La maggioranza silenziata e le primarie del PD

23 ottobre 2009

Italy

Questa qui sopra è la fotografia dell’Italia, come esce da sei indicatori presi in esame dall’Economist; considerando 1) liberta’ di stampa, 2) corruzione, 3) facilita’ di fare affari, 4) liberta’ economica, 5) pace e 6) dislivello di genere, solo quest’ultimo segnala un miglioramento rispetto all’ anno precedente.

Sui giornali di oggi, le notizie sono due:

1) Quattro carabinieri finiscono in galera per aver tentato di ricattare il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo; come al solito, i quattro carabinieri sono stati definiti “mele marce” dal comandante provinciale dell’Arma. Se sono “mele marce” lo accerteranno i magistrati; certo e’ che ci si scandalizza sempre meno, data la frequenza con cui queste notizie si susseguono; il paese intero sta ormai soffocando nella corruzione e nei conflitti d’interesse da decenni, e di scandali ce ne sono ormai piu’ d’uno al giorno e non ci si fa piu’ caso. La vera notizia ormai in Italia e’ quando si riesce a trovare le mele sane.

2) L’ennesima inchiesta per corruzione in Campania, dove tornano ai disonori della cronaca i coniugi Mastella; lui, Clemente, gia’ ministro e parlamentare del centrosinistra e ora eurodeputato del centro-destra e lei, Sandra, presidente del consiglio regionale della Campania, la regione guidata da Antonio Bassolino, esponente di spicco del PD e grande sponsor di Pierluigi Bersani nella corsa alla segreteria.

Solo poche settimane fa’ leggevamo di aspre polemiche all’interno del PD; ai congressi di circolo in Campania e Calabria la mozione Bersani ha ottenuto percentuali ben al di sopra della media nazionale: in Calabria Bersani ha vinto con il 73,02%  e in Campa­nia con il 68,79% degli iscritti. Dal Corriere della Sera del 1 ottobre 2009:

«Scorrendo i dati delle con­sultazioni dei circoli del Pd, salta agli occhi il notevole di­vario accumulato dalla mozio­ne Bersani rispetto a France­schini e Marino nelle regioni del Sud, soprattutto in Cala­bria e in Campania — afferma la giovane deputata di Teano, Pina Picierno —, là dove il pe­so dei centri di potere radicati da lungo tempo, dei signori delle tessere, è ancora pur­troppo decisivo e ripropone un modello di partito antiqua­to, perdente, fuori dal tem­po». E ancora: «Sono numeri che colpiscono ancor di più se si confrontano con quelli delle regioni del Centro, dove alcuni prevedevano una chia­ra affermazione di Bersani mentre in realtà c’è molto più equilibrio».

Il Corriere chiosa: Insomma il messaggio è chiarissimo. Gra­zie ai governatori Agazio Loie­ro e Antonio Bassolino, Bersa­ni è riuscito ad ottenere un ri­sultato favorevole.”

Domenica ci saranno le primarie del Partito Democratico e tutti i cittadini italiani potranno votare per scegliere il segretario del PD. Il cambiamento e’ possibile solo quando inizia dal basso, quando milioni di cittadini – stanchi, sfiduciati e traditi da questa classe dirigente, di destra e di sinistra, che ha portato il paese alla rovina – smettono di farsi la guerra e insieme si rimboccano le maniche e dicono a quei parassiti: Ora basta!

Come mostrano i sondaggi, quei cittadini che non ne possono piu’ di questi mascalzoni e pagliacci che ci fanno vergognare di essere italiani, non sono la minoranza e nemmeno la maggioranza silenziosa. Siamo invece la maggioranza silenziata, silenziata dai mezzi d’informazione e da una classe politica non rappresentativa dell’Italia, silenziata perche’ non dobbiamo interferire con gli affari di Cosa Loro.

Domenica, alle primarie del PD, c’e’ una grande e rara opportunita’ per noi, maggioranza silenziata di italiani onesti e lavoratori; riprenderci la Repubblica – che ci appartiene di diritto – e toglierci dalla groppa molti di quei parassiti che hanno occupato le istituzioni repubblicane per troppi anni senza concludere niente, nel migliore dei casi. Domenica 25 ottobre andiamo a votare alle primarie del PD e votiamo per l’unico candidato di cui possiamo fidarci per la liberta’, per l’onesta’, per la laicita’, per la democrazia, per la serieta’, per l’uguaglianza, per il merito, per la solidarieta’. Domenica votiamo in massa per Ignazio Marino, la prima pietra per una Repubblica che possa finalmente rialzare la testa e dare speranza e felicita’ ai suoi figli.

P.S. Qui trovate le informazioni su come e dove votare alle primarie del PD e qui trovate alcuni video di Ignazio Marino al Forum de l’Unita’ e ad Annozero

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L’Italia vista da Marte

21 ottobre 2009

2001

Iniziamo dalla farsa dei calzini blu, tempestivamente rilanciata dalla “libera stampa”. Come si sa, in Italia le cose sono sempre gravi ma mai serie. L’opposizione democratica non riesce a fare opposizione e invece di un’azione politica va dietro alle provocazioni del Bananiero Capo e della sua “informazione”; incapace di agire politicamente, il PD si condanna alla re-azione e alla sconfitta perpetua. Sono ormai almeno quindici anni che Silvio Berlusconi recita la sua parte favorita, quella della vittima, e la sceneggiatura e’ sempre la stessa: Chiagne e fotte“. [Lo ha sempre fatto, anche prima di “scendere in campo”, quando e’ riuscito a costruire il suo impero mediatico al di fuori e in molti casi contro la legge.] Quindici anni sono che il centro-sinistra continua a fargli da spalla, condannandosi alla subalternità e lasciando a Berlusconi le luci della ribalta.

Il giudice preso di mira da Canale 5 (una delle TV di proprieta’ di Berlusconi) con una violenza inaudita e indegna di un paese civile e’ il giudice della sentenza sul c.d. lodo Mondadori. I motivi dell’aggressione vanno ricercati in quella sentenza:

MILANO (Reuters) – Secondo il giudice di Milano Raimondo Mesiano, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è “corresponsabile della vicenda corruttiva” che negli anni 90 portò il gruppo Mondadori sotto il controllo della Fininvest. E’ quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il tribunale civile ha riconosciuto sabato scorso alla Cir di Carlo De Benedetti, che controlla l’Espresso, un risarcimento da 750 milioni di euro a carico della holding della famiglia Berlusconi – che controlla Mondadori, Mediaset, Mediolanum e Milan – per il danno patrimoniale da “perdita di chance” di un giudizio imparziale.

Poco dopo questa sentenza, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del c.d. lodo Alfano, la legge con la quale Berlusconi voleva cosi’ maldestramente sottrarsi alla legge e rendersi immune contro i tanti procedimenti penali a suo carico. Vale sempre la pena ricordare che in qualsiasi paese civile, qualsiasi politico lascerebbe la carica istituzionale e si difenderebbe nelle aule dei tribunali come semplice cittadino; a maggior ragione un primo ministro. Ma, lo sappiamo, l’Italia non e’ un paese civile e quindi da noi le dimissioni spontanee non vanno di moda.

A questo punto, sempre in un paese civile, l’onere graverebbe sul Parlamento; l’Italia e’ una Repubblica parlamentare e il presidente del consiglio dei ministri e’ in carica fin quando il Parlamento concede la fiducia. Ma, ancora una volta, l’Italia non e’ un paese civile perche’ il Parlamento della Repubblica non rappresenta il popolo sovrano, quella sovranita’ essendo stata sospesa con la legge elettorale che prevede non l’elezione dei membri del Parlamento, ma la loro nomina da parte delle gerarchie partitocratiche o di despoti che quei partiti controllano.

Disgraziatamente per la Repubblica, il PD non e’ in grado di fare opposizione usando gli strumenti che la Costituzione mette a disposizione. Quell’opposizione non avviene piu’ in Parlamento ma negli studi televisivi, sulle pagine dei giornali e nelle piazze, appositamente convocate dal partito-quotidiano la Repubblica che riempie il vuoto lasciato dal PD. Si grida molto, si creano polemiche ad arte, le battute furbe e a effetto non mancano mai, soprattutto se volgari, omofobe, misogine, xenofobe e razziste. Un circo, con tanto di pagliacci e fiere. Ma opposizione democratica mai, e all’indomani della sentenza del tribunale civile di Milano sul lodo Mondadori e di quella della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il PD invita il premier a rimanere al suo posto, ad andare avanti; D’Alema da il la: “E’ sbagliato trarre conseguenze politiche. I governi cadono se manca la maggioranza, non per una sentenza”. Ora il PD, vittima della sua paralisi – o, per citare Giorgio Bocca, un’opposizione “pelandrona e inconcludente” – si e’ ridotto a raccogliere ogni provocazione e fare politica con i calzini turchesi.

Al mini-congresso del Partito Democratico, Ignazio Marino e’ stato l’unico candidato alla segreteria a fare la domanda giusta:

La domanda che dobbiamo porre non è se il primo ministro possa restare al suo posto dopo la bocciatura del lodo Alfano, ma se egli possa ancora rimanere al suo posto senza ulteriori danni per il paese, dopo aver attaccato oltre ogni limite tutte le istituzioni di controllo e di garanzia.

Nelle stesse ore, come nella favola di Andersen, Ignazio Marino punta il dito e ad alta voce dice la verità che tutti sanno:

“Questi dirigenti saranno spazzati via dalla storia perché il mondo è cambiato, non è più quello del secolo passato. E credo quindi che sarebbe molto più utile che tutti se ne facessero una ragione e cercassero di favorire il nuovo”

I dirigenti di cui parla Marino qui sopra sono i dirigenti del PD. Anche per questo Marino e la sua mozione si sono guadagnati il boicottaggio dei media, i fulmini del PD e l’ira e la scomunica del profeta-imperatore-censore Scalfari. Tutti ottimi motivi per votare Ignazio Marino alle primarie del PD del 25 ottobre. [SONDAGGI: potete votare il ‘sondaggio’ sul Corriere mentre quello lanciato da “Striscia la Notizia” ha incoronato Marino con il 69% dei voti!!!]

Intanto il Bananiero Capo ha gia’ fatto sapere che dara’ battaglia: “Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrerò agli italiani, anche andando in tv”. Le vicende della Repubblica e le vicende giudiziarie del cittadino Berlusconi ora si mescoleranno ancora piu’ di quel che gia’ sono e i cittadini italiani resteranno ancora ostaggi di quello che non e’ piu’ un conflitto d’interessi ma una guerra contro la Repubblica per difendere gli interessi di un imprenditore-premier che, situazione unica nel mondo civile, controlla direttamente e indirettamente quasi tutte le televisioni, sia private che pubbliche, vasti settori dell’editoria e della finanza del paese.

All’inizio del mese di giugno di quest’anno, il Censis ha pubblicato i risultati di uno studio sulle elezioni 2009; Come si sono informati gli italiani:

Due terzi degli elettori si sono informati attraverso i Tg, il 30% ha seguito i programmi giornalistici di approfondimento in Tv, il 25% si è affidato alla carta stampata. E Internet resta al palo

I rapporti internazionali sulla liberta’ di stampa continuano a meravigliare solo gli ingenui, autentici o fasulli che siano; nessun paese civile tollererebbe una situazione siffatta, fuori controllo ormai anche a causa dell’ignavia politica dell’opposizione. A questo riguardo, una breve parentesi; si leggeva sui giornali qualche giorno fa’: “E siccome i congressi servono per ammettere le responsabilità – ha aggiunto Franceschini – noi dobbiamo riconoscere di avere una grave responsabilità di non aver fatto una legge sul conflitto d’interessi quando andava fatta dal 1996 al 2001.” Durante il dibattito su YouDem tra i tre candidati alla segreteria del PD, Dario Franceschini e’ tornato a denunciare gli errori del centro-sinistra per non aver legiferato sul conflitto d’interessi, poi, quasi a fine dibattito, ha ricordato che lui non c’entra con quegli errori perche’ al tempo non era parlamentare. Infatti in quegli anni Franceschini era al governo del paese, come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel secondo Governo D’Alema, poi riconfermato nel successivo governo Amato. Chiusa parentesi.

Come se tutto questo non fosse sufficiente per affossare la Repubblica, ci sono gli auguri delle spallate, una posizione di tutto rispetto nella Repubblica delle Banane. Ma se non vogliamo che di spallata in spallata ci caschi addosso il tetto e tutta la casa comune, non e’ piu’ rinviabile mettere mano a quei pesi e contrappesi che soli possono rendere piu’ stabile, solida e sicura la Repubblica. La domanda e’: chi scegliere come architetti, capomastri e muratori?

La Carta fondante la nostra Repubblica riconosce al suo primo articolo che la sovranita’ appartiene al popolo. Disgraziatamente l’attuale Parlamento della Repubblica e’ ora composto di nominati, non di eletti, e quella sovranita’ popolare, che sola puo’ dare legittimazione democratica, e’ stata sospesa attraverso una legge elettorale indegna prima ancora che incostituzionale. Quel Parlamento deve ora avere almeno la decenza di trovare una soluzione condivisa per restituire la sovranita’ al popolo; una legge elettorale che rimetta nelle mani dei cittadini il destino della Repubblica.

Solo con una nuova legge elettorale con cui l’elettore/elettrice possa conoscere e scegliere lui/lei l’eletto/a, il popolo tornera’ ad essere sovrano e potra’ finalmente scegliere democraticamente i rappresentanti che saranno legittimati da quella sovranita’ popolare a mettere mano ai pesi e contrappesi di cui la nostra casa comune ha bisogno.

Scrivendo dell’immobilismo italiano, il gattopardismo, qualche giorno fa’ ricordavamo una frase di John F. Kennedy che sembra fatta apposta per l’Italia di oggi: “Those who make peaceful revolution impossible will make violent revolution inevitable” [Coloro che rendono le rivoluzioni pacifiche impossibili, renderanno quelle violente inevitabili]

Ci sono gia’ segnali molto preoccupanti e fanno molto bene coloro che invitano ad abbassare i toni. La discussione politica dovrebbe tornare nei luoghi preposti, primo fra tutti il Parlamento; i rappresentanti del popolo la smettano di rincorrere polemiche sterili e provocazioni gratuite solo per guadagnare alcuni secondi sui telegiornali della sera e qualche riga sulla “libera stampa”. Il PD la smetta di fare da spalla al Bananiero Capo; lo spettacolo di Franceschini con i calzini turchesi è desolante e controproducente: nessuno e’ piu’ bravo di Berlusconi nella parte della “vittima” che chiagne e fotte. I cittadini devono riappropriarsi della Repubblica; ricominciamo con le primarie del 25 ottobre, quando tutti i cittadini italiani potranno votare per scegliere il nuovo segretario del PD. Da Marte, consigliamo caldamente di votare per Ignazio Marino.


I calzini turchesi di Franceschini

19 ottobre 2009

Bart Simpsons dopo aver letto le news sui calzini turchesi di Franceschini

A proposito dell’ultima battaglia del PD, Francesco Costa scrive un brevissimo post sul suo blog:

Dopo aver provato per mezz’ora a scriverne senza riuscire a evitare il turpiloquio, questo blog si astiene dal dire quel che pensa dell’ultima battaglia di resistenza democratica

Sono d’accordo con Francesco; ma vi pare possibile che in Italia dev’essere tutto trasformato in farsa? Pensando alle primarie del PD, Franceschini – dopo aver fatto sventolare le bandiere italiane alla sorgente del Po qualche settimana fa’ – continua ora a cercare spazio sui media con i calzini turchesi.

I problemi vengono banalizzati e si prendono in giro i cittadini, salvo poi parlare contro la spettacolarizzazione della politica quando sono gli altri a fare i pagliacci. Questa classe dirigente del PD e’ alla frutta!

P.S. Che poi sia la magistratura della Repubblica a rendersi ridicola con la protesta del calzino turchese è non solo imbarazzante ma preoccupante. Sicuramente la classe politica, la magistratura italiana e l’informazione hanno a disposizione altri modi, piu’ sobri ed efficaci magari, per esprimere dissenso, discutere seriamente e risolvere i problemi. Ma continuare con queste pagliacciate davvero non si vede come possa giovare alla salute della Repubblica.


Il ministro Scajola e la sessualità

19 ottobre 2009

forse anche Scajola, come i mafiosi, pensa: meglio mafioso che gay

Scrivere di Scajola e sessualità è come mischiare maionese e nutella; vien da vomitare. Purtroppo per noi, ogni peto che esce dagli orifizi di questi dinosauri che ancora si trascinano nella politica italiana viene preso e amplificato dai mezzi d’informazione. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola (turatevi il naso):

“Noi rispettiamo tutti, lo abbiamo nel nostro dna; riteniamo pero’ che la sessualita’ sia un incontro tra maschio e femmina”

Ormai non ci sono piu’ commenti possibili per questo governo di razzisti, ignoranti e delinquenti e per coloro che ancora, in Parlamento e nel paese, lo sostengono. E’ inutile che alcuni parlamentari della destra prendano le distanze dalle dichiarazioni razziste e omofobe che ormai sono quotidiane, cosi’ come inutili e sterili sono le polemiche dell’opposizione, cialtrona e inconcludente, come anche la recente vicenda della legge contro l’omofobia ha dimostrato.

L’Italia diede i natali al Fascismo ma anche dopo la guerra – a differenza della Germania del dopo Hitler – non ha mai fatto i conti con quella storia. E quella storia ritorna nel paese del fondamentalismo clericale, dove la Curia di Roma tiene sia la maggioranza di governo sia l’opposizione per le palle. Un paese incivile, dove i parassiti della Chiesa Cattolica, degli apparati di partito e della borghesia industriale impediscono ogni progresso; quei parassiti sanno solo prosperare succhiando la vita e rubando la felicita’ e il futuro ai cittadini, fatti vivere questi nell’ignoranza e nella superstizione, cosi’ da allontanare ogni pericolo di cambiamento.

Ma il cambiamento e’ nella natura delle cose e l’Italia è arrivata al capolinea. O decide di sbarazzarsi di quei parassiti o tornera’ ancora una volta a pagare caro il prezzo del suo immobilismo. C’e’ una frase di John F. Kennedy che sembra fatta apposta per l’Italia di oggi: “Those who make peaceful revolution impossible will make violent revolution inevitable” [Coloro che rendono le rivoluzioni pacifiche impossibili, renderanno quelle violente inevitabili]

L’omosessualita’ e’ uno di quei temi che fanno da cartina di tornasole per capire il livello di civilta’ di un paese. Purtroppo quasi tutto il circo mediatico e quasi tutti gli uomini (e le pochissime donne) delle istituzioni – quando non hanno partecipato alla caccia alle streghe – hanno fin’ora dimostrato solo vilta’ in tema di omofobia, limitandosi, nel migliore dei casi, all’ipocrisia delle solite dichiarazioni di circostanza. Nel nostro paese continua ad essere molto peggio essere identificati come gay che come omofobi ed è “normale” insultare o scherzare con epiteti che si riferiscono all’omosessualita’. La verita’ e’ che l’Italia e’ un paese represso sessualmente (chiedetelo ai pubblicitari) e dove ancora sopravvivono stereotipi di cui ci si dovrebbe vergognare ma che invece sembra siano motivo di vanto.

In Italia, la comunita’ lgbt e’ ancora una volta sola. Lo si dica apertamente, senza false solidarieta’ e camuffamenti che servono solo a nascondere e aggravare il problema. Non è vero? Quando i mezzi d’informazione smetteranno di essere omofobi e s’indigneranno per l’omofobia di alti prelati e politici e quando saranno singoli e organizzazioni eterosessuali a organizzare dimostrazioni di massa in solidarieta’ con le vittime degli attentati terroristici omofobi che ormai sono quotidiani, ne riparliamo.

Quanto al PD, l’omofobia e’ di casa. Rosy Bindi ha giustamente ricevuto la solidarieta’ di tutto il partito per gli insulti di quel poveretto misogino del Bananiero Capo. Ma e’ lo stesso PD di chi  ancora vede nell’omosessualita’ il peccato, la perversione, il disordine morale e rifiuta la solidarieta’ ai compagni di partito che vengono insultati dagli avversari politici perche’ gay. A Franceschini e Bersani, delle tematiche gay non interessa un fico secco. Lo si e’ visto dal disagio e dall’ignoranza dimostrati in questi mesi ogni volta hanno dovuto arrampicarsi sugli specchi e rispondere a semplici domande su matrimonio e adozione gay. Ignazio Marino è il solo dei tre candidati alla segreteria del PD che potrebbe far nascere un partito democratico inclusivo, serio e moderno, capace di iniziare quel ciclo di riforme radicali che sole possono salvare il paese; proprio per questo l’establishment dei parassiti continua a boicottarlo.

P.S. Solo nella Repubblica confessionale delle banane i mezzi d’informazione sono ossessionati su cosa il papa e gli alti prelati cattolici dicono, fanno, indossano, mangiano… Ecco allora Repubblica (che si crede un quotidiano laico), prima notizia edizione online di oggi:

papa

E’ però vero che anche i mezzi d’informazione dell’Unione Europea, compresa la “sua” Germania, dedicano al papa e alla Chiesa Cattolica molto spazio; di solito avviene per condannare le posizioni del Vaticano in tema di diritti civili, HIV-AIDS e uso del preservativo, aborto e diritti della donna, pedofilia clericale e cosí via. L’Italia, grazie anche ai suoi mezzi d’informazione, rimane il piú grande presepio vivente al mondo.

Leggi anche: Paola Binetti non è il problema


Eugenio Scalfari s’incorona imperatore

18 ottobre 2009

sondaggio: dare in omaggio un'abbonamento al quotidiano la Repubblica a chi prende la tessera del PD oppure dare in omaggio la tessera del PD a chi sottoscrive l'abbonamento a Repubblica?

Dopo aver bombardato per mesi i cittadini italiani con i dettagli voyeristici di una campagna focalizzata sulla camera da letto del nostro Bananiero Capo, il giornalista Eugenio Scalfari ha invitato i cittadini a scendere in piazza per difendere la libertà di stampa. Quando poi i cittadini sono finalmente scesi in piazza, il capopopolo Scalfari si è messo alla testa di quella piazza. Dopo la piazza, forse afflitto da una crisi di astinenza ora che si era abituato a stare al centro dell’attenzione mediatica, il fondatore di Repubblica ha indossato la corazza del generale per attaccare ripetutamente e volgarmente il Corriere della Sera e il suo direttore, Ferruccio de Bortoli. In quella che per ora sembra solo una tregua, il generale Scalfari ha smesso la corazza per indossare la tunica del profeta e, dalla TV pubblica, indicare al Partito Democratico la Terra Promessa.

Oggi sul giornale-partito la Repubblica, il giornalista, il capopopolo, il generale e il profeta s’incorona imperatore e con il suo inconfondibile stile, scrive a proposito del c.d. Lodo Scalfari:

La mia proposta, forse proprio perché veniva da persona esterna al partito, ha avuto successo: l’impegno è stato preso sia da Bersani che da Franceschini. Esso darà maggior sicurezza e maggiore impulso a tutti quelli che si dispongono a votare il 25 ottobre.

Ignazio Marino, il terzo candidato alla guida del PD, non ha accettato affatto la “proposta” di Scalfari e anche all’interno degli altri due schieramenti del partito democratico ci sono stati e ancora continuano malumori, distinguo e dissensi. Ma l’imperatore Scalfari, con un tratto di penna, cancella la verità, omette nuovamente di nominare Marino (che evidentemente odia), canta le lodi a sé stesso e come Napoleone s’incorona imperatore.

Gia’ qualche giorno fa’, a proposito del profeta Scalfari, riportavamo quello che Indro Montanelli scriveva nel 1969:

Di Scalfari non ho un’opinione precisa. C’è in lui un pizzico di Baldacci, un pizzico di Bel-Ami, e perfino un pizzico di Ramperti. So che ha fatto parecchi soldi. La sua ambizione è sfrenata e scoperta. Ma vuole arrivare a qualcosa, o vuole fuggire da qualcosa? Nella sua frenesia c’è del patologico. Le sue polemiche (come questa con me) sono quasi sempre gratuite. Questo nemico di tutti è soprattutto nemico di se stesso, animato da un irresistibile cupio dissolvi.

Ma il commento di Scalfari di oggi su Repubblica contiene anche dei passaggi divertenti. Per esempio, scrive: “Ma ormai gran parte dei salotti televisivi sono diventati dei “saloon” dove tutti i clienti portano le pistole nella fondina e il coltello nascosto nel risvolto degli stivali. Così va il mondo.” Eh si, cosi’ va il mondo, lo abbiamo visto quando il profeta Scalfari ha cucinato e servito quella polpetta avvelenata dal “saloon” di Serena Dandini sulla TV pubblica.

La fiera scalfariana delle ipocrisie viene celebrata dall’autore con magnifici fuochi d’artificio; appena prima di incoronarsi imperatore, il giornalista, il capopopolo, il generale, il profeta si spoglia delle corazze e delle tuniche e ricorda ai sudditi di essere soltanto un giornalista:

Io non sono un iscritto al Pd e mai mi iscriverò perché faccio un altro mestiere incompatibile con una tessera di partito.

Sembra di leggere le Res Gestae Divi Augusti di Ottaviano. E’ probabile che l’uomo creda in quello che scrive; noi ne siamo convinti. Ma la buona fede in questo caso rischia di essere la peggiore delle aggravanti.

P.S. A proposito di Dario Franceschini e le sue denunce sul conflitto d’interessi, si leggeva sui giornali qualche giorno fa’: “E siccome i congressi servono per ammettere le responsabilità – ha aggiunto Franceschini – noi dobbiamo riconoscere di avere una grave responsabilità di non aver fatto una legge sul conflitto d’interessi quando andava fatta dal 1996 al 2001.” Durante il dibattito su YouDem tra i tre candidati alla segreteria del PD, Dario Franceschini e’ tornato a denunciare gli errori del centro-sinistra per non aver legiferato sul conflitto d’interessi, poi, quasi a fine dibattito, ha ricordato che lui non c’entra con quegli errori perche’ al tempo non era parlamentare. Infatti in quegli anni Franceschini era al governo del paese, come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel secondo Governo D’Alema, poi riconfermato nel successivo governo Amato.


Smile! Lettera aperta ad Alessandro Gilioli

17 ottobre 2009
Ignazio Marino? Si, grazie!

Ignazio Marino? Si, grazie!

L’ottimo Alessandro Gilioli commenta sul suo blog su L’Espresso, Piovono Rane, il dibattito che si è tenuto ieri tra i tre candidati alla segreteria del PD. Qui di seguito una breve risposta:

Caro Alessandro,

come qualcuno disse prima di me, nella vita c’e’ bisogno del pessimismo della ragione ma anche dell’ottimismo della volonta’; quando tu scrivi:

“Marino è chiaramente il leader politico di un altro Paese, assai più moderno del nostro: un Paese dove si parla di Web e di banda larga, di merito e di coerenza, di principi e non di convenienza. Non credo che l’Italia sia pronta per lui, e non è che lo dico con il sorriso sulle labbra.”

io davvero non riesco a seguirti. Se continuiamo cosi’, l’Italia non sara’ mai pronta e scivolera’ sempre piu’ in quella Repubblica delle Banane che per moltissimi aspetti gia’ siamo, con il bananiero capo a capo del governo. Certo c’e’ un’Italia che Marino non se lo merita, ma c’e’ anche un’Italia che vede in Marino l’uomo giusto al momento giusto. Io scommetto su quest’altra Italia che ha tutte le capacita’ per aiutare il paese a crescere e diventare piu’ civile.

Non sara’ facile, ma niente e’ facile nella vita quando si vuole cambiare e fare passi avanti sulla strada del progresso.

Abbiamo bisogno di piu’ ottimismo della volonta’ e di credere in noi stessi. Ci sono paesi con problemi ben piu’ grandi dei nostri che hanno dato prova di straordinaria vitalita’ e democrazia, paesi dove i loro cittadini (in condizioni svantaggiate) si sono liberati da dittature, ingiustizie terribili e hanno imboccato la strada della liberta’ e della democrazia. I cittadini di questi paesi (in particolare quell’America Latina che oggi non e’ piu’ l’America Latina delle dittature e dei caudilli dei decenni passati) hanno dato prova di coraggio e serieta’ e non si sono limitati a piangersi addosso. In Italia noi siamo molto piu’ fortunati, dobbiamo solo ricominciare a muoverci, a credere che cambiare e’ possibile e un’Italia civile, moderna e democratica e’ possibile. Quando il sogno e’ di molti, diventa realta’. Torniamo a sognare, non vergognamoci piu’ di avere ideali, principi, di credere nella democrazia, nella liberta’, nella giustizia, nella fratellanza, nella pace.

Io ci credo anche perche’ non credo l’Italia sia quella che ci appare attraverso la lente deformata dei media.

Grazie per l’attenzione e buon lavoro

Cordialmente,
Gabriele Zamparini


Dibattito PD in diretta

16 ottobre 2009

Iniziato da poco su YouDem il dibattito tra i tre candidati alla segreteria del PD. Lo stiamo guardando su l’Unita’. Qualche commento:

Aspettando. Perche’ gli eventi del PD e le trasmissioni di YouDem mettono sempre musica inglese e ancora meglio americana? Ci sono tanti cantanti italiani, e anche buoni. Con tutto il rispetto per la musica anglosassone, che amiamo e ascoltiamo, crediamo avrebbe piu’ senso la musica italiana. Magari l’inglese cerchiamo di studiarlo e parlarlo, a cominciare con la classe dirigente del PD.

1. Buon inizio dei tre, sulla sanita’ ottime parole. Marino perfetto, anche nel denunciare i nomi e i cognomi di amministratori del PD in alcune regioni del Sud Italia.

2. Unioni gay e diritti civili. Omofobia. Temi “etici”. Il solo credibile e democratico e’ Marino; gli altri si aggrappano con patetici argomenti burocratici e inciucisti, che non lasciano sperare nulla di buono.

3. Merito. Marino dice che in Italia il merito ancora fa paura e lo unisce al tema della liberta; individuale. Bravo Marino.

4. Conflitto di interessi. Caldo applauso a Franceschini che denuncia gli errori del passato del centro-sinistra.

5. Bersani sulla giustizia. I problemi di Berlusconi non sono quelli degli italiani.

6. Marino sul Lodo Alfano. Berlusconi dimostra disprezzo per il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale. Il premier non puo’ restare al suo posto perche’ fuori dalla legalita’ costituzionale. Marino difende la magistratura dagli attacchi di Berlusconi. Infine critica le assenze dei deputati PD e ricorda le responsabilita’ di Bersani e Franceschini sugli errori sul conflitto d’interessi.

7. Marino lega l’economia all’ambiente. La green economy. Ottimo. E’ in quella direzione che i piu’ lungimiranti governi del mondo si stanno muovendo ormai da anni. L’Italia e’ sempre in ritardo. Ascoltate Marino.

8. Nucleare. Bersani non ci pensa neanche a fare il nucleare. Bravo Bersani, Marino lo ha sempre detto e con forza, giovandosi anche delle opinioni di Nobel come Rubbia.

9. Franceschini sottolinea la solidarieta’. E’ un suo punto forte. Peccato entri subito in polemica gratuita con Marino. I nervi sono tesi, i candidati non sembrano troppo a loro agio. Dovrebbero farne di piu’ di questi dibattiti.

10. Bersani a Chiamparino. Non basta lamentarsi ma bisogna dare una mano. Il PD e’ l’unica speranza di questo paese. Siamo d’accordo con Bersani su questo. Ma quale PD?

11. Franceschini rivendica il suo lavoro di segretario del PD. Un po’ commovente, un po’ convincente. I cambiamenti sono sempre dolorosi. Franceschini non avrebbe accettato Bassolino.

12. Marino. Il PD e’ spaccato nelle correnti che si oppongono al cambiamento.

13. Marino. Le primarie sempre. Poi a Franceschini. I problemi del PD sono enormi sulla laicita’. Nomi e cognomi che sono gli altri Binetti. Franceschini manipola le parole, scorretto. Marino replica.

14. Pensioni e stato sociale. Franceschini, non guardare solo al presente, avere lo sguardo per il futuro e le nuove generazioni. Sembra d’accordo per ridiscutere l’eta’ pensionabile. Si, lo e’.

15. Marino, si, bisogna rivedere l’eta’ pensionabile. Si e’ allungata la prospettiva di vita con la scienza e la tecna. Richiama l’esperienza UK e USA. Ricordare pero’: Donne e lavoro. Lavori usuranti. Eta’ pensionabile insieme a riforma stato sociale.

16. Bersani sembra stanco. Non e’ un gran lottatore nei confronti dal vivo. Pensioni: il problema e’ quale livello ci sara’ per la nuova generazione. Bersani entra nel merito e nel tecnico, il suo punto forte.

17. Scenari politici. Alleanze. Marino: definire identita’ PD, chi siamo e poi con chi stiamo. Attrarre forze di sinistra che si sono allontanate. Riportiamo a casa i 4 milioni che ci hanno lasciato. E apriamo le porte ai socialisti e ai radicali. No ai condannati in Parlamento. L’UDC: come si fa ad allearsi con l’UDC che si oppone a combattere l’omofobia? Critica Letta che vuole accordo con UDC per vincere le elezioni. Marino: i principi sono importanti.

18. Franceschini e le alleanze. Non fregare gli italiani e formare una coalizione che sappia governare insieme. No al ritorno al passato.

19. Bersani: dobbiamo riaprire il cantiere dell’Ulivo. Dialogo con le forze che ci sono nel paese. Poi alleanze con chi c’e’ in Parlamento. UDC, Di Pietro, tutti. Superare i probleemi che ci sono in vista del problema democratico e sociale presente nel paese. Dobbiamo scegliere i deputati e i senatori. Riforma legge elettorale. Stabilita’ della maggioranza nella legislatura. Parlare con gli altri, nonostante le differenze. Il nemico e’ Berlusconi e la deriva populista.

20.Immigrati. Diritti. Cittadinanza. Bersani: immigrati risorsa per paese ma anche problemi, problemi sentiti dai ceti popolari. Integrazione: pluralismo culturale ma con limiti. No al burqa. [GZ: ma quanti burqa ci sono in Italia?]

21. Marino: il PD deve paarlare con una sola voce. Quota da giornale le contraddizioni del PD, da Franceschini, bersani a D’Alema e Bindi. Marino: cita la sua esperienza da straniero negli Stati Uniti. Critiche alla Lega. Marino parla di dati statistici e dice: chi nasce in Italia dev’essere italiano. Bravo Marino! Gli immigrati pagano le tasse e quindi dovrebbero avere giia’ adesso il voto amministrativo. No alle ronde e piu’ soldi alla polizia.

22. Franceschini rivendica le critiche del passato del PD. Il PD non ha posto attenzione sulla sicurezza. I cittadini vogliono sicurezza. [GZ: ma che dicono le statistiche? chi commette i reati in Italia e perche’?] Franceschini replica a Marino. Si ai respingimenti ma rispettare i diritti. Orrore per i respingimenti della destra.

23. Informazione. [ho i brividi!] Franceschini rivendica la liberta’ d’informazione e dice che il PD si deve far sentire. [ma il PD si e’ sempre fatto sentire, o no? il PD ancora lottizza la RAI] Ecco, Franceschini fa mea culpa per il PD.

24. Bersani ricorda l’ennesima vergogna. Canale 5 che segue e registra in video il magistrato della sentenza sul Lodo Mondadori. [GZ: davvero uno schifo Canale 5, sono d’accordo] Bersani parla delle nuove tecnologie e delle norme sulle posizioni dominanti. In teoria ha ragione da vendere. Liberalizzazioni nel sistema radio-televisivo e informativo

25. Marino: e’ ovvio liberta’ di informazione in pericolo. Critica gli altri due e l’assenza di una legge su conflitto interessi. Nuove tecnologie e Internet gratuito in tutta Italia. Liberta’ della Rete. BRAVO MARINO!

26. Franceschini: io non c’entro con il conflitto d’interessi. E critica Marino. Non ho capito la critica, pero’.

27. Ci saranno altri dibattiti. E dove? Marino: lo sto chiedendo da mesi [GZ: e’ vero] e lo farebbe in RAI. Franceschini da ragione a Marino. [adesso!] Bersani: prova giocando a tirarsi indietro. Lo capiamo, non e’ un grande comunicatore.

28. Appello al voto. Bersani: venite e non perdete fiducia nel PD e nell’Italia. Venite e aiutateci. Una societa’ migliore per tutti. Franceschini: un gran bene queste primarie. Dibattito alla luce del sole. C’e’ delusione ma le primarie sono importanti. Piu’ cittadini verranno alle primarie piu’ forza avra’ il PD e l’opposizione. [GZ: ha ragione] Marino: primarie sono esperienza democrazia partecipata unica in Europa. Costruire un partito laico, unito, che decide e vince e torna al governo del paese e allontana questa destra sciatta. Stupiamo l’Italia.

IL DIBATTITO E’ FINITO… ci siamo sicuramente persi qualcosa, per esempio Marino ha detto anche che e’ favorevole alla depenalizzazione delle droghe leggere. Finalmente un politico serio e coraggioso che argomenta il problema delle droghe come problema sanitario, senza la demagogia moralista che in Italia sembra essere sempre di moda…  oh no! ancora musica americana… noi finiamo qui e andiamo ad ascoltare Vasco Rossi (nessuna allusione alla Mozione Bersani pero’. Questo blog, lo sapete, consiglia di votare Ignazio Marino!)

P.S. nel dibattito si e’ anche parlato di unioni omosessuali e adozioni a single e coppie gay. Il blog Champ’s Version commenta criticamente (e ha ragione, secondo noi) la risposta di Franceschini. Su adozione a single e coppie gay, qui trovate un’intervista alla British Association for Adoption and Fostering (BAAF) che lavora da trent’ anni nel campo dell’adozione e dell’affidamento nell’interesse dei bambini. BAAF ha appena pubblicato A Pink Guide to Adoption, il primo libro nel Regno Unito per uomini gay e lesbiche che intendono adottare bambini. Qui invece lo stato dell’arte, in Italia e in Europa.

P.P.S. Gira voce che il dibattito sia stato vinto da Ignazio Marino. Assolutamente d’accordo!