Ignazio Marino, Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani aderiscono al No Berlusconi Day

18 novembre 2009

Il senatore Ignazio Marino (PD) e il vicepresidente del PD, Ivan Scalfarotto parteciperanno – entrambi a titolo personale – al No Berlusconi Day del 5 dicembre. Come scrivevo ieri, a me sembra una buona cosa; tra le centinaia di migliaia di cittadini che hanno gia’ aderito alla manifestazione, ci sono sicuramente moltissimi iscritti, simpatizzanti ed elettori del PD.

Dispiace assistere a polemiche pretestuose su chi partecipa e chi no cosi’ come dispiace assistere ancora una volta alla disinformazione da parte dell’informazione, dove c’e’ chi si ostina a dare alla manifestazione paternita’ false. Una “manifestazione di Di Pietro”, scriveva l’editoriale di Europa di ieri. Altri esempi della stessa disinformazione sono raccolti su questo blog.

Repetita iuvant: Il 5 dicembre a Roma ci sarà il No Berlusconi Day, la manifestazione nata dalla Rete e a cui hanno aderito centinaia di migliaia di cittadini, sia in Italia sia all’estero. Altre info QUI e QUI.

Aggiornamenti:

– Anche Debora Serracchiani, europarlamentare e segretario del PD in Friuli Venezia Giulia, aderisce al No Berlusconi Day.

Su Facebook la pagina di Ovadia, Ravera e Colombo che aderiscono al No-B-Day

– Articolo 21 aderisce al No Berlusconi Day: “noi ci saremo perche’ riteniamo importante esserci ovunque si riuniscano cittadine e cittadini che manifestano amore per la legalita’ repubblicana e per i valori racchiusi nella carta costituzionale”


Povera Patria

1 ottobre 2009

Ha ragione il caudillo italiano, “Lunga vita alla Dandini e a Santoro che non fanno altro che portare voti al centrodestra”. Il paese dei guelfi e ghibellini, dei campanili, del Fascismo, delle corporazioni, delle tribú, della mafia, dei gattopardi, degli abusi di potere, della partitocrazia e del populismo demagogico sta soffocando di voyeurismo nell’ora piu’ tragica della giovane e fragile Repubblica. Scrive Aldo Grasso sul Corriere:

Temo che Silvio Berlusconi abbia ragio­ne: lui conta i voti della gente, gli altri si esercitano sull’audience. Anzi, sono pri­gionieri della logica perversa della tv più corriva. Di questi tempi, l’Italia avrebbe bisogno di tutto, fuorché di lottare per la poetica dello sciacquone.

Ma come una mignatta, la retorica pomposa e vacua non demorde. Continua il vittimismo pietoso e demagogico di Repubblica, della Federazione Nazionale della Stampa e di coloro che si ricordano dell’Art. 21 della Costituzione solo per difendere i loro interessi corporativi. Ma cosa diavolo dice questo Art. 21? I primi due commi recitano:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

I paladini della “libera stampa”, i difensori della libertà d’informazione a senso unico sono gli stessi che si trincerano dietro l’Ordine Fascista dei giornalisti, definito già da Umberto Terracini “una mostruosità giuridica”, in palese contrasto con l’Art. 21 della Costituzione.

Continua indisturbata intanto la spartizione della cosa pubblica tra le cosche del potere partitocratico. La RAI assomiglia sempre di piu’ ad una Cosa Nostra di Don e Caporegime, dove l’unica cosa pubblica è il canone, il pizzo imposto ai cittadini per mantenere la propaganda di Santa Signora delle Clientele; il bilancio è in rosso e Pantalone paga.

I protagonisti di questa informazione faziosa e autoreferenziale – che si chiamino Minzolini, Vespa o Santoro conta poco – arringano dagli schermi televisivi ad una folla sempre piu’ confusa e meno informata, trasformata in tifoseria da curva sud. E mentre si godono i loro stipendioni d’oro, gli italiani sopravvivono con 700 euro al mese, sono sommersi dalla spazzatura e continuano a morire d’illegalità.

Forse ormai incapace di capire la differenza tra Beautiful e la realtà, il popolo bue viene distratto con Patrizia D’Addario; Repubblica non sta piu’ nella pelle:

Secondo quanto appreso da Repubblica.it la donna che per due volte fu nella residenza del premier, e che nella seconda occasione si fermò per la notte, interverrà in diretta. Non è stato ancora deciso se in collegamento video o in studio.

Povera Patria!