Beppe Grillo al “giornalista italiano”: “tu pensi a una sola cosa, a come salvare il culo con il portafoglio dentro”

V2-Day Volantino 2Era il 25 aprile 2008 e Beppe Grillo ospitava uno spettacolo pubblico sull’informazione. Oggi il popolare artista e attivista scrive al “giornalista italiano”. Grillo e’ autore del blog piu’ seguito d’Italia e che molta attenzione ha attirato anche in Europa e negli Stati Uniti, i cui mezzi d’informazione hanno seguito e raccontato ai cittadini di quei paesi di Grillo, del suo blog, dei suoi spettacoli e VDays senza il tipico pregiudizio italiano. Il giornalismo italiano, nella grande maggioranza dei casi, non ha saputo e/o potuto raccontare Grillo e soprattutto le proposte che via via venivano dal suo blog e dal suo attivismo politico. A differenza dei loro colleghi stranieri, i mezzi d’informazione italiani hanno attaccato Grillo come meglio hanno potuto, cercando di screditarlo personalmente invece di informare il pubblico e controbattere adducendo argomentazioni razionali, dati verificabili e spiegare le proprie ragioni. Forse spaventati forse per la vergogna forse per convinzione, i giornalisti (come i politici) hanno guardato il dito invece della luna. Si evitino quindi le solite prese di posizione ipocrite e gli attacchi a Grillo dai TG di RaiSet e dalle colonne dei giornali; puo’ non piacere, si puo’ non essere d’accordo con quello che dice, ma Beppe Grillo e’ parte del diaologo pubblico in Italia e lo ha dimostrato seriamente anche con il sostegno dato ai candidati che sono stati poi eletti al Parlamento Europeo e nei molti consigli comunali. Solo chi preferisce vivere in Wonderland, nel paese delle meraviglie, puo’ continuare a denigrarlo e/o ignorarlo invece di confrontarsi con le sue idee e proposte, civilmente e democraticamente.

Quando tra pochi giorni si scendera’ in piazza per difendere la liberta’ d’informazione, ci auguriamo l’ipocrisia sia ridotta al minimo indispensabile, anche perche’ l’informazione in Italia, salvo rare eccezioni, non e’ piu’ da difendere ma da ricostruire.

Questa e’ la lettera aperta che Beppe Grillo ha scritto al “giornalista italiano”. Dal blog di Grillo:

Caro giornalista italiano,
sei come gli scarafaggi che sono sopravvissuti a tutto, che esistevano prima dell’uomo e dei dinosauri e che esisteranno anche dopo la nostra scomparsa. Le ere glaciali e la caduta dei meteoriti non li hanno distrutti. Hai digerito Forlani, Andreotti, Craxi e digerirai Berlusconi e ogni altro padrone che servirai. La Metamorfosi di Kafka è il tuo libro di riferimento, con Gregor Samsa che si trasforma da impiegato in insetto ripugnante. Altri aspirano a diventare farfalle da bruchi che sono, tu, più modestamente, uno scarafaggio. E ci riesci quasi sempre. Le eccezioni sono così rare da confermare la regola.
Lo psiconano ci sta lasciando, ieri in Duomo a Milano pregava per sé, non per Mike. Tu sei già pronto a scaldare i motori. Sei in pole position come Ferrara o più attardato come Minzolini e Belpietro, in libera uscita come Mentana o a contare le margherite come Giordano. Aspetti il prossimo padrone. Non sei di destra o sinistra. Queste definizioni non ti si addicono. Potrebbero pregiudicarti un futuro impiego. Un salto della quaglia. Oggi qui, domani lì. Ieri Lotta Continua, oggi P2, domani chissà. E’ la forza della penna sul libretto degli assegni.
Sei riuscito a fare dieci domande dopo venti anni a Berlusconi: quelle sbagliate. Quelle innocue che non possono coinvolgere i tuoi padroni, i tuoi azionisti di riferimento, i Veltroni e i D’Alema. Le domande su Dell’Utri e su Gelli, sulla mafia e sulla P2 le hai tenute di riserva. Sei stato capace di ignorare il conflitto di interessi dello psiconano fino a quando è arrivato il tuo turno di farne le spese. Per te Grillo è peggio di Mussolini, di Craxi, di Berlusconi e De Benedetti, il distruttore della Olivetti, un grande imprenditore. Tu servi il tuo padrone, non il tuo lettore. In fondo è lui che ti sceglie, che ti paga con i finanziamenti pubblici che gli regala lo Stato.
I soldi disponibili per scrivere le tue menzogne, semi menzogne, quasi verità quotidiane sono sempre meno. La pubblicità è diminuita del 40%, senza le nostre tasse saresti tra i disoccupati. Sei un informatore assistito, un conflitto di interessi permanente. Come puoi criticare Tremorti che finanzia il tuo giornale o il pregiudicato Scaroni dell’ENI e il tronchetto delle infelicità che pubblicano pagine di pubblicità? I giornali per cui scrivi sono un retaggio del passato, come le carrozze a cavalli. La Rete ti sta scavando la fossa. Per questo la attacchi ogni volta che puoi. In Rete il tuo editore è il lettore. Quanti lettori avrebbe Scalfari in Rete? Un numero a piacere da uno a cento. In Rete i programmi televisivi più visti sono Report e Anno Zero, quelli che la nuova dirigenza RAI vuole chiudere. Vuol dire che riapriranno solo in Rete…
Il V2Day sulla Libera Informazione che chiedeva, tra l’altro, l’abolizione della legge Gasparri fu boicottato, deriso da ogni giornale. Dall’Unità a Libero, dalla Repubblica al Corriere della Sera. Ora è in programmazione, sui grandi schermi dell’informazione italiana, una giornata di protesta il 19 settembre a Roma per la libertà di stampa. In realtà, come sempre, tu pensi a una sola cosa, a come salvare il culo con il portafoglio dentro.” Beppe Grillo

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