Una lezione anglosassone per Gianfranco Fini

11 settembre 2009

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini – che si sta sempre piu’ smarcando dal papi padrone della destra italiana – qualche giorno fa’ è tornato ad auspicare per quella destra una cultura liberale, laica e modernizzatrice. Le settimane e i mesi che abbiamo davanti daranno sicuramente molte occasioni per dimostrare se queste sono solo parole, magari in vista dell’inesorabile tramonto politico di Berlusconi, o se invece Fini ha davvero un seguito all’interno del suo schieramento politico.

Testamento biologico, ora di religione, legge sull’omofobia, riconoscimento delle unioni omosessuali, immigrazione, informazione e conflitto d’interessi sono solo alcuni temi all’ordine del giorno dell’agenda politica italiana. La Corte Costituzionale dovrà esprimersi su matrimonio tra persone dello stesso sesso e reato di clandestinità.

Nel non poi cosi’ lontano 1998, durante il Maurizio Costanzo Show, l’allora leader di Alleanza Nazionale dichiarava:

“Lo so, ora l’intelighenzia mi farà a fettine, ma io la penso così: un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro”.

Quest’estate, nella stessa settimana di luglio in cui si è celebrato il Gay Pride a Londra, il leader conservatore britannico David Cameron ha chiesto scusa al paese per la famigerata Sezione 28, una legge del governo Thatcher che proibiva l’insegnamento di tematiche gay nelle scuole.

Il Presidente Fini potrebbe alzare lo sguardo verso orizzonti liberali e chiedere scusa all’Italia e ai cittadini italiani lgbt per quelle parole non degne di una cultura liberale, laica e modernizzatrice. Ne gioverebbe anche la sua credibilità politica e istituzionale.

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