l’umanità intera, in verità, ha la vocazione radicale di ritornare alla sua sorgente, che è Dio” e che con la “restaurazione di tutte le cose in Cristo” l’umanità sarà riconciliata. “E’ in tale missione” continua perentorio “che si comprende ed autentica il vero cammino storico dell’umanità. […] Annunciare il Vangelo deve essere perno noi, come già per l’apostolo Paolo, impegno irripetibile e primario”. “E’ in questione la salvezza eterna delle persone, il fine e compimento stesso della storia umana e dell’universo”, sostiene il papa. [Benedetto XVI: “Chiesa non agisce per dominio ma per illuminare e unire i popoli”, UAAR ultimissime]

Si salvi chi può, ci verrebbe da gridare ai quattro venti, memori della storia di questa caritatevolissima organizzazione, la Chiesa Cattolica. Dietro un’ideologia pericolosissima, il dogma,il fine e compimento stesso della storia umana e dell’universo”, si sono accesi i roghi, torturati e assassinati gli innocenti, legittimato e praticato la schiavitu’, armati e benedetti gli eserciti di assassini, assolto i genocidi.

Il segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, al convegno di Azione Cattolica: “Lento declino del cattolicesimo in Italia”:

“lento declino dell’appartenenza  religiosa forte alla Chiesa cattolica”. I cattolici italiani devono però “resistere” a “tutto ciò che contraddice il Vangelo e la fede”, non devono lasciarsi “fagocitare dal mondo e dalla sua logica anti-evangelica e disumanizzante”. Allo stesso tempo, non devono però cadere nella “sindrome  d’assedio”, tipica di coloro che vedono “attorno a sè nemici e minacce alla Chiesa”. Il segretario della Cei contesta inoltre “la tentazione di ridurre la fede alla dimensione privata” ma anche “quella opposta di adagiarsi sul mantenimento di un ambiente socio-culturale con tratti religiosi e più o meno vagamente cristiani, secondo una prospettiva di religione civile” che non consideri il pieno coinvolgimento dell’individuo. Bisogna superare il pessimismo, la “preoccupazione di perdere condizioni e prerogative del passato” che porta alla “voglia di rivalsa e di riconquista”, sostiene inoltre Crociata.

Mentre attendiamo fiduciosi l’ennesima crociata di Santa Romana Chiesa, riflettiamo su una domanda: quando sara’ che la politica, le istituzioni repubblicane e i mezzi d’informazione riusciranno a dare alla Chiesa Cattolica tutto lo spazio che merita, e non un minuto di piu’?

Sullo stesso argomento, leggi anche Il ritorno dell’Inquisizione