Un’altra Italia è possibile. Domenica vota Marino e manda a casa i dinosauri

24 ottobre 2009

I HAVE A DREAM! Se anche voi, come noi, sognate un'altra Italia, alle primarie del PD del 25 ottobre votate per Ignazio Marino

Altro che festini con transessuali e cocaina! Ormai i mezzi d’informazione c’hanno spappolato completamente il cervello; a cominciare da Repubblica che ci ha ammorbato per mesi e mesi con le abitudini sessuali di Berlusconi, dimenticando tutto il resto, l’informazione ha narcotizzato il paese con i capricci sessuali dei politici. L’Italia ora si ritrova a spiare potenti e potentini dal buco della serratura della camera da letto, la plebe distratta dai problemi da cui si vuol tenere lontana. Panem et circenses. Ma c’è la crisi economica, il pane scarseggia e allora aumentano gli spettacoli; in un paese sessuofobico, il sesso vende, specialmente se trasformato in pornografia e i cittadini in voyeur. Ecco allora che ci tocca assistere alle scuse patetiche del presidente della regione Lazio che, ricattato da quattro carabinieri (!) per essersi divertito con una transessuale e un po’ di coca, appare davanti alle telecamere per negare e difendere il suo onore e quello della sua famiglia. Ridicolo! Sembrava un bambino di otto anni preso con le dita e la bocca sporche di marmellata. Dovrebbe dimettersi non per i festini e per i suoi gusti sessuali, legittimi e privati, ma per essere un codardo, un ipocrita e un bugiardo. La classe dirigente nostrana, come polli cresciuti in batteria, non gode certo di buona salute. Ma c’è di peggio, peggio assai.

In un articolo su Repubblica, La camorra alla conquista dei partiti in Campania, Roberto Saviano pone una domanda molto semplice alla classe dirigente del PD:

Per la camorra – abbiamo detto – destra e sinistra non esistono. Il Pd dovrebbe chiedersi, ad esempio, come è possibile che in un solo pomeriggio a Napoli aderiscano in seimila. Chi sono tutti quei nuovi iscritti, chi li ha raccolti, chi li ha mandati a fare incetta di tessere? Da chi è formata la base di un partito che a Napoli e provincia conta circa 60.000 tesserati, 10.000 in provincia di Caserta, 12.000 in quella di Salerno, 6.000 ciascuno nelle restanti province di Avellino e Benevento? Chiedersi se è normale che il solo casertano abbia più iscritti dell’intera Lombardia, se non sia curioso che in alcuni comuni alle recenti elezioni provinciali, i voti effettivamente espressi in favore del partito erano inferiori al numero delle tessere. Perché la dirigenza del Pd non è intervenuta subito su questo scandalo?

Proprio ieri scrivevamo sugli ultimi scandali di corruzione in Campania, scandali che vedono (ancora!) protagonisti i coniugi Mastella. È drammaticamente serio e preoccupante che in Campania (ma anche in Calabria) il Partito Democratico non solo sia corteggiato dalla criminalità organizzata ma sembra felice di cotante attenzioni. Non solo; Pierluigi Bersani, che in quelle regioni ha avuto un gradimento ben superiore alla media nazionale nelle votazioni dei congressi di circolo, è stato accusato esplicitamente, anche da esponenti del PD, di chiudere gli occhi di fronte a quanto sta avvenendo in quelle regioni. Il perche’ ce l’ha ricordato il Corriere della Sera:  Gra­zie ai governatori Agazio Loie­ro e Antonio Bassolino, Bersa­ni è riuscito ad ottenere un ri­sultato favorevole.”

Il PD ha bisogno di un rinnovamento radicale, non di facciata. Sia Franceschini sia Bersani non sono credibili come fautori di questo cambiamento, troppo ingranati in quel sistema di potere che ha provocato guasti e corruzione. Ha un bel dire Massimo D’Alema, che in un incontro qualche giorno fa’ ha mostrato tutta la sua stupida arroganza, affermando che Ignazio Marino, un suo collaboratore alla Fondazione Italianieuropei, “si è preso la libertà” di candidarsi alla segreteria del PD. Quelle sono le parole di un piccolo satrapo che nulla, ma proprio nulla hanno a che spartire con la democrazia e con l’Italia che la stragrande maggioranza dei cittadini, di destra e di sinistra, vogliono costruire.

Mandiamo a casa questa classe dirigente di parassiti, che da troppo tempo vive e prospera sulla groppa degli italiani onesti. Domenica tutti i cittadini italiani possono dare una mano per questa rivoluzione pacifica e necessaria: le primarie del PD sono aperte a tutti. E’ una rarissima opportunita’, davvero democratica, che sarebbe un atto d’incivilta’ lasciarsi scappare. Andiamo tutti a votare e votiamo per l’unico candidato a cui possiamo onestamente dare fiducia; Ignazio Marino segretario del Partito Democratico.

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23 ottobre 2009

Italy

Questa qui sopra è la fotografia dell’Italia, come esce da sei indicatori presi in esame dall’Economist; considerando 1) liberta’ di stampa, 2) corruzione, 3) facilita’ di fare affari, 4) liberta’ economica, 5) pace e 6) dislivello di genere, solo quest’ultimo segnala un miglioramento rispetto all’ anno precedente.

Sui giornali di oggi, le notizie sono due:

1) Quattro carabinieri finiscono in galera per aver tentato di ricattare il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo; come al solito, i quattro carabinieri sono stati definiti “mele marce” dal comandante provinciale dell’Arma. Se sono “mele marce” lo accerteranno i magistrati; certo e’ che ci si scandalizza sempre meno, data la frequenza con cui queste notizie si susseguono; il paese intero sta ormai soffocando nella corruzione e nei conflitti d’interesse da decenni, e di scandali ce ne sono ormai piu’ d’uno al giorno e non ci si fa piu’ caso. La vera notizia ormai in Italia e’ quando si riesce a trovare le mele sane.

2) L’ennesima inchiesta per corruzione in Campania, dove tornano ai disonori della cronaca i coniugi Mastella; lui, Clemente, gia’ ministro e parlamentare del centrosinistra e ora eurodeputato del centro-destra e lei, Sandra, presidente del consiglio regionale della Campania, la regione guidata da Antonio Bassolino, esponente di spicco del PD e grande sponsor di Pierluigi Bersani nella corsa alla segreteria.

Solo poche settimane fa’ leggevamo di aspre polemiche all’interno del PD; ai congressi di circolo in Campania e Calabria la mozione Bersani ha ottenuto percentuali ben al di sopra della media nazionale: in Calabria Bersani ha vinto con il 73,02%  e in Campa­nia con il 68,79% degli iscritti. Dal Corriere della Sera del 1 ottobre 2009:

«Scorrendo i dati delle con­sultazioni dei circoli del Pd, salta agli occhi il notevole di­vario accumulato dalla mozio­ne Bersani rispetto a France­schini e Marino nelle regioni del Sud, soprattutto in Cala­bria e in Campania — afferma la giovane deputata di Teano, Pina Picierno —, là dove il pe­so dei centri di potere radicati da lungo tempo, dei signori delle tessere, è ancora pur­troppo decisivo e ripropone un modello di partito antiqua­to, perdente, fuori dal tem­po». E ancora: «Sono numeri che colpiscono ancor di più se si confrontano con quelli delle regioni del Centro, dove alcuni prevedevano una chia­ra affermazione di Bersani mentre in realtà c’è molto più equilibrio».

Il Corriere chiosa: Insomma il messaggio è chiarissimo. Gra­zie ai governatori Agazio Loie­ro e Antonio Bassolino, Bersa­ni è riuscito ad ottenere un ri­sultato favorevole.”

Domenica ci saranno le primarie del Partito Democratico e tutti i cittadini italiani potranno votare per scegliere il segretario del PD. Il cambiamento e’ possibile solo quando inizia dal basso, quando milioni di cittadini – stanchi, sfiduciati e traditi da questa classe dirigente, di destra e di sinistra, che ha portato il paese alla rovina – smettono di farsi la guerra e insieme si rimboccano le maniche e dicono a quei parassiti: Ora basta!

Come mostrano i sondaggi, quei cittadini che non ne possono piu’ di questi mascalzoni e pagliacci che ci fanno vergognare di essere italiani, non sono la minoranza e nemmeno la maggioranza silenziosa. Siamo invece la maggioranza silenziata, silenziata dai mezzi d’informazione e da una classe politica non rappresentativa dell’Italia, silenziata perche’ non dobbiamo interferire con gli affari di Cosa Loro.

Domenica, alle primarie del PD, c’e’ una grande e rara opportunita’ per noi, maggioranza silenziata di italiani onesti e lavoratori; riprenderci la Repubblica – che ci appartiene di diritto – e toglierci dalla groppa molti di quei parassiti che hanno occupato le istituzioni repubblicane per troppi anni senza concludere niente, nel migliore dei casi. Domenica 25 ottobre andiamo a votare alle primarie del PD e votiamo per l’unico candidato di cui possiamo fidarci per la liberta’, per l’onesta’, per la laicita’, per la democrazia, per la serieta’, per l’uguaglianza, per il merito, per la solidarieta’. Domenica votiamo in massa per Ignazio Marino, la prima pietra per una Repubblica che possa finalmente rialzare la testa e dare speranza e felicita’ ai suoi figli.

P.S. Qui trovate le informazioni su come e dove votare alle primarie del PD e qui trovate alcuni video di Ignazio Marino al Forum de l’Unita’ e ad Annozero

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L’Italia vista da Marte

21 ottobre 2009

2001

Iniziamo dalla farsa dei calzini blu, tempestivamente rilanciata dalla “libera stampa”. Come si sa, in Italia le cose sono sempre gravi ma mai serie. L’opposizione democratica non riesce a fare opposizione e invece di un’azione politica va dietro alle provocazioni del Bananiero Capo e della sua “informazione”; incapace di agire politicamente, il PD si condanna alla re-azione e alla sconfitta perpetua. Sono ormai almeno quindici anni che Silvio Berlusconi recita la sua parte favorita, quella della vittima, e la sceneggiatura e’ sempre la stessa: Chiagne e fotte“. [Lo ha sempre fatto, anche prima di “scendere in campo”, quando e’ riuscito a costruire il suo impero mediatico al di fuori e in molti casi contro la legge.] Quindici anni sono che il centro-sinistra continua a fargli da spalla, condannandosi alla subalternità e lasciando a Berlusconi le luci della ribalta.

Il giudice preso di mira da Canale 5 (una delle TV di proprieta’ di Berlusconi) con una violenza inaudita e indegna di un paese civile e’ il giudice della sentenza sul c.d. lodo Mondadori. I motivi dell’aggressione vanno ricercati in quella sentenza:

MILANO (Reuters) – Secondo il giudice di Milano Raimondo Mesiano, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è “corresponsabile della vicenda corruttiva” che negli anni 90 portò il gruppo Mondadori sotto il controllo della Fininvest. E’ quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il tribunale civile ha riconosciuto sabato scorso alla Cir di Carlo De Benedetti, che controlla l’Espresso, un risarcimento da 750 milioni di euro a carico della holding della famiglia Berlusconi – che controlla Mondadori, Mediaset, Mediolanum e Milan – per il danno patrimoniale da “perdita di chance” di un giudizio imparziale.

Poco dopo questa sentenza, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del c.d. lodo Alfano, la legge con la quale Berlusconi voleva cosi’ maldestramente sottrarsi alla legge e rendersi immune contro i tanti procedimenti penali a suo carico. Vale sempre la pena ricordare che in qualsiasi paese civile, qualsiasi politico lascerebbe la carica istituzionale e si difenderebbe nelle aule dei tribunali come semplice cittadino; a maggior ragione un primo ministro. Ma, lo sappiamo, l’Italia non e’ un paese civile e quindi da noi le dimissioni spontanee non vanno di moda.

A questo punto, sempre in un paese civile, l’onere graverebbe sul Parlamento; l’Italia e’ una Repubblica parlamentare e il presidente del consiglio dei ministri e’ in carica fin quando il Parlamento concede la fiducia. Ma, ancora una volta, l’Italia non e’ un paese civile perche’ il Parlamento della Repubblica non rappresenta il popolo sovrano, quella sovranita’ essendo stata sospesa con la legge elettorale che prevede non l’elezione dei membri del Parlamento, ma la loro nomina da parte delle gerarchie partitocratiche o di despoti che quei partiti controllano.

Disgraziatamente per la Repubblica, il PD non e’ in grado di fare opposizione usando gli strumenti che la Costituzione mette a disposizione. Quell’opposizione non avviene piu’ in Parlamento ma negli studi televisivi, sulle pagine dei giornali e nelle piazze, appositamente convocate dal partito-quotidiano la Repubblica che riempie il vuoto lasciato dal PD. Si grida molto, si creano polemiche ad arte, le battute furbe e a effetto non mancano mai, soprattutto se volgari, omofobe, misogine, xenofobe e razziste. Un circo, con tanto di pagliacci e fiere. Ma opposizione democratica mai, e all’indomani della sentenza del tribunale civile di Milano sul lodo Mondadori e di quella della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il PD invita il premier a rimanere al suo posto, ad andare avanti; D’Alema da il la: “E’ sbagliato trarre conseguenze politiche. I governi cadono se manca la maggioranza, non per una sentenza”. Ora il PD, vittima della sua paralisi – o, per citare Giorgio Bocca, un’opposizione “pelandrona e inconcludente” – si e’ ridotto a raccogliere ogni provocazione e fare politica con i calzini turchesi.

Al mini-congresso del Partito Democratico, Ignazio Marino e’ stato l’unico candidato alla segreteria a fare la domanda giusta:

La domanda che dobbiamo porre non è se il primo ministro possa restare al suo posto dopo la bocciatura del lodo Alfano, ma se egli possa ancora rimanere al suo posto senza ulteriori danni per il paese, dopo aver attaccato oltre ogni limite tutte le istituzioni di controllo e di garanzia.

Nelle stesse ore, come nella favola di Andersen, Ignazio Marino punta il dito e ad alta voce dice la verità che tutti sanno:

“Questi dirigenti saranno spazzati via dalla storia perché il mondo è cambiato, non è più quello del secolo passato. E credo quindi che sarebbe molto più utile che tutti se ne facessero una ragione e cercassero di favorire il nuovo”

I dirigenti di cui parla Marino qui sopra sono i dirigenti del PD. Anche per questo Marino e la sua mozione si sono guadagnati il boicottaggio dei media, i fulmini del PD e l’ira e la scomunica del profeta-imperatore-censore Scalfari. Tutti ottimi motivi per votare Ignazio Marino alle primarie del PD del 25 ottobre. [SONDAGGI: potete votare il ‘sondaggio’ sul Corriere mentre quello lanciato da “Striscia la Notizia” ha incoronato Marino con il 69% dei voti!!!]

Intanto il Bananiero Capo ha gia’ fatto sapere che dara’ battaglia: “Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrerò agli italiani, anche andando in tv”. Le vicende della Repubblica e le vicende giudiziarie del cittadino Berlusconi ora si mescoleranno ancora piu’ di quel che gia’ sono e i cittadini italiani resteranno ancora ostaggi di quello che non e’ piu’ un conflitto d’interessi ma una guerra contro la Repubblica per difendere gli interessi di un imprenditore-premier che, situazione unica nel mondo civile, controlla direttamente e indirettamente quasi tutte le televisioni, sia private che pubbliche, vasti settori dell’editoria e della finanza del paese.

All’inizio del mese di giugno di quest’anno, il Censis ha pubblicato i risultati di uno studio sulle elezioni 2009; Come si sono informati gli italiani:

Due terzi degli elettori si sono informati attraverso i Tg, il 30% ha seguito i programmi giornalistici di approfondimento in Tv, il 25% si è affidato alla carta stampata. E Internet resta al palo

I rapporti internazionali sulla liberta’ di stampa continuano a meravigliare solo gli ingenui, autentici o fasulli che siano; nessun paese civile tollererebbe una situazione siffatta, fuori controllo ormai anche a causa dell’ignavia politica dell’opposizione. A questo riguardo, una breve parentesi; si leggeva sui giornali qualche giorno fa’: “E siccome i congressi servono per ammettere le responsabilità – ha aggiunto Franceschini – noi dobbiamo riconoscere di avere una grave responsabilità di non aver fatto una legge sul conflitto d’interessi quando andava fatta dal 1996 al 2001.” Durante il dibattito su YouDem tra i tre candidati alla segreteria del PD, Dario Franceschini e’ tornato a denunciare gli errori del centro-sinistra per non aver legiferato sul conflitto d’interessi, poi, quasi a fine dibattito, ha ricordato che lui non c’entra con quegli errori perche’ al tempo non era parlamentare. Infatti in quegli anni Franceschini era al governo del paese, come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel secondo Governo D’Alema, poi riconfermato nel successivo governo Amato. Chiusa parentesi.

Come se tutto questo non fosse sufficiente per affossare la Repubblica, ci sono gli auguri delle spallate, una posizione di tutto rispetto nella Repubblica delle Banane. Ma se non vogliamo che di spallata in spallata ci caschi addosso il tetto e tutta la casa comune, non e’ piu’ rinviabile mettere mano a quei pesi e contrappesi che soli possono rendere piu’ stabile, solida e sicura la Repubblica. La domanda e’: chi scegliere come architetti, capomastri e muratori?

La Carta fondante la nostra Repubblica riconosce al suo primo articolo che la sovranita’ appartiene al popolo. Disgraziatamente l’attuale Parlamento della Repubblica e’ ora composto di nominati, non di eletti, e quella sovranita’ popolare, che sola puo’ dare legittimazione democratica, e’ stata sospesa attraverso una legge elettorale indegna prima ancora che incostituzionale. Quel Parlamento deve ora avere almeno la decenza di trovare una soluzione condivisa per restituire la sovranita’ al popolo; una legge elettorale che rimetta nelle mani dei cittadini il destino della Repubblica.

Solo con una nuova legge elettorale con cui l’elettore/elettrice possa conoscere e scegliere lui/lei l’eletto/a, il popolo tornera’ ad essere sovrano e potra’ finalmente scegliere democraticamente i rappresentanti che saranno legittimati da quella sovranita’ popolare a mettere mano ai pesi e contrappesi di cui la nostra casa comune ha bisogno.

Scrivendo dell’immobilismo italiano, il gattopardismo, qualche giorno fa’ ricordavamo una frase di John F. Kennedy che sembra fatta apposta per l’Italia di oggi: “Those who make peaceful revolution impossible will make violent revolution inevitable” [Coloro che rendono le rivoluzioni pacifiche impossibili, renderanno quelle violente inevitabili]

Ci sono gia’ segnali molto preoccupanti e fanno molto bene coloro che invitano ad abbassare i toni. La discussione politica dovrebbe tornare nei luoghi preposti, primo fra tutti il Parlamento; i rappresentanti del popolo la smettano di rincorrere polemiche sterili e provocazioni gratuite solo per guadagnare alcuni secondi sui telegiornali della sera e qualche riga sulla “libera stampa”. Il PD la smetta di fare da spalla al Bananiero Capo; lo spettacolo di Franceschini con i calzini turchesi è desolante e controproducente: nessuno e’ piu’ bravo di Berlusconi nella parte della “vittima” che chiagne e fotte. I cittadini devono riappropriarsi della Repubblica; ricominciamo con le primarie del 25 ottobre, quando tutti i cittadini italiani potranno votare per scegliere il nuovo segretario del PD. Da Marte, consigliamo caldamente di votare per Ignazio Marino.


Un’altra ragione per votare Ignazio Marino alle primarie del PD del 25 ottobre

4 ottobre 2009

Massimo D’Alema, gia’ Presidente del Consiglio dei ministri e parlamentare di lungo corso, cosí spiega la sua assenza dalla Camera dei Deputati per il voto sulle pregiudiziali di incostituzionalità sullo scudo fiscale:

“avevo una manifestazione e non mi era stato spiegato bene che era un voto importante”

Alla Camera erano assenti, tra gli altri, anche Pierluigi Bersani e Dario Franceschini. Chissa’ se anche a loro non “era stato spiegato bene che era un voto importante”.

Qui Ignazio Marino a Otto e mezzo su scudo fiscale, finanziaria e immigrazione. Un’altra ragione per votare Marino alle primarie del PD del 25 ottobre. Passa parola!

scudo fiscale: assenti durante il voto sulle pregiudiziali di incostituzionalità

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