Mastro D’Alema, l’aiutante di Babbo Natale

18 dicembre 2009

Chiedetelo alle nonne, Babbo Natale porta solo carbone ai bambini cattivi e tanti regali a quelli buoni. Ce lo ha ricordato ieri anche Silvio Babbo Natale Berlusconi:

“Alcuni esponenti dell’opposizione sembrano averlo capito: se sapranno davvero prendere le distanze in modo onesto dai pochi fomentatori di violenza, allora potra’ finalmente aprirsi una nuova stagione di dialogo. In ogni caso, noi andremo avanti sulla strada delle riforme che gli italiani ci chiedono”

Sempre ieri, l’aiutante di Babbo Natale, mastro D’Alema, incartava i regali al Corriere della Sera; per Di Pietro solo carbone e a Berlusconi una bella “leggina ad personam”:

“Se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati di gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini.”

Leggina. Ma che delicatezza mastro D’Alema, sarà l’aria natalizia. La civiltà giuridica, lo stato di diritto, si regge sulla legge generale e astratta; con la “leggina ad personam” – per il capo del governo, nientepopodimeno – si torna al Medioevo, altro che “limitare il danno all’ordinamento”.

Mastro D’Alema – lo sanno tutti – è il principale aiutante di Silvio Babbo Natale Berlusconi ormai da quindici anni. La coppia è di quelle storiche, dalla (fallita) Bicamerale alla (fallita) scalata alle vette della diplomazia europea. Nemici inseparabili, di fallimento in fallimento, Babbo Natale e il suo aiutante hanno sommerso l’Italia di “regali” e le macerie sono sotto gli occhi di tutti.

Con Bersani alla segreteria del PD, mastro D’Alema è tornato Gran Ciambellano della Città Proibita e ora sta lavorando alla successione, il regno di Silvio Babbo Natale Berlusconi è ormai al tramonto. “Ripartiamo dalle proposte della Commissione Violante”, ripete D’Alema, e la “leggina” è il regalo di Natale.

Come scrivevo ieri, si e’ permesso ad un miliardario discusso, proprietario di un impero mediatico, di “scendere in campo” e – grazie solo ai suoi mezzi di propaganda – impadronirsi dell’Italia. In nessun altro paese civile, in nessun paese a tradizione liberal-democratica, sarebbe potuta accadere una cosa del genere. Perché è accaduto in Italia? Chi sono i responsabili? Fareste ora riscrivere la Costituzione, la Carta fondamentale della Repubblica, alle stesse persone? Portereste la vostra auto dallo stesso meccanico che da quindici anni continua a rompervela?

Prima di rispondere a queste domande, guardate questo video:

P.S. Non fatevi ingannare dai maître à manger che dalle pagine della stampa “colta” e dagli schermi televisivi continuano – come gli eunuchi della Citta’ Proibita – a cantare le lodi dell’imperatore; costoro devono criminalizzare il dissenso per contratto, ospiti fissi, tutto l’anno, al banchetto di Natale. Lo scriveva già Orwell, “sono i liberali che temono la libertà e gli intellettuali che vogliono infangare l’intelletto”. Non fatevi intimidire da questa Corte di Versailles, il re è nudo. Chiudeva due giorni fa’ l’editoriale di uno dei piu’ importanti quotidiani britannici, il Guardian: “i leader mondiali dovrebbero iniziare a prendere le distanze da un uomo come questo”. L’uomo è Silvio Berlusconi e il Guardian non è un giornale bolscevico, esattamente.