I “sessoliberisti” e l’odio dei falsi maestri

29 ottobre 2009
Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

Eh si, anche questa si doveva leggere sulla stampa: i “sessoliberisti”!

Il Giornale di Feltri (e chi, sennò) continua a spargere veleno e infettare le menti dei suoi lettori, che gia’ sembrano in avanzato stato di regressione culturale spaventosa. Alcune perle nell’analisi di Veneziani:

Marcello Veneziani: “ognuno è libero di scegliersi i pregiudizi che vuole, c’è chi come voi preferisce quelli degli ultimi anni e chi, invece, quelli dominanti negli ultimi millenni.(…) il trans è la condizione tipo verso cui tende l’uomo contemporaneo, è il nuovo modello umano. Siamo trans in via di sviluppo… (…) Sarò rozzo, primitivo e oscurantista, ma preferisco tenermi la realtà con le sue imperfezioni, la natura con i suoi limiti, il destino con le sue cattiverie; e perfino la morale con i suoi pregiudizi. In Transitalia ci andate voi.”

La bussola in questi ragionamenti, quando non sono dettati dalla vile lotta politica che tutto si permette, va ricercata nella paura; e prima di tutto, la paura che nasce dall’ignoranza.

Gli esseri umani non nascono razzisti, ci diventano grazie alla paura, debitamente manipolata dal lavoro di agenti esterni che usano quell’odio indotto per il trucco piu’ vecchio del mondo, sempre usato dal potere: Divide et impera.

L’Italia di Berlusconi e della Lega diffonde omofobia, xenofobia e razzismo per distrarre e mantenere il controllo su buona parte dell’opinione pubblica. Il PD fara’ bene a contrastare questa strategia di ignoranza e odio con un’azione culturale forte; e’ su questo terreno che Bersani e la sua squadra si giocheranno tutto. Riportare al centro del dibattito politico l’economia e il paese reale non sara’ possibile se quegli specchietti per allodole – usati cosi’ sapientemente dalla destra, non solo italiana – non saranno infranti. Ha sempre sbagliato chi a sinistra ha cercato in questi anni di andare dietro alla destra e rubargli il lavoro; quella è una strada pericolosissima e dove il sorpasso è impossibile. Sui temi dell’immigrazione, dell’eguaglianza, della solidarieta’, dei diritti civili e della sicurezza, la sinistra deve essere sinistra, fare cose di sinistra e soprattutto elaborare e diffondere una cultura di sinistra orgogliosa che poggi le sue fondamenta sulla speranza e non sulla paura, sull’accoglienza e non sull’esclusione, sulla conoscenza e non sull’ignoranza. Le decisioni politiche per risolvere i problemi dovranno essere ispirate da quella cultura, senza nulla concedere al razzismo, alla paura, all’ignoranza e all’odio e senza improvvisazioni, titubanze e contraddizioni.

Speriamo Bersani e la sua squadra riescano a capire – ma a capire davvero –  che su questi temi, che non sono temi di nicchia, si gioca il futuro non solo del PD ma del paese.


Lettera aperta a Vittorio Feltri, direttore del Giornale

29 agosto 2009

Caro Direttore,

hai scritto un interessante editoriale oggi sul tuo Giornale, La rabbia dei moralisti smascherati.

Tu scrivi:

“Adesso i cittadini sanno che il lapidatore non ha le carte in regola per lapidare alcuno.”

E concludi:

“Finché i moralisti speculeranno su ciò che succede sotto le lenzuola di altri, noi ficcheremo il naso (turandocelo) sotto le loro.”

Ora, ne siamo certi, il tuo Giornale continuerà a smascherare i tanti moralisti che in Parlamento, sulle pagine dei giornali o dagli schermi televisivi non perdono occasione per “lapidare” omosessuali, immigrati, donne che vogliono abortire, magari con la RU486 mentre – lontano dai riflettori – intrattengono relazioni omosessuali o gustano il sapore del proibito in rapporti occasionali con prostituti/e o transessuali, magari immigrati irregolari; signori distinti che proteggono la loro rispettabilità portando le loro giovani amanti ad abortire in cliniche private, magari in Svizzera; alti prelati di Santa Romana Chiesa che prima di assolversi in confessione assaporano i peccati della carne, magari con ragazzini/e in età da prima comunione.

Di questi moralisti l’Italia è piena, e chissà, forse ne troverai anche tra gli eletti e gli elettori del Popolo della Libertà e della Lega e tra i lettori del tuo Giornale. Dopo aver smascherato il direttore dell’Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani, ora – ne siamo sicuri – vorrai continuare a denunciare questa ipocrisia senza guardare in faccia a nessuno, anche per dimostrare ai tuoi critici che non hai agito in nome e per conto del tuo editore, per bassi interessi di bottega. Forse potresti azzittire quei critici cominciando con una seria inchiesta sulla pedofilia clericale e un’altra sulla coerenza tra il dire e il fare dei ministri e ministre della Repubblica.

Attendo fiducioso e buon lavoro!

Gabriele Zamparini

Londra