Appello per Marino Segretario del PD

14 settembre 2009

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Cari concittadini,

nuvoloni minacciosi si addensano sull’Italia e sull’Europa; il Presidente Napolitano sembra sonnecchiare mentre la Repubblica muore e gli avvoltoi si preparano a dividersi la carcassa; il Partito Democratico ce la sta mettendo tutta per uccidere anche la speranza.

Poi l’informazione che, come la bella addormentata svegliata dal bacio del principe azzurro, sembra improvvisamente accorgersi che in Italia non è libera; abbiate pazienza, ma quanti decenni sono che Pannella e i radicali denunciano lo stato dell’informazione italiana? I toni che ieri Grillo ha usato nella sua lettera aperta al “giornalista italiano” sono davvero eccessivi, date le condizioni reali del paese? Avete visto sulle prime pagine di Repubblica e del Corriere o sulle reti Raiset la risposta di Ignazio Marino alle volgari accuse di Casini?

Ancora una volta vorrei invitare a riflettere sull’importanza della candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del Partito Democratico. I mezzi d’informazione lo boicottano o lo snobbano; i baroni del PD lo temono e quindi rifiutano un confronto pubblico tra le tre mozioni; il Grande Centro di Casini lo insulta – ma questa non è una novità, visto che simili insulti erano già venuti dall’interno del PD, dove Franceschini, occupato a tenere insieme un’armata brancaleone, ha bollato le posizioni di Marino come “pericolose” e Fassino, preoccupato di stringere accordi con chiunque pur di accaparrarsi le poltrone del potere, lo ha chiamato “laicista”.

In vista dell’inesorabile tramonto politico di Berlusconi, vorrei appellarmi a tutti i cittadini che hanno a cuore la Repubblica laica, liberale e democratica, tutti coloro che non vogliono lasciare la loro vita e quella dei loro figli nelle mani né della Lega – razzista e secessionista – né della Curia di Roma – oscurantista, blasfema e simoniaca – e di quei politici che si nutrono di integralismo religioso e dogmatismo ideologico.

Qualunque partito abbiamo votato o non votato, qualunque tessera di partito abbiamo o non abbiamo in tasca, aiutiamo Ignazio Marino e la sua mozione. Visitate il blog di Marino, troverete tutte le informazioni sulla sua mozione e come aiutarlo in vista del congresso e delle primarie del PD. Qui troverete anche una nuova newsletter da diffondere. Passa parola!

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Pannella: Il candidato della sinistra Tony Blair traditore di libertà e di pace

14 settembre 2009

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Marco Pannella intervenendo questa mattina a Radio Radicale ha parlato della possibilità che Tony Blair venga candidato dalla sinistra europea come Presidente della nuova Unione Europea:

“Abbiamo tentato di documentare che non solo Bush, ma se possibile ancora peggio di lui, c’è stato un personaggio che ha tradito il proprio Paese ed il proprio giuramento reiteratamente, che è stato corresponsabile di una politica assassina, negata e nascosta al proprio Paese, malgrado quei documenti interni scritti dei propri diretti collaboratori, e questo è Tony Blair.”

Indeed! Qui nel Regno Unito, Tony Blair è conosciuto come il criminale di guerra Tony Bliar.

Torniamo a ringraziare RadioRadicale per il servizio pubblico che continua ad assicurare ai cittadini italiani e di cui, ora piu’ che mai, la Repubblica ha bisogno.


La Repubblica muore ma il Quirinale sonnecchia

14 settembre 2009

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Quel pezzo di carta che in Italia non ha mai contato nulla, la Carta Costituzionale della Repubblica, recita all’articolo 5 che l’Italia è “una e indivisibile” e all’articolo 87 che il “Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale”.

Se un marziano, in orbita attorno al pianeta Terra, osservasse il nostro paese, noterebbe che il Presidente della Repubblica in carica rappresenta assai male “l’unità nazionale”, visto che ogni volta che quell’unità è messa in discussione, Giorgio Napolitano o tace o si limita a effimere dichiarazioni di circostanza, a uso e consumo dei giornalisti che affollano la sua corte senza potere.

Ieri Umberto Bossi, führer della Lega e ministro della Repubblica, è tornato a parlare di secessione: “Noi però abbiamo un progetto più complesso del federalismo, vogliamo un cambiamento epocale, non ci accontentiamo del federalismo (…) [la Padania] sarà libera con le buone o con le meno buone. La libertà è un diritto, e quindi è un diritto ottenerla in tutti i modi. Siamo qui a Venezia perché sappiamo che un giorno la Padania sarà uno Stato libero, indipendente e sovrano.”

Umberto Bossi è ministro della Repubblica, il titolo di quell’ ufficio, Riforme per il Federalismo. Il marziano si domanderebbe cosa ci sta a fare nel governo della Repubblica italiana, “una e indivisibile”, un signore che dice di volere “con le buone o con le meno buone” la secessione di una parte del territorio nazionale. Se poi dicessimo al marziano che anche il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, fa’ parte dello stesso movimento secessionista e razzista e che il ministero dell’interno è a capo della sicurezza interna della Repubblica e si occupa di immigrazione, diritti d’asilo, cittadinanza, minoranze, elezioni ed enti locali, il marziano, con la sua testa verde piena di confusione, lascerebbe l’orbita terrestre per continuare il suo viaggio nello spazio alla ricerca di forme di vita intelligente.

Noi che invece marziani non siamo, e condannati a restare con i piedi per terra, vorremmo chiedere al Presidente Napolitano perché non onora la sua alta carica, la prima magistratura della Repubblica, e non da’ voce e corpo alla Costituzione italiana nella parte piu’ importante, “l’unita’ nazionale”, che la Carta gli affida.

Ci domandiamo se da quel magnifico Palazzo sul colle piu’ alto di Roma, il Quirinale, gia’ dimora di papi e di re, si riescano a sentire gli umori del paese, l’odore del sangue che è gia iniziato a sgorgare; ci domandiamo se il Presidente Napolitano e la sua corte hanno notizia dei fatti violenti di cronaca che si inseguono senza sosta e che accompagnano sempre le dichiarazioni dei gerarchi in camicia verde.

Mentre a Venezia si aggrediscono due camerieri perché albanesi, a Firenze si massacra di botte un ragazzo perché gay; gli aggressori sarebbero originari delle provincie di Milano e Varese e sarebbe allora interessante accertare se per caso quei due “padani” ascoltano Radio Padania Libera e i suoi incitamenti alla violenza omofoba (la xenofobia, da sola, non basta a tenere occupate l’ignoranza e la violenza indotte dal clima di odio che sempre piu’ assume le connotazioni del terrorismo).

Poche settimane fa’, il Presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, denunciava pubblicamente che il “vero scopo della Lega e’ la secessione”. Bossi, ieri, lo ha ricordato con parole che piu’ chiare non si trovano. In questo crepuscolo della Repubblica, gli avvoltoi si preparano alla disintegrazione politica dell’Italia; da una parte la Lega di Bossi, dall’altra i gerarchi della Curia di Roma che non hanno mai accettato l’unità che il Risorgimento ha regalato all’Italia.

E’ un peccato che il Presidente Napolitano continui a sonnecchiare mentre la Repubblica muore; quella Carta fondamentale che non ha mai contato nulla, chiama quel peccato “alto tradimento” e “attentato alla Costituzione”.