Ora di religione

11 agosto 2009

Paola Binetti è furiosa. Il Tar (tribunale amministrativo regionale) del Lazio ha infatti stabilito che

“l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica”.

Il Tar precisa:

“sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico”

Ma nell’Italia del Papa Re, dove la laicità viene derogatoriamente chiamata “laicismo”, anche un’ovvietà come questa sarà oggetto dei crociati al ritorno dalle vacanze; prepariamoci fin d’ora ai salotti televisivi con i miracoli di Padre Pio, i monsignori in pompa magna e i ciambellani di corte che vanno alla guerra contro l’Italia dei degenerati, degli eretici, delle donne assassine, dove qualche giudice osa perfino appellarsi alla Corte Costituzionale in tema di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Chissa’ se agli studenti dell’ora di religione viene insegnata la storia della Chiesa Cattolica, i fiumi di sangue che sono stati versati in nome di quel dio, la maledettissima Santa Inquisizione, le torture, i roghi, le violenze indicibili, il terrore con cui questa chiesa esigeva obbedienza. Poveri studenti italiani, esposti all’indottrinamento della superstizione dalla scuola pubblica ma non a Darwin e alla scienza; chissa’ se sanno quanto ci costa la Chiesa Cattolica.

AGGIORNAMENTO 12 agosto 2009

La CEI (conferenza episcopale italiana, una sorta di governo ombra della Repubblica Italiana a sovranità limitata e sorvegliata) non ha preso bene la sentenza del TAR e sia la Repubblica sia il Corsera mettono la notizia in prima pagina online:

Corriere – Prof religione , la Cei critica il Tar: sentenza vergognosa

Repubblica – Dalla Cei attacco al Tar “Non toccare l’ora di religione”

Continua il clericalismo dei media italiani, sempre ispirati dallo spirito santo che si trasforma in verbo, ma anche in soggetto e predicato. Perché il giornalismo italiano – a differenza del miglior giornalismo occidentale – ritiene di dover dare sempre e comunque uno spazio preminente e straordinario alla chiesa cattolica, ai monsignori, al papa re, alle posizioni clericali dei politici italiani ma nulla o quasi e’ detto o scritto sulle altre posizioni religiose, etiche, filosofiche e politiche? Perché i media e i giornalisti italiani, con rare eccezioni, non sono in gardo di praticare quel giornalismo laico che è di casa nelle altre democrazie liberal-democratiche?

Cosa dire poi di quegli esponenti clericali che si esprimono in termini eversivi? Gasparri: “Deriva anticattolica”. Volonté: “Magistratura fuori legge”. Monsignor Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica: “Alimenta diffidenza verso magistrati. Motivazioni da bieco illuminismo”.

Mi chiedo, ma esiste piú la Repubblica italiana?

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Salviamo il PD per salvare l’Italia

11 agosto 2009

Secondo un sondaggio effettuato da Ipr Marketing per il quotidiano “Il Riformista”, Pierluigi Bersani è il favorito nella corsa alla segreteria del Partito democratico. Ma la notizia è un’altra, come riporta il Corsera:

soltanto l’8% dell’intero elettorato italiano, infatti, dichiara che parteciperà all’elezione del nuovo segretario. Secondo i sondaggisti, una percentuale che riflette lo scarso interesse che le primarie hanno in questo momento sul popolo del centrosinistra.

Sarebbe sciocco aspettarsi il cambiamento dai notabili del PD, che pur di mantenere il potere e tornare al governo del paese, sarebbero disposti a vendere l’anima della propria madre e ad allearsi con la destra fondamentalista clericale di Casini e Buttiglione.

Ma al governo del paese ci si va con l’appoggio dei cittadini, e i cittadini italiani sono in assoluta maggioranza NON clerico-fondamentalisti. In tutti i temi che vengono definiti cosi’ stranamente “eticamente sensibili” (ma qual e’ un tema non eticamente sensibile???) i cittadini italiani sono molto piu’ liberali, democratici, razionali e pragmatici della maggioranza della classe politica che sembra cosi’ impaurita, addirittura ricattata, dal potere temporale delle gerarchie vaticane che, perduto ormai quel potere di persuasione, addirittura tornano a parlare di scomunica a proposito della pillola RU486.

Il resto d’Europa e del mondo occidentale ci ride dietro, non solo per le acrobazie amatorie del nostro primo ministro ma anche per l’anacronismo della situazione italiana dove il potere clericale dei fondamentalisti cattolici ci allontana sempre piu’ dalle democrazie liberal-democratiche e ci avvicina a quei paesi dove il clero opprime la popolazione.

Forse il PD dovrebbe anche riflettere piu’ seriamente sul fatto che Berlusconi non e’ la causa ma il prodotto di questa Italia a liberta’ sorvegliata, dove la democrazia e’ impossibilitata a espandersi e funzionare, l’illegalita’ e’ la norma, le corporazioni non permettono la competizione e la meritocrazia. Non credo il problema per il PD sia tornare al potere attraverso l’alleanza con i fondamentalisti della destra estrema religiosa (Casini, Buttiglione e l’UDC) per estromettere il cattivo di turno, ma riuscire a convincere i cittadini italiani che il PD e’ davvero la forza che vuole essere strumento di cambiamento, una soluzione di continuita’ con il regime partitocratico e ora populista.

In democrazia quando il popolo non ti sostiene, si scioglie il governo; in Italia invece sembra prevalere l’idea che se il popolo non ti sostiene, si scioglie il popolo. Certo ci vogliono le idee, i programmi e non un semplice rinnovamento di facce. Ma le idee hanno bisogno di gambe per camminare e anche le facce sono importanti e nel PD sicuramente e’ tempo di nuove energie, cittadini che possano portare idee ed esperienze che vadano al di la’ dei soliti rituali della politica italiana, ormai esanime. Il Partito Democratico, o e’ aperto, democratico, laico o non e’. Credo che la Mozione Marino sia la più idonea per questo partito democratico, l’unica che possa contagiare l’entusiasmo e le capacita’ di milioni di italiani, ormai stanchi di decenni di immobilismo e partitocrazia; l’unica in grado di formare grandi alleanze su temi concreti e coinvolgere tutta quella parte dell’elettorato di centro-sinistra che non ha piu’ rappresentanza in Parlamento o una rappresentanza molto ridotta ma che in realtà e’ maggioranza nel paese.

La mozione Marino e le idee che ne sono alla base, libertà, uguaglianza, fratellanza, e quindi rispetto, solidarieta’, meritocrazia, compassione, società aperta e inclusiva, rappresentano un nucleo rivoluzionario in questa Italia sottomessa da secoli di restaurazioni e contro-riforme. Ma la mozione Marino per funzionare ha bisogno di essere conosciuta, ha bisogno dell’entusiamo e la dedizione dei cittadini, dell’impegno degli iscritti e simpatizzanti del PD, del sostegno di tutti quei milioni di Italiani che non si rassegnano di vivere da sudditi di questo o quel signorotto e che ritengono di essere adulti e responsabili da gestire la loro fede (qualunque essa sia) senza sottomettersi al Papa Re.

Non facciamoci intimorire dal fango del Foglio, dall’arroganza anti-cristiana delle gerarchie vaticane, dai sepolcri imbiancati che ci sono anche e numerosi all’interno degli organi dirigenti del PD. Hanno paura. Hanno paura perche’ sanno che le idee e le proposte di Marino sono maggioranza nel paese. Hanno paura di perdere il potere, il loro unico oggetto del desiderio.

C’e’ davvero tanto da fare per salvare e far crescere il PD e attraverso il PD, la democrazia e l’Italia. Ce la faremo? Dipende solo da noi.