Il PD, il No Berlusconi Day e il principio di non contraddizione

3 dicembre 2009

A proposito del principio di non contraddizione di cui scrivevo ieri: il PD e i suoi dirigenti possono incamminarsi, come sembra stiano gia’ facendo, sulla strada delle riforme istituzionali, accordandosi con la maggioranza e con chi oggi quella maggioranza guida, cioe’ Silvio Berlusconi; oppure, il PD e i suoi dirigenti possono partecipare al No Berlusconi Day di sabato 5 dicembre, che ha come titolo “Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi”. Quello che non è possibile – da un punto di vista logico, prima ancora che politico – è, per il PD e per i suoi dirigenti, fare entrambe le cose, cioe’ mettersi d’accordo con la maggioranza di Berluconi a proposito delle riforme e contemporaneamente partecipare alla manifestazione che chiede le dimissioni di Berlusconi.

Invece, ancora una volta, sembra che nel nostro disgraziato paese il principio di non contraddizione venga calpestato; non da Bersani che ha detto – coerentemente con le sue scelte politiche – che il PD (come tale) e lui (come segretario) non partecipera’ alla manifestazione; non da Di Pietro, che – anche lui coerentemente – ha da subito aderito al No Berlusconi Day e ora si oppone a quello che lui chiama “inciucio”, cioe’ agli accordi sulle riforme con questa maggioranza di governo guidata da Berlusconi. Il problema – ed e’ un problema importante, di coerenza politica – si presenta per tutti coloro che parteciperanno al No Berlusconi Day mentre – allo stesso tempo e sfidando la logica – lavorano anche dentro le istituzioni per portare avanti questo progetto di dialogo in vista di un accordo sulle riforme: come si puo’ scendere in piazza per chiedere le dimissioni di Berlusconi quando in Parlamento si lavora per fare quelle riforme con Berlusconi? Insomma, le due cose sono entrambe legittime e pero’ l’una esclude l’altra.

Ci sarebbe molto da dire su un Parlamento di nominati (e non di eletti) che si appresta a mettere mano alla Costituzione repubblicana nel momento piu’ tragico di quella Repubblica, sotto gli attacchi che a quella Costituzione vengono sferrati da una parte politica per difendere chi quella parte politica guida dal legittimo lavoro della magistratura, terzo potere, autonomo e distinto, dello Stato, come troppo spesso si dimentica. In queste condizioni, ne potrebbe uscire solo il mostro di Frankesntein.

Ecco quindi che c’e’ un problema di coerenza politica per tutti quei dirigenti e parlamentari del PD che hanno aderito alla manifestazione del 5 dicembre ma che, allo stesso tempo, seguendo la linea politica del loro partito, lavorano in queste ore per il dialogo con Berlusconi in vista di un accordo sulle riforme istituzionali.

Dario Franceschini, Walter Veltroni, Giovanna Melandri, Vincenzo Vita, Ignazio Marino, Ivan Scalfarotto, Debora Serracchiani, Furio Colombo, Giuseppe Civati, Ermete Realacci e molti altri dirigenti del PD – insieme a moltissimi iscritti, simpatizzanti ed elettori (compreso chi scrive questo articolo) – parteciperanno al No Berluconi Day per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Io credo facciano benissimo, vista l’agonia della Repubblica. E tuttavia, il principio di non contraddizione vuole che si faccia chiarezza.

L’ho gia’ scritto molte volte su questo blog, Silvio Berlusconi non è la patologia all’interno di un sistema sano; Berlusconi rappresenta la fisiologia di un sistema in cangrena da decenni. Un sistema di potere chiuso, asfittico, immobile, corrotto, autoreferenziale, omertoso, ignorante, isolato dal resto del mondo, proietatto verso il passato, contrario a qualsiasi riforma. Un sistema familistico e tribale che rifiuta il diritto di cittadinanza, la competizione, la meritocrazia, la legalità e dove il nome di famiglia e l’appartenenza al clan sono la valuta accettata nelle universita’, negli ospedali, nelle redazioni dei giornali, in televisione, nello spettacolo, nell’industria e nella finanza. C’è chi vorrebbe addossare a Berlusconi la responsabilità di tutto questo, la personificazione del male. E’ tipico delle società primitive semplificare, deformare, mitizzare la realtà, imprigionarla e nasconderla agli occhi profani con l’aiuto di dei e demoni. Ora l’uomo forte a cui affidarsi, il duce, l’unto dal Signore; ora il capro espiatorio da sgozzare e sacrificare agli dei.

E tuttavia credo la manifestazione del 5 dicembre sia non solo utile ma necessaria; la Repubblica rischia ogni giorno di caderci addosso e seppellirci sotto un regime autoritario, ormai pronto in tutto meno che nella forma. In questo quadro, che in troppi stanno sottovalutando, i promotori del No Berlusconi Day vanno ringraziati per avere alzato la guardia quando quella guardia dev’essere alzata da tutti coloro che vogliono difendere quel poco che ci resta di democrazia, libertà e decenza.

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Paul Ginsborg aderisce al No Berlusconi Day

21 novembre 2009

Continuano le adesioni al No Berlusconi Day. Oggi l’Unità pubblica un’intervista a Paul Ginsborg, il famoso storico inglese che vive e insegna a Firenze. Uno stralcio dell’intervista:

Il 5 dicembre si svolgerà la manifestazione «No Berlusconi day». Lei ci sarà?
«Certo, la ritengo importante. Quando ci fu il movimento dei girotondi pensai di vedere una cosa nuova nella storia italiana: li chiamai i ceti medi riflessivi. Anche se con qualche cautela penso che quel fiume, che è rimasto per anni sottoterra, oggi può riemergere nelle persone che hanno organizzato la manifestazione del 5. Vedo una connessione forte tra i girotondi e questa mobilitazione: hanno la stessa idea di difesa della democrazia e della Costituzione».

Però lei e il costituzionalista Gustavo Zagrebelski avete avuto una polemica sulla partecipazione. Lui sostiene che non si può andare a una manifestazione indetta da sconosciuti…
«Fra noi non c’è stata polemica, ma una semplice conversazione. Capisco gli argomenti di Zagrebelski. Ma questi ragazzi meritano sostegno. Certo, i rischi ci sono e io garanzie da dare non ne ho, però bisogna appoggiare quello che c’è di nuovo nella società».

Intanto Giuseppe Civati dal suo blog mette in luce le contraddizioni del PD e del suo presidente, Rosy Bindi, che non piu’ tardi di un anno fa’ invocava “non una piazza, ma cento, mille, diecimila piazze in tutta Italia”.

Sullo stesso argomento leggi anche:

Ignazio Marino, Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani aderiscono al No Berlusconi Day

Le mille e una piazza


Ignazio Marino, Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani aderiscono al No Berlusconi Day

18 novembre 2009

Il senatore Ignazio Marino (PD) e il vicepresidente del PD, Ivan Scalfarotto parteciperanno – entrambi a titolo personale – al No Berlusconi Day del 5 dicembre. Come scrivevo ieri, a me sembra una buona cosa; tra le centinaia di migliaia di cittadini che hanno gia’ aderito alla manifestazione, ci sono sicuramente moltissimi iscritti, simpatizzanti ed elettori del PD.

Dispiace assistere a polemiche pretestuose su chi partecipa e chi no cosi’ come dispiace assistere ancora una volta alla disinformazione da parte dell’informazione, dove c’e’ chi si ostina a dare alla manifestazione paternita’ false. Una “manifestazione di Di Pietro”, scriveva l’editoriale di Europa di ieri. Altri esempi della stessa disinformazione sono raccolti su questo blog.

Repetita iuvant: Il 5 dicembre a Roma ci sarà il No Berlusconi Day, la manifestazione nata dalla Rete e a cui hanno aderito centinaia di migliaia di cittadini, sia in Italia sia all’estero. Altre info QUI e QUI.

Aggiornamenti:

– Anche Debora Serracchiani, europarlamentare e segretario del PD in Friuli Venezia Giulia, aderisce al No Berlusconi Day.

Su Facebook la pagina di Ovadia, Ravera e Colombo che aderiscono al No-B-Day

– Articolo 21 aderisce al No Berlusconi Day: “noi ci saremo perche’ riteniamo importante esserci ovunque si riuniscano cittadine e cittadini che manifestano amore per la legalita’ repubblicana e per i valori racchiusi nella carta costituzionale”


Le mille e una piazza

17 novembre 2009

Iniziamo con l’appuntamento di domani, Mille Piazze:

L’appuntamento è per mercoledì 18 novembre alle ore 18. Da quell’ora, da quel momento, scatterà l’ora X e in Mille Piazze d’Italia i democratici, non solo iscritti e elettori del PD, si ritroveranno, si riuniranno, usciranno dai circoli territoriali, prendendo spunto da un’idea di Pippo Civati, per andare a presidiare gli spazi di norma dedicati alla socialità, in difesa della costituzione, in difesa della legge, in difesa della giustizia. Scenderanno in piazza perchè dopo la lunga fase congressuale è il momento di concentrarsi con il massimo sforzo sulle emergenze del Paese. (continua)

Il 5 dicembre a Roma invece ci sarà il No Berlusconi Day, la manifestazione nata dalla Rete e a cui hanno aderito centinaia di migliaia di cittadini, sia in Italia sia all’estero. Altre info QUI e QUI.

Si legge sulla stampa che ci sarebbe una polemica (l’ennesima) tra Antonio Di Pietro e Pierluigi Bersani a proposito del No Berlusconi Day. Di Pietro partecipera’ alla manifestazione mentre Bersani ha ribadito il no del PD. Io non vedo nulla su cui poter fare polemica: e’ diritto di tutti, anche di Di Pietro, partecipare al No Berlusconi Day ed e’ diritto di tutti, anche del segretario del PD Bersani, non parteciparvi. Sono entrambe scelte politiche, si puo’ essere piu’ d’accordo con Di Pietro oppure con Bersani ma certo Di Pietro non puo’ pretendere di decidere la linea politica del PD.

Il Fatto pochi giorni fa’ ha pubblicato un articolo di Federico Mello dove si racconta la storia di come e’ nata questa manifestazione. Qui potete leggere i nomi di persone e siti Internet che hanno promosso e aderito all’iniziativa. Inoltre tra coloro che hanno aderito fin’ora, oltre ad Antonio Di Pietro, ricordiamo MicroMega, il segretario di Rifondazione Comunista, Ferrero, il PdCI, Alessandro Gilioli e Beppe Grillo. Ma soprattutto l’iniziativa è stata appoggiata sulla Rete da centinaia di migliaia di persone, sono nati i gruppi locali sul territorio e l’appello e’ stato tradotto in dieci lingue.

Aspettando di vedere se questo successo – innegabile, almeno su Internet – riuscira’ a concretizzarsi il 5 dicembre, anche (soprattutto) coloro che non vi parteciperanno ma che si oppongono al governo Berlusconi e’ bene riflettano seriamente senza le solite accuse di populismo e la solita puzza sotto il naso. Non andare al No Berlusconi Day e’ legittimo (ci mancherebbe!) e la scelta di Bersani va rispettata, anche se non la si condivide; cosi’ come il No Berlusconi Day non va ne’ demonizzato ne’ snobbato. Centinaia di migliaia di cittadini che si mobilitano spontaneamente e’ un fatto politico che sarebbe stolto sottovalutare. Come scrive il grande poeta Walt Whitman, Did you, too, O friend, suppose democracy was only for elections, for politics, and for a party name?

AGGIORNAMENTO Mercoledí 18 novembre – Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD, parteciperà il 5 dicembre a titolo personale al No Berlusconi Day. Anche il senatore del PD Ignazio Marino e l’europarlamentare e segretaria del PD in Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, hanno aderito alla manifestazione del 5 dicembre.