Tutti i razzisti si somigliano

25 novembre 2009

Ancora sull’ignoranza e il pregiudizio dei giornalisti italiani. Al Corriere della Sera non va proprio giu’ che una transessuale possa usare il genere femminile, quindi la corregge:

dalla homepage del Corriere della Sera del 25 novembre

Da notare il virgolettato; il Corriere non tollera nemmeno che una transessuale possa parlare al femminile di un’altra transessuale, quindi la corregge imponendo il maschile, anche all’interno del virgolettato.

Anche Aldo Grasso, nella sua critica televisiva, usa il maschile. Forse c’e’ un ordine di scuderia al Corriere? O tutti i giornalisti del piu’ importante quotidiano del paese sono asini pieni di pregiudizi?

Quache giorno fa’ sulla Stampa, Mattia Feltri scriveva:

Negli Stati Uniti si è pensato di risolvere la questione con una trovata semantica, un compromesso storico dell’erotismo: i trans si dicono shemale, o she-male, che tradotto alla lettera sta per «lei-maschio». Oppure, se è una donna diventata uomo, si dice hemale, «lui-femmina», sebbene sia un termine che circola molto meno.

Ma dove li trovano questi giornalisti? Negli Stati Uniti il termine “shemale” è un insulto volgare, la parola nasce all’interno dell’industria pornografica e viene usata solo da persone volgari e ignoranti. Piu’ informazioni (in inglese) QUI e QUI

P.S. Gian Antonio Stella ha appena pubblicato per la Rizzoli, “Negri froci giudei & Co. L’eterna guerra contro l’altro”. Si legge sul Corriere di oggi, Tutti i razzisti si somigliano:

Dove l’urlo «Anda­te tutti a ’fanculo: negri, froci, zingari, giudei co!», come capita di leggere sui muri delle città italiane e non solo, è lo spurgo di una società in crisi.

E’ vero, tutti i razzisti si somigliano ma l’ignoranza e i pregiudizi dei mezzi d’informazione sono ancora piu’ gravi di quelli che si leggono sui muri delle citta’ italiane.

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AAA VECCHIO “MAIALE” MALATO CERCA AIUTO

25 novembre 2009

Una battuta innocente o ancora il patetico Don Giovanni incontinente che nelle donne vede solo merce di scambio? Silvio Berlusconi, durante le dichiarazioni alla stampa con il presidente della repubblica del Turkmenistan, Gurbanguly Berdymukhamedov:

Io e Tremonti volevamo suggerire di firmare subito un altro accordo: noi vi diamo il nostro ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, e voi ci date la vostra ministra”

Berdymukhamedov ha subito declinato, facendo ‘no’ con un gesto della mano; anche in Turkmenistan devono aver saputo che il capo del governo italiano e’ un vecchio “maiale”, come lo avrebbe apostrofato la consorte, Veronica Lario, in un’email all’ANSA – salvo poi smentire; dev’essere un vizio di famiglia.

Non resiste, il piacere per la battuta, meglio se becera e sessista, è piu’ forte di lui, convinto di essere un figo, il piu’ simpatico del regno. E forse molti italiani lo votano proprio per quello, il campione della sottocultura nazional-popolare, machismo e volgarità, ignoranza e stupidità. Vittima dell’adulazione dei tanti yes-men che lo circondano, non si rende conto, il poverino, di suscitare tanta commiserazione (e disgusto); qualcuno però potrebbe dirglielo, no? Non c’è niente di piu’ triste di un vecchio “maiale” che se la fa addosso, anche durante le conferenze stampa con i capi di stato e di governo.

Sempre la consorte, Veronica Lario, disse qualche tempo fa’ che Berlusconi era malato e andava aiutato. Ecco, aiutiamolo e aiutiamo anche l’Italia gia’ che ci siamo:

AAA VECCHIO “MAIALE” MALATO CERCA AIUTO Made in Italy, nababbo, amico di papi, cardinali e dittatori, corruttore di avvocati, giudici e ragazzine, canta e racconta barzellette, va pazzo per lettoni russi e tende beduine, libido sfrenata di denaro, potere e successo, ego incontinente, bugiardo e delinquente incallito, attualmente capo del governo della repubblica confessionale delle banane. Lui si chiama “unto del Signore” ma le amiche piu’ giovani lo chiamano “papi”.