Gli apprendisti stregoni e le loro fondazioni

la classe dirigente italiana alle prese con i problemi del paese

la classe dirigente italiana alle prese con i problemi del paese

Rientra tra i compiti della scuola pubblica l’indottrinamento religioso dei giovani cittadini italiani? Gli apprendisti stregoni nostrani sembrano non avere dubbi:

Introdurre nelle scuole pubbliche e private, un’ora di religione islamica facoltiva e alternativa a quella cattolica. Il viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso, finiano doc, getta un sasso nei Dialoghi Asolani, il workshop delle fondazioni Farefuturo e Italianieuropei. E provoca una bufera. La Lega grida allo scandalo, i vescovi bocciano e anche parte del Pdl innalza un muro contro l’idea. Ma D’Alema stupisce e accetta: “E’ un’idea giusta”

Uno stato laico, aconfessionale e che tutela la libertà di espressione (e quindi anche la liberta’ di religione) lascerebbe l’insegnamento confessionale alle famiglie e alle comunita’ religiose presenti nel paese ma non farebbe entrare quelle religioni nella scuola pubblica, almeno non nella forma dell’indottrinamento. Discorso diverso, ovviamente, per lo studio scientifico delle religioni; la storia delle religioni, l’antropologia religiosa sono campi importantissimi del sapere ma nulla hanno a che fare con l’indottrinamento delle giovani menti al dogma.

Digiuni di liberal-democrazia, i nostri apprendisti stregoni ne tirano fuori sempre una nuova dal cilindro magico dell’imbecillità. E invece di lavorare per fare dell’Italia uno stato laico, ora fanno a gara con le loro fondazioni per chi la spara piu’ grossa. Massimo D’Alema sale in cattedra:

“E’ giusto perché l’insegnamento della religione è un diritto da parte dei ragazzi. In un mondo ideale – ha specificato D’Alema – sarebbe opportuna un’ora di insegnamento di tutte le religioni insieme”.

Quanta confusione sotto il cielo! Siamo passati dall’ “oppio dei popoli” alla religione come diritto, senza nessuna distinzione tra indottrinamento al dogma e metodo scientifico. Non solo ci si sbarazza della laicità – che tanto non l’hanno mai capita – ma si aiuta in questo modo la demagogia della destra razzista e xenofoba e si ostacola quell’integrazione di cui tutti parlano a sproposito. Un capolavoro!

P.S. Naturalmente la stampa colta ha gia’ cominciato a informare l’opinione pubblica sulle posizioni degli esperti: il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e il cardinal Ersilio Tonini che, con opinioni differenti, dicono la loro ai cittadini della Repubblica Confessionale delle Banane.

Aggiornamento 21 ottobre 2009: Segnaliamo un interessante articolo su questo argomento sul blog MilleOrienti

Una risposta a Gli apprendisti stregoni e le loro fondazioni

  1. sonostorie scrive:

    Qualche mese fa, quando ci fu la polemica sul professore (cattolico) di religione e sul diritto o meno che partecipasse agli scrutini, cercai di spiegare la cosa qui in Francia, dove lavoro. Davvero amici e colleghi non riuscivano a comprendere perché noi permettessimo, nel nostro paese, che la chiesa cattolica influisse così sulle regole pubbliche di vita civile.
    Ovunque nelle grandi democrazie occidentali, la laicità delo stato è un valore acquisito. Solo da noi continua a essere un Eldorado mitico e irrangiungibile e chi la chiede, passa per un senza Dio e un nemico dell’istituzione della famiglia.
    Che amarezza.
    Marco

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