Minareti e crocifissi

Tuona l’Osservatore Romano, il quotidiano della Curia di Roma: “Il no svizzero danneggia la libertà religiosa. I minareti sono come i crocifissi, la religione non può essere un fatto privato”. L’esatto opposto della verità, nella migliore tradizione di quella Chiesa, nata sull’inganno e cresciuta nella menzogna. Se abbiamo bisogno di un paragone per quello che e’ accaduto in Svizzera, quel paragone va cercato nell’imposizione dei crocifissi nelle scuole, nei tribunali e negli uffici pubblici, nella febbre fondamentalista che si respira in Italia tutti i giorni, nel fanatismo e nell’ignoranza dei gerarchi vaticani e dei politici nostrani, la santa alleanza dell’integralismo oscurantista. Invece ci tocca sopportare l’ipocrisia del Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, che sale sul pulpito: “Un formidabile regalo all’islamismo più eccessivo (…) il fanatismo islamico è più forte dopo il voto svizzero”.

Quel referendum svizzero, cosí come l’imposizione dei crocifissi per legge, dice molto sul fondamentalismo cristiano (e da noi, su quello cattolico) ma nulla dice sul fondamentalismo islamico, che però fa sempre comodo rispolverare, sui giornali e in TV. Ed è proprio quel continuo tam tam contro l’Islam – tam tam che Fini raccoglie e rilancia – che ha permesso quel referendum contro i minareti e – piu’ in generale – l’islamofobia, l’ondata di razzismo contro i musulmani, visti questi come pericolosi e potenziali terroristi. Non ho alcuna simpatia per il dogma – qualsiasi esso sia – e per chi quel dogma vuole imporre con l’inganno o con la forza ma l’intelletto onesto non puo’ non riconoscere che anche i piu’ efferati atti di terrorismo di matrice islamica impallidiscono accanto al terrorismo cristiano, di ieri e di oggi; dalle crociate, le guerre sante, le inquisizioni, al colonialismo, la schiavitù, i genocidi fino alle guerre di oggi, lanciate dietro falsi pretesti da chi si dichiara cristiano. Tirate giu’ la croce dalle vostre chiese, ammonisce Tolstoj nei suoi scritti sulla disobbedienza civile e la non violenza.

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