Feltri e la tragedia comica

5 dicembre 2009

Vittorio Feltri, Direttore del Giornale di famiglia

O una commedia tragica?  Si apprende che il direttore del Giornale di famiglia, Vittorio Feltri, ha fatto mea culpa. Da UAAR:

Errata corrige. Il direttore de Il Giornale Vittorio Feltri ha chiesto ieri scusa all’ex direttore di Avvenire Dino Boffi, dimessosi proprio in seguito agli attacchi condotti dal quotidiano di proprietà del fratello del premier Berlusconi. Feltri ha scritto che “La ricostruzione dei fatti descritti oggi posso dire non corrisponde al contenuto degli atti processuali”. Aggiungendo: Boffo “non risulta implicato in vicende omosessuali, tanto meno si parla di omosessuale attenzionato”. Tuttavia, lo stesso Feltri, dopo aver ricevuto critiche dal mondo cattolico e dall’intero arco politico, ha precisato che “le molestie rimangono e così pure la pena pecuniaria”.

Le parole sono importanti, specialmente per un giornalista: “non risulta implicato in vicende omosessuali”. Implicato? Vicende omosessuali? E’ forse una fattispecie criminosa? Che articolo del codice penale? Dopo Feltri il censore, ora abbiamo Feltri il guardone.

Intanto, sempre da UAAR: Famiglia Cristiana: “l’attacco laicista danneggia il paese”

Un editoriale di Beppe Del Colle, pubblicato sull’ultimo numero di Famiglia Cristiana, plaude all’atteggiamento del ministro Maurizio Sacconi nei confronti dell’Agenzia Italiana del Farmaco, ‘rea’ di aver autorizzato la diffusione della pillola abortiva RU486. Il titolo dell’articolo esprime molto bene i contenuti del pezzo: RU485, l’attacco laicista danneggia il paese. Secondo Del Colle, agli “ambienti politici, sociali e culturali di area laicista” non sta a cuore la salute delle donne, “ma la loro libertà di mettere fine a una vita umana in gestazione”. Dopo aver accennnato a “presunti ‘diritti civili’ lontanissimi dalla legge naturale”, Del Colle ricorda come l’indice di natalità italiano sia bassissimo, e lo paragona alla ‘rinascita’ demografica francese: un paragone alquanto spericolato, il suo, visto che la pillola RU486 è usata nel paese transalpino da diversi lustri, e visto che Oltralpe il ritorno alla natalità è soprattutto il frutto del riconoscimento delle unioni di fatto, che da sole assicurano oltre il 50% dei neonati. Aspetti su cui Del Colle ha preferito sorvolare.

Italia, AD 2009 (quasi 2010) ma sembra medioevo, caccia alle streghe inclusa.


Aggiornamenti dal fronte laicità

18 novembre 2009

From buses to billboards: the next stage of the Atheist Bus Campaign is unveiled for Universal Children’s Day. Click the image to know more

Qualche aggiornamento in tema di laicità, con l’aiuto del sito UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

A proposito del film Agorà – firma la petizione – UAAR informa: Spagna, grande successo per Agorà

Grande successo nelle sale spagnole per Agorà, il film di Alejandro Amenábar dedicato alla vita e alla morte di Ipazia di Alessandria, la matematica e scienziata uccisa nel V secolo da una turba di monaci cristiani. La pellicola ha finora incassato circa 20 milioni di euro, una cifra che ne fa il film iberico più visto dell’annata. Agorà ha nel frattempo trovato un distributore (indipendente) che la farà proiettare nelle sale USA a partire dalla prima metà del 2010. Nessuna buona notizia invece dall’Italia, dove non si trova alcun distributore, nonostante le quasi 8.000 firme in calce alla petizione online e nonostante la pellicola sia stata finanziata per quasi il 90% da Telecinco, il cui pacchetto di maggioranza è di proprietà di Mediaset, la società del presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Sempre l’UAAR informa: Tutte le ordinanze pro-crocifisso dei comuni italiani

L’UAAR sta monitorando le aministrazioni comunali italiani che hanno emesso (o che hanno annunciato di voler emettere) ordinanze in favore dell’esposizione del crocifisso, o acquistandone in una certa quantità per donarli alle scuole o multando coloro che li levassero dai muri. L’elenco provvisorio comprende Ascoli Piceno (AP), Ardea (RM), Asiago (VI), Badia Polesine (RO), Besana in Brianza (MB), Calsteldelci (RN), Cicciano (NA), Enna (EN), Fabbriche di Vallico (LU), Gallio (VI), Galzignano Terme (PD), Loreto (AN), Ostra Vetere (AN), Priverno (LT), Roana (VI), Rossano Veneto (VI), Saluggia (VC), Sassuolo (MO), Scarlino (GR), Sezzadio (AL), Trivolzio (PV), Zibello (PR). Chi fosse a conoscenza di altri episodi è cortesemente invitato a segnalarlo.

Dopo la dichiarazione reazionaria presentata al Parlamento europeo e firmata anche da due europarlamentari del PD, continua la deriva clericale del partito guidato da Bersani, il cui “buon senso” sta facendo proseliti. Il consiglio regionale delle Marche, a maggioranza di centrosinistra, ha approvato una mozione di sostegno all’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche: “il buon senso non deve essere vittima del diritto”. Allucinante!

Scappando da questo clima opprimente che si respira in Italia, qui a Londra: La campagna ateobus inglese passa sui manifesti e difende l’infanzia

In occasione della giornata internazionale dell’infanzia è stata svelata ieri la nuova fase della campagna pubblicitaria inglese a favore dell’ateismo, che avrà luogo su maxi-cartelloni pubblicitari. La data non è stata scelta a caso: le immagini della campagna ritraggono infatti bambini accompagnati dalla scritta, in rilievo, “non etichettatemi”, e da tante scritte sullo sfondo quali “bambino cattolico”, “bambino musulmano”, “bambino mormone”, “bambino agnostico”, “bambino ateo”… insieme a scritte politiche che nessuno mai userebbe quali “bambino marxista”, “bambino conservatore”, “bambino libertario”, “bambino anarchico”… Lo scopo della campagna è di rimarcare il diritto dei bambini a crescere senza condizionamenti, in modo da poter scegliere in seguito liberamente da soli. Anche questa iniziativa è co-finanziata dalla fondazione di Richard Dawkins.

E sono solo a due ore di volo dall’Italia.


Il sonno della ragione (e la deriva clericale e reazionaria del PD)

12 novembre 2009

dach-id

“Ogni detenuto portava un triangolo colorato (generalmente con la punta verso il basso) cucito (o dipinto) sulla sua uniforme da deportato. A seconda del colore, si distinguevano diverse categorie: i politici avevano un triangolo rosso con una lettera all’interno che precisava la nazionalità (salvo per i tedeschi). Gli ebrei politici portavano un triangolo rosso (con la punta verso l’alto) con sovrapposto un triangolo giallo (con la punta verso il basso). Gli ebrei avevano una stella gialla (formata da due triangoli), i Bibelforscher un triangolo color malva/viola. Alcune fonti attestano che certi Bibelforscher portavano un triangolo viola con sovrapposto un triangolo giallo. Gli internati di diritto comune avevano un triangolo verde, gli asociali un triangolo nero. I contaminatori della razza portavano un triangolo nero sovrapposto ad un triangolo giallo, gli omosessuali un triangolo rosa, gli zingari un triangolo bruno e gli apolidi e gli emigrati (repubblicani spagnoli) un triangolo azzurro. I SAW (Sonderaktion Wehrmacht : epurazione dell’esercito tedesco), quanto a loro avevano un triangolo rosso, con la punta verso l’alto.” Fonte: Sylvie Graffard e Léo Tristan, I Bibelforscher e il nazismo (1933-1945) Editions Tirésias-Michel Reynaud, Parigi, 1994

Forse il sindaco di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, il leghista Enzo Bortolotti, potrebbe trovare utili le informazioni qui sopra; la sua idea di schedare tutti i musulmani per fermare l'”invasione” islamica non e’ certo originale. Il segnale, preoccupante di per se’, diventa allarmante se si considera che quel sindaco e’ stato rieletto a furor di popolo, quasi il 70% dei consensi. Debora Serracchiani, segretaria regionale del PD, denunciava appena qualche giorno fa’ il razzismo di questo sindaco, che e’ anche segretario provinciale della Lega.

La cappa opprimente sull’Italia, quel clima da caccia alle streghe, inquisizione, stato di polizia diventa ogni giorno piu’ pesante. I campanelli e le campane d’allarme rimangono per lo piu’ inascoltati, le spinte reazionarie o si giustificano o addirittura si accolgono con entusiasmo. L’Italia e’ in caduta libera, la gravissima regressione culturale, antropologica è veramente spaventosa. In questa regressione regnano paura, ignoranza, violenza, odio, dogma, intolleranza. Caccia grossa e sempre aperta: agli omosessuali e transessuali, agli immigrati, alle donne, agli atei o diversamente credenti, agli eretici, alla scienza e agli scienziati… e a tutti coloro che non si sottomettono. Tutti malati d’alzheimer, come mette in guardia Famiglia Cristiana.

Caccia grossa per difendere la razza e la tradizione. Caccia grossa non solo per le vie delle citta’ italiane ma sulla stampa e in televisione, dove gli ospiti delle trasmissioni d’infotainment vengono rigorosamente selezionati per il loro pregiudizio e la loro ignoranza. Bucano lo schermo. Si rimane sgomenti di fronte allo spettacolo offerto da Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè alla tv pubblica o guardando i linciaggi mediatici contro la sentenza della Corte Europea sui crocifissi e contro tutti coloro che si riconoscono in quella sentenza.  E’ la regressione che avanza, a reti unificate.

In tutto il mondo il proibizionismo sulle droghe e’ sotto processo; le sentenze sono ovunque unanimi: il proibizionismo non solo ha fallito ma ha ingigantito il problema. E le mafie ringraziano. In Italia invece si fa finta di niente e si continua con quella politica ottusa e nefasta; invece di mettere mano alla legge Fini-Giovanardi si continua con la demagogia dei test antidroga per una classe politica fanatica che pensa ad altre schedature e magari ad imporre l’esempio nelle scuole e negli uffici, a tutti i cittadini. Diventera’ sicuramente un’altra tradizione, come quella del crocifisso imposto per legge nelle scuole, nei tribunali e negli altri uffici della Repubblica confessionale delle banane. Uno stato di polizia, ma timorato di Dio.

A proposito di crocifisso. Al Parlamento Europeo i soldati di Santa Romana Chiesa del PDL, Lega, UDC e PD hanno presentato una dichiarazione per:

“il pieno diritto di tutti gli Stati membri a esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell’identità di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell’intera comunità nazionale, rispettosi dell’orientamento religioso di ciascun cittadino”.

Non si riesce a credere ai propri occhi quando si leggono offese alla logica, all’intelligenza, cosi’ marchiane. La proposta indecente è stata ufficialmente presentata da Mario Mauro e Sergio Silvestris (PDL), Gianni Pittella e David Sassoli (PD), Carlo Casini e Magdi Cristiano Allam (UDC), e da Mario Borghezio (Lega Nord). Assente l’IDV. Per diventare un pronunciamento ufficiale dell’europarlamento deve raccogliere entro tre mesi le firme di 369 parlamentari.

Per quanto riguarda il PD, sarebbe interessante sapere chi ha deciso questa ennesima buffonata, offensiva e blasfema sia per i credenti cattolici sia per i non credenti e i diversamente credenti. Ci sono ancora laici e liberali all’interno del PD? Hanno niente da dire su questa deriva clericale? E’ questo il PD che il nuovo segretario Bersani ha in mente? Ora la CEI guida anche l’azione politica dei parlamentari europei del PD?

In questo sonno della ragione – che in Italia per la verita’ sembra piu’ un coma profondo – si rivede un film gia’ visto. Se i KKK e le loro croci infuocate hanno gia’ fatto il loro debutto italiano, c’e’ chi quella tradizione l’ha capita ancora meglio e inchioda la croce sul portone dei Radicali. E’ innegabile, le tradizioni sono importanti; dalle crociate alle guerre sante, dalla maledettissima Santa Inquisizione al regime nazista fino ai giorni nostri, con i gruppi neofascisti e neonazisti che l’hanno messa sui loro stemmi, la croce è davvero il simbolo di una tradizione importante che – come dicono quei buffoni italiani al Parlamento Europeo – unifica l’intera comunità: torturatori e torturati, stupratori e stuprati, persecutori e perseguitati, schiavisti e schiavi, assassini e assassinati, tutti insieme, gli aguzzini e le loro vittime, a celebrare la tradizione e l’identità che ci unisce tutti.


Oltre l’indecenza: Claudio Magris e il crocifisso

7 novembre 2009
magris

Claudio Magris

Continua la fiera delle scemenze a proposito della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sui crocifissi nelle scuole. In questi giorni si e’ dovuto assistere all’armamentario completo della cultura nazional-popolare italiota: volgarita’, violenza, stupidita’, ignoranza, arroganza. Se ci si poteva aspettare quell’armamentario dall’opportunista Berlusconi, dal fascista La Russa, dal catto-comunista Bersani o dal clericale Buttiglione, va oltre l’indecenza l’articolo di Claudio Magris sul Corriere della Sera.

Il fine intellettuale, consapevole forse di poggiare le sue argomentazioni su una carrellata di sciocchezze, deve ricorrere all’insulto personale contro un ragazzino di 13 anni. Magris infatti apre e chiude il suo intervento sul Corriere della Sera sbeffeggiando Sami Albertin, il ragazzo la cui madre ha fatto ricorso alla Corte Europea, vincendolo. Ed e’ questa vittoria, sanzionata dall’autorevole istituzione europea che tutela i diritti e le liberta’ fondamentali, a dar fastidio a quanti si riconoscono nell’Italietta, intellettuali inclusi.

Ecco allora il grande intellettuale aprire il suo articolo sul piu’ importante quotidiano del paese con l’insulto contro un ragazzino di 13 anni (*): “[Sami Albertin] dev’essere molto sensibile e delicato come una mimosa”. Non pago delle sue argomentazioni razionali (come dargli torto!) Magris chiude con un altro insulto: “Evidentemente Calamandrei era meno delicatino del giovane Albertin”.

Il dileggio di Magris è tanto piu’ ripugnante perche’, rendendosi conto della bassezza che si appresta a mettere in atto, fa precedere quegli insulti da una finta carita’ cristiana a favore di quel ragazzino che poi si appresta a deridere pubblicamente, sulle pagine del piu’ importante quotidiano del paese. Noblesse oblige!

Non bastano i nomi illustri citati da Magris – Dostoevskij, Tolstoj, Gandhi, Buddha, Calamandrei, Croce… – per nascondere l’ovvio, e cioe’ che il crocifisso nelle scuole italiane (e in tutti gli altri luoghi pubblici, a cominciare dai tribunali) non rappresenta il Cristo e la sua caritas (ma quando mai!) ma il dominio culturale e il potere temporale della Chiesa Cattolica in un paese, l’Italia, a sovranita’ limitata e sorvegliata. Il baratro che separa Cristo e il suo messaggio, la caritas, dalla Chiesa Cattolica è troppo profondo per poter essere ignorato da un grande erudito come Magris e ci si aspetterebbe che, quando si parla di Cristo, almeno si eviti la violenza verbale contro i bambini.

Con quest’articolo di Magris sul Corriere si è toccato il fondo, lo si e’ raschiato e poi si e’ continuato a scavare. Per dirla con Orwell, “Nel nostro paese (…) sono i liberali che temono la libertà e gli intellettuali che vogliono infangare l’intelletto”.

(*) Nota: Sami Albertin ha 19 anni oggi, ma il sarcasmo di Claudio Magris è indirizzato al ragazzo quando egli frequentava la scuola media, come riportato dal Corriere: «In classe, alle medie, c’erano tre crocifis­si. Ovunque ti giravi, ti sentivi osservato».

 

Sullo stesso argomento:

Il crocifisso, Berlusconi e le menzogne dell’Italietta nostalgica

Crocifissi, ladroni e mercanti del tempio

“possono morire”

Titanic. Il crocifisso, il “buonsenso” di Bersani e lo scontro tra tradizioni inconciliabili

Guerra Santa


UAAR: Iº meeting nazionale dei non credenti

9 settembre 2009

Rilanciamo con piacere da questo blog un comunicato stampa dell’UAAR

Tutto pronto per il I meeting nazionale dei non credenti

Appuntamento per sabato 19 settembre a Roma: atei e agnostici sono ai blocchi di partenza per il loro primo meeting nazionale, durante il quale si discuterà dell’affermazione concreta della laicità dello Stato, dell’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti, della garanzia della stessa visibilità e dello stesso rispetto, e della fine di ogni privilegio accordato alle confessioni religiose. «Atei e agnostici non credono nei miracoli. Per questo, oggi e in questo paese, hanno deciso che è arrivata l’ora di darsi voce da sé», spiega il segretario nazionale della Uaar Raffaele Carcano.
Dalle ore 14.30, in piazzale Ankara a Roma, si alterneranno interventi sulla scuola, l’educazione, il testamento biologico, il battesimo e lo sbattezzo, i finanziamenti alle chiese, l’assistenza laica negli ospedali e il funerale laico, la scienza, le pari opportunità… Tra i relatori, anche Franco Grillini, Laura Balbo, Carlo Flamigni e i videointerventi di Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi. A fine serata, musica e spettacoli. Il programma completo si può leggere qui.
«Atei e agnostici, in Italia, sono un cittadino su sette. – prosegue Raffaele Carcano – E nel mondo sono circa un miliardo. Ma, mentre quasi ovunque nel mondo occidentale, la politica lo sta riconoscendo, in Italia si può venire censurati per aver detto, o scritto, che Dio non esiste». Intanto, si registra una crescita dell’attenzione sui temi del meeting, come testimoniato dall’uscita di un lungo servizio di Gabriele Romagnoli sul numero odierno di Vanity Fair.

Comunicato stampa UAAR

Una presentazione del meeting è stata pubblicata anche su Cronache Laiche


Papa Ratzinger e le crociate di Santa Romana Chiesa

6 settembre 2009

Benedetto XVI sostiene che “l’umanità intera, in verità, ha la vocazione radicale di ritornare alla sua sorgente, che è Dio” e che con la “restaurazione di tutte le cose in Cristo” l’umanità sarà riconciliata. “E’ in tale missione” continua perentorio “che si comprende ed autentica il vero cammino storico dell’umanità. […] Annunciare il Vangelo deve essere perno noi, come già per l’apostolo Paolo, impegno irripetibile e primario”. “E’ in questione la salvezza eterna delle persone, il fine e compimento stesso della storia umana e dell’universo”, sostiene il papa. [Benedetto XVI: “Chiesa non agisce per dominio ma per illuminare e unire i popoli”, UAAR ultimissime]

Si salvi chi può, ci verrebbe da gridare ai quattro venti, memori della storia di questa caritatevolissima organizzazione, la Chiesa Cattolica. Dietro un’ideologia pericolosissima, il dogma,il fine e compimento stesso della storia umana e dell’universo”, si sono accesi i roghi, torturati e assassinati gli innocenti, legittimato e praticato la schiavitu’, armati e benedetti gli eserciti di assassini, assolto i genocidi.

Il segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, al convegno di Azione Cattolica: “Lento declino del cattolicesimo in Italia”:

“lento declino dell’appartenenza  religiosa forte alla Chiesa cattolica”. I cattolici italiani devono però “resistere” a “tutto ciò che contraddice il Vangelo e la fede”, non devono lasciarsi “fagocitare dal mondo e dalla sua logica anti-evangelica e disumanizzante”. Allo stesso tempo, non devono però cadere nella “sindrome  d’assedio”, tipica di coloro che vedono “attorno a sè nemici e minacce alla Chiesa”. Il segretario della Cei contesta inoltre “la tentazione di ridurre la fede alla dimensione privata” ma anche “quella opposta di adagiarsi sul mantenimento di un ambiente socio-culturale con tratti religiosi e più o meno vagamente cristiani, secondo una prospettiva di religione civile” che non consideri il pieno coinvolgimento dell’individuo. Bisogna superare il pessimismo, la “preoccupazione di perdere condizioni e prerogative del passato” che porta alla “voglia di rivalsa e di riconquista”, sostiene inoltre Crociata.

Mentre attendiamo fiduciosi l’ennesima crociata di Santa Romana Chiesa, riflettiamo su una domanda: quando sara’ che la politica, le istituzioni repubblicane e i mezzi d’informazione riusciranno a dare alla Chiesa Cattolica tutto lo spazio che merita, e non un minuto di piu’?

Sullo stesso argomento, leggi anche Il ritorno dell’Inquisizione