Paola Binetti non è il problema

14 ottobre 2009

cupolone

Binetti si, Binetti no, Binetti boh! Ci risiamo, l’opposizione del PD – “pelandrona e inconcludente”, come l’ha chiamata Giorgio Bocca – cerca di nascondere le sue vergogne dietro Paola Binetti. Franceschini la vuole espellere dal partito e lei risponde: votero’ Bersani! Non ci sono dubbi che Paola Binetti si troverebbero a casa nella mozione Bersani, che gode dell’appoggio di Comunione e Liberazione, la Lega di Bossi e i suoi celoduristi padani, Giuliano Ferrara e Francesco Cossiga. E mentre l’ONU torna a denunciare la Repubblica delle Banane sui diritti umani, le polemiche nel PD a proposito della Binetti sono ancora una volta sterili e pretestuose; a che serve cacciare la Binetti dal PD se poi il PD pensa ad allearsi con i fondamentalisti dell’UDC?

Intervistato da Repubblica qualche giorno fa’, Massimo D’Alema, il Grande Elettore di Bersani, ha cosi’ risposto ad una domanda sulle alleanze: “Osservo che, nel 90 per cento dei casi, l’Udc e noi, in Parlamento, votiamo nello stesso modo.” Se poi si deve passare sopra i corpi degli omosessuali, Palazzo Chigi val bene una messa per gli opportunisti del tandem Bersani-D’Alema, cresciuti entrambi alla scuola comunista, dove la liberal-democrazia e i diritti civili non sono mai state materie d’insegnamento. Il progetto Bersani-D’Alema non è la socialdemocrazia europea, sempre ostacolata in Italia, ma il catto-comunismo al servizio dell’affarismo, l’unione delle Due Chiese italiane nella lussuria del potere. Accecati da questa lussuria, gli eredi del PCI dimenticano che la loro Chiesa ha già perso e – come Giuda – si vendono per poche monete d’oro.

E come mai nessuno nel PD ha il coraggio di parlare della Chiesa Cattolica?

Abbiamo gia’ scritto molte volte di quella Chiesa e dell’omofobia – giustificata teologicamente – di questi anziani uomini resi ottusi dall’arroganza e incapaci di meravigliarsi davanti al mistero della vita. Adoratori di miti di cui hanno dimenticato il significato, il loro Cristo è diventato immagine di paura e sofferenza, i loro fratelli e sorelle dei sudditi la cui umanità dev’essere schiacciata come il serpente, ogni qualvolta il bene della Chiesa lo esige.

In Italia, la “libera stampa” tratta della Chiesa Cattolica con il timore reverenziale frutto di secoli di oppressioni; tutto passa e viene presentato ai cittadini della Repubblica come “bene”, dalle superstizioni alle bestemmie scientifiche e morali, e c’è sempre un prete, un vescovo o un cardinale che spiega in TV o sulle pagine della stampa “colta” montagne di idiozie usando un vocabolario volutamente incomprensibile per meglio offendere la ragione e instupidire l’ascoltatore; in questa liturgia il giornalista italiano (con pochissime eccezioni) ha scelto il ruolo dell’angelo annunciatore che informa la plebe della buona novella, salvo poi, con una buona dose di razzismo, indignarsi se quelle stesse posizioni integraliste e intolleranti sono espresse da un’altro dogma.

L’anno scorso la Chiesa Cattolica si è opposta alla depenalizzazione dell’omosessualita’ in sede ONU, alleandosi con quei fondamentalisti religiosi che impiccano i ragazzini gay nelle pubbliche piazze; quanti alti prelati, guardando quei corpi appesi per il collo, avranno provato un brivido di nostalgia per i roghi e le tenaglie infuocate della maledettissima Santa Inquisizione!

Questa e’ la Chiesa che nasconde e ostacola le indagini sui crimini della pedofilia clericale. E’ la stessa Chiesa Cattolica che si oppone al preservativo anche per combattere l’HIV-AIDS, che e’ contraria all’interruzione della gravidanza anche in casi di stupro o pericolo di vita della donna. La stessa Chiesa che continua la sua guerra contro la scienza, che contrasta ogni volta, e succede spesso, quella scienza non si piega ai dogmi, alle scritture e al magistero di Santa Romana Chiesa.

Questa Chiesa del terrore oscurantista fa politica attiva e militante in Italia, servendosi di tutti i mezzi che la sua esperienza, ricca di due millenni d’imbrogli, le mette a disposizione; con i ricatti simoniaci e la banca vaticana, la Curia controlla i partiti piccoli e grandi e riesce a tenere sia la maggioranza di governo sia l’opposizione per le palle.

Sotto il Cupolone si consuma la morte della Repubblica, una tragedia di una piccola provincia con protagonisti provinciali: il Bananiero Capo, che vuole essere il Grande Dittatore della Repubblica delle Banane; un movimento apertamente secessionista e razzista, la Lega, che ha posizioni importantissime nel governo e un forte potere di ricatto politico sul Bananiero Capo; il maggior partito d’opposizione, il PD, la cui classe dirigente si fa notare solo per la sua ignavia politica e inadeguatezza culturale, una classe dirigente che quando era al governo del paese veniva apostrofata da avvocati illustri: “A palazzo Chigi c’ è l’ unica merchant bank dove non si parla inglese”. Allora a Palazzo Chigi c’era D’Alema. Oggi D’Alema, nostalgico di quella “merchant bank”, e’ pronto a tutto, anche all’infanticidio del Partito Democratico.

Quanto ai cittadini lgbt, oltre a metterci un triangolo rosa al petto, non ci resta che la disobbedienza civile.

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E tu da che parte stai?

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L’imperatore è nudo (ma la “libera stampa” continua a parlarsi addosso)

12 ottobre 2009

emperor

Pierluigi Bersani sta riscuotendo un grandissimo successo: la Lega, Comunione e Liberazione, Cossiga, il Foglio di Giuliano Ferrara tifano tutti per lui. Per fortuna che Massimo c’è! D’Alema, il Grande Elettore di Bersani, si ricorda degli studi giovanili:

Franceschini si dice convinto che alle primarie ribalterà il responso dei circoli?
L’unico rischio che corre Bersani è che alle primarie voti un campione non rappresentativo del nostro elettorato. Altrimenti l’esito è chiaro. (…)

Ma se invece Franceschini dovesse farcela? Cosa racconterete agli iscritti che vedranno sconfessata la loro scelta?
Sarebbe uno scenario paradossale. Le regole sono queste. Certamente i dirigenti le rispetteranno. Gli iscritti non so. (…)

Come dire, il primo amore non si scorda mai.

Nonostante continui ad essere boicottato dall’informazione fattasi casta, Ignazio Marino insiste:

“Questi dirigenti saranno spazzati via dalla storia perché il mondo è cambiato, non è più quello del secolo passato. E credo quindi che sarebbe molto più utile che tutti se ne facessero una ragione e cercassero di favorire il nuovo”

Come nella favola di Andersen, Ignazio Marino punta il dito e ad alta voce dice la verità che tutti sanno: l’imperatore è nudo! E’ per questo che la casta – mezzi d’informazione inclusi – lo teme.

Intanto la “libera stampa” italiana continua (ancora!) a parlarsi addosso. Ne scrivevamo appena ieri di questa insopportabile autoreferenzialità dell’informazione italiana. Oggi il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, risponde a Eugenio Scalfari e Marco Travaglio che ieri lo avevano criticato duramente. OK che il mezzo è il messaggio, ma qui si esagera!

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