Margherita Hack scrive al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

8 ottobre 2009
Margherita Hack

Margherita Hack

Ci siamo domandati spesso in questi anni perché Margherita Hack, astrofisica di fama internazionale, non fosse mai stata nemmeno presa in considerazione per la carica di Senatore a vita che, a norma di Costituzione, spetta a chi abbia “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Ora apprendiamo (in ritardo, e ce ne scusiamo) che la c.d. “libera stampa” addirittura censura le sue lettere – e poi hanno il coraggio di manifestare per la libertà di stampa!

DA MICROMEGA:

Caro Presidente,

Le avevo già chiesto perchè avesse firmato subito il lodo Alfano, chiaramente incostituzionale.
Ora torno a chiederle perchè ha firmato subito lo Scudo Fiscale, che premia i furbi e umilia i contribuenti onesti.

So bene che dopo 30 giorni, se il Parlamento vota nuovamente la stessa legge Lei è comunque obbligato a firmarla, ma comunque il rinviarla alle Camere sarebbe stato un segnale forte del suo dissenso e avrebbe per lo meno potuto tentare di far modificare le norme più scandalose.

Sono convinta che al suo posto nè Pertini nè Scalfaro avrebbero firmato.

Una cittadina che crede ancora che la legge sia uguale per tutti, e che chi non paga le tasse è un ladro che ruba ai più poveri.

Margherita Hack

(6 ottobre 2009)

Sempre da MICROMEGA:

Lodo Alfano

Margherita Hack censurata su Napolitano

Oggi, lunedì 8 settembre [2008], Margherita Hack ci ha inviato la seguente lettera:

“A Micromega: lo scorso luglio ho mandato una lettera aperta a Napolitano a Corriere, Stampa, Repubblica, Unità e Piccolo di Trieste. Che io sappia nessuno l’ha pubblicata.

Lettera aperta al Presidente Napolitano

Caro Presidente,
ho sempre avuto grande stima per Lei e per la sua lunga militanza democratica. Perciò non capisco come abbia potuto firmare a tambur battente una legge indegna di un paese democratico come il lodo Alfano. Lei dice che la sua firma è stata meditata, e forse intendeva dire che lo considerava il male minore. Ma io, e come me molti italiani che hanno ancora la capacità di indignarsi di fronte alle violazioni della Costituzione da parte di una destra arrogante, non capiscono come sia possibile varare una legge apertamente incostituzionale. La Costituzione afferma che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, e quindi anche senza essere giuristi, non si capisce come quattro cittadini siano più eguali degli altri (e migliaia meno eguali, come i clandestini, che, se delinquono subiscono un aggravio di condanna). Scandalizza l’impudenza di Berlusconi, che appena varata la legge esclama: finalmente libero dalla persecuzione della magistratura. Non si configura in questa frase un oltraggio alla magistratura?
Per quanto ne so, Lei aveva trenta giorni di tempo per firmare, poi avrebbe potuto rimandare alle camere la legge per sospetta incostituzionalità, e solo dopo il secondo riesame avrebbe dovuto comunque firmarla.
Io credo che per amor di pace non si debba essere troppo acquiescenti con una destra antidemocratica. E’ già successo una volta, ottantasei anni fa.”

Margherita Hack

(8 settembre 2008)

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Appello per Marino Segretario del PD

14 settembre 2009

marino3

Cari concittadini,

nuvoloni minacciosi si addensano sull’Italia e sull’Europa; il Presidente Napolitano sembra sonnecchiare mentre la Repubblica muore e gli avvoltoi si preparano a dividersi la carcassa; il Partito Democratico ce la sta mettendo tutta per uccidere anche la speranza.

Poi l’informazione che, come la bella addormentata svegliata dal bacio del principe azzurro, sembra improvvisamente accorgersi che in Italia non è libera; abbiate pazienza, ma quanti decenni sono che Pannella e i radicali denunciano lo stato dell’informazione italiana? I toni che ieri Grillo ha usato nella sua lettera aperta al “giornalista italiano” sono davvero eccessivi, date le condizioni reali del paese? Avete visto sulle prime pagine di Repubblica e del Corriere o sulle reti Raiset la risposta di Ignazio Marino alle volgari accuse di Casini?

Ancora una volta vorrei invitare a riflettere sull’importanza della candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del Partito Democratico. I mezzi d’informazione lo boicottano o lo snobbano; i baroni del PD lo temono e quindi rifiutano un confronto pubblico tra le tre mozioni; il Grande Centro di Casini lo insulta – ma questa non è una novità, visto che simili insulti erano già venuti dall’interno del PD, dove Franceschini, occupato a tenere insieme un’armata brancaleone, ha bollato le posizioni di Marino come “pericolose” e Fassino, preoccupato di stringere accordi con chiunque pur di accaparrarsi le poltrone del potere, lo ha chiamato “laicista”.

In vista dell’inesorabile tramonto politico di Berlusconi, vorrei appellarmi a tutti i cittadini che hanno a cuore la Repubblica laica, liberale e democratica, tutti coloro che non vogliono lasciare la loro vita e quella dei loro figli nelle mani né della Lega – razzista e secessionista – né della Curia di Roma – oscurantista, blasfema e simoniaca – e di quei politici che si nutrono di integralismo religioso e dogmatismo ideologico.

Qualunque partito abbiamo votato o non votato, qualunque tessera di partito abbiamo o non abbiamo in tasca, aiutiamo Ignazio Marino e la sua mozione. Visitate il blog di Marino, troverete tutte le informazioni sulla sua mozione e come aiutarlo in vista del congresso e delle primarie del PD. Qui troverete anche una nuova newsletter da diffondere. Passa parola!


La Repubblica muore ma il Quirinale sonnecchia

14 settembre 2009

quirinale

Quel pezzo di carta che in Italia non ha mai contato nulla, la Carta Costituzionale della Repubblica, recita all’articolo 5 che l’Italia è “una e indivisibile” e all’articolo 87 che il “Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale”.

Se un marziano, in orbita attorno al pianeta Terra, osservasse il nostro paese, noterebbe che il Presidente della Repubblica in carica rappresenta assai male “l’unità nazionale”, visto che ogni volta che quell’unità è messa in discussione, Giorgio Napolitano o tace o si limita a effimere dichiarazioni di circostanza, a uso e consumo dei giornalisti che affollano la sua corte senza potere.

Ieri Umberto Bossi, führer della Lega e ministro della Repubblica, è tornato a parlare di secessione: “Noi però abbiamo un progetto più complesso del federalismo, vogliamo un cambiamento epocale, non ci accontentiamo del federalismo (…) [la Padania] sarà libera con le buone o con le meno buone. La libertà è un diritto, e quindi è un diritto ottenerla in tutti i modi. Siamo qui a Venezia perché sappiamo che un giorno la Padania sarà uno Stato libero, indipendente e sovrano.”

Umberto Bossi è ministro della Repubblica, il titolo di quell’ ufficio, Riforme per il Federalismo. Il marziano si domanderebbe cosa ci sta a fare nel governo della Repubblica italiana, “una e indivisibile”, un signore che dice di volere “con le buone o con le meno buone” la secessione di una parte del territorio nazionale. Se poi dicessimo al marziano che anche il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, fa’ parte dello stesso movimento secessionista e razzista e che il ministero dell’interno è a capo della sicurezza interna della Repubblica e si occupa di immigrazione, diritti d’asilo, cittadinanza, minoranze, elezioni ed enti locali, il marziano, con la sua testa verde piena di confusione, lascerebbe l’orbita terrestre per continuare il suo viaggio nello spazio alla ricerca di forme di vita intelligente.

Noi che invece marziani non siamo, e condannati a restare con i piedi per terra, vorremmo chiedere al Presidente Napolitano perché non onora la sua alta carica, la prima magistratura della Repubblica, e non da’ voce e corpo alla Costituzione italiana nella parte piu’ importante, “l’unita’ nazionale”, che la Carta gli affida.

Ci domandiamo se da quel magnifico Palazzo sul colle piu’ alto di Roma, il Quirinale, gia’ dimora di papi e di re, si riescano a sentire gli umori del paese, l’odore del sangue che è gia iniziato a sgorgare; ci domandiamo se il Presidente Napolitano e la sua corte hanno notizia dei fatti violenti di cronaca che si inseguono senza sosta e che accompagnano sempre le dichiarazioni dei gerarchi in camicia verde.

Mentre a Venezia si aggrediscono due camerieri perché albanesi, a Firenze si massacra di botte un ragazzo perché gay; gli aggressori sarebbero originari delle provincie di Milano e Varese e sarebbe allora interessante accertare se per caso quei due “padani” ascoltano Radio Padania Libera e i suoi incitamenti alla violenza omofoba (la xenofobia, da sola, non basta a tenere occupate l’ignoranza e la violenza indotte dal clima di odio che sempre piu’ assume le connotazioni del terrorismo).

Poche settimane fa’, il Presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, denunciava pubblicamente che il “vero scopo della Lega e’ la secessione”. Bossi, ieri, lo ha ricordato con parole che piu’ chiare non si trovano. In questo crepuscolo della Repubblica, gli avvoltoi si preparano alla disintegrazione politica dell’Italia; da una parte la Lega di Bossi, dall’altra i gerarchi della Curia di Roma che non hanno mai accettato l’unità che il Risorgimento ha regalato all’Italia.

E’ un peccato che il Presidente Napolitano continui a sonnecchiare mentre la Repubblica muore; quella Carta fondamentale che non ha mai contato nulla, chiama quel peccato “alto tradimento” e “attentato alla Costituzione”.