Lgbt, non ci resta che la disobbedienza civile

In Italia è normale. Mentre in Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda, Belgio… i pagliacci sono tenuti fuori dalle istituzioni e coloro che predicano l’odio, il razzismo e l’omofobia frequentano le aule dei tribunali e spesso ricevono familiari e amici in carcere, in Italia è normale che il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, il leghista Luca Zaia, illustri il suo “pensiero” su RAI e omosessualità:

“La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay. Anzi sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi”.

In Italia è normale. Non ci si indigna, non ci si scandalizza, non si protesta, non si chiedono le dimissioni; il Presidente della Repubblica tace, l’opposizione non vuole innervosire i Rutelli e le Binetti in vista soprattutto dell’alleanza con i clerico-fondamentalisti dell’UDC, mentre quei pochi media ancora liberi, forse troppo occupati con le avventure sessuali di Berlusconi e sempre pronti a mettere in prima pagina quello che i vescovi hanno da dire sulla moralità del primo ministro, sono incapaci di fornire un’informazione laica come accade nel resto d’Europa, un’Europa che non è mai stata cosi’ lontana.

L’omofobia sembra essere il comun denominatore in questa Italia Dio, Patria e Famiglia, un elemento di unione e consenso anziché di scontro e battaglia civile. Forse l’unica via d’uscita che ci resta è quella della disobbediaenza civile, una lotta non-violenta che possa unire il movimento lgbt italiano; non ci vogliono? allora dovranno fare a meno anche delle nostre tasse, del canone RAI, del nostro lavoro…  In questo clima clerico-fascista, e prima che a qualcuno possa tornare alla mente il triangolo rosa o qualche altro segno di riconoscimento, sarà bene muoverci senza aspettare l’elemosina dagli attuali schieramenti politici che come si è fin troppe volte dovuto constatare, non hanno alcuno scrupolo di barattare i diritti civili e le libertà fondamentali dei cittadini lgbt con le poltrone del potere.

Non è piú tempo di lasciare le nostre vite e la nostra felicità nelle mani di questi partiti politici che fanno a gara per genuflettersi e baciar mani e deretani del Papa Re. Credo che solo azioni organizzate, non-violente di disobbedienza civile potranno trasformare la cultura e la politica italiana in materia di diritti civili e libertà fondamentali. I tempi non potrebbero essere piú favorevoli per un’ampia e variopinta coalizione che abbia l’intelligenza politica per unire le forze che numerose esistono nel paese in difesa della libertà e dell’eguaglianza. Ma bisogna crederci.

4 risposte a Lgbt, non ci resta che la disobbedienza civile

  1. […] ministro per le Politiche agricole, il leghista, omofobo Luca Zaia parla di “sentenza astratta e fintamente democratica”. Quando si vantano di […]

  2. […] il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, il leghista Luca Zaia, ci ha infatti illustrato il suo “pensiero” su RAI e omosessualità: “La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la […]

  3. fabio c. scrive:

    Noi andiamo avanti con la nostra opera di denuncia, sperando che serva a qualcosa.

    http://ilnichilista.wordpress.com/2009/08/12/il-ministro-zaia-e-la-tutela-delle-lingue-di-sesso-opposto/

    (magari interessa anche ai tuoi lettori🙂 )

  4. Aion scrive:

    Ma da quando in qua la televisione dovrebbe educare la gente per conto dello Stato? Ah già, dimenticavo che è un comportamento tipico delle dittature..

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