Good morning Italy

26 ottobre 2009

Good-Morning-Vietnam-03

Torniamo all’Italia. Guai in vista per il governo Berlusconi:

La Russa: “Bene visione di Berlusconi, coniugare controllo dei conti e ripresa”
Il ministro dell’Economia a pranzo con Profumo, Passera e Guzzetti

Caso Tremonti, i coordinatori dal premier
“Sostegno a linea di rigore e sviluppo”

Cicchitto: “Nomina a vicepremier sposterebbe gli equilibri di coalizione”
Ma Bossi non la pensa così: “E’ garanzia contro gli spendaccioni del governo”

Intanto si e’ gia aperta la caccia nella stagione delle allenaze; Rutelli se ne va, dimostrando scarsa sensibilita’ democratica; si prepara un Grande Centro di cui si parla da tempo e il nuovo segretario del PD Bersani, all’indomani di una vittoria sua e di tutto il popolo delle primarie, illustra la sua strategia.

L’ennesimo episodio dell’incivilta’ del paese, solita notizia di cronaca quotidiana:

OSTIA

Attacco omofobo a un trentenne:
«Ora corsi antiviolenza nelle scuole»

Dopo l’aggressione di Ostia tra saluti fascisti,
Arcigay Roma lancia un appello: lezioni di civiltà

(…) «Quando gli aggressori mi hanno visto – ha raccontato il 30enne a “Il Messaggero” – mi hanno fatto il saluto romano. Io ho fatto finta di niente e ho proseguito a camminare per la mia strada. Ma li ho sentiti che dicevano qualcosa ma non ho capito cosa». Poi lo hanno raggiunto alle spalle mi hanno urlato frocio comunista e poi mi hanno massacrato di botte – ha continuato – Pensavo che mi avrebbero ammazzato». (…)

È stato detto che il grado di civilta’ di un paese si misura dalle sue carceri:

Detenuto di Regina Coeli muore al Pertini
Manconi e Gonnella: “Morte sospetta”

Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per possesso di droga viene rinchiuso a Regina Coeli il 16 ottobre scorso, poi trasferito all’ospedale Pertini di Roma muore subito dopo. Sul suo corpo i genitori hanno riscontrato tumefazioni e lesioni. A denunciare una morte “su cui fare chiarezza e giustizia” sono Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, l’associazione che si batte per i diritti nelle carceri, e Luigi Manconi , presidente di ‘A Buon Diritto’.

***

Su questo caso, la deputata Radicale-Pd Rita Bernardini, membro della Commissione Giustizia, ha presentato un’interrogazione urgente ai ministri della Giustizia e della Difesa

Anche qui, una storia che si ripete cosi’ spesso quasi non ci si fa piu’ caso. Vi dice niente il nome Aldrovandi? E’ l’Italia della giustizia negata, un paese dove, come in una Repubblica delle Banane, capita di morire in carcere o in custodia da parte delle forze dell’ordine che, quando non sono occupate a ricattare qualche politico, si divertono con i piu’ indifesi. Il problema e’ drammatico e non puo’ essere nascosto con un vuoto patriottismo che vede in ogni divisa un’eroe. La teoria delle mele marce è fallace e serve solo a coprire le responsabilita’ che non si vuole vengano a galla; responsabilita’ che invece devono essere individuate, non solo per punire i colpevoli ma per risolvere il problema alla radice.

Il problema e’ culturale e puo’ essere risolto solo se lo si porta allo scoperto, alla luce del sole, senza reticenze, combattendo contro l’omerta’, che disgraziatamente in Italia viene ancora percepita come valore, molto piu’ di quello che normalmente si creda. I cittadini non devono avere paura delle forze dell’ordine, che sono li’ per servire non per vessare, per difendere non per assassinare. E’ nell’interesse di tutti, a cominciare da quelle forze dell’ordine, restituire a quelle divise il rispetto e la fiducia che si conquistano con l’esempio, non con la paura e con la vuota retorica. Coloro che quelle divise indossano, a rischio spesso della loro vita, lo sanno e meritano che il problema sia affrontato con serieta’ e onestamente da parte di chi ha il potere, amministrativo e politico, di risolverlo.

Insomma, possiamo occuparci di Rutelli che vuole uscire dal PD e unirsi legittimamente con Casini (gia’ ora una coppia di fatto) e portarsi dietro una pattuglia di parlamentari che nessuno conosce e nessuno ha mai eletto; possiamo continuare a spiare dal buco della serratura della “libera stampa”, che ormai ci propone quotidianamente la vita sessuale di politici e “vip” oppure possiamo occuparci di quello che tocca e condiziona la nostra vita reale, l’economia, la disoccupazione, l’ambiente, l’energia, i diritti, la giustizia, la sanita’, la scuola, guerra e pace e la sicurezza ovviamente, quella di tutti. Fin’ora l’informazione ha dimostrato di essere piu’ interessata a vendere pubblicita’ per i bilanci dei loro editori, attraverso storie che solleticano la morbosita’ dei cittadini.

La liberta’ d’informazione non si difende chiamando a raccolta le piazze e usando lo specchio dell’autoreferenzialita’; l’informazione si difende facendola, come servizio pubblico, a prescindere da chi sia la proprietà dei mezzi. Invece oggi in Italia non si distingue piu’ tra la stampa colta, i rotocalchi di gossip e il grande fratello; tutto viene vomitato da una televisione violenta e senza regole che detta gli standard d’incivilta’ alla “libera stampa” che le arranca dietro senza pudore.

Qui in Gran Bretagna, dove – a detta di molti osservatori e studiosi – c’e’ la migliore televisione del mondo, sia la televisione pubblica sia quella privata devono rispettare regole e standards molto severi affinche’ possano operare sul mercato. Se quelle regole e quegli standard fossero applicati in Italia, nessun canale televisivo del nostro paese, pubblico o privato, avrebbe l’autorizzazione necessaria per andare in onda. La Gran Bretagna e’ un paese di forte tradizione culturale liberal-democratica, e la liberta’ (compresa la liberta’ d’informazione) qui e’ una cosa seria.

Good morning Italy!

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“ho 17 anni e sono andato a votare Marino”

26 ottobre 2009

Sul blog di Ignazio Marino, Andrea, un ragazzo di 17 anni, ha lasciato un commento che merita di essere valorizzato:

andrea ha scritto:

ho 17 anni e sono andato a votare Marino…..speravo in una sua vittoria, ma nonostante tutto sono convinto che nei prossimi anni il pd sarà al centro di un ricambio generazionale e di un rinnovamento inevitabile che lo poeterà a essere il protagonista della vita politica italiana……..piantatela di fare i disillusi: se ognuno di noi si impegnerà direttamente nei circoli del suo paese, della sua città daremo veramente un contributo significativo, se invece continueremo a lamentarci e basta saremo corresponsabili della morte di questo progetto.

Il segretario Bersani e la sua squadra devono acoltare questi cittadini e seriamente lavorare per coinvolgere le generazioni piu’ giovani, le energie senza le quali il partito e il paese invecchiano. Ua prima analisi sul voto relativo all’eta’ dei partecipanti alle primarie la trovate sul sito di TermometroPolitico


Buon lavoro segretaria. Debora Serracchiani è la nuova segretaria del PD della sua regione, Friuli Venezia Giulia

26 ottobre 2009
Debora Serracchiani

Debora Serracchiani

Ieri davamo la nostra solidarietà a Debora Serracchiani, che aveva ricevuto minacce proprio il giorno delle primarie. Solidarieta’ che rinnoviamo insieme alle congratulazioni per il meritato successo: Debora è la nuova segretaria del PD della sua regione, Friuli Venezia Giulia. Buon lavoro Debora!


Marche, il sosia di Lenin eletto con percentuale «sovietica»

26 ottobre 2009

pero' Ucchielli ride

pero' Ucchielli ride

Un omaggio alla regione che mi diede i natali. Da l’Unita’:

Marche, il sosia di Lenin eletto con percentuale «sovietica»

Palmiro Ucchielli è il nuovo segretario regionale del Pd nelle Marche. Ucchielli è stato eletto con il 95,57 per cento dei consensi, una percentuale che si potrebbe definire ‘bulgara’ o addirittura ‘sovietica’, considerato il nome di battesimo di Ucchielli, Palmiro, e l’incredibile somiglianza del neo-segretario con Vladimir Lenin, capo del Partito bolscevico e rivoluzionario russo. Ucchielli, candidato unico delle tre mozioni alla segreteria, 59 anni, ex presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, senatore del Pci-Pds, prende il posto di Sara Giannini alla guida del partito nella regione.


Buon lavoro segretario! Pierluigi Bersani e le regole del gioco

26 ottobre 2009

bersani

Il “primo gesto da segretario sarà quello di occuparmi del lavoro e della precarietà, poiché credo che abbiamo bisogno di riportare la politica ai fondamentali”. C’è un “muro di gomma da abbatterespiegaquello che si è creato tra sistema politico, media e condizioni reali”.

Il popolo delle primarie ha scelto Pierluigi Bersani per guidare il Partito Democratico. La grande partecipazione alle primarie da’ a Bersani una legittimazione democratica molto forte; non e’ il segretario del 50% plus (qualsiasi percentuale verra’ fuori dai risultati ufficiali) ma il segretario di tutti. I primi atti da segretario, a cominciare dalla squadra che si scegliera’ per guidare il partito, dovranno essere ispirati da questa convinzione e speriamo (lo speriamo davvero) di non vedere regolamenti di conti, vendette, liti e polemiche. L’ultima cosa di cui il PD ha bisogno e’ continuare a dividersi sulla base di correnti e correntine. Non ci sono bersaniani, dalemiani, mariniani, franceschiniani, ecc. Ci sono solo cittadini: iscritti, simpatizzanti ed elettori. Sbagliano tutti coloro che vorrebbero strappare la tessera perche’ il loro candidato non ha vinto; quando si partecipa ad una competizione democratica, le regole del gioco vogliono che i risultati vengano accetati da tutti e abbandonare il gioco non e’ un atto di fair play. [Rutelli (e non solo) dimostrerebbe un’assoluta immaturita’ politica se uscisse dal PD ora perche’ Bersani è il nuovo segretario.]

I problemi, del PD e del paese, restano tutti e sara’ bene abbandonare l’euforia (giustificata) di queste ore per lavorare e costruire un partito che continui ad essere aperto a quel popolo delle primarie che ieri ha detto chiaramente di voler contare e di prendere sul serio la democrazia; ha ragione Franceschini quando dice che la scelta delle primarie e’ una scelta irreversibile. Speriamo il nuovo segretario se ne convinca e abbandoni, una volta per tutte, il modello bocciofila.

Quando ci saranno i dati ufficiali si potranno fare considerazioni piu’ mirate, ma gia’ ora possiamo analizzare qualche punto che ci sembra importante.

Innanzitutto, il segretario uscente Franceschini dev’essere ringraziato da tutti per essersi preso l’onere di guidare il PD quando nessuno voleva farlo, in un momento che avrebbe anche potuto vedere la fine di quel partito. La fine non e’ stata, come le primarie hanno dimostrato, e il merito va anche a Franceschini, verso cui questo blog non ha mai centellinato critiche.

Resta tutta la preoccupazione per i risultati che vengono dalle regioni del Sud Italia, specialmente dalla Calabria e dalla Campania. Senza volere delegittimare il voto espresso dai cittadini di quelle regioni, un’analisi politica di quei risultati non e’ piu’ rinviabile; l’ammonimento che pochi giorni fa’ ha lanciato Roberto Saviano dev’essere fatto proprio dal nuovo segretario e dalla sua squadra.

Dai dati che abbiamo fin’ora visto, sembrerebbe che tra quei tre milioni di cittadini che ieri hanno incarnato la democrazia votando alle primarie, gli under 40, i cittadini sotto i quarant’anni, non abbiano avuto la parte del leone. Questo e’ un problema serio per il PD e per il paese. Ha ragione Giuseppe Civati quando dice che il PD deve seriamente lavorare per coinvolgere le generazioni piu’ giovani, le energie senza le quali il partito e il paese invecchiano. [leggi anche: “ho 17 anni e sono andato a votare Marino”]

E veniamo a Ignazio Marino. Credo nessuno possa negare che il risultato ottenuto dalla mozione Marino sia la vera notizia di queste primarie. Nonostante l’avversione dei quadri del PD e il boicottaggio dei media, Ignazio Marino ha non solo ottenuto un risultato brillante ma crediamo sia stato il candidato che piu’ di ogni altro abbia saputo parlare a quella parte del paese che non vota ideologicamente ma sulla base di posizioni razionali e pragmatiche. I dati ci diranno se, come noi crediamo, Marino sia stato votato soprattutto dai piu’ giovani, da coloro che usano Internet e parlano lingue straniere. Se cosi’ fosse, ci auguriamo la nuova classe dirigente del PD abbia l’intelligenza politica per capire l’importanza della mozione Marino; importanza assai superiore ai numeri, che pure sono molto significativi, se si vuole un PD dinamico, moderno, capace di attirare consensi da settori della societa’ che non possono piu’ essere trascurati.

L’affermazione della mozione Bersani e l’ottimo risultato di Marino significano anche un’altra cosa: la sconfitta della linea politica del quotidiano-partito la Repubblica e del suo fondatore, Eugenio Scalfari. Quella linea politica – fatta di piazze, di informazione che passa dal buco della serratura delle camere da letto, di lodi e di faziosita’ – e’ la grande sconfitta di queste primarie. Ci auguriamo questa sconfitta possa essere colta appieno sia dal quotidiano-partito sia (soprattutto) dalla nuova squadra che guidera’ il PD.

Chiudiamo facendo ancora le congratulazioni al nuovo segretario del Partito Democratico. Pierluigi Bersani ora e’ il segretario di tutto il PD e gli facciamo i nostri migliori auguri. Come scrivevamo ieri, le primarie consegnano a Bersani e alla sua squadra un grande patrimonio di maturita’ democratica che speriamo non venga dissipato. Buon lavoro segretario!

Leggi anche i commenti in diretta di ieri: L’Italia che non si arrende, tra primarie e ultimarie