Reazionari allo sbaraglio

progresso

Qualche giorno fa’ Antonio Di Pietro cosi’ criticava la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sui crocifissi nelle scuole:

“È una sentenza sbagliata. Sono cattolico ma a prescindere da questo, anche se non lo fossi, non capisco che male c’è ad avere il crocifisso in aula. Che male fa mettere un simbolo che ti ricorda amore e sensibilità? Se dobbiamo accettare una cosa del genere, allora togliamo i crocifissi da piazze e campanili.”

C’e’ da rabbrividire di fronte ai ragionamenti giuridici dell’ex pubblico ministero; evidentemente le sentenze vanno rispettatte solo quando lo dice Di Pietro. Potrebbe dirsi lo stesso per Marco Travaglio, che in un articolo a proposito di quella sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, cosi’ iniziava: “Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole.” Tiriamo un sospiro di sollievo; non dipende da Travaglio il rispetto della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali. Sul tema della sentenza della Corte Europea e della polemica che ne e’ scaturita, segnaliamo anche l’articolo di Tiziana Ficacci sul sito No God: Ogni giorno ha la sua croce.

Oggi il leader dell’Italia dei Valori se ne esce con un’altra proposta non proprio liberale:

Droga: Di Pietro, “Dire i nomi di chi non vuole sottoporsi al test”

10 Novembre 2009 10:37 POLITICA

ROMA – Antonio Di Pietro vuole che siano resi noti i nomi dei parlamentari che non si sono voluti sottoporre al test antidroga cosi’ come i risultati degli esami stessi. Lo ha detto stamattina dopo essersi sottoposto al test egli stesso. “E’ bene che i cittadini sappiano – afferma Di Pietro – se tra loro rappresentanti in Parlamento ci siano persone che facciano uso di droghe”. (RCD)

E perche’ non dei test su alcol e tabacco, molto piu’ dannosi delle droghe proibite? O dei test psico-attitudinali, psichiatrici, sulla salute mentale dei parlamentari? O dei test culturali per accertare scienza e conoscenza di coloro che devono occuparsi di questioni importanti e complesse che riguardano tutti? Non sara’ che attorno alle droghe si vuole solo alzare – come sempre – un gran polverone demagogico da parte di una classe politica ignorante che pensa solo ad ingrassare invece di risolvere i problemi della Repubblica con razionalita’, scienza e onesta’? Chi segue il dibattito sullo scontro tra proibizionismo e antiproibizionismo sa bene che tutti gli osservatori indipendenti denunciano da tempo il fallimento delle politiche proibizioniste in tema di droghe. Ma la nostra classe politica continua a parlare e a legiferare sotto l’influenza della superstizione e non della scienza. La legge Fini-Giovanardi sulle droghe e’ direttamente responsabile di sofferenze, violenze, crimini, morti e corresponsabile dello stato incivile e illegale in cui versano le carceri italiane.

Qualche giorno fa’ il quotidiano Il Fatto ha pubblicato un articolo di Beatrice Borromeo dal titolo Italiani nella “polvere” nessuno sniffa come noi. Leggetelo. Poi leggete l’articolo di Fabio Chiusi che sul suo blog ha esaminato l’articolo di Borromeo, confrontandolo con le fonti, nel caso i dati dell’Osservatorio europeo sulle droghe.

Siamo proprio sicuri che i reazionari siano solo dalla parte di Berlusconi?

P.S. Dai un’occhiata anche alla tabella sull’uso della cannabis in Europa pubblicata sul blog di Francesco Costa, con il titolo Quei fumati degli olandesi

P.P.S. Segnaliamo anche il video di Rai Due “Il Fatto del Giorno”, presente in studio anche Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica (RADICALI ITALIANI)

2 risposte a Reazionari allo sbaraglio

  1. […] alla legge Fini-Giovanardi si continua con la demagogia dei test antidroga per una classe politica fanatica che pensa ad altre schedature e magari ad imporre l’esempio nelle scuole e negli uffici, a […]

  2. […] sono concordi sul fallimento delle politiche proibizioniste in tema di droghe. Invece della psicosi collettiva che sembra bipartisan in queste ore, sarebbe opportuno prendere atto di quella sconfitta e guardare […]

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