Tutti in piazza il 19 settembre

17 settembre 2009
Breccia

clicca sull'immagine per ingrandirla e ricordare i nomi che morirono per la libertà e l'unità d'italia

Si, tutti in piazza per difendere la libertà e la repubblica; quella di tutti, non quella di Scalfari & soci.

Abbiamo già scritto cosa ne pensiamo della manifestazione indetta per sabato 19 settembre dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), con il titolo “No all’informazione al guinzaglio”. La retorica è stucchevole; se per la FNSI “l’informazione non si fa mettere il guinzaglio”, l’Ordine Fascista dei Giornalisti – istituto che non ha corrispondenti nemmeno nella Repubblica delle Banane – partecipa convintamente alla manifestazione del 19 settembre. La libertà di stampa è un bene prezioso che faremmo bene a difendere sempre e in tutte le sedi: difficile da conquistare, faticoso da conservare, facilissimo da perdere”. La satira è davvero morta.

In questa orgia di follia collettiva in cui, ancora una volta, milioni di cittadini italiani in buona fede vengono ingannati, segnaliamo alcune isole di razionalità, onestà e buon senso. Sul Riformista, in una pagina a pagamento dei Radicali, si legge:

I Radicali NON aderiscono a questa manifestazione, non vedendo alcuna soluzione di continuità negli intenti e nel vissuto delle organizzazioni promotrici e aderenti alla manifestazione, pienamente co-responsabili politicamente e in molti casi anche penalmente complici, del perfezionamento dell’attentato in atto ai diritti civili e politici dei cittadini, del quale Silvio Berlusconi è oggi anche continuatore, oltre che indiscutibile protagonista.

Segnaliamo anche tre interviste: a Marco Pannella, sempre sul Riformista; a Emma Bonino sul Manifesto e a Marco Beltrandi su Liberazione.

Ma per chi si troverà a Roma questo sabato 19 settembre, c’è un’importante manifestazione a cui partecipare: la Marcia anticlericale da Porta Pia a Piazza San Pietro.

Nonostante il divieto, sconcio prima ancora che illiberale, della Questura di Roma, gli organizzatori confermano:

che sabato 19 settembre, a partire dalle ore 14, saremo a Porta Pia per commemorare la data storica del 20 settembre 1870, quando la città di Roma fu finalmente liberata da quel potere temporale dei Papi che il fascismo prima e la partitocrazia poi hanno ormai pienamente restaurato.

Aderiamo anche noi alla marcia anti-clericale e invitiamo tutti i cittadini italiani a commemorare la data storica del 20 settembre 1870 per difendere la libertà e la laicità della Repubblica. Quella di tutti.

***

P.S. Apprendiamo che in seguito agli attentati subiti dai militari italiani a Kabul, la Fnsi rinvia la manifestazione di sabato. Mandiamo la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime e invitiamo i mezzi d’informazione, Repubblica in testa, ad aprire un dibattito serio sull’opportunità per il nostro paese di continuare una missione di guerra, contraria alla Costituzione repubblicana. A nostro parere, la guerra in Afghanistan, oltre ad essere profondamente immorale, è anche invincibile. La retorica guerrafondaia che accompagna sempre queste tragedie annunciate non fa’ altro che aggravare la situazione. Invitiamo a leggere Guerra, pace e informazione.

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Il ritorno dell’Inquisizione

2 settembre 2009

Mentre la Chiesa Cattolica fa’ quadrato attorno al direttore del potente quotidiano dei vescovi italiani, mentre Feltri continua ad attaccare l’Avvenire e Dino Boffo [“Il direttore di Avvenire, Dino Boffo, ha mentito.” si legge sul Giornale di famiglia Berlusconi; l’ironia è davvero morta] – e mentre il segretario del PD Franceschini ha espresso “piena solidarietà a Dino Boffo e all’Avvenire”, promuovendo cosí l’ipocrisia a virtú pubblica e riconoscendo che il paese è nelle mani di Santa Romana Chiesa, quella Chiesa, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede [conosciuta nei secoli bui come la maledettissima Santa Inquisizione] ha iniziato le procedure per intimidire e punire 41 preti e religiosi che hanno firmato lo scorso marzo un appello “per la libertà sul fine-vita” promosso dalla rivista MicroMega dopo la morte di Eluana Englaro.

L’appello dei religiosi promosso da MicroMega concludeva:

“Con la forza della ragione e la serenità della fede ci opponiamo ad un intervento legislativo che mortifichi la libertà di coscienza informata e responsabile in nome di principi che non sono di competenza dello Stato e tanto meno di un governo o di un parlamento che agiscono in modo ideologico sull’onda emotiva e la strumentalizzazione di una dolorosa vicenda (Eluana Englaro). Come credenti riteniamo che chiunque come è stato libero di vivere la propria vita, così possa decidere anche di morire in pace, quando non c’è speranza di migliorare le proprie condizioni di esistenza umana.”

A firmare il documento, don Paolo Farinella, don Vitaliano della Sala, don Enzo Mazzi, don Raffaele Garofalo, p. Fausto Marinetti, don Andrea Tanda, don Ferdinando Sudati, don Adolfo Percelsi, don Giovanni Marco Gerbaldo, don Pierantonio Monteccucco, don Chino Piraccini, don Marcello Marbetta, p. Tiziano Donini, don Aldo Antonelli, don Roberto Fiorini, don Luigi Consonni, don Angelo Cassano, don Renzo Fanfani, don Nicola De Blasio, don Guglielmo Sanucci, p. Benito Maria Fusco, p. Pierangelo Marchi, don Paolo Tornambè, don Carlo Sansonetti, don Franco Brescia, don Carlo Carlevaris, p. Nino Fasullo, don Andrea Gallo, don Angelo Bertucci, don Alessandro Santoro, don Giorgio De Capitani, don Francesco Capponi, don Alessandro Raccagni, don Salvatore Corso, don Riccardo Betto, don Albino Bizzotto, don Sandro Artioli; inoltre dom Giovanni Franzoni, don Franco Barbero e p. Gino Barsella, già dimessi dallo stato clericale (fra i firmatari ci sarebbe stato anche don Goffredo Crema che però, a metà agosto, ha scritto alla redazione di Micromega per ritirare la propria adesione).

Libertà di pensiero, di coscienza, di parola? Come scrivevamo solo qualche giorno fa’, la Chiesa Cattolica ha dovuto ricorrere ad una trasformazione del suo linguaggio; la propaganda ha preso il posto dei roghi e cosí ora anche la Curia parla di pace, bene comune, laicità, amore, diritti, progresso, libertà. Parole che vanno interpretate alla luce della dottrina cattolica, del magistero della Chiesa e dei dogmi di fede e che poco o nulla hanno in comune con quello che quelle parole stanno a significare nel mondo della Ragione.

In questo crepuscolo della repubblica, lo sappiamo, sarebbe ingenuo aspettarsi parole di solidarietà per questi religiosi da parte della classe dirigente del paese, a cominciare dal segretario del Partito Democratico Franceschini; dopo tutto quello che si sta facendo per ingraziarsi gli umori dei presuli dorati, da questa classe politica non ci aspettiamo piú nulla. A quei religiosi tuttavia va sicuramente la nostra gratitudine per aver testimoniato la carità cristiana, ricordato l’importanza della libertà come valore fondamentale che unisce e insegnato ai nostri politicanti, clericali e/o opportunisti, il significato della parola laicità. Grazie.

P.S. segnalo anche due interessanti articoli di Luca Kocci sul Manifesto:

INTERVISTA |   di Luca Kocci – ROMA
«Processato da Bagnasco perché poco ortodosso»
Paolo Farinella, il prete inquisito per l’appello pro Eluana
Ha mantenuto il silenzio fino a ieri, ma ora che la notizia dell’apertura dell’inchiesta da parte della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede nei confronti dei 40 preti che avevano firmato l’appello «per la libertà sul fine-vita» è stata  […]

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APERTURA SECONDA |   di Luca Kocci – ROMA
Il Vaticano punisce i preti pro-Eluana