“Oltre il segno”

15 dicembre 2009

Quello che è accaduto oggi in Parlamento, le indecenti e violentissime parole di Fabrizio Cicchitto – capogruppo dei deputati del PDL –  lo si vorrebbe affrontare con ironia e sarcasmo. La madre dei cretini e’ sempre incinta, come dice quel detto popolare. Ma le parole di Fabrizio Cicchitto sono troppo gravi e troppo serie per riderci sopra. Quella di Cicchitto oggi al Parlmento e’ stata un’intimidazione politica intollerabile in una democrazia.

Ormai sui mezzi d’informazione non si parla d’altro che del “miracolato” e il governo – come ogni regime liberticida – vuole ora sfruttare l’occasione data dal gesto folle di quel povero disgraziato (una persona malata, non un terrorista) e introdurre misure contro la Piazza e contro la Rete – vi fa pensare a qualcosa? Facciamoci una bella doccia fredda, che aiuta a svegliarci dal sonno indotto dal tam tam della destra e di molti media.

Consiglio allora un articolo di Corrado Truffi sul blog de iMille che inizia cosí:

Dopo l’aggressione a B., si stanno diffondendo rapidamente due mantra che, grazie alla potenza di fuoco dei media broadcast, diventeranno presto verità indiscutibili. E che sono invece, oltre che la dimostrazione della costante egemonia culturale della destra, anche solenni idiozie.

L’articolo è eccellente, andate a leggerlo: Internet di piombo. Eccellente anche l’articolo di Francesco Costa che sull’Unita’ dice cose di buon senso a proposito di Internet e dell’annunciata “riforma” liberticida che si appresta a varare il governo: Basterebbe applicare le leggi che ci sono già

Giuseppe Civati sul suo blog pubblica delle informazioni importanti in tema di immigrazione. E’ essenziale leggere questi post: Stranieri: i dati smentiscono l’allarmismoRapporto Ismu: le religioniRapporto Ismu: l’immigrazione e la finanza pubblicaRapporto Ismu: italiani e stranieri. I dati parlano da soli e dovrebbero fugare le folli fobie xenofobe istigate da chi, anche al governo, usa il razzismo come strumento politico. Speriamo solo non ci siano troppi sordi, quella sarebbe la vera invasione da temere. Ancora un problema d’informazione quindi. Un buon programma sulla RAI: Tg3 Shukran, qui ospite Emma Bonino.

C’è gia’ chi parla di un prima e di un dopo l’aggressione di Milano in senso politico. Miracolo a Milano? Chi non vuol credere ai miracoli puo’ leggere l’intervista, sul Manifesto di qualche giorno fa’, a Stefano Rodotà, giurista serio e intellettuale onesto e sempre da ascoltare:

«Siamo al punto: dopo aver praticamente chiuso il parlamento, dopo aver ridotto il Consiglio dei ministri a un comitato di affari del presidente del Consiglio, ecco che Berlusconi annuncia la sospensione dei diritti costituzionali. Perché è questo il significato dell’attacco alle istituzioni di garanzia (…) In questo momento tutti coloro che hanno un qualsiasi ruolo all’interno delle istituzioni devono prendere una posizione esplicita e pubblica per misurare la distanza tra chi ritiene che le istituzioni siano questo e chi ancora crede che le istituzioni siano il cuore della democrazia. E soprattutto, lo dico senza mezzi termini, con Berlusconi che segue questa linea devastante di politica istituzionale non si può avere nessun dialogo»

Domenica, poco prima del comizio di Berlusconi a Milano, il ministro dell’economia Tremonti dichiarava:

“La Costituzione e’ importante ma la patria lo e’ ancora di piu’”

La voce del “miracolato”: “si vada avanti anche con maggior vigore di prima”. Con le parole di Cicchitto la destra sta gia’ lavorando per accelerare il suo progetto politico originario e forse addirittura spingersi ancora oltre. E’ nel giusto il segretario del PD Bersani – l’uomo ha davvero la pazienza di Giobbe – quando dice:

“I discorsi sul ‘clima’ nell’immediatezza di questi fatti sono scivolosi. Il rischio è che qualcuno si vesta da pompiere per fare l’incendiario, e che cominci un gioco di criminalizzazione tra noi, che va oltre il segno”.

Il Presidente della Camera Fini e’ d’accordo: “Parole incendiarie”. Insomma, Cicchitto l’incendiario, travestito da pompiere, e’ andato oltre il segno. Speriamo il segno non si sposti oltre, non c’e’ piu’ posto. C’e’ da augurarsi che l’opposizione in Parlamento (ma Fini cosa farà da grande?) sia capace, finalmente e dopo troppa titubanza, di reagire alla strategia pericolosa e reazionaria della destra. Magari con meno discussioni nei salotti televisivi, cosi’ da riportare il Parlamento al centro della vita istituzionale. L’opposizione in Parlamento si dovrebbe far carico di interpretare e governare, razionalmente e democraticamente, la Piazza, le molte piazze, cioe’ la sua base elettorale, rappresentarne le istanze, ascoltarne le voci, dialogare. C’e’ in questo momento molto malcontento nel paese, i problemi sono numerosi e gravissimi, molti di vecchia data, la crisi economica e’ pesantissima e il capo del governo, lo ha ripetuto anche domenica al suo comizio a Milano, usa la solita strategia del “va tutto bene”, “per fortuna che Silvio c’è”. Anche noi che non siamo felici di quest’Italia, vorremmo poter dire, “per fortuna che l’opposizione c’è”.

Intanto potrebbe cominciare, tutta insieme, con un gesto semplice ma significativo; esprimere la dovuta solidarietà civile a tutti quelli – persone, giornali, istituzioni – attaccati oggi, al Parlamento italiano, cosi’ vilmente da Fabrizio Cicchitto. Fin’ora quella solidarieta’ civile e umana e’ stata data solo da Di Pietro. Invece dovrebb’essere tutta l’opposizione a ricordare alla destra e al paese che la nostra civilta’ non prevede la morte civile ne’ l’ostracismo. Ci piacerebbe che cosí restasse. La strategia della destra e’ quella di silenziare chiunque non si inchini al sovrano; il termine tecnico e’ assolutismo. E’ la stessa strategia che vuole imbavagliare quella poca informazione che non controlla, che ha reso totalmente irrilevante il Parlamento (ancora oggi la fiducia alla finanziaria, una scelta che il Presidente della Camera Fini ha giudicato “deprecabile”), la giustizia ad personam per il sovrano e altre delizie. Chissa’ cosa troveremo sotto l’albero a Natale?

P.S. Bersani oggi ha anche dichiarato: “Le elezioni anticipate? Certificherebbe il fallimento del centrodestra. Se si va, noi siamo pronti”. Ed io che non me n’ero accorto! Con tutta questa prontezza speriamo non ci si dimentichi della legge elettorale vigente, la notoria porcata.

AGGIORNAMENTI:

1) aderisci all’appello su il Fatto: Io sto con Marco Travaglio, dalla parte dei fattiFirma in difesa di Marco Travaglio e della libertà di parola

2) Barbara Spinelli: Solidarietà a Marco Travaglio

3) Paolo Flores d’Arcais: Le parole vili e sciagurate dell’on. Cicchitto

4) da Il Fatto: “Intellettuali, scrittori e giornalisti in queste ore stanno esprimendo solidarietà a chi è stato colpito da parole e minacce. Ne abbiamo scelti alcuni. Qui sotto le analisi e i giudizi su quanto sta accadendo in Italia in questi giorni.
Giorni in cui chi può dire qualcosa – perché ha pensiero, orizzonti, storia personale e professionale – sente il dovere di farlo.” – Leggi i commenti di Bocca, Sartori, Hack, Annunziata, Lerner ed altri…


Namaste

14 dicembre 2009

L’atto inconsulto di uno psicolabile cambia l’agenda politica e oggi – invece di parlare per esempio delle parole del ministro dell’economia Tremonti, che ieri ha dichiarato “La Costituzione e’ importante ma la patria lo e’ ancora di piu'” – ci tocca leggere le reazioni di politici e opinionisti che giustamente denunciano un clima di violenza ormai intollerabile.

Silvio Berlusconi dice di essere stato “miracolato”. Ha ragione. Fino a ieri si parlava di un’invincibile armata per difendere la Repubblica contro le derive totalitarie dell’Unto del Signore; oggi quell’armata si è gia’ dissolta e i suoi generali e ammiragli fanno a gomitate per esprimere la (dovuta) solidarietà al capo del governo. Le vie del Signore sono infinite e la Provvidenza può servirsi anche della mente malata di un povero disgraziato, la cui vita sarà ora assai peggiore di quanto non lo sia stata in questi ultimi dieci anni di cura presso la malasanità italiana per problemi psichici. La parata di solidarietà dei politici nostrani però non include la solidarietà verso la famiglia di questo malato (malato, non terrorista), una famiglia distrutta e additata ora al pubblico scandalo. La compassione – quella pelosa – è sempre a senso unico e si sa, lo dice anche Alberto Sordi nel Marchese del Grillo: “mi dispiace, ma io so io, e voi non siete un cazzo”.

La violenza dev’essere sempre condannata; ce lo hanno insegnato (o almeno ci hanno provato) tra gli altri anche Tolstoj, Gandhi e Martin Luther King Jr. e prima di loro il Signore Buddha e Gesú Cristo, il quale – ce lo dicono i Vangeli – si lasciò trasportare dalla rabbia e cedette alla violenza una sola volta nella sua vita; anche il figlio di Dio non poteva tollerare l’ipocrisia. Non è colpa loro se l’essere umano è ancora cosí primitivo e incline alla violenza, quella violenza che gli ipocriti additano solo quando gli conviene. Il Nobel per la Pace Martin Luther King Jr. nel suo celebre discorso contro la guerra in Vietnam – appena un anno prima d’essere assassinato – condannava il governo degli Stati Uniti, “il piu’ grande fornitore di violenza nel mondo oggi”. Era il 1967. Ma oggi questi personaggi sono buoni solo per qualche vuota celebrazione e molta retorica; oggi siamo moderni e il Nobel per la Pace lo danno alla speranza. Nulla di nuovo sul fronte occidentale; come diceva Erich Maria Remarque, “la morte di un uomo è una tragedia, la morte di un milione una statistica”.

Politici e opinionisti stanno spellando vivi Antonio Di Pietro e Rosy Bindi per le loro dichiarazioni fuori dal coro. Sarebbero colpevoli – dicono – di giustificare la violenza. Di Pietro e Bindi non sono i miei politici preferiti ma scuserete il mio scetticismo; una cosa è giustificare, un’altra cercare di usare la ragione per capire da dove nasce tanta violenza. Sia Di Pietro sia Bindi avrebbero potuto esprimere meglio il loro pensiero ma tra chi ora li accusa c’e’ anche chi fa il saluto romano in pubblico (il ministro Brambilla), chi fino a pochi anni fa’ considerava Mussolini il piu’ grande statista del Novecento (il Presidente della Camera Fini), chi chiama ad imbracciare i fucili (Bossi) e chi inneggia al linciaggio e alla pulizia etnica degli immigrati (i leghisti) e cosi’ via dicendo. Da che pulpito!

Scriveva Bertrand Russell un secolo fa’, “Il nocciolo dell’atteggiamento scientifico sta nel rifiuto di considerare i nostri desideri, gusti e interessi come la chiave per la comprensione del mondo”. Sembra una banalità, invece questa frase racchiude ancora il segreto che puo’ liberare la mente umana dalla superstizione, dal dogma e da quell’ipocrita moralismo che, lungi dall’aiutare a risolvere i problemi, ne perpetua la loro esistenza.

Per quel che vale, anch’io mando la mia solidarietà all’uomo Silvio Berlusconi e gli faccio i migliori auguri per una pronta guarigione. Da quel buon cattolico che è, sono sicuro che anche lui – come Gesu’ Cristo e papa Wojtyła – riuscirà a perdonare il suo povero attentatore. A tutti coloro che invece stanno inneggiando alla violenza, sarà bene ricordare il significato di una parola di derivazione sanscrita, namaste; è il saluto usato in India e in altre regioni dell’Asia. Con quella parola si saluta lo spirito, il dio, la parte dell’altra persona che è comune a noi stessi. Non c’è bisogno di essere credenti in qualche fede per riconoscere la verità che quella parola contiene, il messaggio di fratellanza e non-violenza che quella parola significa.


La solitudine del cardinale. Tettamanzi, la Lega e la lunga marcia della reazione italiana

8 dicembre 2009

Dionigi Tettamanzi

Rapporti “a dir poco eccellenti” quelli tra Vaticano e Repubblica italiana; lo dicevano, solo pochi giorni fa’, il Presidente del Senato di quella Repubblica confessionale delle banane, Renato Schifani, e il Segretario di quello Stato tornato a vivere nel 1929 solo grazie ai Patti Lateranensi di Mussolini, Tarcisio Bertone.

Le crude polemiche, sul tema immigrazione, tra il Vaticano (o alcuni suoi esponenti di porpora vestiti) e la Lega (il partito apertamente razzista, xenofobo e separatista) sembravano dimenticate dopo che quest’estate Umberto Bossi e Roberto Calderoli avevano incontrato Bagnasco, principe della Chiesa e presidente della CEI, i vescovi cattolici italiani. “Ho capito che il Vaticano non ce l’ ha con noi”, commentava Bossi dopo l’incontro. Dopo Bagnasco, è toccato allo stesso Bertone incontrare le camicie verdi. Pax romana? Rimanevano, e’ vero, gli scandali continui di Berlusconi con ragazzine ed escort, scandali che ponevano sempre piu’ un problema di pubbliche relazioni (nulla di piu’) per la Chiesa Cattolica e su cui intervenivano le critiche (sempre per questioni di pubbliche relazioni, nulla di piu’) di Avvenire e Famiglia Cristiana; critiche in tema di moralita’ pubblica e pubblici costumi – come dire, fate pure quel che volete cari figlioli, ma fatelo in privato; imparate da noi! – che dovevano dar non poco fastidio all’unto del Signore. Con l’arrivo di Feltri al Giornale di famiglia, l’unto del Signore andava al contrattacco e il direttore di Avvenire, Boffo, pagava il prezzo (della sua ipocrisia).

Solo pochi giorni fa’ Feltri faceva una goffa retromarcia, molto in ritardo, dando sfogo ad alcuni dei suoi peggiori istinti: Boffo “non risulta implicato in vicende omosessuali”. Sembra Medioevo, eppure e’ la nuda cronaca dell’Italia di oggi, AD 2009 (quasi 2010). Palazzo Chigi val bene una messa e Berlusconi ora sembra aver bisogno di tutti i santi in Paradiso (e in Vaticano) per continuare ad occupare quel Palazzo. La Chiesa incassa, felice come una Pasqua di tenere il capo del governo italiano per le palle. L’ICI, l’8 per mille, il grande fiume di miliardi che continua a scorrere dal lavoro dei cittadini italiani alle casse dello IOR (la banca vaticana), l’ora di religione, i crocifissi appesi ovunque, la guerra santa contro le donne e l’aborto, contro gli omosessuali, contro la ragione e l’Illuminismo, contro l’Europa. Insomma, la Curia di sempre, peggio di sempre.

Ma siamo vicini al Santo Natale e la Lega ha da tempo iniziato le sue celebrazioni. Piace ai fedeli l’operazione Bianco Natale, piace ai fedeli lo spirito delle crociate della Lega, benedetto da Santa Romana Chiesa quando le fa comodo, come nel caso dei crocifissi. Ma come Dio è uno e trino, cosí la Chiesa Cattolica e’ tutto e il suo contrario e – lo sappiamo bene – il potere è sempre stata la stella polare dei successori (leggi: impostori) di Pietro, che a Roma non ha mai messo piede.

Ora la Lega torna all’attacco, questa volta di Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, principe della Chiesa, successore di Carlo Maria Martini (uno degli ultimissimi superstiti del Concilio Vaticano II) e anche lui (Tettamanzi) esponente, seppure discreto, della Chiesa conciliare, ormai sconfitta dalla realpolitik dei successori di Giovanni XXIII. La Lega ci ha abituato ormai da anni al peggio dell’essere umano e nessuno sembra piu’ scomporsi che una tale formazione ad ideologia totalitaria, una formazione politica che nega tutti i valori su cui si fonda la Repubblica e lo Stato unitario, sia ora al governo di quella Repubblica. L’altro giorno e’ toccato al cardinale Tettamanzi e la Lega non c’e’ andata leggera nemmeno questa volta:

Calderoli: “Tettamanzi con il suo territorio non c’entra proprio nulla. Sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia. Perché non è mai intervenuto in difesa del crocifisso? Perché parla solo dei rom?”

Castelli: “Tettamanzi fa parte di quella corrente di pensiero della Chiesa relativista, mondialista… e poi appoggia un personaggio bizzarro e inquietante come Don Giorgio (De Capitani, ndr) che vomita insulti contro la Lega e il Pdl. È un classico esempio di clericale di sinistra di cui non condividiamo le idee”

Si badi bene, non e’ polemica sterile ne’ passeggera; nella Repubblica confessionale delle banane sono rimasti solo due soggetti a fare politica: la Chiesa Cattolica e la Lega; quasi tutti gli altri soggetti politici infatti vanno dietro oramai solo agl’interessi contingenti e/o personali dei loro clan e dei loro don. Tettamanzi, espressione di un’esigua minoranza anche all’interno della sua Chiesa, e’ arcivescovo dimissionario dal marzo di quest’anno per raggiunti limiti d’età, riconfermato dalla Curia di Roma per altri due anni. Dal punto di vista della Lega, il cardinale è l’ultimo ostacolo all’ideologia nazista e separatista delle camice verdi. Ci raccontano i giornali italiani che la Lega ora sarebbe rimasta isolata; dal Segretario di Stato vaticano, Bertone, al Presidente della Repubblica confessionale delle banane, Napolitano, non sono mancati gli attestati di solidarietà a Tettamanzi. Solidarietà pelosa, in molti casi, offerta dai colleghi di Calderoli e Castelli che sono al governo del paese o da coloro che nulla hanno fatto per impedire ad una formazione nazista di entrare in quel governo e dirigerne la sua politica. Solidarietà pelosa a Tettamanzi anche quella della sua Chiesa, molto piu’ interessata – come sempre – al suo potere temporale, alla simonia, al Vaticano S.p.A. che non alla caritas di Cristo e a qualche cardinale (pochi per la verità) che ancora si attarda sulle posizioni conciliari – ormai sconfitte queste all’interno della Chiesa Cattolica.

Grazie anche a quella Curia che ha sostenuto e guidato la nuova reazione italiana, la Lega è qui per restare mentre Tettamanzi ha gia’ pronte le valigie e sarà sostituito a breve, probabilmente da un principe della Chiesa assai piu’ conciliante (e ce ne sono tanti) con le camicie verdi. Le parole del ministro Roberto Calderoli – tornato sulla vicenda – non lasciano adito a dubbi e confermano quello che scrivevo piu’ sopra:

«Per fortuna all’interno della Chiesa non c’è il pensiero unico e chi mi critica dovrebbe tener conto sia di questa verità sia che le mie critiche non sono di carattere religioso ma politico visto che ho criticato il card. Tettamanzi per quel che ha detto di politico. Quel che mi spiace di più è veder fare politica a senso unico. Del resto la mia posizione sull’arcivescovo di Milano è chiara da anni. Io sono sempre stato critico sulla Chiesa del Concilio Vaticano II e mi sembra che Tettamanzi sia un nostalgico di quella Chiesa. Ma i tempi cambiano. E credo che l’unico che non sbaglia sia Papa Ratzinger»

Se i mezzi d’informazione italiani si perdono nelle polemiche, sono incapaci di coglierne il significato e soprattutto sono incapaci di capire quella reazione razzista, xenofoba, omofoba, misogina, anti-europea, anti-illuminista, anti-razionalista e anti-scientifica di cui l’Italia e’ nuovamente vittima, e’ solo perche’ quei mezzi d’informazione, nella maggior parte dei casi, sono invischiati fino al collo con quella reazione e incapaci di andare piu’ in la’ dei canti natalizi. Santo! Santo! Santo! Gli interessi che quei mezzi d’informazione esprimono e rappresentano sono in fondo gli stessi che hanno portato l’Italia all’apocalisse della Seconda Guerra mondiale, applaudendo fin dall’inizio il duce e le sue camicie nere. Sono gli stessi interessi che hanno permesso per sessant’anni il sacco d’Italia da parte del regime partitocratico, gli stessi interessi – oggi come ieri – della grande industria, della grande finanza, di quella peculiare borghesia italiana che nessuno al mondo c’invidia.

Come scrivevo su questo blog qualche giorno fa’, il Fascismo, il regime partitocratico e ora il Berlusconismo sono tutti regali della borghesia italiana – “la piu’ ignorante d’Europa”, come Pasolini fa dire a Orson Welles nel film La ricotta – una borghesia di cui anche il conservatore Montanelli lamentava spesso “l’immensa vigliaccheria e l’opportunismo”. A differenza della borghesia europea, quella italiana non ha mai conosciuto Riforme e Rivoluzioni ma solo Controriforme e Restaurazioni. Con rare eccezioni, quella italiana è sempre stata una borghesia di parassiti che invece di abbattere il feudalesimo ne è diventata essa stessa la continuazione.

Quella borghesia non ha esitato a mettersi la camicia nera, perche’ ora dovrebbe esitare a mettersi quella verde? Dall’altra parte del Tevere, anche nella sua storia piu’ recente, la Curia di Roma si è sempre trovata a fianco delle dittature, dei regimi totalitari: a fianco di Mussolini in Italia, di Franco in Spagna, di Pinochet in Cile, a fianco della conquista nazista d’Europa negli anni ‘30 del secolo scorso. Non smetterà certo di benedire le camicie verdi ora, per un cardinale demodé e gia’ in pensione.


“Santità, mi perdoni per tutto quello che ho fatto…”

26 novembre 2009

Un altro giorno di ordinaria follia nella Repubblica confessionale delle banane.

Il Vaticano non si arrende e attraverso la Commissione Igiene e Sanità del Senato cerca di fermare l’introduzione della pillola abortiva RU486; il farmaco è utilizzato da vent’anni in paesi come Francia, Regno Unito e Svezia e approvato dagli organi competenti in piu’ di trenta paesi, dagli Stati Uniti alla maggior parte dei paesi dell’Unione Europea. Ma i buffoni in Parlamento prendono le direttive dall’ultima tirannide ancora presente in Europa, il Vaticano appunto, dove sadici fondamentalisti esperti nella teologia degli uteri vogliono ancora imporre la loro abominevole follia all’umanità.

Ed è a quella tirannide, a quella monarchia assoluta che non riconosce alcun diritto, alcuna libertà – deliramentum (follia) vengono chiamati i diritti dell’uomo nei documenti pontifici che condannano l’Illuminismo – che Piero Marrazzo si rivolge per chiedere perdono. Nientepopodimeno! “Santità, mi perdoni per tutto quello che ho fatto…”. Si fa fatica a credere ai nostri occhi quando si legge sulla stampa:

“Quest’uomo sta compiendo un delicatissimo iter da cui nascerà una persona nuova”, ha rivelato, la scorsa settimana, a “Repubblica” l’abate di Montecassino, il vescovo Piero Vittorelli, confermando che l’ex presidente stava trascorrendo un periodo di ritiro spirituale nell’abbazia benedettina di Cassino, in provincia di Frosinone.

Nel 1077 Enrico IV si reca a Canossa, costretto a chiedere perdono a papa Gregorio VII per tenersi la corona imperiale. Quale sarà la corona di Marrazzo? Forse il suo impiego in RAI? Il Medioevo in Italia non è mai finito, ma oggi fa ancora piu’ schifo di ieri. Povero Piero, che pena che fa! Questa è la classe dirigente della Repubblica confessionale delle banane, di destra, di sinistra e di centro; uomini e donne smidollati, che occupano le vette della politica, del giornalismo, delle professioni, della pubblica amministrazione, della finanza e della grande industria non per meriti acquisiti sul campo ma perché figli di, nipoti di, amici di, tesserati di. Uno spettacolo avvilente e rivoltante.

In Italia la madre dei cretini è sempre incinta; i figli poi crescono, mandano al governo del paese Berlusconi, i razzisti della Lega e i fascisti alla La Russa e Gasparri e quando vanno allo stadio danno il meglio di se’, anche all’estero: “non esistono negri italiani”, “un negro non può essere italiano”. La Repubblica riporta: “A quel punto Buffon, il capitano, e Secco sono andati a parlamentare e i cori sono cessati”. Però! Parlamentiamo anche con i razzisti adesso; dev’essere il famoso garantismo italiano.

Il sindaco di Varallo, il deputato leghista Gianluca Buonanno, fa installare cartelli stradali contro l’uso del burqa. Per carità, lontano da me voler difendere il burqa; è solo che faccio fatica a vedere in questi crociati della Lega i difensori dei diritti delle donne. Sono gli stessi che s’inchinano alla Curia di Roma, che di donne ne ha torturate e bruciate durante i secoli molte, ma molte di piu’ che non i fondamentalisti islamici; sono gli stessi razzisti dell’operazione Bianco Natale, gli stessi xenofobi capeggiati da chi non ha problemi a dichiarare, “gli immigrati devono essere mandati a casa loro”. Non è che in Europa queste persone non ci sono ma – diversamente che in Italia – non sono ministri e non decidono la politica dei governi dei loro paesi. Poi ci si lamenta dei cori razzisti negli stadi o delle aggressioni contro immigrati e omosessuali? Solo ipocrisia.

L’ennesimo allarme sulla criminalità organizzata. Questa volta a lanciarlo è il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi:

“Grava su ampie parti del nostro Sud il peso della criminalità organizzata. Essa infiltra le pubbliche amministrazioni, inquina la fiducia fra i cittadini, ostacola il funzionamento del libero mercato concorrenziale, accresce i costi della vita economica e civile”.

Se fossimo nel 1909, sarebbe una notizia. Se fossimo nel 1949, sarebbe ancora una notizia. Ma oggi? Come ricordava Beppe Grillo nell’estate del 2008:

oltre il 40% della ricchezza nazionale è illegale (rapporto Alto Commissariato anti-Corruzione) (…) Nella sua ultima relazione il Commissariato contro la Corruzione ha affermato: siamo peggio che in Tangentopoli, la corruzione piega ogni settore e la sanità è terra di conquista.

Una volta si insegnava che la moglie di Cesare dev’essere al di sopra di ogni sospetto. Oggi in Italia invece prevale un’interpretazione del garantismo che non è accettata in nessun’altra democrazia al mondo. Si sente dire che fino a quando non c’è la condanna definitiva, quella passata in giudicato, vale la presunzione d’innocenza prevista dalla Costituzione. Verissimo. Ci mancherebbe altro! Ma in tutte le democrazie del mondo si usa distinguere tra il piano giudiziario e il piano politico e in quelle democrazie a nessuno passerebbe per la testa rivendicare la presunzione d’innocenza fino alla condanna definitiva per giustificare la permanenza nel suo ufficio pubblico di un cittadino che ricopre incarichi di responsabilita’ politica e istituzionale. In quelle democrazie, in tutte le democrazie, ancora vige il principio che la moglie di Cesare dev’essere al di sopra di ogni sospetto e i politici chiacchierati hanno la decenza di dimettersi prima di infangare l’ufficio che ricoprono. In Italia no, in Italia alcune tra le piu’ alte magistrature della Repubblica sono occupate da cittadini chiacchierati e condannati o che hanno procedimenti giudiziari in corso e i reati ipotizzati non sono bruscolini. Chi critica questo status quo, in Italia viene accusato di giustizialismo. Ebbene, in tutte le democrazie del mondo vige quel giustizialismo; è solo in Italia che la classe dirigente pretende l’impunità.

Si apprende che il ministro della difesa, Ignazio La Russa, elargisce maledizioni anche in trasferta; non pago delle sue volgari pagliacciate in TV – ricorderete il “possono morire” in tema di crocifissi – ora augura il cancro anche a tu per tu.

Chiudiamo con due chicche a proposito del Giornale di Vittorio Feltri. Un giornalista intraprendente (ma un po’ sfigato):

“Ha inviato alla sede genovese del Giornale presso il quale collaborava una lettera di minacce delle Br verso se stesso. La Digos ha denunciato l’uomo, Francesco Guzzardi, per simulazione di reato e procurato allarme.”

e un condirettore spudorato oltre ogni limite: “Cosa c’entra Dell’Utri con Berlusconi?”. Guarda il video qui di seguito:


“È razzismo questo?”

20 novembre 2009

In Italia Fascismo e razzismo, ignoranza e fanatismo sono sempre stati presenti e in buona salute e tuttavia c’era un tempo, non molto lontano, quando ci si vergognava ancora ad esternare in pubblico quell’ignoranza e quei pregiudizi. A quel tempo – o almeno io cosi’ ricordo – c’era ancora una sorta di timidezza, di comune senso del pudore che consigliava a razzisti e fanatici, almeno in pubblico e sui mezzi d’informazione, di tenere un profilo basso, discreto. La feccia oggi al governo del paese ha tirato via quel velo discreto e ignoranza e fanatismo sono oggi sfoggiati in pubblico e premiati con riconoscimenti importanti, come l’Ambrogino di Milano.

Qualche giorno fa’ scrivevo dell’Operazione Bianco Natale – una forma di pulizia etnica promossa dalla Lega e benedetta dal ministro degli interni leghista, Maroni – e mettevo in evidenza le parole del führer della Lega, Umberto Bossi: “gli immigrati devono essere mandati a casa loro”. Achtung! Achtung! Bossi non si riferiva agli immigrati irregolari: quelle parole sono state pronunciate a proposito di voto amministrativo agli immigrati che risiedono regolarmente in Italia da almeno 5 anni.

Su Repubblica oggi c’è un interessante reportage da quel comune nel Bresciano dove e’ in atto l’operazione Bianco Natale:

Arriva anche Monica, l’estetista del negozio accanto. “I miei figli hanno solo amici extracomunitari. Uno ha 14 anni, l’altro 12. Vanno in giro sempre con due romeni e due africani. A Coccaglio sono tantissimi. Io però non voglio che escano con questi. È razzismo questo?”

Si Monica, è razzismo. Se a te e a molti non sembra è perche’ la feccia al governo del paese e gli intellettuali di regime che la sostengono dalle pagine dei giornali e in televisione stanno normalizzando l’impensabile. Sarà bene ricordare allora che il razzismo è una malattia indotta: razzisti non si nasce, si diventa. Soprattutto in tempi di crisi economica, culturale e sociale, il razzismo e’ il mezzo a cui si ricorre, la vecchia ma sempre funzionante strategia del divide et impera. Cosi’ e’ stato ad esempio negli Stati Uniti della schiavitu’ e della segregazione, nella Germania di Hitler e nel Sudafrica dell’apartheid. E non dimentichiamo le vergognose leggi razziali di Mussolini.

Opporsi al razzismo vuol dire opporsi a quella strategia che si basa sulla paura, sull’odio e sul nemico da combattere, opporsi al “noi e loro”, opporsi a chi vuole dividere per dominare. Lottare contro il razzismo vuol dire unirsi a chi adesso è piu’ indifeso, difenderlo con la nostra presenza e la nostra voce; vuol dire difendere la nostra libertà e la nostra umanità.


Operazione Bianco Natale

18 novembre 2009

Lo vogliono morto, crocifisso e appeso ai muri di scuole, tribunali e uffici pubblici. Multe, minacce e botte a chi non e’ d’accordo. Cosa diceva quel povero Cristo non importa, il Natale “non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità”. Parola dell’assessore leghista alla sicurezza, Claudio Abiendi, del comune di Coccaglio (Brescia), dove i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello degli extracomunitari; se hanno il permesso di soggiorno scaduto, RAUS! Il sindaco Franco Claretti spiega, “Da noi non c’è criminalità, vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia”. Etnica. L’operazione Bianco Natale ha avuto l’appoggio convinto dello stato maggiore del partito. “Il ministro Maroni è un uomo pratico – dice Claretti – ci ha dato dei consigli per attuare il provvedimento senza incorrere nei soliti ricorsi ai giudici”. Però!

Razzismo e nazionalismo, xenofobia e intolleranza ormai sono titoli di merito per la carriera di ottusi, fanatici e ignoranti che si occupano della cosa pubblica, medaglie da esibire alle parate e ai raduni delle camice verdi, brune o nere. Episodi agghiaccianti si rincorrono quotidianamente ma non fanno piu’ rumore; come in altri tempi non molto lontani, la crisi economica aumenta la spirale d’odio e paura in un paese tribale che ha sempre rifiutato la cittadinanza e dove la politica, l’informazione e gli intellettuali di regime stanno da tempo normalizzando l’impensabile cosí da rendere accettabile cio’ che la ragione condanna. Ma in Italia quella ragione e’ addormentata, forse in coma profondo; chi prova a restare sveglio viene tacciato, deriso e apostrofato come Cassandra. Il fanatismo e l’ignoranza stanno preparando la strada alla tirannide. L’avventura continua, buon Natale.

P.S. Sulla proposta di legge bipartisan per dare il voto amministrativo agli immigrati che risiedono regolarmente in Italia da almeno 5 anni, interviene il ministro Umberto Bossi, führer della Lega:

Lo stesso Senatùr, Umberto Bossi, ha spiegato a chi gli chiedeva un commento sull’iniziativa che «noi restiamo della nostra idea» ovvero che «gli immigrati devono essere mandati a casa loro» perché «non c’è lavoro nemmeno per noi…»

Vi ricorda qualcosa?


Il sonno della ragione (e la deriva clericale e reazionaria del PD)

12 novembre 2009

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“Ogni detenuto portava un triangolo colorato (generalmente con la punta verso il basso) cucito (o dipinto) sulla sua uniforme da deportato. A seconda del colore, si distinguevano diverse categorie: i politici avevano un triangolo rosso con una lettera all’interno che precisava la nazionalità (salvo per i tedeschi). Gli ebrei politici portavano un triangolo rosso (con la punta verso l’alto) con sovrapposto un triangolo giallo (con la punta verso il basso). Gli ebrei avevano una stella gialla (formata da due triangoli), i Bibelforscher un triangolo color malva/viola. Alcune fonti attestano che certi Bibelforscher portavano un triangolo viola con sovrapposto un triangolo giallo. Gli internati di diritto comune avevano un triangolo verde, gli asociali un triangolo nero. I contaminatori della razza portavano un triangolo nero sovrapposto ad un triangolo giallo, gli omosessuali un triangolo rosa, gli zingari un triangolo bruno e gli apolidi e gli emigrati (repubblicani spagnoli) un triangolo azzurro. I SAW (Sonderaktion Wehrmacht : epurazione dell’esercito tedesco), quanto a loro avevano un triangolo rosso, con la punta verso l’alto.” Fonte: Sylvie Graffard e Léo Tristan, I Bibelforscher e il nazismo (1933-1945) Editions Tirésias-Michel Reynaud, Parigi, 1994

Forse il sindaco di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, il leghista Enzo Bortolotti, potrebbe trovare utili le informazioni qui sopra; la sua idea di schedare tutti i musulmani per fermare l'”invasione” islamica non e’ certo originale. Il segnale, preoccupante di per se’, diventa allarmante se si considera che quel sindaco e’ stato rieletto a furor di popolo, quasi il 70% dei consensi. Debora Serracchiani, segretaria regionale del PD, denunciava appena qualche giorno fa’ il razzismo di questo sindaco, che e’ anche segretario provinciale della Lega.

La cappa opprimente sull’Italia, quel clima da caccia alle streghe, inquisizione, stato di polizia diventa ogni giorno piu’ pesante. I campanelli e le campane d’allarme rimangono per lo piu’ inascoltati, le spinte reazionarie o si giustificano o addirittura si accolgono con entusiasmo. L’Italia e’ in caduta libera, la gravissima regressione culturale, antropologica è veramente spaventosa. In questa regressione regnano paura, ignoranza, violenza, odio, dogma, intolleranza. Caccia grossa e sempre aperta: agli omosessuali e transessuali, agli immigrati, alle donne, agli atei o diversamente credenti, agli eretici, alla scienza e agli scienziati… e a tutti coloro che non si sottomettono. Tutti malati d’alzheimer, come mette in guardia Famiglia Cristiana.

Caccia grossa per difendere la razza e la tradizione. Caccia grossa non solo per le vie delle citta’ italiane ma sulla stampa e in televisione, dove gli ospiti delle trasmissioni d’infotainment vengono rigorosamente selezionati per il loro pregiudizio e la loro ignoranza. Bucano lo schermo. Si rimane sgomenti di fronte allo spettacolo offerto da Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè alla tv pubblica o guardando i linciaggi mediatici contro la sentenza della Corte Europea sui crocifissi e contro tutti coloro che si riconoscono in quella sentenza.  E’ la regressione che avanza, a reti unificate.

In tutto il mondo il proibizionismo sulle droghe e’ sotto processo; le sentenze sono ovunque unanimi: il proibizionismo non solo ha fallito ma ha ingigantito il problema. E le mafie ringraziano. In Italia invece si fa finta di niente e si continua con quella politica ottusa e nefasta; invece di mettere mano alla legge Fini-Giovanardi si continua con la demagogia dei test antidroga per una classe politica fanatica che pensa ad altre schedature e magari ad imporre l’esempio nelle scuole e negli uffici, a tutti i cittadini. Diventera’ sicuramente un’altra tradizione, come quella del crocifisso imposto per legge nelle scuole, nei tribunali e negli altri uffici della Repubblica confessionale delle banane. Uno stato di polizia, ma timorato di Dio.

A proposito di crocifisso. Al Parlamento Europeo i soldati di Santa Romana Chiesa del PDL, Lega, UDC e PD hanno presentato una dichiarazione per:

“il pieno diritto di tutti gli Stati membri a esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell’identità di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell’intera comunità nazionale, rispettosi dell’orientamento religioso di ciascun cittadino”.

Non si riesce a credere ai propri occhi quando si leggono offese alla logica, all’intelligenza, cosi’ marchiane. La proposta indecente è stata ufficialmente presentata da Mario Mauro e Sergio Silvestris (PDL), Gianni Pittella e David Sassoli (PD), Carlo Casini e Magdi Cristiano Allam (UDC), e da Mario Borghezio (Lega Nord). Assente l’IDV. Per diventare un pronunciamento ufficiale dell’europarlamento deve raccogliere entro tre mesi le firme di 369 parlamentari.

Per quanto riguarda il PD, sarebbe interessante sapere chi ha deciso questa ennesima buffonata, offensiva e blasfema sia per i credenti cattolici sia per i non credenti e i diversamente credenti. Ci sono ancora laici e liberali all’interno del PD? Hanno niente da dire su questa deriva clericale? E’ questo il PD che il nuovo segretario Bersani ha in mente? Ora la CEI guida anche l’azione politica dei parlamentari europei del PD?

In questo sonno della ragione – che in Italia per la verita’ sembra piu’ un coma profondo – si rivede un film gia’ visto. Se i KKK e le loro croci infuocate hanno gia’ fatto il loro debutto italiano, c’e’ chi quella tradizione l’ha capita ancora meglio e inchioda la croce sul portone dei Radicali. E’ innegabile, le tradizioni sono importanti; dalle crociate alle guerre sante, dalla maledettissima Santa Inquisizione al regime nazista fino ai giorni nostri, con i gruppi neofascisti e neonazisti che l’hanno messa sui loro stemmi, la croce è davvero il simbolo di una tradizione importante che – come dicono quei buffoni italiani al Parlamento Europeo – unifica l’intera comunità: torturatori e torturati, stupratori e stuprati, persecutori e perseguitati, schiavisti e schiavi, assassini e assassinati, tutti insieme, gli aguzzini e le loro vittime, a celebrare la tradizione e l’identità che ci unisce tutti.