L’omertà dell’informazione e della politica sulla pedofilia clericale

26 settembre 2009

pedofilia

Mentre l’Italia del melodramma si prepara alla manifestazione del 3 ottobre “No all’informazione al guinzaglio” indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), continua l’omertà dell’informazione e della politica sulla pedofilia clericale.

Mentre la “stampa libera” ci bombarda quotidianamente con la propaganda di Santa Romana Chiesa, sbatte in prima pagina le dichiarazioni di Sua Santità e dei principi della Chiesa a proposito di famiglia, divorzio, aborto, sessualità, economia, scienza, segue i viaggi di Papa Ratzinger e ci offre le ultime novità sulla moda e la dieta del Vescovo di Roma, ai cittadini della Repubblica nulla è dato sapere sui temi che riguardano l’organizzazione della Chiesa cattolica e le sue vittime, dalle notizie su Vaticano S.p.A. alla pedofilia clericale.

Qui nel Regno Unito, la BBC è tornata questa settimana sugli orrori e i crimini all’interno delle istituzioni della Chiesa Cattolica in Irlanda:

Si stima che 10.000 sopravvissuti agli abusi nelle scuole e riformatori gestiti da ordini religiosi cattolici in Irlanda ora vivono in Gran Bretagna

Lo scorso maggio il governo irlandese ha pubblicato i risultati di un’inchiesta ufficiale durata nove anni; il Ryan Report (dal nome del giudice dell’alta corte che ha presieduto la commissione irlandese, Sean Ryan) ha scioccato il mondo.

Il corrispondente dall’Irlanda del quotidiano britannico The Guardian, Henry McDonald, scriveva in maggio:

Stupri e molestie sessuali sono stati “endemici” nelle industrial schools [NdT: Le industrial schools sono state istituite in Irlanda con l’Industrial Schools Act del 1868 con lo scopo di prendersi cura di “bambini trascurati, orfani e abbandonati”] e orfanotrofi gestiti dalla Chiesa cattolica irlandese.  L’inchiesta di nove anni ha scoperto che preti e suore cattolici hanno terrorizzato per decenni migliaia di ragazzi e ragazze della Repubblica irlandese, mentre gli ispettori governativi non hanno fermato le violenze, gli stupri e le umiliazioni croniche.

In Italia il silenzio dell’informazione “libera” è assordante; evidentemente i giornalisti italiani, pagati profumatamente dai mezzi d’informazione mainstream (dalla RAI a Repubblica e Corriere della Sera) sono troppo occupati con le carnevalate delle manifestazioni di piazza per fare il loro lavoro. Cari giornalisti, il guinzaglio vi piace; è un guinzaglio d’oro che siete felici di mettervi da soli.

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