Partito Democratico: il partito a vocazione suicida

Dario Franceschini e Pierluigi Bersani ci fanno pensare a quei bambini capricciosi e un po’ tristi che amano i giocattoli cosi’ tanto da non condividerli con gli altri bambini. Vittime di un sentimento irrazionale, sicuramente indotto, che attribuisce importanza al giocattolo e non al gioco, quei bambini rischiano di crescere frustrati, con difficoltà a socializzare e vivere insieme. Da grandi, quei bambini cresciuti gelosi dei loro giocattoli, daranno importanza ai giocattoli degli adulti, sempre convinti che il giocattolo e’ piu’ importante del giocare insieme.

Il giocattolo dei politici è il potere, a cui purtroppo molti uomini e donne soccombono; invece di vivere il partito e l’impegno politico come un mezzo per risolvere i problemi della comunità, ascoltando e confrontandosi con coloro che prendono parte a quel gioco, c’e’ chi preferisce tenersi il giocattolo, impedire agli altri di giocare e servire il potere come un dio di cui si e’ schiavi.

Nonostante la breve storia politica, il PD ha già dimostrato in molte occasioni di essere guidato da bambini ossessionati da quel giocattolo. Una classe dirigente isolata dal paese, incapace di comunicare addirittura con i suoi iscritti ed elettori, che rifiuta il confronto, il dialogo, il metodo democratico, l’argomentazione razionale, solo capace di dire di no. No a Marco Pannella, no ai radicali, no ad Antonio Di Pietro, no a Furio Colombo, no a Beppe Grillo, no, no, no! Il giocattolo e’ mio e me lo tengo ben stretto.

L’ultimo no il PD lo sta opponendo in queste ore a quanti dall’interno del partito chiedono un confronto diretto tra i candidati alla segreteria. Franceschini e Bersani preferiscono giocare da soli e lontani dalle interferenze dei cittadini italiani che potrebbero prendere sul serio quell’aggettivo, democratico.

Ignazio Marino, senatore della Repubblica italiana e candidato alla segreteria del PD, è tornato a denunciare il deficit democratico di cui e’ vittima il partito e il paese:

“Il rifiuto da parte di Bersani e Franceschini di partecipare ad un confronto alla pari, di fronte agli elettori, non è altro che il sabotaggio della democrazia interna e un insulto nei confronti dei nostri iscritti. In ogni piazza d’Italia dove vado incontro migliaia di persone, gli stessi organizzatori ne sono stupiti e le cronache dei giornali regionali riportano fedelmente l’interesse suscitato dalla mozione Marino. Sono gli stessi iscritti che chiedono il confronto.  La stampa nazionale, invece, pare non accorgersi della novità della nostra presenza al congresso, quasi ci fosse una congiura del silenzio.”

I cittadini italiani, gia’ abbandonati e traditi dall’informazione e dalle istituzioni repubblicane, gia’ allontanatisi in massa dalla politica partitocratica e soprattutto dal PD, vengono ancora una volta disprezzati da una classe politica che assomiglia sempre di piu’ ad una casta di parassiti il cui unico scopo e’ mantenere il giocattolo ben stretto, costi quel che costi. Piu’ che un partito a vocazione maggioritaria, a noi sembra un partito a vocazione suicida.

3 risposte a Partito Democratico: il partito a vocazione suicida

  1. […] I mezzi d’informazione lo boicottano o lo snobbano; i baroni del PD lo temono e quindi rifiutano un confronto pubblico tra le tre mozioni; il Grande Centro di Casini lo insulta – ma questa non è una novità, visto che simili […]

  2. […] ha via via detto di no a Pannella, ai radicali, a Colombo, a Di Pietro e continua in queste ore ad opporsi ad un confronto aperto e democratico tra le tre mozioni che si contendono la segreteria; Bersani e Franceschini, spaventati dalla […]

  3. pronihilo scrive:

    Nella situazione critica per la democrazia in cui ci troviamo la cosa peggiore è un PD che è la solita brutta copia del solito logoro notabilato che mira al potere. La cosa che gli sta a cuore è preservare i salotti buoni da personaggi magari eccessivi o scomodi come Grillo o Pannella. Mentre ci sarebbe bisogno di una ventata di aria fresca che batta strade nuove e coinvolga la gente. Quello che sta succedendo in puglia non è la spia di questa situazione? Così si alimenta il qualunquismo e Berlusconi su questo ci sguazza. Tutti corrotti. Non se ne salva nessuno.

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