Qualcosa si muove a sinistra

7 novembre 2009

scalfarotto

Ivan Scalfarotto è stato eletto vicepresidente del Partito Democratico. Congratulazioni e davvero auguri di buon lavoro vicepresidente!!!

Tra le tante reazioni positive c’e’ pero’ anche chi non si abbandona a facili entusiasmi.

Bersani ha detto che “sui temi etici di frontiera il Pd non deve avere meccanismi che limitino la libertà di coscienza”. Io non ho mai capito cosa diavolo siano questi “temi etici”; nella mia stupidita’ ho sempre creduto che in politica (e nella vita) siano TUTTI temi etici e che l’etica non la si lascia a casa nemmeno quando si va al supermercato a fare la spesa, per dire. Ora Bersani mi complica la vita con quell’aggiunta, “di frontiera”. Che frontiera? Forse quella che separa la Repubblica italiana dalla Citta’ del Vaticano? Non sarebbe allora stato meglio dire pane al pane e vino al vino, e cioe’: i cattolici all’interno del PD seguano pure le direttive del Vaticano. Non sarebbe stata una sorpresa per nessuno e si sarebbero tolte di torno inutili e fastidiose ipocrisie.

Qui potete guardare il video del discorso di Ignazio Marino all’assemblea del PD.

Qui il video del discorso di Giuseppe Civati

Qui invece potete leggere il commento di Marco Pannella al discorso di Bersani.

Qui potete guardare il video della trasmissione settimanale con Marco Pannela su Radio Radicale, ospite Ignazio Marino.

Francesco Costa sul suo blog scrive che quando Paola Concia nel suo discorso all’assemblea del PD ha dichiarato d’essere molto contenta di avere un omosessuale come vicepresidente…

Testimoni oculari riferiscono che a quel punto Fassino si è girato verso Marino e Franceschini e ha detto, serio e molto angosciato:

Ma è pazza… ha appena detto che Scalfarotto è gay, davanti a tutti!

Secondo voi è piu’ grave che a) uno dei massimi dirigenti del PD pensi che essere gay sia una cosa da tenere nascosta e di cui vergognarsi o b) che Fassino non sapesse che Scalfarotto è gay e – orrore! – non lo nasconde? Non so quali poteri abbia il vicepresidente del PD, pero’ magari Ivan potrebbe organizzare un seminario obbligatorio per i dirigenti e parlamentari del partito, una settimana full immersion con film, documentari, lezioni sulle tematiche lgbt. Altrimenti, di che parliamo?

Il blog del Circolo online del PD “Barack Obama” ci offre un ottimo interrogativo: Chi da scandalo in questa storia?

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RADICALI: raccolta pre-firme per elezioni regionali e sottoscrizione straordinaria

3 novembre 2009

lista-radicali

Emma Bonino e Giancarlo Scheggi illustrano l’iniziativa della raccolta delle pre-firme in vista delle elezioni regionali del 2010.

Intanto prosegue la sottoscrizione straordinaria aperta da Bonino e Pannella: Si aggiungono i parlamentari radicali Mecacci, Poretti e Zamparutti. Tra le personalità, partecipano con l’iscrizione al Movimento Alessandro Cecchi Paone, Stefano Disegni e Tony Garrani

Ricordiamo anche l’appello per salvare il servizio pubblico di Radio Radicale.


Stefano Cucchi e l’inciviltà della Repubblica delle Banane

31 ottobre 2009

carcere

“Il grado di civiltà in una società può essere giudicato entrando nelle sue prigioni” scrive Dostoevskij nelle sue Memorie dalla casa dei morti. “Tuttavia bisogna guardarsi dall’assegnare senz’altro il calvario di Stefano al capitolo carcerario” – come srive Adriano Sofri in un ottimo articolo su Repubblica, Il calvario di Stefano – anche perché, scrive Sofri, “nell’agonia di Stefano – di questo si è trattato, questo sono stati i suoi ultimi sette giorni – sono intervenute tante di quelle autorità costituite da far rabbrividire”.

Rabbrividire fanno anche le dichiarazioni di ministri e alti ufficiali dei carabinieri, dichiarazioni in linea con la Repubblica delle Banane i cui abitanti, lungi dall’essere cittadini, temono le proprie istituzioni, a cominciare da quelle forze dell’ordine che dovrebbero proteggerli. Quei politici e quegli ufficiali leggano la lettera che un maresciallo della Guardia di Finanza – che svolge attività antidroga da circa 20 anni – ha inviato a Beppe Grillo. [Parentesi: nel caso Marrazzo c’è un quinto carabiniere indagato, “nel 2006 fu arrestato per un’indagi­ne di pedofilia. Sospettato — insieme a una trentina tra pro­fessionisti, militari, sacerdoti — di aver costretto numerosi bambini rom ad avere rapporti sessuali.” Forse c’è un problemino sul reclutamento e la formazione delle forze dell’ordine in questa Repubblica delle Banane, o no? E la notoria omertà – che si chiama “spirito di corpo” in certi ambienti – certo non aiuta a risolvere il problema].

Il caso di Stefano Cucchi non è un caso isolato nel panorama italiano. Tutt’altro. La lista dei nomi è lunga, anche se ai piu’ quei nomi non dicono nulla: Manuele Eliantonio, Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi, e molti altri. L’associazione Ristretti Orizzonti raccoglie da anni i dati dei detenuti morti in carcere: dal 2000 al 30 ottobre 2009 ci sono state 1529 morti in carcere, tra queste, 543 suicidi. Denunciando il problema all’inizio di settembre, Marco Pannella ha accusato: “In Italia abbiamo ristabilito la pena di morte”.

C’è un problema gravissimo di credibilita’ delle istituzioni e – ancora piu’ grave – una crisi d’umanità che colpisce tutti. Le vittime di questa crisi non sono solo i cittadini che subiscono le violenze e la morte per mano dello Stato e i loro cari; tra le vittime ci sono sicuramente sia gli aguzzini – che perdono la loro umanita’ nel momento in cui alzano la mano e chiudono gli occhi – sia tutti noi, che siamo i veri responsabili di tutto cio’ che accade nella nostra Repubblica. “Il mondo è un posto pericoloso – diceva Albert Einstein – non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla”.

C’è un problema d’informazione, troppo ripiegata su se’ stessa e sulla politica dei giochi di Palazzo, un’informazione che da’ troppo spazio alle dichiarazioni di questo o quel don e che si e’ ridotta a spiare dal buco della serratura della camera da letto, diventando miope su tutto il resto. Un’informazione cinica, in un paese dove il cinismo abbonda e il civismo scarseggia. Anche in quest’ultimo caso, quello di Stefano Cucchi, l’informazione è partita dalla Rete e da Radio Radicale, dal Manifesto e dal Fatto. Eppure l’informazione mainstream – dalla “libera stampa” alla televisione – ha risorse ben maggiori e assai potrebbe se solo volesse.

proibizionismo

immagine tratta da un manifesto radicale antiproibizionista del 1993

Infine, sulle droghe. I politici che hanno prodotto quella vergognosa legge proibizionista, liberticida e infame, si vergognino. La loro responsabilità è assai piu’ grave di coloro che materialmente hanno ammazzato Stefano (e tutti gli altri). Si faccia chiarezza sulle responsabilità, penali e amministrative, di questa vicenda e delle altre analoghe; ma soprattutto si tolga di mezzo quella fottutissima legge e si cominci a imboccare la strada della razionalita’ e della decenza, partendo da subito con la legalizzazione (che vuol dire: regolamentazione) delle droghe, a cominciare da quelle leggere. Per dirla con Vasco Rossi, “l’erba, inte­sa come verdura, fa meno male dell’uva”. E’ il proibizionismo che uccide, fuori e dentro il carcere e le ripugnanti lacrime da coccodrillo dei proibizionisti servono solo alla carriera di politici ottusi e senza scrupoli.


Ostracizzare i Radicali, la regola d’oro dell’informazione italiana

27 ottobre 2009

Quanti anni sono che i Radicali italiani vengono ostracizzati? L’informazione italiana conosce le regole del gioco truccato e tra quelle regole, quella che sempre viene rispettata è ignorare i Radicali. In queste ore la “libera stampa” (quella che scende in piazza per rivendicare il ruolo dell’informazione in una societa’ libera e democratica) è alle prese con il PD e le alleanze; Repubblica propone ai suoi lettori il seguente sondaggio:

sondaggio

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Indovinate chi resta fuori dalle opzioni proposte da Repubblica? Eppure i Radicali dovrebbero essere una scelta naturale da inserire in quel sondaggio, visto che gia’ ci sono esponenti di quel partito che lavorano (e bene) nei gruppi parlamentari del PD. La dimenticanza di Repubblica non e’ casuale, ovviamente.

E c’e’ chi vorrebbe togliere ai cittadini anche il servizio pubblico di Radio Radicale.

Quei cittadini potrebbero anche chiedersi cosa hanno fatto questi Radicali per essere ostracizzati da decenni dalla politica e dall’informazione. Mentre meditiamo su questa domanda, invitiamo i nostri lettori a dare un’occhiata al sito dei Radicali italiani, dove sono disponibili le cifre dei Contributi erogati all’editoria nel 2008 (anno di riferimento 2007) :
200 milioni 776mila euro.

Come diceva tanti anni fa’ Renzo Arbore con una birra in mano? Meditate gente, meditate!

P.S. Mi dicono che dopo alcune proteste portate all’attenzione della direzione di Repubblica, il sondaggio è stato ritirato; al suo posto un messaggio che recita: Sondaggio non più attivo. Forse Repubblica potrebbe ora spiegare ai suoi lettori i motivi di questo messaggio, magari con un semplice articolo di scuse verso i suoi lettori, prima ancora che verso i Radicali? I risultati del Sondaggio non più attivo, sono ancora online e li riportiamo qui sotto:

risultati

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P.P.S. Dichiarazione di Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, del Comitato di Radicali italiani

Cappato: da Repubblica.it un bel sondaggio di regime post-fascista e berlusconiano
27 ottobre 2009
Dichiarazione di Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, del Comitato di Radicali italiani

“Con quale partito preferireste si alleasse il Pd?” chiede ai suoi lettori il sito di Repubblica.it diretto da Vittorio Zucconi. Ecco le scelte possibili: Idv; Prc; Sl; Verdi; UdC; Nuova forza di centro Rutelli-Montezemolo; deve andare da solo; non so”.
Come già accaduto (e da noi Radicali denunciato) nei sondaggi Internet per le elezioni europee, il partito di Repubblica, con i suoi Direttori e il suo Editore, continua nella linea di eliminazione dell’esistenza stessa della Lista Bonino-Pannella, pur avendo il movimento radicale già iniziato ufficialmente la campagna di raccolta di pre-firme per la presentazione della lista in tutte le Regioni.
Con questo tipo di “informazione” e di “sondaggi”, Repubblica condivide con il potere berlusconiano gli stessi metodi di disinformazione e censura contro i quali vengono raccolte, proprio da Repubblica.it, centinaia di migliaia o milioni di firme. Il sondaggio di oggi è la rappresentazione perfetta del regime post-fascista e anti-democratico italiano. E’ anche un sondaggio “berlusconiano”, non solo nei metodi, ma anche nel merito, se è vero come è vero che dall’analisi dell’Istituto Cattaneo alle elezioni europee è proprio la Lista Bonino_Pannella l’unica ad aver portato via voti a Berlusconi. Ragione di più, per Repubblica, per cercare di eliminarci.


Attenzione! Salviamo il servizio pubblico di Radio Radicale

22 ottobre 2009

radio-radicale

Questo blog invita i suoi lettori e tutti i cittadini italiani, a prescindere dalle opinioni politiche, a sostenere il servizio pubblico di Radio Radicale:

Attenzione! Incombe in queste ore il pericolo dell’eliminazione della funzione pubblica assicurata dal 1976 da Radio Radicale

Dopo 33 anni che Radio Radicale, per generale riconoscimento, ha svolto e svolge un servizio pubblico senza precedenti e senza confronti possibili, si è forse sul punto di impedirle proprio questa funzione e proprio nell’attuale contesto della comunicazione e della democrazia in Italia.

Perché quante più persone possibili, anche nella classe dirigente, conoscano gli elementi oggettivi di tale situazione, intendiamo urgentemente informare su questo pericolo incombente.

FIRMA perché viva Radio Radicale

Dossier su Radio Radicale: uno spreco di denaro pubblico?


Il PD e le alleanze

6 ottobre 2009

PD

Con chi si allea il PD? Tutto dipende da quale PD uscirà dalle primarie del 25 ottobre ma qualche riflessione andrebbe fatta, aspettando che i tre candidati alla segreteria si pronuncino con piu’ chiarezza su questo tema.

C’è chi vorrebbe abbandonare l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, magari per allearsi con l’UDC di Casini e Buttiglione, forse l’embrione di un Grande Centro con Casini, Rutelli e Fini. Dopo i primi entusiasmi, scaldati dalle benedizioni d’Oltretevere, per ora di grande c’è solamente il nome, con Rutelli e Fini che sanno solo galleggiare nel mare dei tatticismi, buoni solo per qualche secondo nei TG serali. Sembrerebbe questa – ma il condizionale è d’obbligo, viste le reticenze all’interno del PD – la strategia di Bersani-D’Alema; una sorta di compromesso storico o grande coalizione che, nell’immaginazione dei proponenti, sia capace di disarcionare il cavaliere.

A noi sembra che un’alleanza con gli integralisti dogmatici dell’UDC sia l’Overture di un Requiem che vorremmo evitare. Le posizioni fondamentaliste di Casini, Buttiglione e confratelli/consorelle non hanno nulla in comune con quelle dei partiti conservatori dei paesi civili, dove il razzismo, l’omofobia e il pregiudizio dogmatico vengono emarginati e condannati duramente. Il Partito Democratico dovrebbe ricordarsi di quando Buttiglione cercò di essere nominato commissario europeo e di come invece riusci’ soltanto a gettare piu’ discredito sulla nostra Repubblica quando l’Europa lo rimandò a casa con un umiliante No, grazie! che fece il giro del mondo.

Sono molti i cittadini italiani che ritengono Di Pietro e il suo partito i soli a fare opposizione al peggior governo della storia d’Italia; invece di gonfiare falsi scandali, il PD farebbe bene a domandarsi perché Di Pietro è cosi’ popolare anche tra i suoi elettori e forse riuscirebbe a capire perché abbandonare l’alleanza con l’IDV rappresenterebbe per il PD il suo suicidio politico.

L’altro soggetto politico a cui, secondo noi, il PD dovrebbe definitivamente aprire le sue porte sono i Radicali di Emma Bonino e Marco Pannella che fanno sapere della “necessità di un chiarimento politico dei rapporti fra Radicali e Partito Democratico”. Senza i Radicali, il PD non è credibile; e non solo in tema di laicità e diritti civili, ma soprattutto perché al PD serve la cultura liberale e democratica dei Radicali. Ignorare quella cultura politica significherebbe impedire la nascita di un vero partito DEMOCRATICO in Italia.

Qualche parola infine su Beppe Grillo, che domenica scorsa a Milano ha presentato il suo movimento politico. Politici e giornalisti usano spesso parole come “antipolitica” e “populismo” per demonizzare Grillo e i tanti cittadini che lo sostengono. Infastiditi dalla grande popolarità che riscuote, il termine tecnico che sfugge a quei politici e giornalisti è “democrazia”. Fortunatamente per il PD c’è anche chi Grillo lo sta a sentire e invita – come fa Giuseppe Civati – a leggere il suo programma.

Sono in molti, è ovvio, all’interno della classe dirigente del PD, a volere un partito chiuso, dove a decidere siano i signori delle tessere, lontani dall’interferenza dei cittadini elettori. L’immagine che danno è quella di un’élite che cerca, disperatamente, di far cadere il governo Berlusconi lasciando intatto il sistema corporativo responsabile di Berlusconi: il vecchio male della cultura nazionale, il gattopardismo. Purtroppo per loro, i cittadini italiani che vogliono abbattere quel sistema sono assai piu’ numerosi, sia a destra sia a sinistra; devono solo smettere di farsi la guerra.

P.S. C’entra poco con le alleanze ma molto con il PD. Un articolo interessantissimo di Francesco Costa per l’Unità dal titolo: Plebiscitarismo! Aggiramento della democrazia interna!


La “necessità di un chiarimento politico dei rapporti fra Radicali e Partito Democratico”

5 ottobre 2009

La “necessità di un chiarimento politico dei rapporti fra Radicali e Partito Democratico” – è la richiesta fatta dal Comitato Nazionale dei Radicali Italiani che si è riunito a Roma il fine settimana passato:

Per quanto riguarda la situazione politica e le scelte che per i Radicali devono conseguirne, il Comitato decide:

– di chiedere ai deputati e ai senatori radicali eletti nelle liste del Pd, di valutare in piena autonomia se sia ancora compatibile la loro presenza nell’ambito dei gruppi parlamentari della Camera e del Senato; o – all’opposto – l’opportunità e la necessità di adeguare la struttura e la vita del gruppo, in modo da costituire un polo di attrazione e di arricchimento anzichè di stanca resistenza passiva nella sua attuale inconsistenza politica e parlamentare. E’ del tutto evidente infatti la necessità di un chiarimento politico dei rapporti fra Radicali e Partito Democratico;

A noi pare che il Partito Democratico senza i Radicali non sia credibile, e non solo per quanto riguarda la laicita’ e i diritti civili, ma proprio come Partito DEMOCRATICO. Il PD non puo’ permettersi di perdere la serietà e la professionalità dei parlamentari radicali ma soprattutto non puo’ permettersi di perdere la cultura liberal-democratica dei Radicali, proprio ora che di quella cultura il PD ha vitale bisogno. I tre candidati alla segreteria del partito dovrebbero esprimersi anche su questo.