Beppe Grillo al “giornalista italiano”: “tu pensi a una sola cosa, a come salvare il culo con il portafoglio dentro”

13 settembre 2009

V2-Day Volantino 2Era il 25 aprile 2008 e Beppe Grillo ospitava uno spettacolo pubblico sull’informazione. Oggi il popolare artista e attivista scrive al “giornalista italiano”. Grillo e’ autore del blog piu’ seguito d’Italia e che molta attenzione ha attirato anche in Europa e negli Stati Uniti, i cui mezzi d’informazione hanno seguito e raccontato ai cittadini di quei paesi di Grillo, del suo blog, dei suoi spettacoli e VDays senza il tipico pregiudizio italiano. Il giornalismo italiano, nella grande maggioranza dei casi, non ha saputo e/o potuto raccontare Grillo e soprattutto le proposte che via via venivano dal suo blog e dal suo attivismo politico. A differenza dei loro colleghi stranieri, i mezzi d’informazione italiani hanno attaccato Grillo come meglio hanno potuto, cercando di screditarlo personalmente invece di informare il pubblico e controbattere adducendo argomentazioni razionali, dati verificabili e spiegare le proprie ragioni. Forse spaventati forse per la vergogna forse per convinzione, i giornalisti (come i politici) hanno guardato il dito invece della luna. Si evitino quindi le solite prese di posizione ipocrite e gli attacchi a Grillo dai TG di RaiSet e dalle colonne dei giornali; puo’ non piacere, si puo’ non essere d’accordo con quello che dice, ma Beppe Grillo e’ parte del diaologo pubblico in Italia e lo ha dimostrato seriamente anche con il sostegno dato ai candidati che sono stati poi eletti al Parlamento Europeo e nei molti consigli comunali. Solo chi preferisce vivere in Wonderland, nel paese delle meraviglie, puo’ continuare a denigrarlo e/o ignorarlo invece di confrontarsi con le sue idee e proposte, civilmente e democraticamente.

Quando tra pochi giorni si scendera’ in piazza per difendere la liberta’ d’informazione, ci auguriamo l’ipocrisia sia ridotta al minimo indispensabile, anche perche’ l’informazione in Italia, salvo rare eccezioni, non e’ piu’ da difendere ma da ricostruire.

Questa e’ la lettera aperta che Beppe Grillo ha scritto al “giornalista italiano”. Dal blog di Grillo:

Caro giornalista italiano,
sei come gli scarafaggi che sono sopravvissuti a tutto, che esistevano prima dell’uomo e dei dinosauri e che esisteranno anche dopo la nostra scomparsa. Le ere glaciali e la caduta dei meteoriti non li hanno distrutti. Hai digerito Forlani, Andreotti, Craxi e digerirai Berlusconi e ogni altro padrone che servirai. La Metamorfosi di Kafka è il tuo libro di riferimento, con Gregor Samsa che si trasforma da impiegato in insetto ripugnante. Altri aspirano a diventare farfalle da bruchi che sono, tu, più modestamente, uno scarafaggio. E ci riesci quasi sempre. Le eccezioni sono così rare da confermare la regola.
Lo psiconano ci sta lasciando, ieri in Duomo a Milano pregava per sé, non per Mike. Tu sei già pronto a scaldare i motori. Sei in pole position come Ferrara o più attardato come Minzolini e Belpietro, in libera uscita come Mentana o a contare le margherite come Giordano. Aspetti il prossimo padrone. Non sei di destra o sinistra. Queste definizioni non ti si addicono. Potrebbero pregiudicarti un futuro impiego. Un salto della quaglia. Oggi qui, domani lì. Ieri Lotta Continua, oggi P2, domani chissà. E’ la forza della penna sul libretto degli assegni.
Sei riuscito a fare dieci domande dopo venti anni a Berlusconi: quelle sbagliate. Quelle innocue che non possono coinvolgere i tuoi padroni, i tuoi azionisti di riferimento, i Veltroni e i D’Alema. Le domande su Dell’Utri e su Gelli, sulla mafia e sulla P2 le hai tenute di riserva. Sei stato capace di ignorare il conflitto di interessi dello psiconano fino a quando è arrivato il tuo turno di farne le spese. Per te Grillo è peggio di Mussolini, di Craxi, di Berlusconi e De Benedetti, il distruttore della Olivetti, un grande imprenditore. Tu servi il tuo padrone, non il tuo lettore. In fondo è lui che ti sceglie, che ti paga con i finanziamenti pubblici che gli regala lo Stato.
I soldi disponibili per scrivere le tue menzogne, semi menzogne, quasi verità quotidiane sono sempre meno. La pubblicità è diminuita del 40%, senza le nostre tasse saresti tra i disoccupati. Sei un informatore assistito, un conflitto di interessi permanente. Come puoi criticare Tremorti che finanzia il tuo giornale o il pregiudicato Scaroni dell’ENI e il tronchetto delle infelicità che pubblicano pagine di pubblicità? I giornali per cui scrivi sono un retaggio del passato, come le carrozze a cavalli. La Rete ti sta scavando la fossa. Per questo la attacchi ogni volta che puoi. In Rete il tuo editore è il lettore. Quanti lettori avrebbe Scalfari in Rete? Un numero a piacere da uno a cento. In Rete i programmi televisivi più visti sono Report e Anno Zero, quelli che la nuova dirigenza RAI vuole chiudere. Vuol dire che riapriranno solo in Rete…
Il V2Day sulla Libera Informazione che chiedeva, tra l’altro, l’abolizione della legge Gasparri fu boicottato, deriso da ogni giornale. Dall’Unità a Libero, dalla Repubblica al Corriere della Sera. Ora è in programmazione, sui grandi schermi dell’informazione italiana, una giornata di protesta il 19 settembre a Roma per la libertà di stampa. In realtà, come sempre, tu pensi a una sola cosa, a come salvare il culo con il portafoglio dentro.” Beppe Grillo

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Laicità! Ignazio Marino risponde alle accuse di Casini

13 settembre 2009

Il Senatore Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Partito Democratico, risponde a Casini e alle accuse di “toni anticattolici”:

Ignazio, nel rispondere a Casini che oggi, a Chianciano, aveva definito i suoi toni “ laicisti e anticattolici”, ha ricordato “all’onorevole Casini che un bravo cattolico prima di tutto non racconta bugie sugli altri e per questo non accetto l’etichetta immotivata che vorrebbe attribuirmi di anticattolico. Sono convinto che in politica ci debba essere una netta divisione tra la vita di un cattolico, la sua fede e il suo ruolo istituzionale. Nonostante io abbia da sempre una salda fede cattolica e segua gli insegnamenti della religione cristiana, credo profondamente nella laicità della politica. Allo stesso tempo, sono consapevole del ruolo essenziale che i cristiani hanno nella vita pubblica e del contributo che da essi può venire a una visione alta e nobile dell’agire politico. Ma, come del resto diceva anche Aldo Moro: ‘L’autonomia è la nostra assunzione di responsabilità, è il nostro modo personale di rendere un servizio e di dare, se è possibile, una testimonianza ai valori cristiani nella vita sociale’”.

Ignazio ha poi concluso, dicendo che “sui diritti civili, e in particolare sul testamento biologico, l’onorevole Casini dovrebbe guardare ed ispirarsi alle scelte politiche fatte dai suoi colleghi nel Partito Popolare Europeo, in particolare a quelle esemplari di Angela Merkel”.

Inviamo al Senatore Marino la nostra solidarietà contro gli attacchi ingiustificati e dogmatici di Casini; ancora una volta dobbiamo constatare con dispiacere il disprezzo di Casini e della sua parte politica contro la laicità della Repubblica liberale e democratica italiana, della sua Costituzione e delle sue istituzioni. Ricordiamo ancora una volta che la laicita’ e’ il punto d’incontro tra le diverse opinioni e parti politiche e sociali in un paese democratico e liberale; con il risultato di non imporre le proprie convinzioni etiche, religiose, dogmatiche alla Repubblica, alle sue istituzioni e ai suoi cittadini. La laicita’ e’ li’ per difendere la liberta’ del singolo contro l’abuso di potere anche dello Stato. Stato che deve riconoscere i diritti e le liberta’ fondamentali dei cittadini. Non ci sembra un concetto molto difficile da capire, specialmente per un ex Presidente della Camera dei deputati, terza magistratura della Repubblica.

Guardiamo con attenzione invece ai lavori per il Grande Centro i cui Stati Generali hanno visto anche la presenza, come protagonisti, di Rutelli e del Presidente Fini. Ci domandiamo se nel PD c’e’ qualcuno che ha da dire qualcosa.

Minaciosi nuvoloni all’orizzonte; prevediamo tempeste e invitiamo a correre ai ripari.


Nuvoloni si addensano sull’Europa. Aspettando la tempesta

13 settembre 2009

bossi

Umberto Bossi: “Noi però abbiamo un progetto più complesso del federalismo, vogliamo un cambiamento epocale, non ci accontentiamo del federalismo (…) [la Padania] sarà libera con le buone o con le meno buone. La libertà è un diritto, e quindi è un diritto ottenerla in tutti i modi. Siamo qui a Venezia perché sappiamo che un giorno la Padania sarà uno Stato libero, indipendente e sovrano.”

Nuvoloni piu’ che nuvole. Pronti a trasformarsi in uragani e tempeste. In Italia, il führer della Lega, movimento apertamente separatista e xenofobo, e ministro del governo della Repubblica, Umberto Bossi ha minacciato la crisi di governo e dichiarato:

“Fortunatamente la Lega è molto forte in Parlamento e sono costretti a seguirci tutti. E anche i nostri alleati devono dire sì perchè, se la Lega non dà i voti ai grandi progetti, non li avrebbero per andare avanti. E allora sì, che si andrebbe a votare. Ma noi non vogliamo andare a votare, vogliamo le riforme”.

Le “riforme” della Lega le leggevamo proprio oggi sul blog l’Antefatto; un interessantissimo P.S. ad un articolo dell’ottimo Oliviero Beha, La militarizzazione delle news:

P.S. Nel frattempo mi segnalano che il figlio di Bossi, non “delfino” ma “trota” secondo il padre, è stato nominato membro del consiglio di direzione dell’ ”Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”, un baraccone inutile ideato dalla stessa Lega. Stipendio: 12.000 euro al mese. Dieci volte lo stipendio degli insegnanti che lo hanno bocciato. Tre volte. Alla maturità. Eh sì, è decisamente una questione “culturale”, oltre che politica e informativa…

Ma andiamo avanti e seguiamo le dichiarazioni del ministro separatista (solo in Italia!) Bossi. Replicando al Presidente della Camera Fini che proponeva un approccio razionale al problema dell’immigrazione in una societa’ libera e democratica, Bossi ha detto:

“A casa loro, sì, dove sono cittadini – aveva detto il leader della Lega, interpellato dai giornalisti prima di un comizio a Ferrara – qui sono i nostri che hanno i diritti. Qui nessuno va a dire ad altri di comandare a casa sua. Io non sono d’accordo che si dia il voto agli immigrati”.

Vale forse la pena ricordare che il Presidente emerito Ciampi avvertiva qualche giorno fa’, “vero scopo della Lega e’ la secessione”.

Altre nuvole torbide e minacciose arrivano dalla Lituania. Amnesty International denuncia: Lituania: il parlamento verso la criminalizzazione dell’omosessualità. Anche qui vale la pena ricordare che la Lituania e’ paese membro dell’Unione Europea. Ne hanno scritto anche Francesco Costa e Ivan Scalfarotto.

Aspettando il temporale sara’ una buona idea prepararsi e cercare di limitare i danni. Una nuova classe dirigente, competente, disinteressata, laica e capace di raccogliere la fiducia dei cittadini e ascoltarne le richieste, riconoscere i diritti civili di ognuno e con il coraggio della ragione per difendere le istituzioni democratiche, laiche, liberali della Repubblica.

Puo’ il Partito Democratico dare al paese questa classe dirigente? C’e’ piu’ di una buona ragione per dubitarne seriamente. A nostro parere la mozione di Ignazio Marino merita di essere sostenuta con coraggio anche da coloro che non hanno mai pensato di avvicinarsi al Partito Democratico fin’ora. Senza illusioni ma con la convinzione di dare voce ai tanti cittadini che vogliono vivere in una Repubblica laica, indipendente dalle inerferenze politiche d’Oltre Tevere e piu’ giusta e solidale.

Continuiamo a chiedere a Bersani e Franceschini di accettare un confronto aperto e democratico con tuti e tre i candidati alla segreteria.