Fermate la tournée di Sizzla

8 novembre 2009

omofobia

A proposito di Sizzla, il giamaicano che canta di assassinare gay e lesbiche in tournée in Italia (non ci facciamo mancare niente!) di cui abbiamo scritto all’inizio di questo mese, l’ArciGay lancia il seguente appello che rilanciamo da questo blog:

(…)

Facciamo appello a tutte le organizzazioni che hanno predisposto le date dei concerti di seguire l’esempio di Bologna e di non permettere che nel nostro Paese possano esprimersi impunemente non libere opinioni, ma concetti offensivi e pericolosi per una società democratica e civile.

Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

Concerti previsti:

10 novembre Catanzaro, 11 novembre Bari, 12 novembre Bologna (cancellato), 13 novembre Trezzo Sull’Adda (MI), 14 novembre Roncade (TV), 15 novembre Grosseto

Inoltre questo blog rilancia l’ALLERTA, gia’ pubblicata il 1 novembre scorso: Scrivi al Ministro dell’Interno, On. Roberto Maroni

Sullo stesso argomento: La Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità. Alcune considerazioni sull’omofobia

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Afghanistan, la guerra che non si puo’ vincere

8 novembre 2009

child_burnt

Londra, 8 novembre 2009 – Continua qui nel Regno Unito il dibattito sulla guerra in Afghanistan e dalle prime pagine dei principali quotidiani del paese si leva forte la voce per chiedere il ritiro delle truppe da una guerra vista ormai dalla maggiornaza della popolazione come immorale e impossibile da vincere.

L’ennesimo sondaggio della BBC non lascia dubbi: i 2/3 dei cittadini britannici considera quella guerra “unwinnable” (che non si puo’ vincere) e chiede il ritiro delle truppe dall’Afghanistan. Il dibattito occupa le prime pagine del Guardian/Observer e dell’Independent, i due piu’ prestigiosi quotidiani del paese; l’Independent scende addirittura in campo con un editoriale dal titolo: Perche’ dobbiamo lasciare l’Afghanistan.

Come scrivevamo un mese fa’ in una lettera aperta al senatore Marino, l’Italia è in guerra ma nel paese non c’è dibattito. La televisione italiana, la peggiore del mondo occidentale, è una giungla senza regole, capace solo di creare ad arte polemiche sterili e gridate; la carta stampata, anche quella colta, rincorre la televisione in un patetico circolo vizioso che ha creato un’informazione autoreferenziale, banale, volgare e priva di credibilita’.

L’Italia è in guerra ma guerra e pace sono i grandi assenti nel dibattito politico e civile, salvo poi rientrare insieme alle bare dei soldati uccisi in quelle guerre, salutati questi solo dalla vuota retorica che accompagna le lacrime di coccodrillo di una classe dirigente ignorante e incapace.

Scusate l’intrusione. Ora torniamo tutti a spiare dal buco della serratura delle camere da letto e a guardare il ministro della difesa bestemmiare in diretta TV. Applausi.

Sullo stesso argomento:

Guerra, pace e informazione

Il patriottismo, la sofferenza e le Frecce Tricolori

Lettera aperta al Senatore Ignazio Marino: Via dall’Afghanistan

Forza Italia

Afghanistan: informazione o truffa?