Paul Ginsborg aderisce al No Berlusconi Day

21 novembre 2009

Continuano le adesioni al No Berlusconi Day. Oggi l’Unità pubblica un’intervista a Paul Ginsborg, il famoso storico inglese che vive e insegna a Firenze. Uno stralcio dell’intervista:

Il 5 dicembre si svolgerà la manifestazione «No Berlusconi day». Lei ci sarà?
«Certo, la ritengo importante. Quando ci fu il movimento dei girotondi pensai di vedere una cosa nuova nella storia italiana: li chiamai i ceti medi riflessivi. Anche se con qualche cautela penso che quel fiume, che è rimasto per anni sottoterra, oggi può riemergere nelle persone che hanno organizzato la manifestazione del 5. Vedo una connessione forte tra i girotondi e questa mobilitazione: hanno la stessa idea di difesa della democrazia e della Costituzione».

Però lei e il costituzionalista Gustavo Zagrebelski avete avuto una polemica sulla partecipazione. Lui sostiene che non si può andare a una manifestazione indetta da sconosciuti…
«Fra noi non c’è stata polemica, ma una semplice conversazione. Capisco gli argomenti di Zagrebelski. Ma questi ragazzi meritano sostegno. Certo, i rischi ci sono e io garanzie da dare non ne ho, però bisogna appoggiare quello che c’è di nuovo nella società».

Intanto Giuseppe Civati dal suo blog mette in luce le contraddizioni del PD e del suo presidente, Rosy Bindi, che non piu’ tardi di un anno fa’ invocava “non una piazza, ma cento, mille, diecimila piazze in tutta Italia”.

Sullo stesso argomento leggi anche:

Ignazio Marino, Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani aderiscono al No Berlusconi Day

Le mille e una piazza


Le mille e una piazza

17 novembre 2009

Iniziamo con l’appuntamento di domani, Mille Piazze:

L’appuntamento è per mercoledì 18 novembre alle ore 18. Da quell’ora, da quel momento, scatterà l’ora X e in Mille Piazze d’Italia i democratici, non solo iscritti e elettori del PD, si ritroveranno, si riuniranno, usciranno dai circoli territoriali, prendendo spunto da un’idea di Pippo Civati, per andare a presidiare gli spazi di norma dedicati alla socialità, in difesa della costituzione, in difesa della legge, in difesa della giustizia. Scenderanno in piazza perchè dopo la lunga fase congressuale è il momento di concentrarsi con il massimo sforzo sulle emergenze del Paese. (continua)

Il 5 dicembre a Roma invece ci sarà il No Berlusconi Day, la manifestazione nata dalla Rete e a cui hanno aderito centinaia di migliaia di cittadini, sia in Italia sia all’estero. Altre info QUI e QUI.

Si legge sulla stampa che ci sarebbe una polemica (l’ennesima) tra Antonio Di Pietro e Pierluigi Bersani a proposito del No Berlusconi Day. Di Pietro partecipera’ alla manifestazione mentre Bersani ha ribadito il no del PD. Io non vedo nulla su cui poter fare polemica: e’ diritto di tutti, anche di Di Pietro, partecipare al No Berlusconi Day ed e’ diritto di tutti, anche del segretario del PD Bersani, non parteciparvi. Sono entrambe scelte politiche, si puo’ essere piu’ d’accordo con Di Pietro oppure con Bersani ma certo Di Pietro non puo’ pretendere di decidere la linea politica del PD.

Il Fatto pochi giorni fa’ ha pubblicato un articolo di Federico Mello dove si racconta la storia di come e’ nata questa manifestazione. Qui potete leggere i nomi di persone e siti Internet che hanno promosso e aderito all’iniziativa. Inoltre tra coloro che hanno aderito fin’ora, oltre ad Antonio Di Pietro, ricordiamo MicroMega, il segretario di Rifondazione Comunista, Ferrero, il PdCI, Alessandro Gilioli e Beppe Grillo. Ma soprattutto l’iniziativa è stata appoggiata sulla Rete da centinaia di migliaia di persone, sono nati i gruppi locali sul territorio e l’appello e’ stato tradotto in dieci lingue.

Aspettando di vedere se questo successo – innegabile, almeno su Internet – riuscira’ a concretizzarsi il 5 dicembre, anche (soprattutto) coloro che non vi parteciperanno ma che si oppongono al governo Berlusconi e’ bene riflettano seriamente senza le solite accuse di populismo e la solita puzza sotto il naso. Non andare al No Berlusconi Day e’ legittimo (ci mancherebbe!) e la scelta di Bersani va rispettata, anche se non la si condivide; cosi’ come il No Berlusconi Day non va ne’ demonizzato ne’ snobbato. Centinaia di migliaia di cittadini che si mobilitano spontaneamente e’ un fatto politico che sarebbe stolto sottovalutare. Come scrive il grande poeta Walt Whitman, Did you, too, O friend, suppose democracy was only for elections, for politics, and for a party name?

AGGIORNAMENTO Mercoledí 18 novembre – Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD, parteciperà il 5 dicembre a titolo personale al No Berlusconi Day. Anche il senatore del PD Ignazio Marino e l’europarlamentare e segretaria del PD in Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, hanno aderito alla manifestazione del 5 dicembre.


Qualcosa si muove a sinistra

7 novembre 2009

scalfarotto

Ivan Scalfarotto è stato eletto vicepresidente del Partito Democratico. Congratulazioni e davvero auguri di buon lavoro vicepresidente!!!

Tra le tante reazioni positive c’e’ pero’ anche chi non si abbandona a facili entusiasmi.

Bersani ha detto che “sui temi etici di frontiera il Pd non deve avere meccanismi che limitino la libertà di coscienza”. Io non ho mai capito cosa diavolo siano questi “temi etici”; nella mia stupidita’ ho sempre creduto che in politica (e nella vita) siano TUTTI temi etici e che l’etica non la si lascia a casa nemmeno quando si va al supermercato a fare la spesa, per dire. Ora Bersani mi complica la vita con quell’aggiunta, “di frontiera”. Che frontiera? Forse quella che separa la Repubblica italiana dalla Citta’ del Vaticano? Non sarebbe allora stato meglio dire pane al pane e vino al vino, e cioe’: i cattolici all’interno del PD seguano pure le direttive del Vaticano. Non sarebbe stata una sorpresa per nessuno e si sarebbero tolte di torno inutili e fastidiose ipocrisie.

Qui potete guardare il video del discorso di Ignazio Marino all’assemblea del PD.

Qui il video del discorso di Giuseppe Civati

Qui invece potete leggere il commento di Marco Pannella al discorso di Bersani.

Qui potete guardare il video della trasmissione settimanale con Marco Pannela su Radio Radicale, ospite Ignazio Marino.

Francesco Costa sul suo blog scrive che quando Paola Concia nel suo discorso all’assemblea del PD ha dichiarato d’essere molto contenta di avere un omosessuale come vicepresidente…

Testimoni oculari riferiscono che a quel punto Fassino si è girato verso Marino e Franceschini e ha detto, serio e molto angosciato:

Ma è pazza… ha appena detto che Scalfarotto è gay, davanti a tutti!

Secondo voi è piu’ grave che a) uno dei massimi dirigenti del PD pensi che essere gay sia una cosa da tenere nascosta e di cui vergognarsi o b) che Fassino non sapesse che Scalfarotto è gay e – orrore! – non lo nasconde? Non so quali poteri abbia il vicepresidente del PD, pero’ magari Ivan potrebbe organizzare un seminario obbligatorio per i dirigenti e parlamentari del partito, una settimana full immersion con film, documentari, lezioni sulle tematiche lgbt. Altrimenti, di che parliamo?

Il blog del Circolo online del PD “Barack Obama” ci offre un ottimo interrogativo: Chi da scandalo in questa storia?


BERSANI SEGRETARIO. – L’Italia che non si arrende, tra primarie e ultimarie

25 ottobre 2009

primarie

Qualche commento, in diretta, sulle primarie.

1) Rincuora vedere tanta gente che non si arrende e, nonostante tutto e tutti, continua a credere nella democrazia; quella democrazia che è come l’ossigeno: si espande rapidamente, ovunque, anche se non si vede a occhio nudo. Abbiamo letto molti commenti contro queste primarie, criticate – per motivi diversi – da persone molto diverse tra loro, da Beppe Grillo a Emma Bonino, solo per citare due nomi noti. Per motivi diversi, abbiamo stima sia di Bonino sia di Grillo e tuttavia crediamo che entrambi potrebbero imparare qualcosa da quei cittadini in fila per votare alle primarie del PD; quei cittadini non hanno molti strumenti per far sentire le proprie opinioni ma anche questa volta non hanno rinunciato ad usare questo strumento, le primarie del PD appunto, forti di una saggezza popolare che ha le proprie radici in secoli di lotte, secoli di sconfitte e vittorie sulle cui spalle poggia la nostra democrazia e la nostra liberta’. Anche questo significa votare alle primarie del PD; la riconoscenza a chi e’ venuto prima di noi e spesso ha pagato un prezzo assai alto affinche’ oggi noi si possa votare.

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2) Abbiamo letto le dichiarazioni di Pierluigi Bersani:

13:26 Bersani, “Le primarie hanno risvegliato la nostra gente”

“Credo che le Primarie abbiano risvegliato la nostra gente e consolidato la convinzione che noi siamo la normalità. In tutti i Paesi democratici ci sono partiti che discutono, in trasparenza, sul proprio futuro e sui propri vertici; solo noi abbiamo un partito con un padrone, ma è quella l’eccezione, noi siamo la regola, non facciamo i congressi per risolvere le nostre ‘beghe’, ma perchè pensiamo che nei partiti deve regnare la democrazia ed il confronto”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd.

Magari ha cambiato idea la scorsa notte, ma Bersani non era quello che voleva sopprimere le primarie e tornare al partito degli iscritti, la famosa bocciofila? Chissa’ se tutti coloro che oggi voteranno per Bersani sanno che, dovesse essere lui il segretario del PD, queste saranno le ultime primarie, che suona pure curioso: saranno queste le ultimarie?

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3) Il mio compagno ed io abbiamo votato questa mattina qui da Londra, via Internet. Ignazio Marino, ovviamente. Famiglie e amici, in Italia e in giro per il mondo, pure.

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4) Cristiana Alicata mi ha commosso; scrive sul suo blog:

Stamane ho accompagnato una signora di 85 anni a votare nel suo seggio perché era venuta nel nostro. Una partigiana con il piede malato che ci teneva tantissimo a votare.

Non so a voi, ma a me quest’Italia piace e mi fa ancora sperare, nonostante tutto.

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5) sul blog de iMille trovate molti articoli interessanti di cittadini che sostengono, con piu’ o meno entusiasmo, Ignazio Marino

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6) anche oggi la “libera stampa” sembra ossessionata con il caso Marrazzo; il buco della serratura d’oro lo vince pero’ il Corriere della Sera:

corriere

Su questa triste e inquietante vicenda, alcuni spunti intelligenti vengono offerti da Alessandro Gilioli, Marco Travaglio e Piergiorgio Paterlini.

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7) Ivan Scalfarotto, dal suo blog, propone una riflessione importante:

Per quanto mi riguarda, posso solo dire che è stato un lavoro enorme ma sempre accompagnato dalla sensazione di star facendo qualcosa di veramente utile al mio partito e al mio paese. Marino e i suoi compagni di viaggio hanno introdotto nel dibattito temi forti (dal nucleare al diritto di cittadinanza, dalla parità uomo-donna al contratto di lavoro unico, dall’economia verde all’annoso tema della laicità), una passione civile assoluta e una visione dello Stato e della politica mai così vicina a quelle delle grandi democrazie liberali. Siamo partiti nell’indifferenza generale e ci siamo guadagnati uno spazio in ogni caso importante, al di là del risultato di stasera. Ora aspettiamo, con qualche trepidazione. Sono le ultime, fondamentali, ore di lavoro. Let’s keep our fingers crossed.

Ivan ha ragione, Roma non e’ stata costruita in un giorno. Il capitale politico e culturale che e’ stato laboriosamente costruito dalla mozione Marino in questi mesi continuera’ a dare frutti, chiunque sara’ il segretario del PD. Intanto, let’s keep our fingers crossed!

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8 ) anche dalle notizie che ci arrivano da amici e parenti sparsi per l’Italia, la partecipazione sembra davvero altissima; benone!

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9) alcuni episodi non proprio edificanti:

17:04 Caltanissetta, iscritti all’Mpa tra i componenti del seggio

A Caltanissetta i componenti di un seggio per le primarie del Pd sono esponenti dell’Mpa. E’ una delle anomalie segnalate in Sicilia dal membro della commissione regionale di garanzia per il congresso, Giovanni Ferro, che sta compiendo altre verifiche “perchè vogliamo che il voto sia espresso in piena libertà e senza condizionamenti”.

12:26 Minacce a Debora Serracchiani

Un caricatore di pistola vuoto, con minacce contro l’europarlamentare Debora Serracchiani, candidata alla segreteria regionale del Pd del Friuli Venezia Giulia è stato trovato stamani in un seggio delle primarie del Pd a Trieste. La Digos della Questura del capoluogo giuliano, intervenuta sul posto, ha concentrato le indagini su un pregiudicato triestino che già in passato si è reso protagonista di numerosi episodi analoghi.

Davvero la madre dei cretini e’ sempre incinta! Solidarieta’ all’ottima Debora Serracchiani.

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10) Alle 17:30 hanno votato 2 milioni di persone. Le regioni con più votanti: 300mila in Emilia Romagna, 250mila in Lombardia e 200mila nel Lazio. I seggi dovrebbero chiudere alle 20, quindi affrettatevi e andate a votare se non lo avete gia’ fatto. A proposito, Giuseppe Civati vincera’ la famosa pizza. Bravo Giuseppe.

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11) Nanni Moretti ha votato per Franceschini: “Andrò a votare perchè sono un tifoso delle primarie”. Bravo Nanni. Ma dove sono i colleghi di Moretti? Artisti, attori, cantanti, scrittori… dove siete?

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12) Alessandro Gilioli votera’ PD, Se se lo meriteranno. Intanto oggi si e’ preso delle liberta’. Speriamo di essere stati in tantissimi a prenderci quelle liberta’! Bravo Alessando!

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13) i cittadini italiani vogliono votare alle primarie del PD; per favore, lo si tenga presente quando la nuova classe dirigente prendera’ la guida del partito: i cittadini italiani, elettori, iscritti E simpatizzanti VOGLIONO LE PRIMARIE:

20:07 Seggi chiusi, ma smaltiranno le code

Si sono ufficialmente chiusi alle 20 i seggi per l’elezione del nuovo segretario del Partito Democratico. Ma i gazebo, fanno notare gli organizzatori del Pd, sono ancora aperti e lo saranno fino allo smaltimento delle code che in molti luoghi sono ancora lunghe.

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14) effetto Marrazzo?

20:25 Roma, 60mila votanti in meno rispetto alle primarie 2007

Sono circa 216mila gli elettori che, alle ore 18.30, nel Lazio si erano recati a votare alle primarie del Partito democratico nei circa 650 seggi allestiti nel territorio regionale. A riferire i dati è il presidente della commissione regionale per il congresso Francesco D’Ausilio. Il dato relativo all’affluenza ai seggi un’ora e mezza prima della chiusura delle urne segnala una flessione di circa il 20% rispetto alle primarie del 14 ottobre 2007. Appare in calo l’affluenza alle urne nella capitale, dove la rilevazione delle 18.30 parla di circa 120mila votanti contro i circa 180mila registrati dal dato finale del 2007.

Vedremo a seggi chiusi. Personalmente, temevo peggio; in un periodo di grave tensione sociale e istituzionale e nel bel mezzo dell’ennesimo scandalo all’interno della classe dirigente del paese, la grande affluenza alle primarie mi sembra un’ottima risposta, intelligente e razionale, dei cittadini italiani e del popolo del PD. Un patrimonio di maturita’ democratica che speriamo non venga dissipato.

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15) ottime notizie, pero’ Gentiloni…

21:14 Gentiloni: “Potremmo arrivare a tre milioni”

Tra meno di mezz’ora dovrebbe arrivare il dato finale dell’affluenza, ma il risultato delle primarie del Pd potrebbe essere “vicino ai 3 milioni” di votanti. Lo afferma Paolo Gentiloni, ai microfoni di Sky dalla sede nazionale del partito. Un risultato, dice, “francamente inaspettato” perchè “anche i più ottimisti tra noi si aspettavano un paio di milioni”. “E’ un dato molto positivo per il Pd”

pero’ Gentiloni, quando dice: “anche i più ottimisti tra noi si aspettavano un paio di milioni”, forse ignora che invece c’e’ chi si aspettava 2,5 milioni. Consigliamo a Gentiloni di offrire una pizza a Giuseppe Civati. In amicizia.

16) qui invece speriamo si faccia chiarezza e le responsabilita’ accertate:

21:09 La7 mostra episodi di irregolarità

Il tg La7, nell’edizione delle ore 20, ha mostrato con un servizio alcune irregolarità nello svolgimento delle primarie del Pd. A Roma, in qualche seggio si è potuto accedere al voto senza il necessario certificato elettorale. A Castellammare di Stabia invece è stato possibile votare addirittura tre volte: due volte nello stesso seggio, la terza in un altro

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17) La classe dirigente del PD deve offrire un’altra pizza; Francesco Costa ha fatto centro!

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18) Bersani e’ sicuro d’aver vinto:

22:13 Il comitato Bersani: “Noi sopra il 50%”

Secondo il comitato che sostiene l’ex ministro la mozione Bersani avrebbe superato il 50% dei voti. Il dato si basa su proiezioni dei voti scrutinati

Aspettiamo di vedere i dati ufficiali, poi ci congratuleremo con il nuovo segretario del PD

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19) PRIMI COMMENTI E REAZIONI:

23:20 Comitato Franceschini: “Bersani vince con il 48%”

I dati pervenuti al comitato Franceschini evidenziano la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie per le elezioni del segretario del Partito democratico con un risultato che si attesta attorno al 48 per cento. Lo si legge in una nota del comitato.

23:17 Marino: “La nostra mozione tra il 10 e il 20 per cento”

Nonostante non sia stato eletto segretario, Ignazio Marino è soddisfatto per il risultato delle primarie del Pd. “Se i dati saranno confermati, la nostra mozione è tra il 10 e il 20 per cento”, ha detto il senatore in una conferenza stampa alla sede del Pd. Oggi, ha sottolineato, “è un grandissimo giorno, un bellissimo momento per il Pd, ma anche per l’Italia”.

23:13 Bersani nella sede del Pd

Pier Luigi Bersani è arrivato nella sede del Partito Democratico, pochi minuti dopo che Dario Franceschini aveva ammesso la sua vittoria alle primarie. Ad aspettarlo, al secondo piano della sede del Pd, Ignazio Marino che gli ha stretto la mano appena Bersani è uscito dall’ascensore. Bersani si è poi diretto verso l’ufficio di Franceschini.

23:12 Bersani su Twitter: “Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia”

“Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia”. Così Pier Luigi Bersani ha commentato alle 22.55 su Twitter l’esito delle primarie del Pd.

Un buon inizio! Congratulazioni al nuovo segretario del Partito Democratico. Pierluigi Bersani ora e’ il segretario di tutto il PD e gli facciamo i nostri migliori auguri. Buon lavoro!

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20) Voglio ringraziare Ignazio Marino e tutti coloro che hanno lavorato per la sua mozione. Chi scrive ha preso la tessera del PD quest’estate e solo perche’ Marino si e’ candidato alla segreteria del PD. Il suo risultato e’ straordinario e la sua candidatura ha contribuito non poco sia ad aprire il dibattito a temi importantissimi sia a rendere la competizione piu’ democratica. Grazie Ignazio, congratulazioni e buon lavoro!

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Buona notte e grazie per essere passati su questo blog. Una bellissima giornata, ce n’era bisogno 🙂


Il PD e le alleanze

6 ottobre 2009

PD

Con chi si allea il PD? Tutto dipende da quale PD uscirà dalle primarie del 25 ottobre ma qualche riflessione andrebbe fatta, aspettando che i tre candidati alla segreteria si pronuncino con piu’ chiarezza su questo tema.

C’è chi vorrebbe abbandonare l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, magari per allearsi con l’UDC di Casini e Buttiglione, forse l’embrione di un Grande Centro con Casini, Rutelli e Fini. Dopo i primi entusiasmi, scaldati dalle benedizioni d’Oltretevere, per ora di grande c’è solamente il nome, con Rutelli e Fini che sanno solo galleggiare nel mare dei tatticismi, buoni solo per qualche secondo nei TG serali. Sembrerebbe questa – ma il condizionale è d’obbligo, viste le reticenze all’interno del PD – la strategia di Bersani-D’Alema; una sorta di compromesso storico o grande coalizione che, nell’immaginazione dei proponenti, sia capace di disarcionare il cavaliere.

A noi sembra che un’alleanza con gli integralisti dogmatici dell’UDC sia l’Overture di un Requiem che vorremmo evitare. Le posizioni fondamentaliste di Casini, Buttiglione e confratelli/consorelle non hanno nulla in comune con quelle dei partiti conservatori dei paesi civili, dove il razzismo, l’omofobia e il pregiudizio dogmatico vengono emarginati e condannati duramente. Il Partito Democratico dovrebbe ricordarsi di quando Buttiglione cercò di essere nominato commissario europeo e di come invece riusci’ soltanto a gettare piu’ discredito sulla nostra Repubblica quando l’Europa lo rimandò a casa con un umiliante No, grazie! che fece il giro del mondo.

Sono molti i cittadini italiani che ritengono Di Pietro e il suo partito i soli a fare opposizione al peggior governo della storia d’Italia; invece di gonfiare falsi scandali, il PD farebbe bene a domandarsi perché Di Pietro è cosi’ popolare anche tra i suoi elettori e forse riuscirebbe a capire perché abbandonare l’alleanza con l’IDV rappresenterebbe per il PD il suo suicidio politico.

L’altro soggetto politico a cui, secondo noi, il PD dovrebbe definitivamente aprire le sue porte sono i Radicali di Emma Bonino e Marco Pannella che fanno sapere della “necessità di un chiarimento politico dei rapporti fra Radicali e Partito Democratico”. Senza i Radicali, il PD non è credibile; e non solo in tema di laicità e diritti civili, ma soprattutto perché al PD serve la cultura liberale e democratica dei Radicali. Ignorare quella cultura politica significherebbe impedire la nascita di un vero partito DEMOCRATICO in Italia.

Qualche parola infine su Beppe Grillo, che domenica scorsa a Milano ha presentato il suo movimento politico. Politici e giornalisti usano spesso parole come “antipolitica” e “populismo” per demonizzare Grillo e i tanti cittadini che lo sostengono. Infastiditi dalla grande popolarità che riscuote, il termine tecnico che sfugge a quei politici e giornalisti è “democrazia”. Fortunatamente per il PD c’è anche chi Grillo lo sta a sentire e invita – come fa Giuseppe Civati – a leggere il suo programma.

Sono in molti, è ovvio, all’interno della classe dirigente del PD, a volere un partito chiuso, dove a decidere siano i signori delle tessere, lontani dall’interferenza dei cittadini elettori. L’immagine che danno è quella di un’élite che cerca, disperatamente, di far cadere il governo Berlusconi lasciando intatto il sistema corporativo responsabile di Berlusconi: il vecchio male della cultura nazionale, il gattopardismo. Purtroppo per loro, i cittadini italiani che vogliono abbattere quel sistema sono assai piu’ numerosi, sia a destra sia a sinistra; devono solo smettere di farsi la guerra.

P.S. C’entra poco con le alleanze ma molto con il PD. Un articolo interessantissimo di Francesco Costa per l’Unità dal titolo: Plebiscitarismo! Aggiramento della democrazia interna!


Perché i cowboys del PD hanno paura di Ignazio Marino?

29 settembre 2009

johnwayne

Il circolo PD di Londra si è riunito ieri sera per discutere e votare le tre mozioni congressuali. Questi i risultati: Bersani 14 voti, Marino 14 voti, Franceschini 4 voti. La presentazione delle singole mozioni e il dibattito che ne è seguito sono stati molto interessanti per chi, come chi scrive, era la prima volta che partecipava ad una riunione di partito. Mi sono iscritto al PD quest’estate e solo perché il senatore Ignazio Marino si è candidato alla segreteria; come me, molti altri cittadini italiani che ho incontrato qui a Londra. Dispiace tuttavia che non siano state organizzate altre riunioni di circolo, nelle settimane passate, per discutere delle tre mozioni; forse anche questo ha influito sulla scarsa partecipazione di ieri sera: solo 32 iscritti su circa 90 di cui puo’ contare il circolo di Londra.

Intanto sale il nervosismo all’interno del Partito Democratico. Mentre Francesco Rutelli, uno dei grandi sponsor della mozione Franceschini, si prepara a lasciare il PD, Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, ci spiega la sua idea di democrazia:

«Franceschini di fatto non è più il segretario perché non ha ottenuto il consenso da parte di due terzi del partito che sta gestendo» ed è dunque necessario predisporre una gestione collegiale del partito fino alle primarie.

Nonostante la goffa retromarcia di Bersani e D’Alema, rimane il problema pesantissimo dell’arroganza di questa classe dirigente e il suo disprezzo per le regole democratiche. Ha ragione il senatore Marino a far notare dal suo blog:

“Se Bersani pensa di essere il segretario del partito perché arrivare fino al 25 ottobre? Se pensa che il segretario sia già stato eletto con il voto dei circoli è grave, soprattutto perché offende il popolo delle primarie”

Sul suo blog, Giuseppe Civati da’ notizia di alcune voci che girano all’interno del partito:

(…) Bersani ha vinto tra gli iscritti e sarebbe sbagliato che alle primarie vincesse qualcun altro, magari qualcuno che ha preso meno del 40% nei Circoli. (…)

Come Civati fa giustamente notare, le regole non si possono cambiare durante il gioco e quelle regole – piacciano o meno – sono state scritte e approvate dal PD, anche da coloro che ora si lamentano.

Il nervosismo all’interno del partito è mal celato da Andrea Orlando – sostenitore della mozione Bersani – che in un’intervista pubblicata su il Politico attacca a testa bassa Marino, ripropone la politica basata sugli equilibri interni alle gerarchie del partito e dimostra sia di non capire il principio costituzionale della laicità sia – ancora piu’ grave, se possibile, per un politico – di essere distante dal paese, stanco questo di una classe dirigente che inseguendo il fantomatico voto “moderato” ha perso milioni di voti in pochissimi anni.

La mozione Marino, nonostante il black-out dell’informazione, sta riscuotendo importanti risultati sia in Italia sia tra gli italiani sparsi per il mondo. C’e’ chi vorrebbe etichettare quella mozione come appiattita sui temi della laicità e dei diritti civili ma povera per costruire un partito moderno e popolare e portarlo al governo del paese. Forse costoro non hanno letto la mozione e ignorano le proposte – chiare, coerenti e argomentate – in tema di ricerca, scienza e universita’, meritocrazia, energia e ambiente, economia e lavoro, legalità e questione morale. O forse hanno paura dell’entusiasmo che la candidatura di Marino ha acceso sia all’interno del PD sia – molto piu’ importante – tra i milioni di cittadini italiani che vorrebbero vivere in un paese moderno e civile, integrato in Europa, in una società aperta capace di invertire la rotta e attirare investimenti e cervelli dagli altri paesi invece di costringere quei cervelli alla fuga.

La libera competizione delle idee, la concorrenza, il mercato, sono ancora concetti estranei alla classe dirigente italiana, abituata da sempre a decidere nelle stanze del potere, lontana dall’interferenza dei cittadini che si vogliono comparse. Il nervosismo sicuramente aumenterà nelle settimane che ci separano dalle primarie del 25 ottobre, quando tutti i cittadini italiani potranno votare per il segretario del Partito Democratico. Quando il popolo bue smette di muggire e seguire i capibranco, i cowboys perdono le staffe; ma anche nel Far West, alla fine, ha vinto la civiltà e John Wayne si è dovuto ritirare nel suo ranch.


Partito Democratico: il partito a vocazione suicida

9 settembre 2009

Dario Franceschini e Pierluigi Bersani ci fanno pensare a quei bambini capricciosi e un po’ tristi che amano i giocattoli cosi’ tanto da non condividerli con gli altri bambini. Vittime di un sentimento irrazionale, sicuramente indotto, che attribuisce importanza al giocattolo e non al gioco, quei bambini rischiano di crescere frustrati, con difficoltà a socializzare e vivere insieme. Da grandi, quei bambini cresciuti gelosi dei loro giocattoli, daranno importanza ai giocattoli degli adulti, sempre convinti che il giocattolo e’ piu’ importante del giocare insieme.

Il giocattolo dei politici è il potere, a cui purtroppo molti uomini e donne soccombono; invece di vivere il partito e l’impegno politico come un mezzo per risolvere i problemi della comunità, ascoltando e confrontandosi con coloro che prendono parte a quel gioco, c’e’ chi preferisce tenersi il giocattolo, impedire agli altri di giocare e servire il potere come un dio di cui si e’ schiavi.

Nonostante la breve storia politica, il PD ha già dimostrato in molte occasioni di essere guidato da bambini ossessionati da quel giocattolo. Una classe dirigente isolata dal paese, incapace di comunicare addirittura con i suoi iscritti ed elettori, che rifiuta il confronto, il dialogo, il metodo democratico, l’argomentazione razionale, solo capace di dire di no. No a Marco Pannella, no ai radicali, no ad Antonio Di Pietro, no a Furio Colombo, no a Beppe Grillo, no, no, no! Il giocattolo e’ mio e me lo tengo ben stretto.

L’ultimo no il PD lo sta opponendo in queste ore a quanti dall’interno del partito chiedono un confronto diretto tra i candidati alla segreteria. Franceschini e Bersani preferiscono giocare da soli e lontani dalle interferenze dei cittadini italiani che potrebbero prendere sul serio quell’aggettivo, democratico.

Ignazio Marino, senatore della Repubblica italiana e candidato alla segreteria del PD, è tornato a denunciare il deficit democratico di cui e’ vittima il partito e il paese:

“Il rifiuto da parte di Bersani e Franceschini di partecipare ad un confronto alla pari, di fronte agli elettori, non è altro che il sabotaggio della democrazia interna e un insulto nei confronti dei nostri iscritti. In ogni piazza d’Italia dove vado incontro migliaia di persone, gli stessi organizzatori ne sono stupiti e le cronache dei giornali regionali riportano fedelmente l’interesse suscitato dalla mozione Marino. Sono gli stessi iscritti che chiedono il confronto.  La stampa nazionale, invece, pare non accorgersi della novità della nostra presenza al congresso, quasi ci fosse una congiura del silenzio.”

I cittadini italiani, gia’ abbandonati e traditi dall’informazione e dalle istituzioni repubblicane, gia’ allontanatisi in massa dalla politica partitocratica e soprattutto dal PD, vengono ancora una volta disprezzati da una classe politica che assomiglia sempre di piu’ ad una casta di parassiti il cui unico scopo e’ mantenere il giocattolo ben stretto, costi quel che costi. Piu’ che un partito a vocazione maggioritaria, a noi sembra un partito a vocazione suicida.