Lezioni spagnole per il Partito Democratico

La nuova ondata di violenza omofoba non solo mostra il grado di inciviltà del nostro disgraziatissimo paese ma contribuirà anche a tenere lontani i turisti lgbt che dall’Europa, dagli Stati Uniti e altri paesi si stanno riversando in Spagna dove una ricerca dell’istituto del turismo Turespaña mostra come quei turisti siano non solo rispettati ma corteggiati dall’industria turistica iberica.

Mentre l’Italia non riesce a esprimere una classe dirigente che non sia ignorante, opportunista, ipocrita e supina al Vaticano, la Spagna di Zapatero (che molti dirigenti del PD non si stancano a descrivere come il diavolo, con corna, coda e puzza di zolfo) ha capito benissimo che libertà, società aperta, tolleranza, diritti civili e accoglienza sono misurabili anche sui libri del bilancio delle aziende e del paese.

In questi quindici anni vissuti tra Stati Uniti e Nord Europa, molte volte abbiamo registrato come i cittadini lgbt europei o americani si tengano alla larga dall’Italia e preferiscano la piú accogliente Spagna; e non è solo Zapatero o i capolavori di Almodovar che attraggono i turisti in genere e quelli lgbt in particolare. La Spagna sa benissimo che laddove c’è libertà e tolleranza c`è sviluppo economico e crescita culturale; basterebbe guardare alla storia d’Europa durante i secoli.

Ma la classe “dirigente” del PD, inadeguata culturalmente e codarda politicamente, non vede, non sente, non parla ma non perde occasione di baciare le mani (e non solo) degli alti prelati ricoperti d’oro e lavorare sottobanco per accordi affaristici (il controllo delle regioni del Nord per esempio) con l’UDC di Casini e Buttiglione o con tutto lo schieramento avversario, come Piero Fassino ha recentemente proposto.

Al segretario Franceschini non pone alcun problema la violenza dell’Inquisizione vaticana, sempre pronto a stare dalla parte giusta ed esprimere piena solidarietà all’Avvenire e a Boffo.

Dopo aver contribuito con il loro pregiudizio al clima omofobo irrespirabile in Italia e che aiuta e fa’ pensare a quattro fascistelli da strapazzo che ammazzare un frocio non è poi cosí sbagliato, i Signori del PD ora fanno la voce grossa per accattivarsi un’audience, quella lgbt, troppo generosa a parere di chi scrive.

Ivan Scalfarotto affida alle agenzie il suo appello: “E’ necessario che il Partito Democratico rompa al piu’ presto gli indugi e si schieri compatto e senza esitazioni a fianco della comunita’ Glbt italiana” – parole assolutamente giuste e da sottoscrivere ma che già sappiamo resteranno inascoltate dai dirigenti del partito. Cristiana Alicata, dal suo blog e dal sito di Politico.it sembra entusiasta che finalmente il PD si stia muovendo, e scrive di un “partito che si sta risvegliando”.

Scalfarotto e Alicata sono ottimi attivisti che stanno facendo moltissimo per la comunità lgbt e per il Partito Democratico, quindi questa non vuole essere una critica o una sterile polemica. Però vorrei chiedere a entrambi, ma anche ai molti attivisti lgbt che dall’interno del PD lottano per un’Italia piú civile, piú laica e piú libera, se magari non sia necessaria una dose maggiore di sano scetticismo, visti i giochi politici di queste ore.

Tutti sappiamo che i cittadini lgbt italiani sono considerati una merce spendibile da sacrificare sull’altare degli accordi di partito e tra partiti e la loro criminalizzazione è un regalo che la classe politica – anche del PD – fa’ alla Curia di Roma. La classe politica italiana – a cominciare dai dirigenti del PD – deve capire che la comunità lgbt non chiede elemosine o lacrime di coccodrillo. O si mette fine al pregiudizio e alla discriminazione di cittadini lgbt in tutti gli istituti giuridici del nostro ordinamento o ci si risparmino le parole ipocrite di solidarietà da parte di chi vuole mantenere rapporti privilegiati con il Vaticano e costruire alleanze politiche con i fondamentalisti dell’UDC .

Una risposta a Lezioni spagnole per il Partito Democratico

  1. […] brancaleone, ha bollato le posizioni di Marino come “pericolose” e Fassino, preoccupato di stringere accordi con chiunque pur di accaparrarsi le poltrone del potere, lo ha chiamato […]

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