Berlusconi, la piovra e i libri sulla mafia

28 novembre 2009

Roberto Saviano, autore di Gomorra

“Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo giuro che lo strozzo”Silvio Berlusconi

L’uomo e’ previdente, forse sta gia’ pensando alla sua prossima carriera; Berlusconi critico letterario e televisivo. Perché no? La frase qui sopra potrebbe aiutare libri come Gomorra, il bestseller di Roberto Saviano. Certo per Gomorra quell’aiuto arriva tardi ed e’ superfluo, le minacce di morte contro lo scrittore hanno gia’ fatto il giro del mondo. Se ne e’ parlato e se ne parla nei programmi televisivi e sulle prime pagine dei giornali, scrittori e intellettuali hanno promosso e firmato appelli e il libro e’ gia’ stato tradotto in molte lingue e pubblicato in molti paesi.

la prima pagina del britannico Independent del 12/4/2006

Quella frase però potrebbe aiutare quei tanti cittadini onesti che stanno coraggiosamente facendo conoscere il Belpaese con romanzi, saggi, articoli, film, documentari, musica… la notorietà di papi nel mondo non si discute, nei paesi anglosassoni è addirittura conosciuto come godfather (padrino) e le sue “recensioni”, soprattutto in tema di mafia, avranno sicuramente il dovuto risalto.

Quanto a Saviano, nei giorni scorsi lo scrittore ha promosso un appello contro il processo breve e ha risposto al Ministro Bondi: “Ecco perché non possiamo tacere” Saviano scrive al Ministro Sandro Bondi

No, no! Non voglio mica dire che Berlusconi voleva attaccare Saviano per il suo impegno civile. Non sono mica Andreotti che diceva: “a pensar male si fa peccato, ma ci s’indovina“.

Aggiornamento: Sul Fatto c’è un ottimo articolo di Marco Travaglio: Silvio, rimembri ancora?


I pagliacci del Partito Democratico

25 settembre 2009
clown-funeral

mentre i pagliacci occupano abusivamente le istituzioni, la Repubblica muore

Ci scusiamo prima di tutto con i pagliacci, artisti sublimi che riescono a toccare le corde piu’ nascoste dell’animo umano. Non di loro si parla in questo breve articolo ma di quei buffoni che occupano abusivamente le istituzioni repubblicane e sono responsabili del degrado politico e sociale del nostro disgraziatissimo paese. Il Parlamento ne è pieno; pagliacci che si attardano sul palcoscenico, incuranti di fischi e sbadigli di quei pochi spettatori che ancora riescono a non lasciare un teatro quasi deserto.

Le sghignazzate, che non arrivano nell’Italia autarchica dell’informazione, sono però assordanti per chi vive all’estero, dove giornali e TV si divertono osservando e commentando la repubblica italiana delle banane. Vi lascio immaginare l’umiliazione quotidiana che pero’ – a differenza di quel che scrive Repubblica – non è solo causata dalle patetiche acrobazie sessuali di Berlusconi o dai suoi alleati come Bossi o dai suoi parassiti politici come La Russa, Gasparri, Bondi, Carfagna. Nel PD per esempio…

Da La Stampa di ieri 24 settembre:

Due giorni fa la senatrice pd Dorina Bianchi, cattolica vicina ai Teodem, aveva votato sì ad un’indagine conoscitiva sulla pillola RU486 decisa dalla Commissione Sanità del Senato e aveva anche accettato di fare la relatrice. Sembrava un’iniziativa a titolo personale della Bianchi, impressione rafforzata da una lettera di ieri mattina di Franceschini alla capogruppo Anna Finocchiaro («Sull’indagine conoscitiva decide il Gruppo»), fino a quando, riunita l’assemblea dei senatori, si è scoperto come stavano le cose. La Finocchiaro ha raccontato che il Pd aveva concordato col Pdl il sì all’indagine, ma a condizione che questa si svolgesse «dopo il congresso del Pd». Una ricostruzione dei fatti che ha spiazzato e sorpreso diversi senatori: l’esperta Finocchiaro aveva pubblicamente ammesso di aver trattato col capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e con Antonio Tomassini, uno dei medici di Berlusconi, sulla base di un singolare scambio: sì alla indagine, in cambio di una tempistica che non interferisse nel dibattito congressuale. E ricevendo in cambio una decisione velenosa: l’inchiesta si concluderà due giorni dopo la conclusione della conta del Pd. In serata, per effetto delle polemiche suscitate, l’unica che si è dimessa è stata Dorina Bianchi, che ha rinunciato all’incarico di relatrice. [scarica articolo in PDF]

Sono vent’anni che la pillola RU486 viene usata in Francia, Regno Unito, Svezia. Il farmaco, approvato dagli organi competenti in piu’ di trenta paesi, dagli Stati Uniti alla maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, ora è stato finalmente approvato anche in Italia dall’Agenzia italiana del farmaco. Ma siccome la repubblica delle banane è un paese confessionale a sovranità limitata e sorvegliata, per far contenti i gerarchi vaticani, i pagliacci hanno subito inscenato lo spettacolo raccapricciante dell’indagine conoscitiva. Per chi è interessato a questo argomento, consigliamo una recente intervista a Silvio Viale, medico e dirigente radicale.

Nel PD, partito a vocazione clownesca, i pagliacci sono ancora piu’ patetici dei loro colleghi di destra. Parlando di laicità, Massimo D’Alema non trova miglior modello della Democrazia Cristiana:

“Un partito come il nostro deve essere l’erede della migliore tradizione democristiana in materia di difesa della laicita’ della politica e dello Stato”

Laicità, questa sconosciuta. Se il tandem D’Alema-Bersani dovesse disgraziatamente guidare il PD, la loro “laicità” avra’ l’odore, il sapore e l’aspetto del catto-comunismo. Tutta la strategia di Bersani è basata su un PD che si allea con i fondamentalisti dell’UDC di Casini e Buttiglione; d’altronde il beniamino di Comunione e Liberazione ha già dichiarato che al Pd serve il coraggio di riscoprisi cattolico popolare e socialista.

Se ci fosse una gara nel PD per l’assegnazione del Naso d’Oro come miglior clown, la giuria avrebbe difficoltà a selezionare il vincitore. Forse il premio andrebbe ex aequo a Massimo D’Alema e Piero Fassino.

D’Alema, alla domanda “Chi è il responsabile della crisi della sinistra in Italia?” risponde:

“Ma non c’è la crisi della sinistra in Italia. Abbiamo solo perso le elezioni, dobbiamo solo tornare a vincerle”.

Piero Fassino ci spiega perché ha scelto di appoggiare Franceschini:

“non credo che accresca il credito del PD offrire l’immagine di un partito che rinnova e cambia i propri dirigenti troppo spesso”.

Salviamo il PD e la Repubblica; mandiamo i pagliacci a casa.

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