La guerra di Gordon Brown contro la scienza

1 novembre 2009

gordon-brown

Il primo ministro britannico, Gordon Brown

LONDRA, 1 novembre 2009 –  Il governo britannico mostra tutti i sintomi della disperazione politica. Dopo aver riclassificato la cannabis da Class C a Class B – in pratica, un inasprimento proibizionista – contro l’opinione dei consulenti scientifici del suo stesso governo, l’Home Secretary [ministro dell’interno] Alan Johnson ha licenziato via e-mail (noblesse oblige!) il Professor David Nutt, capo dell’Advisory Council on the Misuse of Drugs. Il Professor Nutt sostiene che la cannabis è molto meno pericolosa di alcol e nicotina e che la riclassificazione è antiscientifica e motivata solo da considerazioni politiche, “un capriccio del Primo Ministro”.

La mossa maldestra del governo britannico ha suscitato indignazione nel paese e aspre critiche da parte dei mezzi d’informazione e della comunita’ scientifica. Non solo; oggi il Dr Les King, membro dell’Advisory Council on the Misuse of Drugs ha rassegnato le dimissioni in protesta contro il licenziamento del Professor Nutt. Si temono ora le dimissioni di altri componenti dell’organo di consulenza scientifica del governo.

Il Professor Nutt ha denunciato di non essere disposto a ingannare il pubblico per far passare un messaggio morale del governo. Phil Willis, membro del Parlamento e chairman of the science and technology select committee ha dichiarato: “E’ allarmante che uno scienziato indipendente sia rimosso per offrire l’esatta opinione scientifica”.

D’accordo invece con la scelta del governo, il ministro dell’interno del governo ombra, il conservatore Chris Grayling, mentre l’esponente liberal-democratico Chris Huhne ha condannato la decisione del governo, chiamandola “scandalosa”: “A cosa serve avere la consulenza scientifica indipendente se appena ti sono dati consigli che non ti piacciono cacci chi ti da’ quei consigli?”.

La partita e’ di quelle che mobilitano la societa’ liberal-democratica nelle grandi occasioni; in gioco c’e’ l’indipendenza della scienza dal potere politico, un tema fondamentale in uno stato di diritto.

E mentre le elezioni politiche si avvicinano, il governo di Sua Maestà appare sempre piu’ sull’orlo di una crisi di nervi.

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ALLERTA: CONCERTO OMOFOBO A BOLOGNA IL 12 NOVEMBRE. SCRIVI AL MINISTRO MARONI

1 novembre 2009

omofobia

Salite in prima linea Fuoco sugli uomini che fanno sesso con gli uomini dal di dietro Sparate ai gay e alle lesbiche, la mia grossa pistola fa bang Bang Bang! [come in un colpo di pistola] i gay e le lesbiche vanno ammazzati Ai sodomiti e i batty boy, io dico: a morte! Non mi fido di Babilonia nemmeno per un secondo Io vado a sparare ai gay e alle lesbiche con le armi (Sizzla)

Leggi il comunicato stampa: L´OMOFOBO SIZZLA IN CONCERTO AL SOTTOTETTO. LA COMUNITA´ LGBT LANCIA IL BOICOTTAGGIO: “QUEL CONCERTO VA FERMATO: COMUNE, ASSOCIAZIONI E CITTADINI CI SOSTENGANO”

Il cantante jamaicano Sizzla (Miguel Collins) e’ notorio per la violenza dei testi delle sue “canzoni”, veri e propri inviti ad assassinare gay e lesbiche. La notorieta’ di Sizzla (e di molti altri “artisti” simili) varca anche le porte delle cancellerie e dei ministeri degli interni di molti paesi europei e non solo; il governo del Regno Unito per esempio gia’ nel 2004 ha impedito a Sizzla di entrare nel paese.

In seguito alla campagna contro l’omofobia del movimento lgbt internazionale, nel 2007 Sizzla – insieme a Beenie Man e Capleton (altri due dei molti “artisti” che propagano odio, violenza e omofobia) – ha firmato una dichiarazione in cui rinuncia all’omofobia e alla violenza. Nonostante questa dichiarazione, Sizzla non solo continua a propagare odio e violenza, ma ha anche mentito ripetutamente, dicendo di non aver mai firmato alcuna dichiarazione.

Si fa sempre una grandissima confusione sulla liberta’ di espressione. In un articolo dell’ANSA di ieri per esempio si leggeva:

Resta il fatto che da parte di un movimento che rivendica sovente il “diritto di esprimersi” appare un po’ stonata la richiesta di una sorta di “censura preventiva” sull’esibizione di un artista. Probabilmente ciò di cui c’è biosogno è semmai una maggiore “critica preventiva”, sotto forma di informazione chiara sullo stesso artista e sui contenuti della sue canzoni. A quel punto sarà il pubblico a decidere quanto e come prendere le distanze. Ed in ogni caso ciascuno potrà “filtrare” adeguatamente musica e parole, con i propri parametri etici e politici.

Ci piacerebbe conoscere il nome di questo maestro di liberalismo, ma l’autore non si firma; l’ANSA si assume quindi la responsabilita’ di queste idiozie. Perche’ idiozie sono, e pericolose! Avremmo letto sull’ANSA queste stesse idiozie se si fosse trattato di un “artista” antisemita in procinto di esibirsi in un concerto con liriche che invitano ad assassinare gli ebrei? Non abbiamo gia’ fin troppi omofobi in Italia, per consentirci il lusso di importarli da altri paesi e difendere il loro odio e la loro violenza adducendo la liberta’ d’espressione? Non ci basta di leggere sulla stampa, ormai quotidianamente, di attentati terroristici omofobi contro cittadini lgbt? Se i maître à penser del liberalismo all’amatriciana hanno voglia di ascoltare incitamenti all’odio e alla violenza in lingua straniera e con sottofondo musicale, prendano l’aereo; la Jamaica non e’ poi cosi’ lontana e ci dicono l’ANSA sia molto generosa con i viaggi “di lavoro”. Magari in quei viaggi, quei maître à penser potrebbero anche intervistare le vittime, i sopravvissuti e i parenti degli ammazzati dall’odio omofobo cantato in quei deliri che si cerca ancora di difendere, cosi’ vergognosamente.

Quanto a noi gente comune, che ancora cerchiamo di vivere senza infangare l’intelletto – per dirla con Orwell – diamoci da fare; ricordiamoci di quello che diceva Albert Einstein: “Il mondo è un posto pericoloso non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla”. Questo blog invitia tutti i cittadini, di qualsiasi opinione politica, orientamento sessuale, etnia, colore, religione e nazionalita’, a scrivere al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni affiche’ si adoperi per impedire lo svolgimento del concerto omofobo di Sizzla. Basta con l’odio! Basta con la violenza!

Qui sotto gli indirizzi e-mail e i numeri di telefono per contattare il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Invitiamo tutti a comunicare le proprie ragioni garbatamente, mantenendo un tono non aggressivo. Se volete, potete spedirci in Cc le vostre email, che pubblicheremo su questo blog.  Grazie.

Scrivi al Ministro dell’Interno, On. Roberto Maroni:

maroni_r@camera.it

Scrivi e/o telefona alla Segreteria del Ministro:

Capo Segreteria Dr. Giacomo Ciriello:

caposegreteria.ministro@interno.it

Tel. + 39 06.46533550
Fax + 39 06.46549832