Dibattito PD in diretta

16 ottobre 2009

Iniziato da poco su YouDem il dibattito tra i tre candidati alla segreteria del PD. Lo stiamo guardando su l’Unita’. Qualche commento:

Aspettando. Perche’ gli eventi del PD e le trasmissioni di YouDem mettono sempre musica inglese e ancora meglio americana? Ci sono tanti cantanti italiani, e anche buoni. Con tutto il rispetto per la musica anglosassone, che amiamo e ascoltiamo, crediamo avrebbe piu’ senso la musica italiana. Magari l’inglese cerchiamo di studiarlo e parlarlo, a cominciare con la classe dirigente del PD.

1. Buon inizio dei tre, sulla sanita’ ottime parole. Marino perfetto, anche nel denunciare i nomi e i cognomi di amministratori del PD in alcune regioni del Sud Italia.

2. Unioni gay e diritti civili. Omofobia. Temi “etici”. Il solo credibile e democratico e’ Marino; gli altri si aggrappano con patetici argomenti burocratici e inciucisti, che non lasciano sperare nulla di buono.

3. Merito. Marino dice che in Italia il merito ancora fa paura e lo unisce al tema della liberta; individuale. Bravo Marino.

4. Conflitto di interessi. Caldo applauso a Franceschini che denuncia gli errori del passato del centro-sinistra.

5. Bersani sulla giustizia. I problemi di Berlusconi non sono quelli degli italiani.

6. Marino sul Lodo Alfano. Berlusconi dimostra disprezzo per il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale. Il premier non puo’ restare al suo posto perche’ fuori dalla legalita’ costituzionale. Marino difende la magistratura dagli attacchi di Berlusconi. Infine critica le assenze dei deputati PD e ricorda le responsabilita’ di Bersani e Franceschini sugli errori sul conflitto d’interessi.

7. Marino lega l’economia all’ambiente. La green economy. Ottimo. E’ in quella direzione che i piu’ lungimiranti governi del mondo si stanno muovendo ormai da anni. L’Italia e’ sempre in ritardo. Ascoltate Marino.

8. Nucleare. Bersani non ci pensa neanche a fare il nucleare. Bravo Bersani, Marino lo ha sempre detto e con forza, giovandosi anche delle opinioni di Nobel come Rubbia.

9. Franceschini sottolinea la solidarieta’. E’ un suo punto forte. Peccato entri subito in polemica gratuita con Marino. I nervi sono tesi, i candidati non sembrano troppo a loro agio. Dovrebbero farne di piu’ di questi dibattiti.

10. Bersani a Chiamparino. Non basta lamentarsi ma bisogna dare una mano. Il PD e’ l’unica speranza di questo paese. Siamo d’accordo con Bersani su questo. Ma quale PD?

11. Franceschini rivendica il suo lavoro di segretario del PD. Un po’ commovente, un po’ convincente. I cambiamenti sono sempre dolorosi. Franceschini non avrebbe accettato Bassolino.

12. Marino. Il PD e’ spaccato nelle correnti che si oppongono al cambiamento.

13. Marino. Le primarie sempre. Poi a Franceschini. I problemi del PD sono enormi sulla laicita’. Nomi e cognomi che sono gli altri Binetti. Franceschini manipola le parole, scorretto. Marino replica.

14. Pensioni e stato sociale. Franceschini, non guardare solo al presente, avere lo sguardo per il futuro e le nuove generazioni. Sembra d’accordo per ridiscutere l’eta’ pensionabile. Si, lo e’.

15. Marino, si, bisogna rivedere l’eta’ pensionabile. Si e’ allungata la prospettiva di vita con la scienza e la tecna. Richiama l’esperienza UK e USA. Ricordare pero’: Donne e lavoro. Lavori usuranti. Eta’ pensionabile insieme a riforma stato sociale.

16. Bersani sembra stanco. Non e’ un gran lottatore nei confronti dal vivo. Pensioni: il problema e’ quale livello ci sara’ per la nuova generazione. Bersani entra nel merito e nel tecnico, il suo punto forte.

17. Scenari politici. Alleanze. Marino: definire identita’ PD, chi siamo e poi con chi stiamo. Attrarre forze di sinistra che si sono allontanate. Riportiamo a casa i 4 milioni che ci hanno lasciato. E apriamo le porte ai socialisti e ai radicali. No ai condannati in Parlamento. L’UDC: come si fa ad allearsi con l’UDC che si oppone a combattere l’omofobia? Critica Letta che vuole accordo con UDC per vincere le elezioni. Marino: i principi sono importanti.

18. Franceschini e le alleanze. Non fregare gli italiani e formare una coalizione che sappia governare insieme. No al ritorno al passato.

19. Bersani: dobbiamo riaprire il cantiere dell’Ulivo. Dialogo con le forze che ci sono nel paese. Poi alleanze con chi c’e’ in Parlamento. UDC, Di Pietro, tutti. Superare i probleemi che ci sono in vista del problema democratico e sociale presente nel paese. Dobbiamo scegliere i deputati e i senatori. Riforma legge elettorale. Stabilita’ della maggioranza nella legislatura. Parlare con gli altri, nonostante le differenze. Il nemico e’ Berlusconi e la deriva populista.

20.Immigrati. Diritti. Cittadinanza. Bersani: immigrati risorsa per paese ma anche problemi, problemi sentiti dai ceti popolari. Integrazione: pluralismo culturale ma con limiti. No al burqa. [GZ: ma quanti burqa ci sono in Italia?]

21. Marino: il PD deve paarlare con una sola voce. Quota da giornale le contraddizioni del PD, da Franceschini, bersani a D’Alema e Bindi. Marino: cita la sua esperienza da straniero negli Stati Uniti. Critiche alla Lega. Marino parla di dati statistici e dice: chi nasce in Italia dev’essere italiano. Bravo Marino! Gli immigrati pagano le tasse e quindi dovrebbero avere giia’ adesso il voto amministrativo. No alle ronde e piu’ soldi alla polizia.

22. Franceschini rivendica le critiche del passato del PD. Il PD non ha posto attenzione sulla sicurezza. I cittadini vogliono sicurezza. [GZ: ma che dicono le statistiche? chi commette i reati in Italia e perche’?] Franceschini replica a Marino. Si ai respingimenti ma rispettare i diritti. Orrore per i respingimenti della destra.

23. Informazione. [ho i brividi!] Franceschini rivendica la liberta’ d’informazione e dice che il PD si deve far sentire. [ma il PD si e’ sempre fatto sentire, o no? il PD ancora lottizza la RAI] Ecco, Franceschini fa mea culpa per il PD.

24. Bersani ricorda l’ennesima vergogna. Canale 5 che segue e registra in video il magistrato della sentenza sul Lodo Mondadori. [GZ: davvero uno schifo Canale 5, sono d’accordo] Bersani parla delle nuove tecnologie e delle norme sulle posizioni dominanti. In teoria ha ragione da vendere. Liberalizzazioni nel sistema radio-televisivo e informativo

25. Marino: e’ ovvio liberta’ di informazione in pericolo. Critica gli altri due e l’assenza di una legge su conflitto interessi. Nuove tecnologie e Internet gratuito in tutta Italia. Liberta’ della Rete. BRAVO MARINO!

26. Franceschini: io non c’entro con il conflitto d’interessi. E critica Marino. Non ho capito la critica, pero’.

27. Ci saranno altri dibattiti. E dove? Marino: lo sto chiedendo da mesi [GZ: e’ vero] e lo farebbe in RAI. Franceschini da ragione a Marino. [adesso!] Bersani: prova giocando a tirarsi indietro. Lo capiamo, non e’ un grande comunicatore.

28. Appello al voto. Bersani: venite e non perdete fiducia nel PD e nell’Italia. Venite e aiutateci. Una societa’ migliore per tutti. Franceschini: un gran bene queste primarie. Dibattito alla luce del sole. C’e’ delusione ma le primarie sono importanti. Piu’ cittadini verranno alle primarie piu’ forza avra’ il PD e l’opposizione. [GZ: ha ragione] Marino: primarie sono esperienza democrazia partecipata unica in Europa. Costruire un partito laico, unito, che decide e vince e torna al governo del paese e allontana questa destra sciatta. Stupiamo l’Italia.

IL DIBATTITO E’ FINITO… ci siamo sicuramente persi qualcosa, per esempio Marino ha detto anche che e’ favorevole alla depenalizzazione delle droghe leggere. Finalmente un politico serio e coraggioso che argomenta il problema delle droghe come problema sanitario, senza la demagogia moralista che in Italia sembra essere sempre di moda…  oh no! ancora musica americana… noi finiamo qui e andiamo ad ascoltare Vasco Rossi (nessuna allusione alla Mozione Bersani pero’. Questo blog, lo sapete, consiglia di votare Ignazio Marino!)

P.S. nel dibattito si e’ anche parlato di unioni omosessuali e adozioni a single e coppie gay. Il blog Champ’s Version commenta criticamente (e ha ragione, secondo noi) la risposta di Franceschini. Su adozione a single e coppie gay, qui trovate un’intervista alla British Association for Adoption and Fostering (BAAF) che lavora da trent’ anni nel campo dell’adozione e dell’affidamento nell’interesse dei bambini. BAAF ha appena pubblicato A Pink Guide to Adoption, il primo libro nel Regno Unito per uomini gay e lesbiche che intendono adottare bambini. Qui invece lo stato dell’arte, in Italia e in Europa.

P.P.S. Gira voce che il dibattito sia stato vinto da Ignazio Marino. Assolutamente d’accordo!

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Omofobia: l’attentato terroristico quotidiano. I mandanti sono noti.

15 ottobre 2009

omofobia

Dal Corriere della Sera:

L’ennesima aggressione in citta’ Omosessuale aggredito in metropolitana:
“Mi hanno puntato un pugnale ai testicoli”

Un giovane docente minacciato e insultato da tre giovani con la testa rasata: «Gay di m… sei un essere putrido»

NAPOLI – A Napoli è ancora violenza omofobica. Ieri sera intorno alle sei Mario (nome di fantasia), un giovane docente omosessuale napoletano, è stato aggredito da tre teste rasate nella stazione della metropolitana «Quattro Giornate». «Sei un ricchione di m…, sei un essere putrido» gli hanno gridato. Lo hanno costretto in un angolo, contro il muro, e gli hanno puntato un coltello sotto i genitali, minacciandolo: «Non urlare sennò sei morto». L’aggressione è avvenuta intorno alle 18 mentre il docente aspettava la metropolitana seduto sulla panchina della stazione, in quel momento deserta, per tornare a casa dopo il lavoro. «All’improvviso si sono avvicinati tre ragazzi tutti con le teste rasate e vestiti con un bomber verde. Uno aveva il cappuccio sulla testa ma non avevano i volti coperti» racconta Mario, che prosegue: «Non ho neanche avuto il tempo di capire cosa stesse succedendo che mi hanno preso per la gola mi hanno intimato “alzati” e poi mi hanno sbattuto contro il muro. Inizialmente credevo che si trattasse di una rapina». L’INTIMIDAZIONE – Ma il giovane insegnante si è presto accorto che si trattava invece di un’aggressione a sfondo omofobo. «Essere putrido, fai schifo», inveivano gli aggressori. Hanno continuato a insultarlo e minacciarlo per qualche minuto, puntandogli un’arma bianca sotto i genitali e, dopo averlo terrorizzato, se ne sono andati. «Spero che le autorità facciano qualcosa – commenta il giovane docente, ancora sotto shock – Ho paura. La situazione a Napoli non è tranquilla per noi omosessuali».

Alfonso Bianchi
15 ottobre 2009

Sempre oggi, a Roma. Da Repubblica:

E a Roma, dopo l’accoltellamento davanti al Gay Village e gli attentati incendiari ai locali per omosessuali, l’Arcigay denuncia un’altra aggressione: “Questa mattina – scrive Fabrizio Marrazzo, presidente dell’Arcigay di Roma – ci è stato segnalato un episodio di aggressione che ha visto coinvolta all’Eur una persona transgender che adesso è ricoverata in ospedale dove ha subito un intervento alla testa. A contattarci e a riferirci dell’aggressione sono stati i suoi amici”. L’aggredita ha nominato come avvocato il responsabile legale di Arcigay Roma, Daniele Stoppello, che aggiunge: “Al momento, la vittima ricorda ancora poco, ma stiamo comunque provando a ricostruire la dinamica di quanto avvenuto”.

I mandanti sono a piede libero; si reputano onorevoli perche’ siedono in Parlamento o venerabili perche’ vestono le porpore e gli ori. Invocano la legge ma sono i principi dell’illegalita’ e dell’ingiustizia; predicano l’amore ma praticano l’odio e l’esclusione; parlano di “figli di Dio” ma credono in un dio intollerante, ignorante e che discrimina tra i suoi figli. Il loro vero nemico e’ la liberta’, che temono e disprezzano. Lo ripetiamo, Paola Binetti non è il problema


Paola Binetti non è il problema

14 ottobre 2009

cupolone

Binetti si, Binetti no, Binetti boh! Ci risiamo, l’opposizione del PD – “pelandrona e inconcludente”, come l’ha chiamata Giorgio Bocca – cerca di nascondere le sue vergogne dietro Paola Binetti. Franceschini la vuole espellere dal partito e lei risponde: votero’ Bersani! Non ci sono dubbi che Paola Binetti si troverebbero a casa nella mozione Bersani, che gode dell’appoggio di Comunione e Liberazione, la Lega di Bossi e i suoi celoduristi padani, Giuliano Ferrara e Francesco Cossiga. E mentre l’ONU torna a denunciare la Repubblica delle Banane sui diritti umani, le polemiche nel PD a proposito della Binetti sono ancora una volta sterili e pretestuose; a che serve cacciare la Binetti dal PD se poi il PD pensa ad allearsi con i fondamentalisti dell’UDC?

Intervistato da Repubblica qualche giorno fa’, Massimo D’Alema, il Grande Elettore di Bersani, ha cosi’ risposto ad una domanda sulle alleanze: “Osservo che, nel 90 per cento dei casi, l’Udc e noi, in Parlamento, votiamo nello stesso modo.” Se poi si deve passare sopra i corpi degli omosessuali, Palazzo Chigi val bene una messa per gli opportunisti del tandem Bersani-D’Alema, cresciuti entrambi alla scuola comunista, dove la liberal-democrazia e i diritti civili non sono mai state materie d’insegnamento. Il progetto Bersani-D’Alema non è la socialdemocrazia europea, sempre ostacolata in Italia, ma il catto-comunismo al servizio dell’affarismo, l’unione delle Due Chiese italiane nella lussuria del potere. Accecati da questa lussuria, gli eredi del PCI dimenticano che la loro Chiesa ha già perso e – come Giuda – si vendono per poche monete d’oro.

E come mai nessuno nel PD ha il coraggio di parlare della Chiesa Cattolica?

Abbiamo gia’ scritto molte volte di quella Chiesa e dell’omofobia – giustificata teologicamente – di questi anziani uomini resi ottusi dall’arroganza e incapaci di meravigliarsi davanti al mistero della vita. Adoratori di miti di cui hanno dimenticato il significato, il loro Cristo è diventato immagine di paura e sofferenza, i loro fratelli e sorelle dei sudditi la cui umanità dev’essere schiacciata come il serpente, ogni qualvolta il bene della Chiesa lo esige.

In Italia, la “libera stampa” tratta della Chiesa Cattolica con il timore reverenziale frutto di secoli di oppressioni; tutto passa e viene presentato ai cittadini della Repubblica come “bene”, dalle superstizioni alle bestemmie scientifiche e morali, e c’è sempre un prete, un vescovo o un cardinale che spiega in TV o sulle pagine della stampa “colta” montagne di idiozie usando un vocabolario volutamente incomprensibile per meglio offendere la ragione e instupidire l’ascoltatore; in questa liturgia il giornalista italiano (con pochissime eccezioni) ha scelto il ruolo dell’angelo annunciatore che informa la plebe della buona novella, salvo poi, con una buona dose di razzismo, indignarsi se quelle stesse posizioni integraliste e intolleranti sono espresse da un’altro dogma.

L’anno scorso la Chiesa Cattolica si è opposta alla depenalizzazione dell’omosessualita’ in sede ONU, alleandosi con quei fondamentalisti religiosi che impiccano i ragazzini gay nelle pubbliche piazze; quanti alti prelati, guardando quei corpi appesi per il collo, avranno provato un brivido di nostalgia per i roghi e le tenaglie infuocate della maledettissima Santa Inquisizione!

Questa e’ la Chiesa che nasconde e ostacola le indagini sui crimini della pedofilia clericale. E’ la stessa Chiesa Cattolica che si oppone al preservativo anche per combattere l’HIV-AIDS, che e’ contraria all’interruzione della gravidanza anche in casi di stupro o pericolo di vita della donna. La stessa Chiesa che continua la sua guerra contro la scienza, che contrasta ogni volta, e succede spesso, quella scienza non si piega ai dogmi, alle scritture e al magistero di Santa Romana Chiesa.

Questa Chiesa del terrore oscurantista fa politica attiva e militante in Italia, servendosi di tutti i mezzi che la sua esperienza, ricca di due millenni d’imbrogli, le mette a disposizione; con i ricatti simoniaci e la banca vaticana, la Curia controlla i partiti piccoli e grandi e riesce a tenere sia la maggioranza di governo sia l’opposizione per le palle.

Sotto il Cupolone si consuma la morte della Repubblica, una tragedia di una piccola provincia con protagonisti provinciali: il Bananiero Capo, che vuole essere il Grande Dittatore della Repubblica delle Banane; un movimento apertamente secessionista e razzista, la Lega, che ha posizioni importantissime nel governo e un forte potere di ricatto politico sul Bananiero Capo; il maggior partito d’opposizione, il PD, la cui classe dirigente si fa notare solo per la sua ignavia politica e inadeguatezza culturale, una classe dirigente che quando era al governo del paese veniva apostrofata da avvocati illustri: “A palazzo Chigi c’ è l’ unica merchant bank dove non si parla inglese”. Allora a Palazzo Chigi c’era D’Alema. Oggi D’Alema, nostalgico di quella “merchant bank”, e’ pronto a tutto, anche all’infanticidio del Partito Democratico.

Quanto ai cittadini lgbt, oltre a metterci un triangolo rosa al petto, non ci resta che la disobbedienza civile.

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E tu da che parte stai?


PD: Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate

12 settembre 2009

Quando quest’estate Beppe Grillo ha provato a iscriversi al Partito Democratico, la commissione di garanzia di quel partito si è riunita d’urgenza, ha deliberato a porte chiuse e – senza un dibattimento, senza ascoltare le parti coinvolte e le loro ragioni – ha deciso che Grillo non poteva registrarsi nell’anagrafe del partito perché “egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al Pd”. Pochissime voci si alzarono allora per criticare il partito che si vuol chiamare democratico e poi agisce con metodi piu’ vicini ai soviet della Russia stalinista o a un tribunale dell’Inquisizione; non ci si meraviglio’ piu’ di tanto, abituati dalla partitocrazia italiana e dalla sua allergia a tutto cio’ che è cultura liberal-democratica.

Scacciato Grillo, quella commissione – la cui esistenza fu una novità per la maggior parte dei cittadini italiani e degli iscritti al PD – tornò a sonnecchiare nell’oblio da cui risorge soltanto per chiudere le porte in faccia a quanti vogliono entrare o candidarsi alla guida del partito. Un partito chiuso, una macchina di potere che serve solo gli interessi della sua incompetente classe dirigente, il PD ha via via detto di no a Pannella, ai radicali, a Colombo, a Di Pietro e continua in queste ore ad opporsi ad un confronto aperto e democratico tra le tre mozioni che si contendono la segreteria; Bersani e Franceschini, spaventati dalla mozione Marino, non ne vogliono sapere degli iscritti, militanti e simpatizzanti (e quindi elettori) che chiedono a gran voce che il confronto si faccia.

Intanto Francesco Rutelli, figura di spicco tra i sostenitori di Dario Franceschini, rispolvera il linguaggio democristiano e – dagli Stati Generali del Centro organizzati dall’Udc – fa’ sapere che lui è gia’ con un piede fuori dal PD e pronto alla grande crociata, benedetta da Santa Romana Chiesa, di un partito clericale insieme ai fondamentalisti cattolici dell’UDC.

Sara’ difficile per Gianfranco Fini, anche lui invitato agli Stati Generali del Centro, conciliare una sua eventuale alleanza con gli integralisti religiosi e allo stesso tempo ispirarsi alla cultura liberale, laica e modernizzatrice di cui ha parlato solo pochi giorni fa’; anche nel deserto etico della politica italiana, Fini – ormai profeta inascoltato all’interno del suo stesso schieramento – avrebbe difficoltà a conciliare la sua nuova linea politica, soprattutto in tema di laicita’, con personaggi (Buttiglione per esempio) che sono addirittura tenuti alla larga dalle istituzioni europee a causa dei loro pregiudizi omofobi e clericali. A meno che il Presidente della Camera voglia tornare al 1998 quando – al Maurizio Costanzo Show – dichiarava: “Lo so, ora l’intelighenzia mi farà a fettine, ma io la penso così: un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro”.

La maleducazione politica è ancora piu’ stridente all’interno del PD dove i pregiudizi razzisti e omofobi vengono accolti come ricchezza culturale e si permette a Binetti e i teodem di rilanciare accostamenti tra pedofilia e omosessualità, bloccare qualsiasi riforma progressista e liberale in tema di unioni omosessuali, omofobia, testamento biologico, e tutti quei temi che l’ignavia della classe dirigente del partito chiama “temi etici”.

Ora che Rutelli – alla luce del sole – “ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al Pd”, cosa farà la commissione di garanzia di quel partito? Lontano da quella vocazione maggioritaria strombazzata a parole ma negata nei fatti, il PD sembra sempre piu’ un partito a vocazione suicida. Il messaggio è chiaro: Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate.


FIRENZE: GAY PESTATO A SANGUE IN PIAZZA SALVEMINI DA 2 ITALIANI

11 settembre 2009

L’omofobia continua a mietere vittime. Riportiamo un’agenzia AGI via Circolo Pasolini:

(AGI) – Roma, 11 set. – Ancora un gay aggredito. Questa volta e’ successo a Firenze, in piazza Salvemini, dove la notte tra il 9 e il 10 settembre, un ragazzo di 26 anni, poche ore dopo il presidio-fiaccolata unitario sui ponti fiorentini contro l’omo/transfobia, e’ stato pestato a sangue da due italiani. Il ragazzo stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa in un locale gay fiorentino”. A rendere noto l’episodio e’ l’Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, in contatto diretto con il ragazzo e la famiglia. “Siamo vicinissimi al ragazzo e alla sua famiglia, e siamo scossi dal fatto che anche la citta’ di Firenze sia protagonista di un episodio di inaudita violenza ai danni di una persona omosessuale, proprio a poche ore dalla grossa mobilitazione contro la violenza omofobica che aveva visto una straordinaria partecipazione della cittadinanza. Il ragazzo – prosegue l’associazione – era stato avvicinato e minacciato da due uomini nel corso della serata di mercoledi’ all’interno di un locale gay del centro. I due erano stati allontanati dai gestori. Intorno alle 3 del mattino, il giovane sarebbe uscito dal locale e si sarebbe diretto a piedi verso Piazza Salvemini, dove i due uomini, di circa 35 e 40 anni, lo avrebbero aspettato e gli si sarebbero scagliati contro a mani nude. Il ventiseienne e’ stato trovato in un bagno di sangue da alcuni amici e accompagnato a casa in auto intorno alle 5”. Ieri mattina il ragazzo e’ stato portato al Pronto Soccorso e successivamente ricoverato d’urgenza. Gli sono state diagnosticate, oltre che contusioni e tumefazioni, molteplici fratture: agli zigomi, alla mandibola e al naso. “Questo pomeriggio – fa sapere Il Giglio Rosa – sara’ operato. Al momento il giovane gay e’ ancora sotto choc. Chiediamo pero’ la collaborazione di tutte e tutti affinche’ possano essere individuati dagli inquirenti i due aggressori. Nel frattempo, oltre a fornire alla famiglia un primo aiuto psicologico, abbiamo dato mandato ai legali della nostra associazione, avvocati Alessandro Traversi e Paola Pasquinuzzi, di raccogliere la denuncia del ragazzo. Invitiamo autorita’ e istituzioni a non considerarlo come un episodio isolato e chiediamo agli inquirenti di indagare accuratamente affinche’ gli aggressori possano essere identificati e fermati quanto prima. Chiediamo a tutta la comunita’ lgbt di non avere paura, ma soprattutto di rimanere compatta e continuare con coraggio e determinazione il percorso di sensibilizzazione e isolamento delle frange violente in citta’. Valuteremo assieme alle altre sigle e associazioni fiorentine e nazionali quale risposta dare all’ennesimo episodio di violenza ai danni della comunita’ lgbt che coinvolge il nostro paese.

Dal sito dell’Associazione Radicale Certi Diritti, la dichiarazione del Senatore Radicale Marco Perduca, eletto in Toscana nelle liste del Pd e Sergio Rovasio Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti:

“Nell’esprimere tutta la nostra solidarieta’ e vicinanza al ragazzo brutalmente aggredito la notte del 9 scorso e ai suoi cari, ci appelliamo alle istituzioni locali Comune, Provincia e Regione con le quali avevamo co-promosso la fiaccolata sui ponti fiorentini, affinche’ si costituiscano parte civile nella denuncia per aggressione. Dalle parole occorre iniziare a passare ai fatti, vista la grande partecipazione popolare di mercoledi’ scorso sicuramente interpreterebbero l’attenzione cittadini alla lotta contro ogni discriminazione. Contiamo di poter visitare la vittima dell’aggressione nei prossimi giorni.”

AGGIORNAMENTO – Dal Corriere delle Sera:

Firenze: arrestato aggressore del ragazzo gay, e’ un 32enne milanese

13 Settembre 2009 18:0

FIRENZE – Arrestato il presunto aggressore del 26enne gay, pestato con calci e pugni nella notte tra il 9 e il 10 settembre scorsi a Firenze. Ha 32 anni, e’ originario di Legnano, nel milanese, ma da circa due mesi alloggia vicino a Villamagna presso Bagno a Ripoli. Identificato anche l’amico che, la notte dell’aggressione, era in compagnia dell’arrestato: e’ un 33enne originario di Busto Arsizio, in provincia di Varese. (RCD)


Le scuse formali del governo britannico a una vittima dell’omofobia di stato

11 settembre 2009

Un articolo da non perdere sul blog di Paolo Attivissimo: Governo britannico: oh, sorry, mister Turing:

Con soli cinquantasette anni di ritardo, il governo del Regno Unito ha chiesto ufficialmente scusa per il trattamento che inflisse nel 1952 a uno dei suoi più brillanti matematici: Alan Turing, l’uomo che aveva decifrato i codici segreti nazisti, cambiando le sorti della Seconda Guerra Mondiale, e aveva nel contempo gettato le basi dell’informatica moderna. (…) Ma allora perché il governo britannico ha pubblicato ieri le proprie scuse formali ad Alan Turing sul sito ufficiale del primo ministro, Number10.gov.uk? Perché nel 1952, mentre stava lavorando allo sviluppo dei primi computer moderni, fu processato per il reato di omosessualità, o gross indecency (oscena indecenza) nell’eufemistico gergo legalese dell’epoca, esattamente come era successo a Oscar Wilde più di cinquant’anni prima. Qualunque atto omosessuale era illegale nel Regno Unito di allora, e a Turing fu data la scelta fra il carcere e la “cura” tramite castrazione chimica. Scelse la seconda opzione e fu sottoposto a iniezioni di estrogeni talmente forti da fargli crescere il seno. La condanna portò alla revoca di tutti i suoi privilegi di sicurezza, rendendogli impossibile lavorare significativamente nel campo in cui eccelleva. Nel 1954 fu trovato morto, avvelenato dal cianuro probabilmente contenuto in una mela morsicata trovata accanto al suo letto, come la protagonista di Biancaneve, che era la sua fiaba preferita. La morte fu archiviata come suicidio. Alan Turing aveva solo 41 anni. (…)

Grazie a Paolo per quest’articolo e invitiamo i lettori a leggerlo interamente sul suo blog.


Una lezione anglosassone per Gianfranco Fini

11 settembre 2009

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini – che si sta sempre piu’ smarcando dal papi padrone della destra italiana – qualche giorno fa’ è tornato ad auspicare per quella destra una cultura liberale, laica e modernizzatrice. Le settimane e i mesi che abbiamo davanti daranno sicuramente molte occasioni per dimostrare se queste sono solo parole, magari in vista dell’inesorabile tramonto politico di Berlusconi, o se invece Fini ha davvero un seguito all’interno del suo schieramento politico.

Testamento biologico, ora di religione, legge sull’omofobia, riconoscimento delle unioni omosessuali, immigrazione, informazione e conflitto d’interessi sono solo alcuni temi all’ordine del giorno dell’agenda politica italiana. La Corte Costituzionale dovrà esprimersi su matrimonio tra persone dello stesso sesso e reato di clandestinità.

Nel non poi cosi’ lontano 1998, durante il Maurizio Costanzo Show, l’allora leader di Alleanza Nazionale dichiarava:

“Lo so, ora l’intelighenzia mi farà a fettine, ma io la penso così: un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro”.

Quest’estate, nella stessa settimana di luglio in cui si è celebrato il Gay Pride a Londra, il leader conservatore britannico David Cameron ha chiesto scusa al paese per la famigerata Sezione 28, una legge del governo Thatcher che proibiva l’insegnamento di tematiche gay nelle scuole.

Il Presidente Fini potrebbe alzare lo sguardo verso orizzonti liberali e chiedere scusa all’Italia e ai cittadini italiani lgbt per quelle parole non degne di una cultura liberale, laica e modernizzatrice. Ne gioverebbe anche la sua credibilità politica e istituzionale.