Reazionari allo sbaraglio

10 novembre 2009

progresso

Qualche giorno fa’ Antonio Di Pietro cosi’ criticava la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sui crocifissi nelle scuole:

“È una sentenza sbagliata. Sono cattolico ma a prescindere da questo, anche se non lo fossi, non capisco che male c’è ad avere il crocifisso in aula. Che male fa mettere un simbolo che ti ricorda amore e sensibilità? Se dobbiamo accettare una cosa del genere, allora togliamo i crocifissi da piazze e campanili.”

C’e’ da rabbrividire di fronte ai ragionamenti giuridici dell’ex pubblico ministero; evidentemente le sentenze vanno rispettatte solo quando lo dice Di Pietro. Potrebbe dirsi lo stesso per Marco Travaglio, che in un articolo a proposito di quella sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, cosi’ iniziava: “Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole.” Tiriamo un sospiro di sollievo; non dipende da Travaglio il rispetto della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali. Sul tema della sentenza della Corte Europea e della polemica che ne e’ scaturita, segnaliamo anche l’articolo di Tiziana Ficacci sul sito No God: Ogni giorno ha la sua croce.

Oggi il leader dell’Italia dei Valori se ne esce con un’altra proposta non proprio liberale:

Droga: Di Pietro, “Dire i nomi di chi non vuole sottoporsi al test”

10 Novembre 2009 10:37 POLITICA

ROMA – Antonio Di Pietro vuole che siano resi noti i nomi dei parlamentari che non si sono voluti sottoporre al test antidroga cosi’ come i risultati degli esami stessi. Lo ha detto stamattina dopo essersi sottoposto al test egli stesso. “E’ bene che i cittadini sappiano – afferma Di Pietro – se tra loro rappresentanti in Parlamento ci siano persone che facciano uso di droghe”. (RCD)

E perche’ non dei test su alcol e tabacco, molto piu’ dannosi delle droghe proibite? O dei test psico-attitudinali, psichiatrici, sulla salute mentale dei parlamentari? O dei test culturali per accertare scienza e conoscenza di coloro che devono occuparsi di questioni importanti e complesse che riguardano tutti? Non sara’ che attorno alle droghe si vuole solo alzare – come sempre – un gran polverone demagogico da parte di una classe politica ignorante che pensa solo ad ingrassare invece di risolvere i problemi della Repubblica con razionalita’, scienza e onesta’? Chi segue il dibattito sullo scontro tra proibizionismo e antiproibizionismo sa bene che tutti gli osservatori indipendenti denunciano da tempo il fallimento delle politiche proibizioniste in tema di droghe. Ma la nostra classe politica continua a parlare e a legiferare sotto l’influenza della superstizione e non della scienza. La legge Fini-Giovanardi sulle droghe e’ direttamente responsabile di sofferenze, violenze, crimini, morti e corresponsabile dello stato incivile e illegale in cui versano le carceri italiane.

Qualche giorno fa’ il quotidiano Il Fatto ha pubblicato un articolo di Beatrice Borromeo dal titolo Italiani nella “polvere” nessuno sniffa come noi. Leggetelo. Poi leggete l’articolo di Fabio Chiusi che sul suo blog ha esaminato l’articolo di Borromeo, confrontandolo con le fonti, nel caso i dati dell’Osservatorio europeo sulle droghe.

Siamo proprio sicuri che i reazionari siano solo dalla parte di Berlusconi?

P.S. Dai un’occhiata anche alla tabella sull’uso della cannabis in Europa pubblicata sul blog di Francesco Costa, con il titolo Quei fumati degli olandesi

P.P.S. Segnaliamo anche il video di Rai Due “Il Fatto del Giorno”, presente in studio anche Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica (RADICALI ITALIANI)


Big Ben’s spliff

3 novembre 2009

Gordon Brown on Cannabis

Si mette male per il primo ministro britannico, Gordon Brown. Domenica scorsa scrivevamo della sua guerra contro la scienza sulla cannabis. Oggi John Beddington, il principale consigliere scientifico del governo di Sua Maesta’ ha dichiarato di essere d’accordo con il Professor David Nutt, il consigliere scientifico del governo sulle droghe, appena cacciato dal Governo Brown per aver espresso l’opinione scientifica che la cannabis e’ meno pericolosa di tabacco e alcol.

Quando la BBC ha chiesto al Professor Beddington se condivideva l’opinione del Professor Nutt che la cannabis e’ meno nociva delle sigarette e dell’alcol, il principale consigliere scientifico del governo di Sua Maesta’ ha dichiarato: “Penso che l’evidenza scientifica sia assolutamente chiara. Sono d’accordo [con il Professor Nutt]”.


La guerra di Gordon Brown contro la scienza

1 novembre 2009

gordon-brown

Il primo ministro britannico, Gordon Brown

LONDRA, 1 novembre 2009 –  Il governo britannico mostra tutti i sintomi della disperazione politica. Dopo aver riclassificato la cannabis da Class C a Class B – in pratica, un inasprimento proibizionista – contro l’opinione dei consulenti scientifici del suo stesso governo, l’Home Secretary [ministro dell’interno] Alan Johnson ha licenziato via e-mail (noblesse oblige!) il Professor David Nutt, capo dell’Advisory Council on the Misuse of Drugs. Il Professor Nutt sostiene che la cannabis è molto meno pericolosa di alcol e nicotina e che la riclassificazione è antiscientifica e motivata solo da considerazioni politiche, “un capriccio del Primo Ministro”.

La mossa maldestra del governo britannico ha suscitato indignazione nel paese e aspre critiche da parte dei mezzi d’informazione e della comunita’ scientifica. Non solo; oggi il Dr Les King, membro dell’Advisory Council on the Misuse of Drugs ha rassegnato le dimissioni in protesta contro il licenziamento del Professor Nutt. Si temono ora le dimissioni di altri componenti dell’organo di consulenza scientifica del governo.

Il Professor Nutt ha denunciato di non essere disposto a ingannare il pubblico per far passare un messaggio morale del governo. Phil Willis, membro del Parlamento e chairman of the science and technology select committee ha dichiarato: “E’ allarmante che uno scienziato indipendente sia rimosso per offrire l’esatta opinione scientifica”.

D’accordo invece con la scelta del governo, il ministro dell’interno del governo ombra, il conservatore Chris Grayling, mentre l’esponente liberal-democratico Chris Huhne ha condannato la decisione del governo, chiamandola “scandalosa”: “A cosa serve avere la consulenza scientifica indipendente se appena ti sono dati consigli che non ti piacciono cacci chi ti da’ quei consigli?”.

La partita e’ di quelle che mobilitano la societa’ liberal-democratica nelle grandi occasioni; in gioco c’e’ l’indipendenza della scienza dal potere politico, un tema fondamentale in uno stato di diritto.

E mentre le elezioni politiche si avvicinano, il governo di Sua Maestà appare sempre piu’ sull’orlo di una crisi di nervi.