Paola Binetti non è il problema

cupolone

Binetti si, Binetti no, Binetti boh! Ci risiamo, l’opposizione del PD – “pelandrona e inconcludente”, come l’ha chiamata Giorgio Bocca – cerca di nascondere le sue vergogne dietro Paola Binetti. Franceschini la vuole espellere dal partito e lei risponde: votero’ Bersani! Non ci sono dubbi che Paola Binetti si troverebbero a casa nella mozione Bersani, che gode dell’appoggio di Comunione e Liberazione, la Lega di Bossi e i suoi celoduristi padani, Giuliano Ferrara e Francesco Cossiga. E mentre l’ONU torna a denunciare la Repubblica delle Banane sui diritti umani, le polemiche nel PD a proposito della Binetti sono ancora una volta sterili e pretestuose; a che serve cacciare la Binetti dal PD se poi il PD pensa ad allearsi con i fondamentalisti dell’UDC?

Intervistato da Repubblica qualche giorno fa’, Massimo D’Alema, il Grande Elettore di Bersani, ha cosi’ risposto ad una domanda sulle alleanze: “Osservo che, nel 90 per cento dei casi, l’Udc e noi, in Parlamento, votiamo nello stesso modo.” Se poi si deve passare sopra i corpi degli omosessuali, Palazzo Chigi val bene una messa per gli opportunisti del tandem Bersani-D’Alema, cresciuti entrambi alla scuola comunista, dove la liberal-democrazia e i diritti civili non sono mai state materie d’insegnamento. Il progetto Bersani-D’Alema non è la socialdemocrazia europea, sempre ostacolata in Italia, ma il catto-comunismo al servizio dell’affarismo, l’unione delle Due Chiese italiane nella lussuria del potere. Accecati da questa lussuria, gli eredi del PCI dimenticano che la loro Chiesa ha già perso e – come Giuda – si vendono per poche monete d’oro.

E come mai nessuno nel PD ha il coraggio di parlare della Chiesa Cattolica?

Abbiamo gia’ scritto molte volte di quella Chiesa e dell’omofobia – giustificata teologicamente – di questi anziani uomini resi ottusi dall’arroganza e incapaci di meravigliarsi davanti al mistero della vita. Adoratori di miti di cui hanno dimenticato il significato, il loro Cristo è diventato immagine di paura e sofferenza, i loro fratelli e sorelle dei sudditi la cui umanità dev’essere schiacciata come il serpente, ogni qualvolta il bene della Chiesa lo esige.

In Italia, la “libera stampa” tratta della Chiesa Cattolica con il timore reverenziale frutto di secoli di oppressioni; tutto passa e viene presentato ai cittadini della Repubblica come “bene”, dalle superstizioni alle bestemmie scientifiche e morali, e c’è sempre un prete, un vescovo o un cardinale che spiega in TV o sulle pagine della stampa “colta” montagne di idiozie usando un vocabolario volutamente incomprensibile per meglio offendere la ragione e instupidire l’ascoltatore; in questa liturgia il giornalista italiano (con pochissime eccezioni) ha scelto il ruolo dell’angelo annunciatore che informa la plebe della buona novella, salvo poi, con una buona dose di razzismo, indignarsi se quelle stesse posizioni integraliste e intolleranti sono espresse da un’altro dogma.

L’anno scorso la Chiesa Cattolica si è opposta alla depenalizzazione dell’omosessualita’ in sede ONU, alleandosi con quei fondamentalisti religiosi che impiccano i ragazzini gay nelle pubbliche piazze; quanti alti prelati, guardando quei corpi appesi per il collo, avranno provato un brivido di nostalgia per i roghi e le tenaglie infuocate della maledettissima Santa Inquisizione!

Questa e’ la Chiesa che nasconde e ostacola le indagini sui crimini della pedofilia clericale. E’ la stessa Chiesa Cattolica che si oppone al preservativo anche per combattere l’HIV-AIDS, che e’ contraria all’interruzione della gravidanza anche in casi di stupro o pericolo di vita della donna. La stessa Chiesa che continua la sua guerra contro la scienza, che contrasta ogni volta, e succede spesso, quella scienza non si piega ai dogmi, alle scritture e al magistero di Santa Romana Chiesa.

Questa Chiesa del terrore oscurantista fa politica attiva e militante in Italia, servendosi di tutti i mezzi che la sua esperienza, ricca di due millenni d’imbrogli, le mette a disposizione; con i ricatti simoniaci e la banca vaticana, la Curia controlla i partiti piccoli e grandi e riesce a tenere sia la maggioranza di governo sia l’opposizione per le palle.

Sotto il Cupolone si consuma la morte della Repubblica, una tragedia di una piccola provincia con protagonisti provinciali: il Bananiero Capo, che vuole essere il Grande Dittatore della Repubblica delle Banane; un movimento apertamente secessionista e razzista, la Lega, che ha posizioni importantissime nel governo e un forte potere di ricatto politico sul Bananiero Capo; il maggior partito d’opposizione, il PD, la cui classe dirigente si fa notare solo per la sua ignavia politica e inadeguatezza culturale, una classe dirigente che quando era al governo del paese veniva apostrofata da avvocati illustri: “A palazzo Chigi c’ è l’ unica merchant bank dove non si parla inglese”. Allora a Palazzo Chigi c’era D’Alema. Oggi D’Alema, nostalgico di quella “merchant bank”, e’ pronto a tutto, anche all’infanticidio del Partito Democratico.

Quanto ai cittadini lgbt, oltre a metterci un triangolo rosa al petto, non ci resta che la disobbedienza civile.

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E tu da che parte stai?

3 risposte a Paola Binetti non è il problema

  1. […] allo sbando. Intanto il Bananiero Capo s’improvvisa Grande Dittatore, l’ONU continua a richiamare la Repubblica delle Banane sui diritti umani e la stampa internazionale, unanimemente, chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi. L’unica […]

  2. spazioalchimia scrive:

    Paola Binetti ovvero:
    c’è quando non serve e manca quando serve.
    Lo stupore potrebbe sorgere se un personaggio così non fosse allontanato dal partito.
    Dice di rispettare i suoi valori ma non è stata eletta per rappresentare i suoi di valori, ma quelli degli elettori che l’hanno votata a rappresentarli.
    Insomma, Paoletta ha deciso di rappresentare se stessa, un po’ come Silvietto.
    D’altronde non dimentichiamoci che è stato anche grazie alla sua assenza che lo scudo fiscale è passato.
    Penso quindi che la sua confluenza con il PDL sia più che meritata.

  3. pronihilo scrive:

    Piano piano! Condivido buona parte dell’articolo. sui compromessi del Pd, e prima del Pds e sù sù fino al Togliatti dell’articolo 7 meglio metterci un velo pietoso. Però, prima di andare fino alle radici storiche, va giudicato l’episodio in sè. E io giudico positivamente la levata di scudi che si è prodotta nei confronti della bigotta Binetti. O vogliamo che il Pdl navighi sempre nella palude del compromesso? Sono io il primo a non farmi illusioni sul fatto che nel Pd, la laicità è tutt’altro chescontata, ma guardiamo agli episodi uno per uno prima di far pesare sulla bilancia le colpe del passato. Se poi si ripresenterà il problema dell’alleanza con l’Udc, o compromessi chessò, sul finanziamento alla Chiesa, alle scuole private (cattoliche), allora potremo bacchettarli, altrimenti si rischia di trascurare quel minimo di reazioni salutari che si manifestano di tanto in tanto.
    Adriano

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