La Repubblica delle Banane e il suo caudillo

6 ottobre 2009
Ultima fermata. Signori, si scende!

Ultima fermata. Signori, si scende!

Le ultimissime dalla BBC:

La British Airways ha annunciato il taglio di 1,700 posti di lavoro e introdotto il blocco degli stipendi per i prossimi due anni per il suo cabin crew.

Se la recessione è finita, i suoi effetti si faranno sentire ancora per mesi, se non per anni. Sull’Avvenire dello scorso 18 settembre si leggeva Paul Krugman:

“Sei mesi fa le prospettive dell’economia mondiale erano terribili. Oggi sono deprimenti”. Paul Krugman, nobel per l’economia 2008, uno dei pochi economisti che aveva previsto la crisi già dieci anni fa, non si abbandona facilmente all’ottimismo. Krugman si trova d’accordo con il capo della Federal Reserve americana Bernanke secondo cui ad agosto la recessione si è fermata, ed è cominciata la risalita.”Ma non c’è da stare allegri…”

L’Italia sta navigando in queste acque con un criminale certificato a capo del governo; una crisi gravissima, non solo politica ma istituzionale, che mina la stabilità della Repubblica; e una situazione economica cosí descritta l’altro giorno dal vice direttore del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale:

I problemi dell’Italia vanno ben oltre questa recessione» e dipendono dal «basso potenziale di crescita» dell’economia. La diagnosi è di Ajai Chopra, vice direttore del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Rapporto regionale sull’Europa, l’economista ha osservato che «nel corso dell’ultimo decennio» l’Italia ha visto «declinare la produttività, ristagnare i redditi e allargarsi ulteriormente il gap di competitività». Per questo, ha aggiunto, «bisogna agire con molta più forza per affrontare gli impedimenti strutturali alla crescita» che gravano sull’economia italiana.

Il Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi dovrebbe finalmente dimostrare responsabilita’ istituzionale e rimettere il mandato al Presidente della Repubblica. Il Parlamento dovrebbe ritirare la fiducia ad un governo presieduto da un condannato da un tribunale della Repubblica in seguito a episodi di corruzione. Quel Parlamento ha ora tutta la responsabilità di non far nascere la Repubblica delle Banane guidata da un caudillo.

P.S. Sul blog del quotidiano il Fatto due interessanti articoli; Marco Travaglio ci racconta Come l’utilizzatore finale ha conquistato il gruppo Mondadori mentre Marco Lillo ci ricorda che Previti è ancora avvocato.


Forza Italia

6 ottobre 2009
APTOPIX Britain G20 Summit

il capo del governo della Repubblica delle Banane intrattiene i presidenti di Stati Uniti e Russia

Repubblica TV riporta un servizio del TG3: i parà italiani attaccati dalle milizie talebane in Afganistan. L’Italia è in guerra e con il gioco di parole “missione di pace” viene violata la Costituzione della Repubblica:

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

La NATO in Afghanistan non ci sembra abbia promosso la pace e la giustizia in questi lunghissimi anni di crimini di guerra. Ma nella Repubblica non c’è dibattito politico su questi temi, l’Europa appare lontana, il mondo non c’interessa, l’Italietta autarchica e ignorante s’inorgoglisce del suo razzismo quando respinge uomini, donne e bambini all’inferno, magari con l’aiuto dell’amico ritrovato, Gheddafi. E mentre un criminale continua a essere il capo del governo, in Europa e nel resto del mondo si preferisce dimenticare la Repubblica delle Banane. Chi era quello che qualche anno fa’ scese in campo, gridando Forza Italia?


Il PD e le alleanze

6 ottobre 2009

PD

Con chi si allea il PD? Tutto dipende da quale PD uscirà dalle primarie del 25 ottobre ma qualche riflessione andrebbe fatta, aspettando che i tre candidati alla segreteria si pronuncino con piu’ chiarezza su questo tema.

C’è chi vorrebbe abbandonare l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, magari per allearsi con l’UDC di Casini e Buttiglione, forse l’embrione di un Grande Centro con Casini, Rutelli e Fini. Dopo i primi entusiasmi, scaldati dalle benedizioni d’Oltretevere, per ora di grande c’è solamente il nome, con Rutelli e Fini che sanno solo galleggiare nel mare dei tatticismi, buoni solo per qualche secondo nei TG serali. Sembrerebbe questa – ma il condizionale è d’obbligo, viste le reticenze all’interno del PD – la strategia di Bersani-D’Alema; una sorta di compromesso storico o grande coalizione che, nell’immaginazione dei proponenti, sia capace di disarcionare il cavaliere.

A noi sembra che un’alleanza con gli integralisti dogmatici dell’UDC sia l’Overture di un Requiem che vorremmo evitare. Le posizioni fondamentaliste di Casini, Buttiglione e confratelli/consorelle non hanno nulla in comune con quelle dei partiti conservatori dei paesi civili, dove il razzismo, l’omofobia e il pregiudizio dogmatico vengono emarginati e condannati duramente. Il Partito Democratico dovrebbe ricordarsi di quando Buttiglione cercò di essere nominato commissario europeo e di come invece riusci’ soltanto a gettare piu’ discredito sulla nostra Repubblica quando l’Europa lo rimandò a casa con un umiliante No, grazie! che fece il giro del mondo.

Sono molti i cittadini italiani che ritengono Di Pietro e il suo partito i soli a fare opposizione al peggior governo della storia d’Italia; invece di gonfiare falsi scandali, il PD farebbe bene a domandarsi perché Di Pietro è cosi’ popolare anche tra i suoi elettori e forse riuscirebbe a capire perché abbandonare l’alleanza con l’IDV rappresenterebbe per il PD il suo suicidio politico.

L’altro soggetto politico a cui, secondo noi, il PD dovrebbe definitivamente aprire le sue porte sono i Radicali di Emma Bonino e Marco Pannella che fanno sapere della “necessità di un chiarimento politico dei rapporti fra Radicali e Partito Democratico”. Senza i Radicali, il PD non è credibile; e non solo in tema di laicità e diritti civili, ma soprattutto perché al PD serve la cultura liberale e democratica dei Radicali. Ignorare quella cultura politica significherebbe impedire la nascita di un vero partito DEMOCRATICO in Italia.

Qualche parola infine su Beppe Grillo, che domenica scorsa a Milano ha presentato il suo movimento politico. Politici e giornalisti usano spesso parole come “antipolitica” e “populismo” per demonizzare Grillo e i tanti cittadini che lo sostengono. Infastiditi dalla grande popolarità che riscuote, il termine tecnico che sfugge a quei politici e giornalisti è “democrazia”. Fortunatamente per il PD c’è anche chi Grillo lo sta a sentire e invita – come fa Giuseppe Civati – a leggere il suo programma.

Sono in molti, è ovvio, all’interno della classe dirigente del PD, a volere un partito chiuso, dove a decidere siano i signori delle tessere, lontani dall’interferenza dei cittadini elettori. L’immagine che danno è quella di un’élite che cerca, disperatamente, di far cadere il governo Berlusconi lasciando intatto il sistema corporativo responsabile di Berlusconi: il vecchio male della cultura nazionale, il gattopardismo. Purtroppo per loro, i cittadini italiani che vogliono abbattere quel sistema sono assai piu’ numerosi, sia a destra sia a sinistra; devono solo smettere di farsi la guerra.

P.S. C’entra poco con le alleanze ma molto con il PD. Un articolo interessantissimo di Francesco Costa per l’Unità dal titolo: Plebiscitarismo! Aggiramento della democrazia interna!


Il piú grande presepio vivente al mondo

6 ottobre 2009

santa-sede_stemma

Qualche giorno fa’ segnalavamo la denuncia dell’International Humanist and Ethical Union (IHEU) contro il Vaticano in sede ONU (UN Human Rights Council) a proposito di pedofilia clericale e l’omertà della “libera stampa” italiana su questi temi.

L’UAAR riporta la reazione del Vaticano:

Silvano Tomasi, osservatore del Vaticano in sede ONU, intervenendo a Ginevra presso il consiglio dei diritti umani per rispondere alle critiche mosse dal delegato IHEU Keith Porteous Wood (Ultimissima del 29 settembre), ha sostenuto che nella maggior parte dei casi i preti che si sono macchiati di violenze su minori non sono pedofili, ma piuttosto omosessuali con tendenze di “efebofilia”.

Gli apprendisti stregoni della Chiesa Cattolica, lo sappiamo, non hanno mai avuto un buon rapporto con la scienza che continuano ad ignorare e contrastare ogni volta, e succede spesso, quella scienza non si piega ai dogmi, alle scritture e al magistero di Santa Romana Chiesa. Abbiamo gia’ scritto dell’omofobia – giustificata teologicamente – di questi anziani uomini resi ottusi dall’arroganza e incapaci di meravigliarsi davanti al mistero della vita. Adoratori di miti di cui hanno dimenticato il significato, il loro Cristo è diventato immagine di paura e sofferenza, i loro fratelli e sorelle dei sudditi la cui umanità dev’essere schiacciata come il serpente, ogni qualvolta il bene della Chiesa lo esige.

In Italia, la “libera stampa” tratta della Chiesa Cattolica con il timore reverenziale frutto di secoli di oppressioni; tutto passa e viene presentato ai cittadini della Repubblica come “bene”, dalle superstizioni alle bestemmie scientifiche e morali, e c’è sempre un prete, un vescovo o un cardinale che spiega in TV o sulle pagine della stampa “colta” montagne di idiozie usando un vocabolario volutamente incomprensibile per meglio offendere la ragione e instupidire l’ascoltatore; in questa liturgia il giornalista italiano (con pochissime eccezioni) ha scelto il ruolo dell’angelo annunciatore che informa la plebe della buona novella, salvo poi, con una buona dose di razzismo, indignarsi se quelle stesse posizioni integraliste e intolleranti sono espresse da un’altro dogma.

La Curia di Roma non si è mai interessata del vero insegnamento di Cristo, la caritas, molto vicina alla compassione del Signore Buddha; orfani dei papi re, i principi della Chiesa continuano a occuparsi a tempo pieno di simonia e di teologia degli uteri, non accontentandosi del confessionale ma rivendicando il diritto dello spirito santo di entrare nella camera da letto e nello studio del ginecologo. La vera patologia però è quella della Repubblica italiana, il piu’ grande presepio vivente al mondo. Invece di celebrare il 150º anniversario dell’unità d’Italia, quella Repubblica farebbe bene a trovare il coraggio per la seconda breccia di Porta Pia, dopo che la prima fu richiusa da Mussolini quando fece risorgere il potere temporale dei papi con i maledettissimi Patti Lateranensi.