La fascia rossa di Marino e il coraggio delle parole di Veltroni

Due segni, piccoli ma incoraggianti provenienti dal Partito Democratico.

Il primo dalla TV. Ignazio Marino, con fascia rossa al braccio –  bravo il regista della trasmissione – ha spiegato in modo comprensibile, efficace e argomentato l’emergenza democratica dell’informazione in Italia. Marino è stato cosí bravo che gli altri ospiti della trasmissione che sostenevano le tesi opposte, non avendo argomenti, sono stati costretti a fare i clowns e fingere che quelle classifiche sulla liberta’ di stampa redatte da organismi internazionali non sarebbero credibili e chissà come sono fatte e chissa’ chi sono questi e chissa’ a quali allusioni complottistiche quell’onorevole leghista voleva andare a parare… Ma quelle statistiche sono serie, quelle organizzazioni serie e rispettabilissime e infatti cosi’ rispetatte e seguite che gli altri paesi europei e gli altri alleati occidentali sono molto preoccupati a giudicare dalle prime pagine dei giornali internazionali. Marino è stato bravissimo a comunicare questa preoccupazione, sentita come vera emergenza democratica da gran parte del popolo italiano.

Il secondo buon segno dal PD è venuto quando Walter Veltroni ha detto, dal palco della festa del PD a Genova:

(AGI) – Genova, 4 set. – Quando sento il risorgere dell’omofobia oppure della guerra agli immigrati, ci vedo i prodromi di quell’orrore che il nazismo ha consegnato all’umanita’ e nel quale non dobbiamo piu’ ricadere.

Non siamo mai stati dei fan di Veltroni quindi possiamo dirlo senza piaggeria; quelle parole ci piacciono. Ci piacciono perché segnano un orizzonte culturale che credevamo perso dalla classe dirigente di quel partito. Ora lavoriamo perche’ dalle ottime parole si passi ad atti e fatti concreti nel campo dei diritti civili, delle liberta’ fondamentali, del rispetto di ogni singolo essere umano che non va’ visto come nemico ma come fratello o sorella, possibilmente da aiutare se in stato di bisogno. La società che cresce sull’odio e sulla paura e si chiude in se stessa non è una bella società in cui vivere e far crescere i propri figli e la storia ci insegna che da quel tipo di società nascono solo e sempre mostri.

7 risposte a La fascia rossa di Marino e il coraggio delle parole di Veltroni

  1. zamparini scrive:

    ciao enrigo,

    grazie per le gentili parole

    e’ interessante quello che scrivi; l’omofobia e la violenza ad essa collegata c’e’ sempre stata nella nostra societa’ – la cultura sessuofoba, omofoba collegata ad una certa interpretazione della vita e della religione e’ ancora molto presente, non solo in italia, e rappresentata anche nelle istituzioni repubblicane. in tempi di crisi economica, con disoccupazione, indifferenza (o peggio) del governo per la scuola e la ricerca, lo stato dell’informazione italiana da repubblica delle banane, una cultura liberale e laica che se la passa male in italia (e il presente governo ne e’ non l’artefice primo ma la conseguenza e il campione che perpetua e rafforza questa cultura)… io vedo allarmanti segni di regressione culturale;

    poi c’e’ che il mondo non finisce con l’italia e con quella cultura; la globalizzazione delle idee, delle culture, letteratura, cinema, musica, internet… e’ presente e vivace anche in italia, quindi la comunita’ lgbt e’ oggi anche in italia molto piu’ visibile e cosciente e politicamente consapevole. E di questo dobbiamo anche ringraziare il lavoro di migliaia di attivisti della comunita’ lgbt italiana e anche una presenza di tantissime organizzazioni (non necessariamente lgbt), associazioni, gruppi che su moltissimi temi creano tante comunita’ collegate e solidali tra di loro.

    mentre la societa’ si muove, tra regressione e progresso, questi fenomeni di violenza omofoba sono piu’ visibili, e perche’ i gay hanno meno paura a denunciarli e perche’ c’e’ una maggiore sensibilita’ su questi problemi da parte della polizia e della politica e dei media (ancora, soprattutto grazie al lavoro degli attivisti) e infine perche’ gli svastichella di questo mondo si sentono “offesi” e “provocati” dai gay e avvertono i gay come isolati da una societa’che alla meglio li ignora e gli nega i diritti di cittadinanza che sono invece scontati per gli eterosessuali. In piu’ la Chiesa Cattolica – non una piccola setta in Italia, esattamente – continua a promuovere il pregiudizio come valore religioso, ignorando la scienza e calpestando la vita di una parte dell’umanita’. Credo ancora peggio sia la xenofobia, il razzismo contro gli immigrati, specie se di religione diversa o scuri di pelle. Non dobbiamo tollerare questi fenomeni mentre sembra che in italia vengano non solo tollerati ma quasi non ci si fa’ piu’ caso. Questa e’ stata l’estate degli attacchi violenti o su internet contro immigrati e cittadini lgbt a cui poi facevano da sfondo i commenti dei politici della lega e le dichiarazioni clericali per la santita’ e la difesa della famiglia naturale. Quando c’e’ il clima da caccia alle streghe, qualche imbecille che appicca il fuoco si trova sempre.

    A me sembra che sia un bene che i media ne parlino; non per creare isteria ma per informare e far discutere su omofobia, diritti civili e liberta’ fondamentali e ancora, accoglienza e riconoscimento e difesa dei diritti di uomini, donne e bambini che approdano in italia per una vita migliore.

    Sull’omofobia in particolare, sono dell’avviso che e’ importante sicuramente che il nostro ordinamento preveda l’omofobia come aggravante (come gia’ avviene per altri tipi di pregiudizio) ma e’ indispensabile parlare e agire in tema di diritti civili, liberta’, laicita’, in una repubblica democratica.

    scusa la lunghezza della risposta🙂

    ciao
    gabriele

  2. enrigo scrive:

    Ciao Gabriele, leggo spesso il tuo blog, ammiro la tua chiarezza e lucidità, e l’approccio razionale alle cose. Mi chiedevo se l’ondata di attacchi omofobici recenti siano effettivamente fuori statistica, oppure è la solita storia della stampa che accende i riflettori su casi di cronaca particolari dando la sensazione che siano straordinari. Come un po’ di tempo fa si aveva l’impressione che stuprassero una donna ogni giorno (ed effettivamente probabilmente le statistiche parlano di qualche centinaia di stupri all’anno quindi…). Ciò detto ovviamente, se si può approfittare in caso di questa attenzione per alzare la guardia, ben venga.

    enrigo

  3. zamparini scrive:

    @ cubicamente

    si, hai ragione a proposito della conduzione della trasmissione; un serio giornalista e conduttore sarebbe intervenuto e incalzato coloro che mettevano in discussione il rapporto di freedom house e chiesto loro di fornire delle spiegazioni sul perche’ quel rapporto non sarebbe attendibile invece di rimanere in silenzio o addirittura di far tacere un ospite quando parlava del caso scandaloso del direttore del TG1 – io mi riferivo alle inquadrature della fascia rossa in primo piano, probabilmente ero d’animo generoso quando ho scritto quel post. Comunque, nonostante i soliti giochini giornalistici e televisivi, credo Marino abbia saputo comunicare il suo messaggio molto bene

    @ notenotturne

    ti ringrazio perche’ fornisci il classico esempio irrazionale a cui cosi’ spesso si ricorre in italia: ci sono studi controllabili (anche online); questi studi sono fatti da organizzazioni serie, rispettabili con criteri controllabili, da molti anni. Se c’e’ qualcosa che non ti convince e che pensi sia sbagliato, per favore dillo chiaramente, non con generiche e insignificanti battute. Se hai del materiale che contraddice quegli studi, illumina noi e quanti dalle pagine della stampa internazionale sta parlando di grave crisi democratica in Italia. Porta altri studi, osservazioni di esperti, dati verificabili. Fin’ora le patetiche scuse addotte da coloro che criticano questi studi non superano il rango di manie di persecuzione; non il genere di materiale su cui costruire un dibattito razionale e costruttivo, esattamente.

    Dalla press release del rapporto di freedom house:

    Western Europe: The region continues to boast the world’s highest level of press freedom. However, Italy slipped back into the Partly Free category with free speech limited by courts and libel laws, increased intimidation of journalists by organized crime and far-right groups, and concerns over the concentration of media ownership. Greece also suffered a significant decline. http://freedomhouse.org/template.cfm?page=70&release=811

    • notenotturne scrive:

      Assumo dalla tua risposta che abbia esaminato le statistiche in questione. Io mi ero esaminato un po’ i dati intorno ad inizio del Maggio 2009, quando questi dati sono usciti. Avevo pubblicato le mie obiezioni in una risposta su di questo blog:

      http://www.alfonsofuggetta.org/?p=5204

      Sono le risposte a firma Marco Bizzarri (che sono io). In sintesi:

      “E’ interessante vedere le serie numeriche. Se guardi le serie numeriche, infatti, scopri che non è la prima volta che l’Italia va sopra i 30 (è addirittura stata a 35), quindi non mi sembra una grande notizia; ma la cosa ancora più interessante è guardare gli USA che, secondo il loro studio, sono rimasti praticamente a 17-18 durante il periodo post 11 Settembre. Cioé, il problema del giornalismo embedded, del controllo dell’informazione esercitato, etc. etc. non ha, secondo loro, esercitato alcun influsso.”

      • zamparini scrive:

        grazie marco

        e’ molto interessante quello che scrivi

        c’e’ un altro rapporto, mi sembra di Reporter sans Frontières che ci da’ al 44mo posto in una classifica che mi sembra dimostri che infatti la liberta’ di stampa non e’ solo un problema italiano; ma anche quel rapporto denuncia l’anomalia italiana:

        “Situazione atipica all’interno dell’Ue, il presidente del Consiglio Berlusconi detiene di nuovo il controllo delle tre reti televisive pubbliche Rai, da una parte, e del principale gruppo televisivo privato Mediaset, dall’altra. Una predominanza che favorisce anche l’autocensura di una parte della professione”. http://www.articolo21.info/8779/notizia/liberta-di-stampa-italia-al-44-posto.html

        ecco, mi sembra che di questo si stia ora parlando in italia, anche in conseguenza delle vicende politiche e giornalistiche contingenti

        tornando a quello che scrivi nella tua risposta qui sopra, ti ringrazio perche’ mi sembra un’osservazione intelligente; guardero’ meglio a quegli studi e statistiche negli ultimi anni. Sai dirmi se ci sono altre graduatorie di altre agenzie internazionali o universitarie per confrontarne i risultati?

        so per esperienza diretta che la situazione dell’informazione negli stati uniti non e’ cosi’ splendida, anzi, anche se negli stati uniti c’e’ tutta una rete di informazione dal basso, informazione alternativa e che fa un’ottima concorrenza a quelli che sono chiamati state-corporate media. La concentrazione di potere negli USA, nelle mani di pochissimi gruppi industriali che controllano anche altri gruppi industriali e finanziari (a volte industrie delle armi e fornitori del pentagono) – c’e’ un’organizzazione che si chiama FAIR che fa’ un lavoro fantastico, monitorando i mainstream media. ma la’ negli usa la critica dei media e dell’informazione e’ molto avanti e sviluppata.

        anche in gran bretagna dove ora vivo ci sono problemi; con le guerre e le invasioni di iraq e afghanistan e la war on terror di bush e blair, anche in gran bretagna ci sono stati problemi molto seri per la liberta’ d’informazione e blair per esempio, quando era primo ministro, e’ riuscito a cambiare i vertici della BBC per avere la collaborazione della BBC, fondazione pubblica. L’informazione ne ha sofferto enormemente, sia in TV sia sulla carta stampata.

        Pero’ se faccio un confronto tra la tv e l’informazione qui in gran bretagna e quelle in italia, non c’e’ da pensarci troppo. In Italia e’ davvero imbarazzante.

        che ne pensi?

        ciao,
        gabriele

  4. cubicamente scrive:

    A mio avviso il regista di Omnibus tanto bravo non è stato. O meglio, è un po’ furbetto. Hai fatto caso agli stacchi su un Castelli che scrollava la testa in senso di disapprovazione mentre parlava Marino? Pare che questa sia proprio una tecnica televisiva. Che abbia lo scopo di attribuire una connotazione negativa alle argomentazioni di chi sta parlando in quell’istante. Se poi osservi l’impostazione di tutta la trasmissione, ebbene trattasi del solito “panino”: prima una introduzione interlocutoria, poi le opinioni governative, in mezzo un flash sull’opposizione (Pardi e Marino nella fattispecie), conclusione con i rappresentanti della maggioranza che bollano come toeremi inconsistenti le affermazioni dell’opposizione. Uno schema consolidato, a me pare, fatto per non scontentare chi ha il potere. Se ci fai caso, in queste trasmissioni, i giornalisti sono sempre degli zerbini, le loro domande non vanno mai al nocciolo della questione, mai approfondiscono una delle risposte date.

  5. notenotturne scrive:

    “parare… Ma quelle statistiche sono serie”

    Spero che tu abbia letto quelle statistiche, prima di fare affermazioni del genere.

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