Non è tempo di tacere. Anche per l’Unione Europea

17 dicembre 2009

L’articolo 21 della Costituzione al primo comma recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.” Ma la Costituzione è vecchia e va cambiata – ce lo ha ricordato nuovamente anche il capo del governo, cosi’ come il suo ministro dell’economia Tremonti, che domenica ha detto: “La Costituzione e’ importante ma la patria lo e’ ancora di piu’”. Come disse qualcuno molto tempo fa’, il patriottismo e’ l’ultimo rifugio dei mascalzoni.

Titola oggi il Fatto: Non è tempo di tacere, una piccola ma significativa raccolta di voci dopo le parole violente e vili del piduista incendiario Cicchitto, capogruppo del PDL alla Camera. Bocca, Sartori, Lerner, Annunziata, Zagrebelsky, Fo, Hack, Camilleri, Tabucchi, Tranfaglia. Nei giorni scorsi gia’ si erano fatte sentire le voci di Paolo Flores D’Arcais e Barbara Spinelli. Con loro, migliaia di cittadini che hanno voluto far sentire la loro solidarietà repubblicana a Travaglio, al Fatto, a Repubblica-l’Espresso, a Santoro e AnnoZero ma anche ad Antonio Di Pietro, l’uomo che non e’ mai stato perdonato per aver applicato la legge quando era pubblico ministero a Milano.

In una democrazia liberale, le cose dette da questi intellettuali (e da molti altri) avrebbero dovuto dirle – immediatamente dopo le parole di Cicchitto alla Camera – i rappresentanti dell’opposizione in Parlamento, a cominciare dal PD (che invece se l’è cavata con qualche battutina sui pompieri) e il presidente della Camera Fini (che invece alla Camera ha taciuto, salvo poi fare la parte del buon poliziotto a qualche cerimonia natalizia).

Martedi’, appena ascoltato l’allucinante, surreale “dibattito” alla Camera, scrivevo su questo blog che “anche noi che non siamo felici di quest’Italia, vorremmo poter dire, ‘per fortuna che l’opposizione c’è’. Intanto potrebbe cominciare, tutta insieme, con un gesto semplice ma significativo; esprimere la dovuta solidarietà civile a tutti quelli – persone, giornali, istituzioni – attaccati oggi, al Parlamento italiano, cosi’ vilmente da Fabrizio Cicchitto. Fin’ora quella solidarieta’ civile e umana e’ stata data solo da Di Pietro. Invece dovrebb’essere tutta l’opposizione a ricordare alla destra e al paese che la nostra civilta’ non prevede la morte civile ne’ l’ostracismo. Ci piacerebbe che cosí restasse.”

Troppi nel PD e ancora di piu’ nei mezzi d’informazione hanno invece perso l’ennesima occasione; abbassare i toni, è tutto quello che hanno saputo bofonchiare, come se il problema Italia – di cui si parla e si scrive sulle televisioni, sui giornali, nelle università e nelle cancellerie di tutto il mondo – fosse un problema di bon ton.

Uscito dall’ospedale, il “miracolato” ha detto: “Se cambiano i toni, il mio dolore non è inutile”. Attenzione, siamo in presenza (ancora una volta!) di un linguaggio metafisico, la mistica dell’Unto del Signore, il Messia “con le palle” mandato dalla Provvidenza. La macchina della propaganda offre alla plebe estasiata il dolore del prescelto, che ora assume valore pubblico, salvifico, in linea con tutta la strategia berlusconiana da quando, quindici anni fa’, “scese in campo”.

L’Unto del Signore oggi ha anche fatto sapere la strategia per le prossime settimane e mesi: “Alcuni esponenti dell’opposizione sembrano averlo capito: se sapranno davvero prendere le distanze in modo onesto dai pochi fomentatori di violenza, allora potra’ finalmente aprirsi una nuova stagione di dialogo. In ogni caso, noi andremo avanti sulla strada delle riforme che gli italiani ci chiedono”. Traduzione: l’annientamento completo dell’opposizione; il notorio ‘o con noi o contro di noi’ o come dice Giorgio Bocca: “D’ora in poi sarà impossibile criticare Berlusconi, perché hanno montato un grande ricatto: se non tacete siete comunisti e terroristi”.

Il segretario del PD Bersani martedi’ alla Camera, riferendosi alle parole di Cicchitto, ha detto che si è andati “oltre il segno”. Oltre il segno si è andati quindici anni fa’, caro Bersani, quando si e’ permesso ad un miliardario discusso, proprietario di un impero mediatico, di “scendere in campo” e – grazie solo ai suoi mezzi di propaganda – impadronirsi dell’Italia. In nessun altro paese civile, in nessun paese a tradizione liberal-democratica, sarebbe potuta accadere una cosa del genere.

Il dramma dell’Italia – ancora una volta – non è tanto questo caudillo che ormai ci ha sputtanato in tutto il mondo e che ha ridotto il paese a sua dependance; il vero dramma è l’assenza (salvo rare eccezioni) di una vera opposizione democratica all’interno delle istituzioni e di una vera informazione democratica (anche qui, salvo rare eccezioni) che rispetti i cittadini e quella regola essenziale: conoscere per deliberare. Anche in questi giorni, l’informazione servile, controllata, direttamente o indirettamente, da quel caudillo, ha offerto uno spettacolo violento, osceno, inaccettabile.

Abbassare la guardia di fronte a questo governo razzista e liberticida, composto di violenti, ignoranti e fanatici, accelererà solo la strada verso la tirannide. Come scrivo spesso su questo blog, a questo punto l’onere ricade su tutti noi, cittadini di buona volontà che vogliono finalmente costruire una Repubblica degna di questo nome – che è res publica appunto, cosa di tutti e non Cosa Nostra o Cosa Loro. Che fare? Converrà, io credo, tenere i nervi ben saldi, non dare sfogo a istinti e passioni irrazionali e violenti e illuminare questa notte con il lume della ragione e la pratica della non-violenza. E’ importante non cadere mai nelle provocazioni dei violenti e dei disonesti e non lasciare soli coloro che vengono attaccati dai vassalli, valvassori e valvassini del principe. Questo non è davvero il tempo di tacere. Se in Italia i soliti sacerdoti del potere – compresi i tanti eunuchi della Citta’ Proibita dell’informazione – ancora si attardano sulla stampa “colta” e in TV a cantare le lodi dell’imperatore e criminalizzare il dissenso, nel mondo reale (altro che facebook!) continuano le critiche e le prese di distanza verso Silvio Berlusconi, un uomo di cui ci si vergogna; chiudeva ieri un editoriale (espressione della direzione del giornale) di uno dei piu’ prestigiosi quotidiani britannici, The Guardian: “world leaders should start distancing themselves from such a man” (i leader mondiali dovrebbero iniziare a prendere le distanze da un uomo come questo).

Indeed! Non sarebbe una cattiva idea portare il caso Italia in Europa; l’Unione Europea non è solo moneta unica ed è ora che si assuma le sue responsabilità quando la democrazia le muore in casa.


“Oltre il segno”

15 dicembre 2009

Quello che è accaduto oggi in Parlamento, le indecenti e violentissime parole di Fabrizio Cicchitto – capogruppo dei deputati del PDL –  lo si vorrebbe affrontare con ironia e sarcasmo. La madre dei cretini e’ sempre incinta, come dice quel detto popolare. Ma le parole di Fabrizio Cicchitto sono troppo gravi e troppo serie per riderci sopra. Quella di Cicchitto oggi al Parlmento e’ stata un’intimidazione politica intollerabile in una democrazia.

Ormai sui mezzi d’informazione non si parla d’altro che del “miracolato” e il governo – come ogni regime liberticida – vuole ora sfruttare l’occasione data dal gesto folle di quel povero disgraziato (una persona malata, non un terrorista) e introdurre misure contro la Piazza e contro la Rete – vi fa pensare a qualcosa? Facciamoci una bella doccia fredda, che aiuta a svegliarci dal sonno indotto dal tam tam della destra e di molti media.

Consiglio allora un articolo di Corrado Truffi sul blog de iMille che inizia cosí:

Dopo l’aggressione a B., si stanno diffondendo rapidamente due mantra che, grazie alla potenza di fuoco dei media broadcast, diventeranno presto verità indiscutibili. E che sono invece, oltre che la dimostrazione della costante egemonia culturale della destra, anche solenni idiozie.

L’articolo è eccellente, andate a leggerlo: Internet di piombo. Eccellente anche l’articolo di Francesco Costa che sull’Unita’ dice cose di buon senso a proposito di Internet e dell’annunciata “riforma” liberticida che si appresta a varare il governo: Basterebbe applicare le leggi che ci sono già

Giuseppe Civati sul suo blog pubblica delle informazioni importanti in tema di immigrazione. E’ essenziale leggere questi post: Stranieri: i dati smentiscono l’allarmismoRapporto Ismu: le religioniRapporto Ismu: l’immigrazione e la finanza pubblicaRapporto Ismu: italiani e stranieri. I dati parlano da soli e dovrebbero fugare le folli fobie xenofobe istigate da chi, anche al governo, usa il razzismo come strumento politico. Speriamo solo non ci siano troppi sordi, quella sarebbe la vera invasione da temere. Ancora un problema d’informazione quindi. Un buon programma sulla RAI: Tg3 Shukran, qui ospite Emma Bonino.

C’è gia’ chi parla di un prima e di un dopo l’aggressione di Milano in senso politico. Miracolo a Milano? Chi non vuol credere ai miracoli puo’ leggere l’intervista, sul Manifesto di qualche giorno fa’, a Stefano Rodotà, giurista serio e intellettuale onesto e sempre da ascoltare:

«Siamo al punto: dopo aver praticamente chiuso il parlamento, dopo aver ridotto il Consiglio dei ministri a un comitato di affari del presidente del Consiglio, ecco che Berlusconi annuncia la sospensione dei diritti costituzionali. Perché è questo il significato dell’attacco alle istituzioni di garanzia (…) In questo momento tutti coloro che hanno un qualsiasi ruolo all’interno delle istituzioni devono prendere una posizione esplicita e pubblica per misurare la distanza tra chi ritiene che le istituzioni siano questo e chi ancora crede che le istituzioni siano il cuore della democrazia. E soprattutto, lo dico senza mezzi termini, con Berlusconi che segue questa linea devastante di politica istituzionale non si può avere nessun dialogo»

Domenica, poco prima del comizio di Berlusconi a Milano, il ministro dell’economia Tremonti dichiarava:

“La Costituzione e’ importante ma la patria lo e’ ancora di piu’”

La voce del “miracolato”: “si vada avanti anche con maggior vigore di prima”. Con le parole di Cicchitto la destra sta gia’ lavorando per accelerare il suo progetto politico originario e forse addirittura spingersi ancora oltre. E’ nel giusto il segretario del PD Bersani – l’uomo ha davvero la pazienza di Giobbe – quando dice:

“I discorsi sul ‘clima’ nell’immediatezza di questi fatti sono scivolosi. Il rischio è che qualcuno si vesta da pompiere per fare l’incendiario, e che cominci un gioco di criminalizzazione tra noi, che va oltre il segno”.

Il Presidente della Camera Fini e’ d’accordo: “Parole incendiarie”. Insomma, Cicchitto l’incendiario, travestito da pompiere, e’ andato oltre il segno. Speriamo il segno non si sposti oltre, non c’e’ piu’ posto. C’e’ da augurarsi che l’opposizione in Parlamento (ma Fini cosa farà da grande?) sia capace, finalmente e dopo troppa titubanza, di reagire alla strategia pericolosa e reazionaria della destra. Magari con meno discussioni nei salotti televisivi, cosi’ da riportare il Parlamento al centro della vita istituzionale. L’opposizione in Parlamento si dovrebbe far carico di interpretare e governare, razionalmente e democraticamente, la Piazza, le molte piazze, cioe’ la sua base elettorale, rappresentarne le istanze, ascoltarne le voci, dialogare. C’e’ in questo momento molto malcontento nel paese, i problemi sono numerosi e gravissimi, molti di vecchia data, la crisi economica e’ pesantissima e il capo del governo, lo ha ripetuto anche domenica al suo comizio a Milano, usa la solita strategia del “va tutto bene”, “per fortuna che Silvio c’è”. Anche noi che non siamo felici di quest’Italia, vorremmo poter dire, “per fortuna che l’opposizione c’è”.

Intanto potrebbe cominciare, tutta insieme, con un gesto semplice ma significativo; esprimere la dovuta solidarietà civile a tutti quelli – persone, giornali, istituzioni – attaccati oggi, al Parlamento italiano, cosi’ vilmente da Fabrizio Cicchitto. Fin’ora quella solidarieta’ civile e umana e’ stata data solo da Di Pietro. Invece dovrebb’essere tutta l’opposizione a ricordare alla destra e al paese che la nostra civilta’ non prevede la morte civile ne’ l’ostracismo. Ci piacerebbe che cosí restasse. La strategia della destra e’ quella di silenziare chiunque non si inchini al sovrano; il termine tecnico e’ assolutismo. E’ la stessa strategia che vuole imbavagliare quella poca informazione che non controlla, che ha reso totalmente irrilevante il Parlamento (ancora oggi la fiducia alla finanziaria, una scelta che il Presidente della Camera Fini ha giudicato “deprecabile”), la giustizia ad personam per il sovrano e altre delizie. Chissa’ cosa troveremo sotto l’albero a Natale?

P.S. Bersani oggi ha anche dichiarato: “Le elezioni anticipate? Certificherebbe il fallimento del centrodestra. Se si va, noi siamo pronti”. Ed io che non me n’ero accorto! Con tutta questa prontezza speriamo non ci si dimentichi della legge elettorale vigente, la notoria porcata.

AGGIORNAMENTI:

1) aderisci all’appello su il Fatto: Io sto con Marco Travaglio, dalla parte dei fattiFirma in difesa di Marco Travaglio e della libertà di parola

2) Barbara Spinelli: Solidarietà a Marco Travaglio

3) Paolo Flores d’Arcais: Le parole vili e sciagurate dell’on. Cicchitto

4) da Il Fatto: “Intellettuali, scrittori e giornalisti in queste ore stanno esprimendo solidarietà a chi è stato colpito da parole e minacce. Ne abbiamo scelti alcuni. Qui sotto le analisi e i giudizi su quanto sta accadendo in Italia in questi giorni.
Giorni in cui chi può dire qualcosa – perché ha pensiero, orizzonti, storia personale e professionale – sente il dovere di farlo.” – Leggi i commenti di Bocca, Sartori, Hack, Annunziata, Lerner ed altri…


NO BERLUSCONI DAY – la diretta

5 dicembre 2009

17:58 Gli organizzatori: “Siamo sicuramente più di un milione”. Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori del No-B day annuncia ai giornalisti il dato eccezionale della partecipazione alla manifestazione spiegando che “la coda del corteo sta ancora arrivando” dalle strade che portano a piazza San Giovanni.

Guarda la diretta su YouDemTV, su RaiNews24 e su SkyTG24

Diretta anche sul blog di Fabio Chiusi, su Repubblica e sull’Unità

AGGIORNAMENTI

Mario Monicelli: “Siamo qui per mandare a casa Berlusconi” – “Siamo qui per questo, per mandare a casa Berlusconi”, ha detto il regista Mario Monicelli, che partecipa al ‘No B-day’, e ha aggiunto: “Ma non solo lui, anche tutti quei vecchi arnesi della politica voltagabbana e corruttori. Dobbiamo cacciare via i politici cattivi”.

Una giornalista della stampa estera, una signora finlandese, ha ricordato un documento del governo del suo paese dove si parla di Berlusconi e dell’Italia. Si mette in dubbio lo stato di diritto e la separazione dei poteri della nostra Repubblica. All’estero, quella opinione informata e’ assai comune. Il documento finlandese chiude: “L’Italia e’ una forma moderna di un totalitarismo ideologico”.

Il segretario del PD Bersani dovrebbe ascoltare la testimonianza di Giorgio Bocca. Semplice, sintetica e dritta al sodo! In sintesi, Bocca ha confermato l’opinione della stampa estera e di molti governi europei, non solo quello finlandese. In poche battute, l’Italia sta regredendo a uno stato autoritario e il PD deve decidere da che parte stare.

I dirigenti del PD che vengono intervistati continuano a ripetere la frase di Bersani, nessuno deve mettere il cappello su questa piazza. La ripetizione pero’ sembra anche nascondere qualche nervosismo, forse dovuto dal trovarsi in una piazza affollatissima dove ci sono anche tantissimi elettori del PD e a cui il PD ufficialmente ha girato le spalle. Siamo certo abituati a tutto in Italia, ma la domanda che forse nasce spontanea, almeno a me, e’: ma il PD qual e’? Quello di chi e’ sceso in piazza o quello di chi e’ rimasto a casa? Gia’ da domani vedremo se all’interno del PD cambiera’ qualcosa o se l’attuale gruppo dirigente continuera’ a proporre il dialogo con Berlusconi sulle riforme alla Costituzione. Vedremo anche se il comportamento politico di chi ha partecipato a questa manifestazione che chiede le dimissioni di Berlusconi sara’ politicamente coerente; su questo tema, leggi QUI

Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, ha spiegato dal palco perche’ lui e’ al No Berlusconi Day: “Perche’ la mafia deve essere cacciata fuori dallo Stato”.

Ottima Fiorella Mannoia, sia sul palco sia nell’intervista a YouDemTV. Un paese normale, non si chiede la luna. In Italia non esiste piu’ la meritocrazia. Quando si leggono i giornali non si sa se piangere o ridere.

Oltre al maestro Monicelli, sono intervenuti Dario Fo’ e Franca Rame e l’altro Nobel per la letteratura, Jose’ Saramago, il cui messaggio e’ stato letto dagli organizzatori del No Berlusconi Day, tutti rigorosamente in viola, il colore di questa rivoluzione non violenta e democratica. Il messaggio di oggi: BERLUSCONI DIMETTITI

Ora il concerto del No Berlusconi Day. Inizia Roberto Vecchioni!

Concludo qui la diretta, pero’ prima dico la mia sui cappelli. Da Bersani l’eco si e’ propagata velocemente e molti dei dirigenti del PD oggi in piazza hanno detto, quasi a scusarsi, che nessuno dovra’ mettere il cappello su questa piazza. Ma una piazza aperta, inclusiva come quella di oggi era fatta di tante teste e tanti cappelli diversi. Perche’ allora il PD ha preferito restarne fuori? Il PD farebbe bene a riflettere e aprirsi, essere un vero partito democratico, capace di vedere – magari in anticipo – quello che nella societa’ si muove; ora quel partito, o almeno molta parte della sua classe dirigente, sembra davvero distante dal paese e da molta parte della sua base o di quella che potrebbe/dovrebbe essere la sua base elettorale. C’e’ pero’ anche un’altra parte del PD, molti erano in piazza oggi; se il PD ha qualche speranza di essere quella forza democratica e progressista necessaria per fare uscire l’Italia da questo oscurantismo che la sta inghiottendo, quella speranza dovra’ guardare, aprirsi e lavorare insieme ai cittadini di questa rivoluzione viola, coinvolgere le tante energie che ci sono nella societa’, lavorare insieme su degli obiettivi comuni, senza gelosie e alla luce del sole.

Un’ultima cosa, e concludo davvero. In tutto questo casino, politico e istituzionale, con il PD che parla di cambiare la Costituzione insieme al governo Berlusconi – idea sciaguratissima – sarebbe buona cosa che ci ricordassimo tutti di un’essenziale riforma, piccola ma imprescindibile: la legge elettorale. Ora il Parlamento della Repubblica e’ composto di nominati, non di eletti. Quella legge, la notoria “porcata”, ci ha tolto – in pratica – il diritto di voto; non vorrei che di casino in casino, ci ritrovassimo a dover andare alle elezioni politiche ancora con quella porcata.

P.S. Il No Berlusconi Day e’ sulle prime pagine dell’informazione internazionale, dal New York Times alla BBC. Cosi’ anche le accuse di Mafia contro Berlusconi, notizie da prima pagina.

***

Dal sito ufficiale del No Berlusconi Day:

Si parte oggi alle 14 da P.zza della Repubblica

Si farà il seguente percorso:

Via delle Terme di Diocleziano
Via Giovanni Amendola
Via Cavour
P.zza Esquilino
Via Liberiana
P.zza Santa Maria Maggiore
Via Merulana
Viale Manzoni
Via Emanuele Filiberto
P.zza San Giovanni

A piazza San Giovanni si inzia con la musica alle 15.30

Alle 16.30 inizio interventi:

Massimo Malerba Portavoce NBD
Ascanio Celestini Attore
Domenico Gallo Magistrato
Ragazzi di Corleone – Terre confiscate dalla mafia
Salvatore Borsellino – Agende Rosse
Liisa Liimatainen – Giornalista finlandese
Alessandro Gilioli – Blogger
Ulderico Pesce – Attore
Dario Fo & Franca Rame
Mustafà Sarr – Immigrazione – White Christmas
Moni Ovadia – Attore, Regista, Musicista
Renato Accorinti – Comitato NO PONTE
Carlo Cosmelli – Docente Fisica – La Sapienza
Margherita Hack – Scienziata astrofisica
Claudia Pellini – Federica D’alessandro Insegnante precaria – Studentessa
Antonio Tabucchi Scrittore – VIDEO
Giorgio Bocca – Giornalista
Josè Saramago – Scrittore (testo letto)

Francesca Fornario – Autrice satirica
Ascanio Celestini – Attore

Dalle 18.30

Inizio concerto con

Roberto Vecchioni
Paola Turci
Tete de bois
Er Piotta

e tanti altri…

Oggi sul quotidiano il Fatto: No B-Day – Perché siamo con voi

Intellettuali, scrittori, giornalisti si mobilitano a favore della protesta

In attesa del “No Pd Day” – Marco Travaglio

Nanni Moretti, Giorgio Bocca e Saramago: eccoci

Trovarci in tanti per dire chiaro che Italia è – Furio Colombo

È iniziata la fine del regime – Paolo Flores d’Arcais

Ci sarò perché mi manca il respiro – Oliviero Beha

Adesso è importante camminare insieme – Peter Gomez

È il primo passo, speriamo non sia tardi – Massimo Fini

La Costituzione: anche il “Re” deve obbedirle – Bruno Tinti

Questo spazio vuol dire democrazia – Luca Telese


Ignazio Marino risponde a Paolo Flores d’Arcais

3 ottobre 2009

Riportiamo qui sotto la lettera aperta di Ignazio Marino a Paolo Flores d’Arcais, pubblicata originariamente dal sito di Marino. Flores d’Arcais aveva pubblicato su Micromega un articolo molto critico sulla decisione di Marino di non accettare di affiancare altre liste di sostegno alla sua candidatura – come la “lista dei girotondi” proposta da Flores d’Arcais.

Le ragioni di Ignazio Marino a noi sembrano convincenti e la sua decisione corretta. Siamo sicuri che Paolo Flores d’Arcais, i “girotondi” e tutti coloro che auspicano un rinnovamento radicale della classe dirigente del Partito Democratico continueranno a sostenere Marino e a spendersi affinché alle primarie del 25 ottobre i cittadini italiani mandino un messaggio forte e inequivocabile al PD: Ignazio Marino segretario.

Caro Paolo,

ho letto con interesse ma un po’ di stupore la tua lettera pubblica sul sito di Micromega. Pensavo, nella mia mail, di averti spiegato, anche se in maniera sintetica, le motivazioni che mi hanno spinto a chiederti di unire le forze in campo in un’unica lista di sostegno alla mia candidatura.

Ho apprezzato l’entusiasmo con il quale mi hai sostenuto in tutto il percorso della mia candidatura e l’idea di organizzare una lista dei “Girotondi per Marino” da presentare, insieme ad altre, alle primarie di ottobre. Ci ho pensato a lungo, e ne ho discusso con il mio staff e con la squadra che ho intorno al comitato, proprio con quello spirito di condivisione delle scelte che tu conosci e che caratterizza il mio metodo di lavoro.

Abbiamo condiviso, all’interno della Mozione, la decisione di non presentare più liste alle primarie, ma piuttosto di includere nel percorso alcune delle persone del movimento dei girotondi a cui ci unisono evidenti affinità. Le considerazioni sono di ordine tecnico e, principalmente, di ordine politico. Le persone che incontro girando per l’Italia mi chiedono a gran voce chiarezza nelle idee e nei comportamenti. La speranza che è tornata a molti con la mia candidatura è quella di evitare i gruppi e le correnti. Nei miei discorsi ho sempre sostenuto di volere una sola corrente: quella dei circoli per questo non apparirebbe coerente accettare il moltiplicarsi di liste.

Nel 2006, il candidato segretario era appoggiato da tre liste nazionali. Ma i risultati di quelle primarie erano già scritti e per questo vi era l’esigenza di dare visibilità a i diversi soggetti che, con posizioni differenti, appoggiavano il candidato.

Oggi siamo di fronte a primarie il cui esito non è scontato. La mozione Marino vuole dimostrare di essere unita in uno stesso progetto. Tutte le sensibilità saranno incluse nelle liste che territorio per territorio saranno create, in un percorso unico e condiviso. Non vogliamo che un cittadino si trovi a dover scegliere se votare per la lista numero 1 o 2 o 3. Sarebbero comunque tutte a favore di si e no chiari: si alle energie rinnovabili e contro il nucleare, a favore dei circoli e contro le correnti, contro la presenza di condannati in Parlamento, a favore delle unioni civili, del testamento biologico, dell’adozione per un single e via di seguito.

C’è anche un aspetto del regolamento che disincentiva la presentazione di più liste e l’aumento dei voti ottenuto grazie al coinvolgimento di nuove forze, rischierebbe poi di essere vanificato dalla dispersione dei resti. Secondo il regolamento i resti di diverse liste in appoggio ad un unico candidato non si sommano, ma si perdono.

Sono convinto che la forza della mia candidatura stia in questo: nella trasparenza, nella chiarezza e nella coesione di un unico gruppo unito intorno allo stesso progetto. E il progetto è quello di arrivare, insieme, alla guida del PD per cambiare l’Italia.

Con molta stima ed affetto sinceri,

Ignazio Marino


Il ritorno dell’Inquisizione

2 settembre 2009

Mentre la Chiesa Cattolica fa’ quadrato attorno al direttore del potente quotidiano dei vescovi italiani, mentre Feltri continua ad attaccare l’Avvenire e Dino Boffo [“Il direttore di Avvenire, Dino Boffo, ha mentito.” si legge sul Giornale di famiglia Berlusconi; l’ironia è davvero morta] – e mentre il segretario del PD Franceschini ha espresso “piena solidarietà a Dino Boffo e all’Avvenire”, promuovendo cosí l’ipocrisia a virtú pubblica e riconoscendo che il paese è nelle mani di Santa Romana Chiesa, quella Chiesa, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede [conosciuta nei secoli bui come la maledettissima Santa Inquisizione] ha iniziato le procedure per intimidire e punire 41 preti e religiosi che hanno firmato lo scorso marzo un appello “per la libertà sul fine-vita” promosso dalla rivista MicroMega dopo la morte di Eluana Englaro.

L’appello dei religiosi promosso da MicroMega concludeva:

“Con la forza della ragione e la serenità della fede ci opponiamo ad un intervento legislativo che mortifichi la libertà di coscienza informata e responsabile in nome di principi che non sono di competenza dello Stato e tanto meno di un governo o di un parlamento che agiscono in modo ideologico sull’onda emotiva e la strumentalizzazione di una dolorosa vicenda (Eluana Englaro). Come credenti riteniamo che chiunque come è stato libero di vivere la propria vita, così possa decidere anche di morire in pace, quando non c’è speranza di migliorare le proprie condizioni di esistenza umana.”

A firmare il documento, don Paolo Farinella, don Vitaliano della Sala, don Enzo Mazzi, don Raffaele Garofalo, p. Fausto Marinetti, don Andrea Tanda, don Ferdinando Sudati, don Adolfo Percelsi, don Giovanni Marco Gerbaldo, don Pierantonio Monteccucco, don Chino Piraccini, don Marcello Marbetta, p. Tiziano Donini, don Aldo Antonelli, don Roberto Fiorini, don Luigi Consonni, don Angelo Cassano, don Renzo Fanfani, don Nicola De Blasio, don Guglielmo Sanucci, p. Benito Maria Fusco, p. Pierangelo Marchi, don Paolo Tornambè, don Carlo Sansonetti, don Franco Brescia, don Carlo Carlevaris, p. Nino Fasullo, don Andrea Gallo, don Angelo Bertucci, don Alessandro Santoro, don Giorgio De Capitani, don Francesco Capponi, don Alessandro Raccagni, don Salvatore Corso, don Riccardo Betto, don Albino Bizzotto, don Sandro Artioli; inoltre dom Giovanni Franzoni, don Franco Barbero e p. Gino Barsella, già dimessi dallo stato clericale (fra i firmatari ci sarebbe stato anche don Goffredo Crema che però, a metà agosto, ha scritto alla redazione di Micromega per ritirare la propria adesione).

Libertà di pensiero, di coscienza, di parola? Come scrivevamo solo qualche giorno fa’, la Chiesa Cattolica ha dovuto ricorrere ad una trasformazione del suo linguaggio; la propaganda ha preso il posto dei roghi e cosí ora anche la Curia parla di pace, bene comune, laicità, amore, diritti, progresso, libertà. Parole che vanno interpretate alla luce della dottrina cattolica, del magistero della Chiesa e dei dogmi di fede e che poco o nulla hanno in comune con quello che quelle parole stanno a significare nel mondo della Ragione.

In questo crepuscolo della repubblica, lo sappiamo, sarebbe ingenuo aspettarsi parole di solidarietà per questi religiosi da parte della classe dirigente del paese, a cominciare dal segretario del Partito Democratico Franceschini; dopo tutto quello che si sta facendo per ingraziarsi gli umori dei presuli dorati, da questa classe politica non ci aspettiamo piú nulla. A quei religiosi tuttavia va sicuramente la nostra gratitudine per aver testimoniato la carità cristiana, ricordato l’importanza della libertà come valore fondamentale che unisce e insegnato ai nostri politicanti, clericali e/o opportunisti, il significato della parola laicità. Grazie.

P.S. segnalo anche due interessanti articoli di Luca Kocci sul Manifesto:

INTERVISTA |   di Luca Kocci – ROMA
«Processato da Bagnasco perché poco ortodosso»
Paolo Farinella, il prete inquisito per l’appello pro Eluana
Ha mantenuto il silenzio fino a ieri, ma ora che la notizia dell’apertura dell’inchiesta da parte della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede nei confronti dei 40 preti che avevano firmato l’appello «per la libertà sul fine-vita» è stata  […]

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APERTURA SECONDA |   di Luca Kocci – ROMA
Il Vaticano punisce i preti pro-Eluana