Al capezzale della Repubblica – seconda parte

2 dicembre 2009

Il sonno della ragione genera mostri, Francisco Goya, 1797

Torniamo oggi al capezzale della Repubblica. Riportano i giornali:

“Si allarga l’inchiesta sui fondi sottratti alla manutenzione delle tenute del presidente della Repubblica. E tra gli indagati finisce anche Gaetano Gifuni, dal ’92 fino al 2006 segretario generale del Quirinale. L’inchiesta ora punta sulle coperture eccellenti che avrebbero consentito per anni ruberie, sprechi e trattamenti di favore dei funzionari rimasti coinvolti nell’inchiesta sull’ammanco di 4 milioni di euro accertati dai bilanci del Quirinale. L’ex potente direttore generale che, oggi ricopre la carica di segretario generale emerito, verrà interrogato nei prossimi giorni in procura. Gli inquirenti vogliono capire il ruolo che avrebbe avuto l’alto dirigente nella gestione della tenuta presidenziale di Castelporziano. In particolare i pm vogliono accertare se Gifuni abbia addottato provvedimenti a favore del nipote Luigi Tripodi, direttore del servizio Giardini e Tenute presidenziali, da ieri sera agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato e falso.”

Quando si dice nepotismo. Il conflitto d’interessi non riguarda mica solo Berlusconi e di sicuro non è colpa di Berlusconi se quel conflitto non si è mai regolamentato in Italia; nella Repubblica confessionale delle banane infatti, il conflitto d’interessi è uno stile di vita.

Il direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali (Luiss Guido Carli), gia’ direttore generale della Rai, Pier Luigi Celli, scrive una lettera aperta al figlio:

“il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell’estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati”

Non sono mancate le polemiche e le critiche, anche pesanti, contro questo padre a cui, ovviamente, non mancano le risorse per aiutare suo figlio e ‘trovargli una sistemazione’, come si dice nel Belpaese. Noi, figli di nessuno che all’estero ci viviamo ormai da parecchi anni, abbiamo invece apprezzato il grido di dolore di questo cittadino; quel grido, in forma pubblica e pieno d’amore paterno, era ovviamente indirizzato a tutti i figli d’Italia, una voce onesta, chiara, senza l’ipocrisia della solita melassa buonista. “Abbiamo fallito” è il J’accuse di quel padre che si rivolge a suo figlio, a tutti i figli, ma anche a tutti i padri italiani.

Le parole in libertà del Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, contro Silvio Berlusconi e gli schiamazzi che ne sono seguiti, non sono che l’ultima messa in scena di una tragedia comica ad opera di una classe politica senza piu’ alcun pudore; al capezzale della Repubblica ci sono ormai solo prefiche. Ha ragione Antono Padellaro quando scrive sul suo giornale, il Fatto, “oggi nel Pd accade qualcosa che ci sfugge. E che non ci piace per niente.” Quello che sfugge a Padellaro forse è che i piu’ accorti e navigati politici italiani (e sicuramente Bersani è uomo intelligente) hanno capito, e non da ora, che la caduta di Berlusconi potrebbe significare la caduta di quella Repubblica confessionale delle banane a cui sono aggrappati con tutte le loro forze. Come gli eunuchi della Città Proibita, la corte imperiale nostrana sta cercando in tutti i modi di prolungare la vita di questo governo proprio quando Berlusconi sembra ormai arrivato al capolinea politico. Diecimila anni!

Si potrebbe andare avanti all’infinito, infiniti sono i sintomi della Repubblica morente. Ma forse a questo punto vale la pena fare alcune considerazioni di carattere generale e riflettere non sull’ultima crisi del paziente ma sul male oscuro che lo sta consumando.

Il principio di non contraddizione vuole che non si possa sostenere che due proposizioni che si negano a vicenda siano entrambe vere. Mentre nelle democrazie liberali questo principio viene generalmente rispettato e onorato nella vita associata dei cittadini e delle istituzioni, in Italia, che una democrazia liberale non è, quel principio viene continuamente calpestato, quando non ignorato completamente. Sono molte le espressioni linguistiche che – come ponti sospesi per aria – cercano di passare oltre il principio di non contraddizione: “ed anche…”, “pluralismo”, “anche se…”, “buon senso”, “tradizione”, “bene comune”, “ragione di stato” e cosi’ via. Se infatti quelle democrazie liberali cercano d’ispirarsi alla Ragione (non sempre ci riescono, lo sappiamo bene; non sto dicendo che quelle democrazie sono perfette ne’ che in quelle democrazie la Ragione riesce sempre a farsi ascoltare), la nostra disgraziata Repubblica ha il Dogma e la Dialettica come sue bussole e le contraddizioni, i conflitti, i problemi – invece di essere risolti con scienza (conoscenza) e illuminati dalla Ragione – non si risolvono mai ma si compongono all’interno del regime. La Chiesa Cattolica parla allora di “bene comune” che tutto include e pacifica e laddove la ragione obietta, c’e’ sempre la fede e un dogma pronto a mettere una pezza. La tradizione marxista si affida invece alla dialettica hegeliana (la stessa che ha ispirato i regimi totalitari del XX secolo, il Fascismo e il Comunismo) e trova nella sintesi la sua meta salvifica. Le contraddizioni non danno fastidio a queste due scuole di pensiero, anzi quelle contraddizioni vengono accolte di buon grado per costruire castelli volanti, prodigi scintillanti costruiti dai profeti e dalle loro visioni. In Italia, sono ancora molti gli adulti che credono alle favole.

L’Europa e il mondo intero guardano inorriditi all’Italia, paese che nessuno ormai considera piu’ una democrazia. “Mi spiega in quale altro paese democratico un primo ministro può rifiutarsi di rispondere alla magistratura? Le rispondo io: nessuno”, taglia corto David Lane dell’Economist. Ma come è stato possibile tutto questo? Perche’ c’e’ Berlusconi in Italia ma non un Berlusconi in Francia, in Germania, in Gran Bretagna, in Spagna, in Canada, in Australia o negli Stati Uniti? Certo, si puo’ sempre essere d’accordo con Licio Gelli che gia’ nel 2003 diceva:

“Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa. (…) Berlusconi è un uomo fuori dal comune. Ricordo bene che già allora, ai tempi dei nostri primi incontri, aveva questa caratteristica: sapeva realizzare i suoi progetti.”

Ancora l’anno scorso il burattinaio della P2 dava consigli in pubblico al suo ex pupillo, ora a capo del governo della Repubblica. L’Italia – lo sappiamo tutti – e’ il paese che diede i natali al Fascismo, mai estirpato completamente dalla societa’ italiana che continua ad essere dominata dal Fascio. Nella vita di tutti i giorni quasi non ci si fa piu’ caso, tanto quel Fascio e’ nei costumi italiani, in politica e nei media, negli ospedali e nelle scuole, nella giustizia e nella ricerca scientifica, nell’universita’, nel lavoro, nell’economia e nei sindacati. I problemi del paese, le sue contraddizioni, non si risolvono mai ma si compongono all’interno del regime del Fascio. Non c’e’ opposizione ma acquiescenza, non esiste alternativa ma alternanza all’insegna della continuità, la competizione è temuta e avversata a favore di un compromesso continuo. La società è chiusa, diffidente, proiettata verso il passato, impaurita e la paura è sempre cattiva consigliera; la paura è nemica della speranza. Non si tollera nemmeno il dibattito; soprattutto il dibattito! L’informazione è parte a pieno titolo di quel Gran Fascio.

Ma cos’e’ questo Fascio? E’ l’esatto opposto della societa’ aperta; l’Italia delle corporazioni, dei feudi, degli interessi particolari che paralizzano il paese che si regge sulla corruzione, il nepotismo, l’illegalità e l’ignoranza. Come ai tempi dei papi che facevano cardinali i propri figli, oggi l’Italia è il paese dei figli, degli amici e degli amanti che fanno carriera bloccando la meritocrazia e il progresso; si diventa caporedattore o direttore di un giornale e primario di un ospedale non per meriti ma per nome, conoscenze e favori. Confrontate l’informazione e la sanità italiane con quelle dei paesi a societa’ aperta. E’ lo stesso per la scuola, l’universita’ e la ricerca scientifica, e’ lo stesso per la pubblica amministrazione, la grande industria e la finanza, e’ lo stesso per le professioni, e’ lo stesso per la politica e le istituzioni. E’ ovvio che ci sono eccezioni; ma nulla di piu’. In questo Fascio che priva il paese di energie e risorse va ricercata la regressione culturale, sociale, economica, antropologica italiana.


Al capezzale della Repubblica – prima parte

Al capezzale della Repubblica – terza parte


“Assassina, sta uccidendo suo figlio”

28 ottobre 2009

cacciata

“Alla donna disse: moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze: con dolore genererai figli. A tuo marito sarai costretta, ed egli avrà potere su di te.” Genesi 3,16

La Bibbia è forse il libro piu’ violento che sia mai stato scritto; un’epopea di guerre e genocidi, con un Dio assetato di sangue e vendetta, odio e violenza. Migliaia di anni di questa “civiltà” della barbarie hanno impresso il marchio a fuoco nel nostro DNA antropologico e la strada dell’Umanesimo è stata la strada per emanciparsi dalla schiavitu’ di quel marchio; su quella strada si è combattuta la resistenza contro le guerre sante, il potere assoluto, la schiavitu’, la tortura, la pena di morte, la persecuzione di donne, uomini e idee. In Italia, dominio dei papi re, quella strada è ancora impervia:

Avevano deciso di abortire. Ma una volta all’ospedale, per gli accertamenti preliminari all’interruzione di gravidanza, il primario, obiettore di coscienza, le ha umiliate nel corridoio del reparto, davanti al personale e alle degenti. «Assassina, sta uccidendo suo figlio», ha urlato Leandro Aletti, responsabile di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Melzo e noto antiabortista, simpatizzante di Comunione e liberazione, a ciascuna delle tre donne, dai 27 ai 36 anni, che avevano scelto quella struttura pubblica per abortire.

Aletti è un nostalgico della maledettissima Santa Inquisizione; i suoi avi torturavano e bruciavano le “streghe” sui roghi. Ma anche questa è violenza di Stato, pagata dalle tasse dei contribuenti. Nella Lombardia di Formigoni, Comunione e Liberazione pasce di oscurantismo e violenza, superstizione e denaro, dogma e potere.

La strada è ancora lunga; rimettiamoci in cammino.

P.S. A proposito di Aletti, Alessandro Gilioli scrive:

Non è un “simpatizzante di Cl” come dicono oggi i giornali: è un attivista ciellino di primo piano, seguace e amico di don Giussani e di don Carlo d’Imporzano negli anni Settanta, portato a esempio da tutti i ciellini di porta Romana – la sua zona – per il numero spropositato di figli generati e di denunce ricevute (sempre per aver definito «assassini» alcuni colleghi aborstisti e diverse donne che volevano avvalersi della legge 194).


Casa Nostra: l’omofobia, la mafia e i canarini

22 ottobre 2009
Casa Nostra

Casa Nostra

“Ci sono certe regole – regole esplicite – che tutti i membri della malavita devono seguire: Niente barba. Mai dormire con la moglie di un altro gangster. Nessuna cooperazione con il governo, in linea con l’omerta’, il codice mafioso del silenzio. Ma poi ci sono quei costumi che sono cosi’ penetrati come parte dell’essere mafioso che non hanno nemmeno bisogno di essere detti. In alto tra questi costumi, forse il primo tra essi, è il divieto di essere gay”.

Inizia cosi’ un articolo sul New York Times del 20 ottobre dedicato al boss mafioso Robert Mormando, della famiglia Gambino. Mormando, durante un’udienza alla Federal District Court in Brooklyn, ha confessato non solo di essere un informatore del governo ma ha anche ammesso di essere omosessuale. Dopo aver confessato di aver preso parte ad una sparatoria contro il proprietario di un negozio di bagel [panini a forma di ciambella], la difesa di Mormando ha cercato di persuadere il giudice che la sua cooperazione con la giustizia è stata ancora piu’ rischiosa perche’ per molti anni il boss mafioso ha nascosto la sua omosessualita’ mentre faceva parte di Cosa Nostra. L’articolo del New York Times viene ripreso da Ennio Caretto sul Corriere della Sera.

Questa mentalita’ mafiosa, che merita le pagine del piu’ prestigioso quotidiano degli Stati Uniti, in Italia è patrimonio nazionale e non farebbe mai notizia. Pochi giorni fa’ commentavamo su questo blog le dichiarazioni del ministro Scajola, “riteniamo pero’ che la sessualita’ sia un incontro tra maschio e femmina”. Dichiarazioni, come si vede, in perfetto stile mafioso. Quella mentalita’ mafiosa peraltro alberga anche nelle menti dei celoduristi padani; quest’estate il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, il leghista Luca Zaia, ci ha infatti illustrato il suo “pensiero” su RAI e omosessualità:

“La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay. Anzi sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi”.

Pochi giorni fa’ il disegno di legge contro l’omofobia e’ stato affossato in Parlamento; e’ toccato alla fondamentalista Paola Binetti fare da capro espiatorio, ma ormai lo sanno tutti, Paola Binetti non è il problema. Intanto il terrorismo omofobo continua, tra le benedizioni del Vaticano e dei suoi tirapiedi in Parlamento. In perfetto stile mafioso!

E in perfetto stile mafioso, l’omofobia e’ la stella polare dell’UDC di Casini e Buttiglione, il partito clericale che si ispira all’oscurantismo, all’ignoranza e alla guerra contro la scienza e la ragione da parte della Curia Romana che – erede di secoli di barbarie – ancora si ostina a giustificare l’omofobia teologicamente.

C’e’ una bizzarra scuola di pensiero che ritiene che il problema dell’omofobia e dei diritti civili ai cittadini lgbt riguardi una piccola minoranza del paese, e che quindi non deve entrare nel discorso politico e soprattutto non deve impedire al PD di allearsi con l’UDC. Un tema di nicchia, l’hanno definito. La timidezza, per usare una parola troppo gentile, del PD in tema di diritti civili e liberta’ fondamentali denota l’ottusita’ della sua classe dirigente; mai sfiorati dal sospetto che l’omofobia sia un problema degli eterosessuali, quei dirigenti sono troppo immersi nella cultura di Casa Nostra per rendersi conto dello strettissimo legame tra l’omofobia e la mentalita’ mafiosa. Lo stesso vale per i media italiani, siano essi i mezzi d’informazione o d’intrattenimento o gli incroci d’infotainment; mentre la Chiesa di Roma e’ in piena guerra contro gli omosessuali, attaccando anche l’ONU e l’Unione Europea e opponendosi addirittura alla depenalizzazione universale dell’omosessualita’, i media italiani non fanno notare l’assoluto silenzio delle gerarchie vaticane per uno dei piu’ gravi – se non IL piu’ grave – problemi italiani: il controllo da parte delle mafie di intere regioni del paese.

E come i canarini che venivano usati nelle miniere di carbone per segnalare la presenza di gas tossici, gli omosessuali italiani continuano a morire d’omofobia, in perfetto stile mafioso; ma a differenza di quelle miniere, la societa’ italiana è sorda, cieca e muta all’allarme.

P.S. Un video di 1 minuto: l’intervento di Stefano Galli, capogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale (Lombardia). Seduta del Consiglio Regionale del 13.1.2009


FIRENZE: GAY PESTATO A SANGUE IN PIAZZA SALVEMINI DA 2 ITALIANI

11 settembre 2009

L’omofobia continua a mietere vittime. Riportiamo un’agenzia AGI via Circolo Pasolini:

(AGI) – Roma, 11 set. – Ancora un gay aggredito. Questa volta e’ successo a Firenze, in piazza Salvemini, dove la notte tra il 9 e il 10 settembre, un ragazzo di 26 anni, poche ore dopo il presidio-fiaccolata unitario sui ponti fiorentini contro l’omo/transfobia, e’ stato pestato a sangue da due italiani. Il ragazzo stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa in un locale gay fiorentino”. A rendere noto l’episodio e’ l’Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, in contatto diretto con il ragazzo e la famiglia. “Siamo vicinissimi al ragazzo e alla sua famiglia, e siamo scossi dal fatto che anche la citta’ di Firenze sia protagonista di un episodio di inaudita violenza ai danni di una persona omosessuale, proprio a poche ore dalla grossa mobilitazione contro la violenza omofobica che aveva visto una straordinaria partecipazione della cittadinanza. Il ragazzo – prosegue l’associazione – era stato avvicinato e minacciato da due uomini nel corso della serata di mercoledi’ all’interno di un locale gay del centro. I due erano stati allontanati dai gestori. Intorno alle 3 del mattino, il giovane sarebbe uscito dal locale e si sarebbe diretto a piedi verso Piazza Salvemini, dove i due uomini, di circa 35 e 40 anni, lo avrebbero aspettato e gli si sarebbero scagliati contro a mani nude. Il ventiseienne e’ stato trovato in un bagno di sangue da alcuni amici e accompagnato a casa in auto intorno alle 5”. Ieri mattina il ragazzo e’ stato portato al Pronto Soccorso e successivamente ricoverato d’urgenza. Gli sono state diagnosticate, oltre che contusioni e tumefazioni, molteplici fratture: agli zigomi, alla mandibola e al naso. “Questo pomeriggio – fa sapere Il Giglio Rosa – sara’ operato. Al momento il giovane gay e’ ancora sotto choc. Chiediamo pero’ la collaborazione di tutte e tutti affinche’ possano essere individuati dagli inquirenti i due aggressori. Nel frattempo, oltre a fornire alla famiglia un primo aiuto psicologico, abbiamo dato mandato ai legali della nostra associazione, avvocati Alessandro Traversi e Paola Pasquinuzzi, di raccogliere la denuncia del ragazzo. Invitiamo autorita’ e istituzioni a non considerarlo come un episodio isolato e chiediamo agli inquirenti di indagare accuratamente affinche’ gli aggressori possano essere identificati e fermati quanto prima. Chiediamo a tutta la comunita’ lgbt di non avere paura, ma soprattutto di rimanere compatta e continuare con coraggio e determinazione il percorso di sensibilizzazione e isolamento delle frange violente in citta’. Valuteremo assieme alle altre sigle e associazioni fiorentine e nazionali quale risposta dare all’ennesimo episodio di violenza ai danni della comunita’ lgbt che coinvolge il nostro paese.

Dal sito dell’Associazione Radicale Certi Diritti, la dichiarazione del Senatore Radicale Marco Perduca, eletto in Toscana nelle liste del Pd e Sergio Rovasio Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti:

“Nell’esprimere tutta la nostra solidarieta’ e vicinanza al ragazzo brutalmente aggredito la notte del 9 scorso e ai suoi cari, ci appelliamo alle istituzioni locali Comune, Provincia e Regione con le quali avevamo co-promosso la fiaccolata sui ponti fiorentini, affinche’ si costituiscano parte civile nella denuncia per aggressione. Dalle parole occorre iniziare a passare ai fatti, vista la grande partecipazione popolare di mercoledi’ scorso sicuramente interpreterebbero l’attenzione cittadini alla lotta contro ogni discriminazione. Contiamo di poter visitare la vittima dell’aggressione nei prossimi giorni.”

AGGIORNAMENTO – Dal Corriere delle Sera:

Firenze: arrestato aggressore del ragazzo gay, e’ un 32enne milanese

13 Settembre 2009 18:0

FIRENZE – Arrestato il presunto aggressore del 26enne gay, pestato con calci e pugni nella notte tra il 9 e il 10 settembre scorsi a Firenze. Ha 32 anni, e’ originario di Legnano, nel milanese, ma da circa due mesi alloggia vicino a Villamagna presso Bagno a Ripoli. Identificato anche l’amico che, la notte dell’aggressione, era in compagnia dell’arrestato: e’ un 33enne originario di Busto Arsizio, in provincia di Varese. (RCD)


Note dal crepuscolo della Repubblica

9 settembre 2009

Altre note sul crepuscolo della Repubblica.

La Curia di Roma continua ad incitare i cittadini italiani alla guerra santa contro la Repubblica:

Il messaggio della Congregazione per l’educazione cattolica

Vaticano: «L’ora di religione abbia status di materia scolastica»

La Santa Sede: «No a un insegnamento multiconfessionale, mantenere la specificità»

Si moltiplicano i segnali provenienti dalla Chiesa di papa Ratzinger: le crociate, il ritorno dell’Inquisizione, la persistente omofobia giustificata teologicamente.

Qualche giorno fa’ Massimo Giannini su Repubblica ha scritto su quel che si racconta Oltre Tevere, le manovre che in queste ore tengono occupati i guardiani del Paradiso:

“il Segretario di Stato non vuole una Cei schierata con Berlusconi, che considera ormai già fuori dai giochi. Il vero progetto che sta a cuore alla Santa Sede riguarda la nuova aggregazione di centro, che ora avrebbe Pierferdinando Casini come perno politico, e che in futuro vedrebbe Luca di Montezemolo come punto di riferimento finale”.

Quanta materia tra le mani di chi parla sempre di anima e dell’Aldilà. Ma non confidiamo nello Spirito Santo.

Intanto si tace di politica, dei bisogni del paese, dei diritti dei cittadini per non dispiacere cosi’ ai monsignori e ai possibili futuri alleati; la paura si fa’ sentire anche all’interno del Partito Democratico dove Franceschini e Bersani continuano a lavorare per un partito a vocazione suicida.

Il primo ministro Berlusconi, da buon “piazzista” – come lo chiamava Montanelli – sa come trattare con la Chiesa simoniaca:

“La difesa che il nostro governo ha compiuto di alcuni principi basilari di civiltà che sono alla base della dottrina cattolica, principi come la difesa della vita umana, la difesa della famiglia sono lì a dimostrare l’eccellenza di rapporti tra il nostro governo e la chiesa, è un rapporto che consolideremo nei prossimi mesi anche su questioni molto importanti come il testamento biologico”, ha detto il presidente del Consiglio.

Berlusconi è ormai giunto al capolinea, il suo tramonto politico inesorabile; ma chi si aspetta un risorgimento politico e civile, crediamo rimarrà profondamente deluso.


Una questione d’uguaglianza. Intervista a Peter Tatchell

9 settembre 2009

peter7Elton John lo ha definito “assolutamente necessario” e “incredibilmente coraggioso”, per il Sunday Times è “un’eroe nazionale”, per Time Out “un profeta contemporaneo”, per Sean MacBride – ex Assistente del Segretario Generale dell’ONU – “il suo impatto è stato immenso”. Sul suo sito si leggono le attestazioni di stima e riconoscenza provenienti dai gay e le lesbiche dello Zimbabwe; dal movimento indipendentista di East Timor, Fretilin; dal vescovo Richard Holloway, ex primate di Scozia. Da quarant’anni Peter Tatchell si batte per i diritti umani, la giustizia e la democrazia ovunque nel mondo diritti, giustizia e democrazia sono negati. Autore prolifico, commentatore sul Guardian, membro fondatore del gruppo queer per i diritti umani OutRage! e dell’ala di sinistra del Green Party, Peter Tatchell è stato nominato Campaigner of the Year vincendo l’Observer Ethical Awards lo scorso giugno.

Abbiamo rivolto a Peter qualche domanda in tema di matrimonio gay e adozioni.

Gabriele Zamparini: Nel 2004 il governo Labour – sostenuto anche dall’opposizione dei Conservatori e Liberal-Democratici – ha introdotto il Civil Partnership Act. Puoi spiegarci quali diritti questo Act garantisce e a chi?

Peter Tatchell: Garantisce quasi tutti i diritti del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso; ma le coppiepeter3 eterosessuali sono escluse dalla civil partnership. Le civil partnerships sono meglio del totale non riconoscimento delle relazioni tra persone dello stesso sesso, ma non sono uguaglianza. Esse hanno un significativo lato negativo; per la prima volta nella storia moderna del diritto inglese, invece di abrogare una discriminazione il parlamento l’ha consolidata ed estesa. Le civil partnership sono soltanto per le coppie omosessuali; gli eterosessuali ne sono esclusi. Viceversa, il matrimonio civile resta riservato agli eterosessuali, con l’esclusione dei gay. Il trattamento differente di coppie omosessuali e eterosessuali è custodito nella legge; questa è segregazione sessuale. L’omofobia del divieto del matrimonio tra persone dello stesso sesso ora si mescola con l’eterofobia del divieto di civil partnership per le coppie di sesso opposto. E’ ufficiale: una legge per gli eterosessuali e un’altra per lesbiche e gay. Da quando due torti fanno una cosa giusta? Immagina le proteste se il governo proibisse ai neri di sposarsi e istituisse un registro separato per le coppie non bianche. Sarebbe condannato come razzismo e apartheid. La natura segregazionista delle leggi su matrimonio e civil partnership è molto diversa? Introducendo un sistema a due livelli, il governo Labour ha in effetti creato una forma di apartheid legale basato sull’orientamento sessuale. In una democrazia ognuno deve essere uguale di fronte alla legge. Separazione non è uguaglianza. La comunità gay ha sempre insistito sull’eguaglianza. Perché ora dovremmo accettare le leggi sulle civil partnership che perpetuano la discriminazione?

GZ: Perché il legislatore ha optato per le civil partnership invece di estendere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso?

PT: Il governo ha avuto paura della reazione religiosa. Questo è stato piuttosto codardo, perché la destra religiosa non ha molto potere nel Regno Unito. Inoltre, è stata una capitolazione all’omofobia.

GZ: Il movimento lgbt britannico sta ancora lottando per estendere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso?

peter00PT: A parte OutRage!, nessun gruppo lgbt sta attivamente facendo campagna per consentire il matrimonio civile alle coppie omosessuali. Il principale gruppo di pressione lgbt, Stonewall, accetta il divieto sul matrimonio tra persone dello stesso sesso; Stonewall è molto vicina al governo e spesso dimentica di criticare la retromarcia del Labour in tema di uguaglianza.

GZ: E le adozioni da parte di omosessuali?

PT: Dal 2004, le coppie omosessuali possono fare domanda di adozione e affidamento negli stessi termini delle coppie eterosessuali. Nessuno ha protestato, ad eccezione della Chiesa Cattolica che ha preferito chiudere alcune sue agenzie di adozione piuttosto che permettere alle coppie omosessuali di prendersi cura di bambini senza famiglia.

GZ: La Chiesa Cattolica è ancora in guerra con l’omosessualità e in Italia è riuscita fin’ora a prevenire qualsiasi riconoscimento delle unioni omosessuali e contrasta addirittura qualsiasi proposta per combattere l’omofobia. Avete avuto gli stessi problemi qui nel Regno Unito con la Chiesa Cattolica o con altre religioni organizzate?

peter9PT: I cattolici qui rappresentano una piccola percentuale della popolazione nella maggior parte del paese; molti sono piú liberal del Vaticano. Le gerarchie della Chiesa Cattolica tendono a essere piú reazionarie dei cattolici laici anche se la loro influenza è assai inferiore che in Italia. Ma i nostri cardinali hanno provato a fermare l’abrogazione di leggi omofobiche e transfobiche; essi hanno troppa influenza sul governo e si intromettono sempre per impedire l’insegnamento sessuale nelle scuole e i diritti delle donne e i diritti dei cittadini lgbt.

Nota: Qui potete leggere (in inglese) un articolo pubblicato su Oxford Forum, Issue 4, Summer 2006 dove Peter Tatchell espone le sue idee in tema di matrimonio e civil partnership: “Anche se il Civil Partnership Act è un passo nella direzione giusta, non va abbastanza lontano. L’aiuto reciproco e la dedizione, non il sesso, dovrebbe essere alla base dei diritti di coppia.”


Due domande su matrimonio e adozioni

4 settembre 2009

Abbiamo rivolto due domande in tema di matrimonio e adozioni ai tre candidati alla segreteria del Partito Democratico, Ignazio Marino, Pierluigi Bersani e Dario Franceschini, a Ivan Scalfarotto (membro coordinamento nazionale mozione Marino), Sergio Lo Giudice (sostenitore mozione Bersani), Debora Serracchiani (sostenitore mozione Franceschini) e a Emma Bonino, Antonio Di Pietro e Gianfranco Fini.

Caro/a …,

Vorrei rivolgerti due domande per il mio blog; il tema è matrimonio e adozioni.

Grazie all’impegno dell’ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI (1) e della RETE LENFORD (2), il Tribunale di Venezia e la Corte d’Appello di Trento hanno recentemente sollevato la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Consulta per quanto riguarda il matrimonio tra persone dello stesso sesso. (3) Arcigay appoggia pienamente la campagna di Rete Lenford e Certi diritti per il diritto al matrimonio delle coppie formate da persone dello stesso sesso. (4)

Qual è la tua posizione al riguardo?

Forte del risultato di un nuovo studio condotto dall’università di Bamberg, qualche settimana fa’ il ministro della giustizia tedesco, Brigitte Zypries, ha nuovamente proposto di modificare la legge e permettere alle coppie omosessuali di adottare bambini. Già la Revisione della Convenzione europea sull’adozione dei minori del 2008 consente agli stati l’adozione da parte di coppie omosessuali. Sempre nel 2008 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito,

“Una scelta fondata su una distinzione è discriminatoria ai sensi dell’art. 14, se essa manca di uno scopo oggettivo e ragionevole, ovvero se essa non persegua uno scopo legittimo o se non vi è rapporto ragionevole di proporzionalità tra i mezzi e lo scopo. Nel caso si tratti di orientamento sessuale è necessario che vi siano delle ragioni particolarmente gravi e convincenti per giustificare una differenza di trattamento in materia di diritti sanciti dall’art. 8 CEDU. Su questi presupposti è discriminatorio negare l’autorizzazione all’adozione del singolo fondando il diniego esclusivamente sull’omosessualità dell’aspirante genitore.” (5)

Sono molti gli stati in Europa e nel resto del mondo che riconoscono ai cittadini omosessuali lo stesso diritto riconosciuto ai cittadini eterosessuali di adottare bambini, come singoli o come coppia. (6)

Qual è la tua posizione al riguardo?

Grazie e buon lavoro

Cordialmente,

Gabriele Zamparini

https://zamparini.wordpress.com

(1) http://www.certidiritti.it/

(2) http://www.retelenford.it/

(3) http://www.certidiritti.it/tutte-le-notizie/425-altro-rinvio-alla-corte-costituzionale-per-coppie-gay-che-chiedono-matrimonio.html

(4) http://www.arcigay.it/sosteniamo-ordinanza-tribunale-di-venezia

(5) https://zamparini.wordpress.com/2009/08/16/leuropa-dei-diritti-e-litalia-dellomofobia-e-del-silenzio-sulla-pedofilia-clericale/

(6) http://it.wikipedia.org/wiki/Adozione_da_parte_di_coppie_dello_stesso_sesso

PUBBLICHEREMO LE RISPOSTE CHE CI ARRIVERANNO

Sergio Lo Giudice:

La mia posizione è molto semplice. Non esiste nessuna giustificazione razionale per escludere le coppie dello stesso sesso dal matrimonio civile. Tale esclusione non solo lede un diritto fondamentale, quello al matrimonio, sancito dalla dochiarazione universale dei diritti umani e dalla carta di Nizza,  ma viola il principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

Per quanto riguarda le adozioni, molti paesi europei hanno già accordato alle coppie dello stesso sesso o alle persone singole la possibiliotà di accedervi, sulla base di una letteratura scientifica ormai corposissima sull’argomento che esclude che bambini cresciuti in famiglie omogenitoriali abbiano per questo effetti negativi sulla loro crescita armonica. Credo che sia il momento di aprire anche nel nostro paese una riflessione sul tema dell’adozione alle coppie dello stesso sesso ma, soprattutto, credo che sia urgente un intervento legislativo e buone pratiche sociali sul tema delle famiglie omogenitoriali, già presenti in gran numero nel nostro paese.

Ivan Scalfarotto:

da sempre sostengo la possibilità per tutti i cittadini, senza discriminazioni, di sposarsi e richiedere di essere valutati per l’idoneita’ all’adozione di minori. Ho argomentato le mie tesi in molte sedi, se vuoi possiamo discuterne.

Debora Serracchiani:

Sono favorevole ai matrimoni tra coppie dello stesso sesso e credo che queste coppie debbano avere anche il diritto di adottare.