I buffoni ministri La Russa e Alfano e il caso Cucchi (e le dichiarazioni surreali e vergognose del maggiore Paolo Unali)

30 ottobre 2009
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Con Ignazio La Russa, Ministro della Difesa, l'Italia è in buone mani

Sul caso di Stefano Cucchi, interviene il ministro della difesa La Russa:

«Non c’è dubbio che qualunque reato abbia commesso questo ragazzo – spiega La Russa – ha diritto ad un trattamento assolutamente adeguato alla dignità umana. Quello che è successo non sono però in grado di dirlo perché si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa, in quanto attiene da un lato ai carabinieri come forze di polizia, quindi al ministero dell’Interno, dall’altro al ministero della Giustizia. Quindi non ho strumenti per accertare, ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione»

Questione di fede!

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Angelino Alfano, ministro della giustizia del governo Berlusconi. Un ossimoro.

Il ministro della giustizia, Angelino Alfano, mercoledi’ scorso alla Camera:

“La visita al Regina Coeli  ha evidenziato la presenza di ecchimosi sacrale coccigea, tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della deambulazione e arti inferiori”. “Il medico del carcere – ha aggiunto il ministro – ha poi dato atto nel referto di quanto riferito dal detenuto: Stefano Cucchi ha detto di una caduta accidentale dalle scale“.

E ci tocca pure pagarli a questi buffoni!

P.S. Sul blog del quotidiano Il Fatto potete leggere le dichiarazioni surreali del maggiore Paolo Unali, comandante della Compagnia Roma Casilina, i cui uomini, nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, hanno arrestato Stefano Cucchi. Siamo sicuri c’e’ gia’ chi sta lavorando per insabbiare tutto. Davvero una Repubblica delle Banane, dove i cittadini hanno paura delle loro forze dell’ordine. Vergogna!

P.P.S. Monsignor Giorgio Caniato, ispettore dei cappellani: «Le botte gliele hanno date sul serio e anche forte. Non è certamente caduto dalle scale». Il garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni ha invitato ad aspettare l’esito dell’autopsia, anche se, ha detto: «continuo a pensare che sia stato colpito fuori dal carcere. È stato malmenato violentemente. Immagino che un tossicodipendente arrestato possa fare resistenza scatenando la reazione delle forze dell’ordine. A volte succede, purtroppo». Ma il comandante provinciale dei Carabinieri Vittorio Tomasone afferma: «Inoltre, voglio ribadirlo, il ragazzo non ha mai opposto resistenza all’arresto e tutto si è svolto normalmente». Di certo c’e’ solo che Stefano Cucchi non si è suicidato!

LEGGI ANCHE: Stefano Cucchi e l’inciviltà della Repubblica delle Banane


Repubblica delle Banane: il PD deve chiedere le dimissioni di Berlusconi

8 ottobre 2009

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Il giorno dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il c.d. lodo Alfano – la legge con cui Berlusconi tentava di sottrarsi alla legge e ai processi che lo riguardano – continuano le dichiarazioni dei politici italiani, allergici alla civiltà liberal-democratica, che confermano che è davvero nata la Repubblica delle Banane.

Lasciamo perdere le dichiarazioni del Bananiero Capo e dei suoi tirapiedi per concentrarci su due cariche istituzionali importantissime. Il Presidente della Camera Fini parla dell’ “incontestabile diritto politico di Silvio Berlusconi di governare, conferitogli dagli elettori”; il vice-Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino non ha dubbi: “Gli effetti di questa sentenza non sono riproducibili sul terreno politico. C’è una maggioranza espressa dal corpo elettorale, che va avanti con le proposte contenute nel suo programma”.

Ieri il PD ha finalmente trovato l’unanimità, quella sbagliata però; invece di chiedere le immediate dimissioni di Berlusconi  – che, ricordiamolo, solo pochi giorni fa’ era stato trovato colpevole di corruzione da un tribunale della Repubblica – il PD ha invitato Berlusconi a restare al suo posto. Massimo D’Alema ha commentato: “E’ sbagliato trarre conseguenze politiche. I governi cadono se manca la maggioranza, non per una sentenza”.

Come dicevamo nei giorni scorsi, nei paesi civili quelle conseguenze politiche sarebbero scontate; oggi il Times di Londra dedica alla Repubblica delle Banane il suo editoriale principale, dove si legge: “Berlusconi ha portato vergogna su se stesso e il suo paese con le sue azioni sessuali e con i tentativi di evadere i processi. Egli deve ora dimettersi”.

Rimanendo al suo posto, Berlusconi porterà il paese alla rovina completa e per difendersi nei procedimenti giudiziari a suo carico, abbatterà definitivamente quel che resta della Repubblica; l’uomo è capace di tutto. Invece di lasciare la scena politica e la difesa delle istituzioni repubblicane a partiti minori, il Partito Democratico faccia sapere al paese se intende proporsi come forza di opposizione credibile alla Repubblica delle Banane. Prima che le risate da Londra, Parigi, Berlino, Brussels e Washington seppelliscano la Repubblica, il PD chieda immediatamente le dimissioni di Silvio Berlusconi.


Rocco e i suoi fratelli. L’omofobia della Chiesa Cattolica e il ritorno alla caccia alle streghe

28 agosto 2009

Rocco Buttiglione contro una legge contro l’omofobia, il ministro della giustizia Alfano contro l’utilizzo della RU486, Gasparri e Quagliarello contro la libertà e testamento biologico, poi l’ora di religione e gli attacchi della CEI alle istituzioni repubblicane, e poi Binetti, Rutelli, Fioroni… e poi l’ignavia politica del PD, e poi… e poi… Ad andar dietro alle dichiarazioni della nostra “classe dirigente” (mai espressione fu tanto impropria) si rischia soltanto di perdersi in polemiche sterili se non si ha ben presente il quadro culturale e propriamente politico in cui le vere battaglie sono combattute.

Seguiamo allora una pista, quella dell’omofobia, e avvertiamo fin d’ora che quello che si dirà vale anche per tutti gli altri problemi che sembrano essere tornati di attualità, dall’aborto al testamento biologico, dalla laicità delle e nelle istituzioni a quella che il cittadino Rodotà ha chiamato una “regressione culturale spaventosa”.

Hanno fatto discutere recentemente gli ultimi atti di violenza contro cittadini omosessuali; ma da dove nasce quella violenza e il pregiudizio che infetta le menti, il virus dell’omofobia le cui prime vittime sono gli omofobi stessi che ne vengono contagiati? Sì, perché l’omofobia è una malattia sociale indotta da cui si può e si deve guarire ed essere consapevoli della nostra storia è il primo passo per la cura e soprattutto per la prevenzione.

L’omofobia, il pregiudizio contro l’omosessualità e gli omosessuali, ha provocato secoli di violenze e indicibili sofferenze. La Chiesa Cattolica, attraverso la maledettissima Santa Inquisizione – tribunale dell’infamia operato da domenicani e francescani – ha seviziato, torturato e assassinato milioni di esseri umani, nostri fratelli e sorelle che meritano di essere ricordati. Durante cinque secoli di orrori – non qualche anno o pochi decenni come con Hitler o Stalin per dire, ma per 500 anni! – supplizzi e torture pensati da menti malate erano l’anticamera ai roghi sulle piazze di tutta Europa e in quel “nuovo” mondo che la Chiesa aiutò a colonizzare per salvare le anime dei pagani. La salvezza dell’anima, la vita eterna è tutto quello che conta e la Chiesa Cattolica ha da sempre rivendicato di avere le chiavi del regno dei cieli per disegno divino, imposto le sue leggi e preteso obbedienza, imponendola con il terrore.

L’elenco delle vittime di questa violenza sadica comprende ebrei; uomini e donne accusati di eresia, apostasia e stregoneria; pagani; liberi pensatori e scienziati; e omosessuali appunto, umiliati, seviziati, torturati, impalati, bruciati vivi in nome di un dio crudele assetato di sangue umano. Questa è la nostra storia, ignorata ad arte nelle scuole pubbliche di una repubblica incompiuta, ancora sottomessa al potere temporale del papa re.

La vera storia della Chiesa Cattolica è scritta con il sangue delle sue vittime; una Chiesa che ha giustificato e praticato la tortura, la pena di morte, la schiavitu’, la tirannide ed il terrore. La lotta contro queste barbarie è stata lunga, difficile, una strada infinita fatta di piccoli e grandi passi di milioni di esseri umani uniti nel prendere coscienza e rivendicare quell’Umanità che veniva negata e soffocata nel sangue. Su quella strada camminiamo ancora oggi, una strada resa meno impervia dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione francese, con l’abbattimento dell’ancien régime e la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789, tappe fondamentali che sono state rese possibili solo grazie al sacrificio di chi è venuto prima di noi e sulle cui spalle oggi camminiamo. Rivolgere un pensiero di gratitudine a questi fratelli e sorelle diventa piú che mai un imperativo morale oggi, quando i nemici di quelle idee tornano con violenza a far sentire la loro voce e parlano di “biechi illuministi”.

La Chiesa Cattolica, che non si è mai rassegnata alla fine dell’ancien régime e che anzi ha sempre continuato a contrastare la triade Libertà-Uguaglianza-Fratellanza come meglio ha potuto, oggi versa in una profonda difficoltà esistenziale. Circondata da una società aperta e laica, la Curia di Roma ha perso sia la presa sui suoi sudditi – che nel frattempo sono diventati cittadini – sia l’appoggio dei governi europei e occidentali i quali – con l’eccezione dell’Italia – si sono emancipati dal giogo di Roma.

Prima di tornare alle superstizioni della Chiesa Cattolica in tema di omosessualità, vale la pena soffermarsi brevemente su alcune conseguenze di questo nuovo scenario.

Innanzitutto la Chiesa Cattolica ha dovuto ricorrere ad una trasformazione del suo linguaggio; la propaganda ha preso il posto dei roghi e cosí ora anche la Curia parla di pace, bene comune, laicità, amore, diritti, progresso, libertà. Parole che vanno interpretate alla luce della dottrina cattolica, del magistero della Chiesa e dei dogmi di fede e che poco o nulla hanno in comune con quello che quelle parole stanno a significare nel mondo della Ragione.

Durante il pontificato di Giovanni XXIII, la Chiesa iniziò un’opera di riforma profonda, sostanziale e non solo di linguaggio; il Concilio Vaticano II cercò di aprire alle idee dell’Illuminismo, alle comunità di base e al vero messaggio di Cristo, la Caritas. Ma le porte furono subito richiuse dai successori di quel pontefice, in un processo di restaurazione che ha portato all’elezione di papa Ratzinger, capo di quell’Inquisizione che nel frattempo era stata ribattezzata Congregazione per la dottrina della fede.

Persa la guerra in Occidente, la Chiesa Cattolica continua la sua principale battaglia nei paesi dell’America Latina, in Africa e in quello che considera il suo giardino, l’Italia, avamposto importantissimo per la Curia Romana ed il suo potere temporale. L’ateo Mussolini capí che per affermare il suo potere nel paese aveva bisogno dell’appoggio della Chiesa Cattolica e riportò alla vita lo Stato Vaticano – che era stato debellato dal Risorgimento – con i Patti Lateranensi del 1929.

Con la Repubblica, la Curia di Roma è tornata a esercitare il potere temporale per mezzo della Democrazia Cristiana prima e – caduto il Muro di Berlino, venute meno le ragioni della Guerra Fredda e travolto quel partito dalla sua stessa corruzione – appoggiando Berlusconi e i partitini fondamentalisti come l’UDC di Casini e Buttiglione.

Quando qualche anno fa’ Rocco Buttiglione si presento’ in Europa con l’ambizione di fare il commissario europeo, il fine filosofo venne rispedito al mittente con un imbarazzante ‘NO, GRAZIE!’ che fece il giro del mondo. A differenza dell’Italia, dove quelle posizioni omofobe e integraliste sono spacciate come “moderate”, l’Europa dei “biechi illuministi” non apprezza i fondamentalisti religiosi e i razzisti.

Ieri il fine filosofo ci ha ancora una volta ricordato perché non possiamo abbassare la guardia di fronte all’oscurantismo clericale; lo ringraziamo sentitamente. L’illustre esponente dell’UDC – quel partito corteggiato dalla classe dirigente del PD – ha dichiarato:

“Riconoscendo privilegi agli omosessuali si rischia un ritorno al medioevo”.

Il tema era il disegno di legge contro l’omofobia, presentato in Parlamento dalla deputata del Pd Paola Concia. Tralasciamo il “medioevo” – periodo d’oro, come abbiamo visto, per gli omosessuali, grazie agli avi culturali e ai maestri di Buttiglione – e tralasciamo anche che nel nostro ordinamento sono gia’ previste come aggravanti la discriminazione, l’odio o la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e quindi non si capisce perché l’omofobia debba restarne fuori. Interessante invece andare a vedere dove le idee di Buttiglione hanno origine; sí perché, con il dovuto rispetto per il fine filosofo e l’insigne esponente dell’UDC, Buttiglione è un credente autentico ma non è certamente la mente pensante della Chiesa Cattolica.

Sull’omosessualità, questa è oggi la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica:

2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

In queste poche righe si nasconde la storia dell’Occidente cristiano, dalle torture, i supplizi e i roghi dell’Inquisizione al triangolo rosa, segno di riconoscimento per gli omosessuali nei campi di concentramento nazisti dove furono distrutte le vite di almeno 100 mila omosessuali, costretti ai lavori forzati, agli esperimenti di medici maledetti al servizio del male, torturati e assassinati a causa dell’ignoranza e della superstizione degli aguzzini.

Nella dottrina cattolica ritroviamo le radici di quell’ignoranza superstiziosa, di quel rifiuto della scienza e della ragione, rifiuto che costituisce la ragione profonda della banalità del male. Il dogma, l’ideologia che trascende la persona in carne ed ossa e la sua vita e la sua felicità in nome di un dio per cui si ha la presunzione di parlare, per cui si impone la superstizione dell’ignoranza e si esige obbedienza. La Chiesa Cattolica bestemmia contro l’Umanità, contro quel mistero dell’esistere che ci accomuna e che ci deve vedere fratelli e sorelle uniti nello stesso destino, uniti nella compassione, nella solidarietà, nella carità e non giudici e imputati di un tribunale del bene e del male che applica le leggi dell’ignoranza, dell’irrazionale e della violenza.

E allora non solo non possiamo continuare a tacere ma dobbiamo interrogarci se possiamo restare sulla difensiva invece di dare voce e corpo a quelle idee, a quei valori che sono stati affermati e difesi prima di noi a un così caro prezzo.

Può uno stato laico, una società libera e democratica fondata sul rispetto dei diritti e sulla Ragione, continuare a permettere che i propri cittadini siano indottrinati dalla superstizione, dall’ignoranza, dal rifiuto di quelle idee dell’Illuminismo che continuano ad essere attaccate dalla Curia di Roma? Può una libera Repubblica abdicare sul terreno culturale come l’Italia sta vergognosamente facendo in tema di libertà, diritti e difesa di tutti i suoi cittadini? Può quella Repubblica laica permettere che le sue scuole siano abbandonate all’ideologia cattolica, come da sempre avviene nella Repubblica italiana?

Per mettere mano alla gravissima crisi che affligge oggi l’Italia è necessario tornare a dar battaglia sul terreno delle idee, con un ampio respiro culturale che purtroppo manca all’attuale classe dirigente del paese; un paese che è smarrito culturalmente e politicamente e dove insignificanti scaramucce e bassi interessi di bottega assorbono le energie e il tempo che potrebbero invece essere usati per recuperare il distacco che ci vede allontanare sempre di piú non solo dai paesi europei e di tradizione occidentale ma anche da molti altri paesi che hanno conquistato solo recentemente la libertà e la democrazia.

Torniamo a camminare su quella strada che ci è stata aperta da chi è venuto prima di noi e cerchiamo di lasciarla migliore, non peggiore, ai nostri figli.