Ritorno al futuro. Il giornalismo italiano e la Rete

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Due esperti di 'giornalismo del futuro', ora in viaggio intergalattico, presenti al prossimo convegno, Ritorno al Futuro, organizzato dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia

All’inizio di febbraio di quest’anno, qui nel Regno Unito, il Media Standard Trust (MST) ha pubblicato un rapporto intitolato A More Accountable Press (Una stampa piu’ responsabile). Una ricerca commissionata dal MST per il suo rapporto e condotta da YouGov ha stabilito che soltanto il 7% del pubblico ha fiducia che i quotidiani nazionali si comportino responsabilmente – addirittura una fiducia ancora minore che nelle banche (e si era – allora – in pieno Credit Crunch!). Il 75% della popolazione crede che “i quotidiani pubblicano frequentemente storie che essi sanno essere inaccurate”.

Facciamo notare che stiamo parlando della stampa britannica, dove perfino i peggiori giornali popolari sono assai migliori della stampa seria italiana e di quella cosa che passa per giornalismo nel nostro paese.

C’è tornato alla mente questo rapporto leggendo un’interessante post sul blog di Luca Sofri a proposito di una ricerca nostrana (ASTRA RICERCHE) sulla fiducia degli italiani nella Rete, dove, tra l’altro, si legge:

Due italiani su tre giudicano le notizie prese da Internet come “dubbie” o “inaffidabili”

Assai bene fa Luca Sofri a ricordare un’altra ricerca dello stesso ente (ASTRA RICERCHE), ma dell’anno passato:

il 68% ritiene che i giornalisti non dicano il vero

Sono parecchi anni che bazzichiamo la Rete di lingua inglese e italiana, ivi inclusi i mezzi d’informazione mainstream e sappiamo che vi si trova di tutto (ovviamente). A noi pare che la c.d. “libera stampa” mainstream non riesca a farsi una ragione della competizione offerta dalla Rete. In Italia poi, paese dell’Ordine Fascista dei giornalisti, una corporazione chiusa e autoreferenziale, quella “libera stampa” è addirittura terrorizzata, tanto che si continua a organizzare convegni sul “futuro del giornalismo” e a parlare di “new media” senza invitare e ascoltare chi quei “new” media li sta usando ora, senza aspettare il futuro. Un classico esempio è stato il Convegno organizzato nel 2008 dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Oggi si è svolta la seconda edizione dello stesso convegno, intitolato: “Giornalismo e post-giornalismo. News e lettori tra vecchi e nuovi media”. A giudicare dai partecipanti non ci sembra si siano fatti progressi. A proposito, i risultati di Astra Ricerche di cui sopra sono stati presentati proprio a questo convegno. Titolo del convegno per il prossimo anno: Ritorno al Futuro.

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