Camminare mano nella mano

29 ottobre 2009

omofobia

Ieri il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato la legge che espande la definizione di crimini d’odio agli atti violenti commessi a causa dell’orientamento sessuale della vittima. “Perche’ nessuno in America dovrebbe piu’ avere paura di camminare per strada tenendo per mano la persona che ama” ha detto Obama.

Pochi giorni fa’ il Parlamento italiano – su istigazione di quei vecchi ipocriti e psicopatici del Vaticano (una banca piu’ che uno stato, che si regge sulla simonia, sul furto millenario e sulla superstizione) – ha affossato una legge simile. Da noi la paura è benedetta e gli assassini possono sempre contare sul perdono di Santa Romana Chiesa. Il catechismo è stato insegnato anche ai mafiosi.


Don Scajola lo zotico

29 ottobre 2009
claudio_scajola

Claudio Scajola

Qualche giorno fa’ scrivevamo dell’omofobia del ministro Scajola; oggi leggiamo sull’Unita’ di un’altra bravata di questo zotico potente:

All’ingresso dello stabilimento di Capodichino, il ministro è stato affrontato da un operaio, Paolo Esposito, che gli ha esternato le proprie preoccupazioni: «Altro che piano per salvarci – ha esclamato – ci hanno tolto la mensa e di colpo siamo tornati indietro di 40 anni. Ma tanto sappiamo già come finisce: che voi politici vi arricchite e gli imprenditori pure». La legittima protesta, insomma, di un lavoratore esasperato per il lungo tira e molla sul piano di salvataggio di Atitech, conclusosi due settimane fa con un accordo che lascia parecchio amaro in bocca alle maestranze. Scajola, rosso in viso, si è avvicinato ad Esposito e gli ha urlato: «Perché generalizza? È come se io dicessi che tutti i lavoratori sono stronzi come lei, però non lo dico». Quindi, convinto di aver sistemato la faccenda, è entrato nel capannone per illustrare i termini dell’accordo, in compagnia del presidente degli industriali di Napoli e nuovo numero uno di Atitech, Gianni Lettieri, scuro in volto per l’intemerata del ministro, che fa il paio con la terribile freddura pronunciata su Marco Biagi appena tre mesi dopo l’uccisione del giuslavorista da parte delle Br.

E’ il classico comportamento del don che si crede onnipotente, la tracotanza volgare di una casta di impuniti.

Quello che ci stupisce davvero è la pazienza dei cittadini italiani che sembra abbiano una tolleranza infinita verso un governo di delinquenti, tangheri e papponi.


Contro i clericali

29 ottobre 2009

Su Radio Radicale, la presentazione del libro di Massimo Teodori “Contro i clericali. Dal divorzio al testamento biologico la grande sfida dei laici”. Intervengono, oltre all’autore, Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale, Stefano Folli, editorialista de Il Sole 24 Ore, Stefano Rodota’, giurista.


Come è morto Stefano Cucchi?

29 ottobre 2009

Qualche giorno fa’ scrivevamo della “morte sospetta” di un cittadino di 31 anni rinchiuso a Regina Coeli il 16 ottobre scorso, poi trasferito all’ospedale Pertini di Roma. Su Radio Radicale è disponibile la conferenza stampa su questo tema. Presenti tra gli altri Luigi Manconi, Presidente di A Buon Diritto, Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone, Ilaria e Giovanni Cucchi, sorella e padre di Stefano, Emma Bonino, vicepresidente del Senato.

Su Facebook, Adriano Sofri pubblica le foto del cadavere di Stefano. Sofri scrive: “Mi dispiace di mostrare immagini così sconvolgenti, ma mi pare un dovere, per tutti. Queste sono le fotografie di Stefano Cucchi, fatte per la famiglia dalle pompe funebri. Al medico legale era stato vietato.”

La denuncia del garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni:

“Auspico che le indagini avviate dalla Procura della Repubblica, di cui ha parlato il ministro della Giustizia, contribuiscano a fare piena luce sulla morte di Stefano Cucchi, una vicenda che presenta lati oscuri non ancora del tutto chiariti che meritano un approfondimento”. E’ questo il commento del garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni dopo aver ascoltato la riposta del ministro della Giustizia Angelino Alfano all’interrogazione presentata dai parlamentari Bernardini e Giachetti. Sul caso, il garante dei detenuti ha preannunciato anche l’invio di un suo esposto alla Procura della Repubblica di Roma.

Infine un’intervista a Ilaria e Giovanni Cucchi, rispettivamente sorella e padre di Stefano, sul blog di Beppe Grillo.

P.S. Quello di Stefano Cucchi non è un caso isolato.

AGGIORNAMENTO: I buffoni ministri La Russa e Alfano e il caso Cucchi (e le dichiarazioni surreali e vergognose del maggiore Paolo Unali)

LEGGI ANCHE: Stefano Cucchi e l’inciviltà della Repubblica delle Banane


I “sessoliberisti” e l’odio dei falsi maestri

29 ottobre 2009
Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

Eh si, anche questa si doveva leggere sulla stampa: i “sessoliberisti”!

Il Giornale di Feltri (e chi, sennò) continua a spargere veleno e infettare le menti dei suoi lettori, che gia’ sembrano in avanzato stato di regressione culturale spaventosa. Alcune perle nell’analisi di Veneziani:

Marcello Veneziani: “ognuno è libero di scegliersi i pregiudizi che vuole, c’è chi come voi preferisce quelli degli ultimi anni e chi, invece, quelli dominanti negli ultimi millenni.(…) il trans è la condizione tipo verso cui tende l’uomo contemporaneo, è il nuovo modello umano. Siamo trans in via di sviluppo… (…) Sarò rozzo, primitivo e oscurantista, ma preferisco tenermi la realtà con le sue imperfezioni, la natura con i suoi limiti, il destino con le sue cattiverie; e perfino la morale con i suoi pregiudizi. In Transitalia ci andate voi.”

La bussola in questi ragionamenti, quando non sono dettati dalla vile lotta politica che tutto si permette, va ricercata nella paura; e prima di tutto, la paura che nasce dall’ignoranza.

Gli esseri umani non nascono razzisti, ci diventano grazie alla paura, debitamente manipolata dal lavoro di agenti esterni che usano quell’odio indotto per il trucco piu’ vecchio del mondo, sempre usato dal potere: Divide et impera.

L’Italia di Berlusconi e della Lega diffonde omofobia, xenofobia e razzismo per distrarre e mantenere il controllo su buona parte dell’opinione pubblica. Il PD fara’ bene a contrastare questa strategia di ignoranza e odio con un’azione culturale forte; e’ su questo terreno che Bersani e la sua squadra si giocheranno tutto. Riportare al centro del dibattito politico l’economia e il paese reale non sara’ possibile se quegli specchietti per allodole – usati cosi’ sapientemente dalla destra, non solo italiana – non saranno infranti. Ha sempre sbagliato chi a sinistra ha cercato in questi anni di andare dietro alla destra e rubargli il lavoro; quella è una strada pericolosissima e dove il sorpasso è impossibile. Sui temi dell’immigrazione, dell’eguaglianza, della solidarieta’, dei diritti civili e della sicurezza, la sinistra deve essere sinistra, fare cose di sinistra e soprattutto elaborare e diffondere una cultura di sinistra orgogliosa che poggi le sue fondamenta sulla speranza e non sulla paura, sull’accoglienza e non sull’esclusione, sulla conoscenza e non sull’ignoranza. Le decisioni politiche per risolvere i problemi dovranno essere ispirate da quella cultura, senza nulla concedere al razzismo, alla paura, all’ignoranza e all’odio e senza improvvisazioni, titubanze e contraddizioni.

Speriamo Bersani e la sua squadra riescano a capire – ma a capire davvero –  che su questi temi, che non sono temi di nicchia, si gioca il futuro non solo del PD ma del paese.